EQUILIBRIO DI FASE
Fase: porzione omogenea di materia completamente uniforme per composizione chimica e stato
fisico.
Un sistema omogeneo è costituito da un’unica fase se le parti del sistema hanno le medesime
proprietà intensive (es. soluzione). In un sistema eterogeneo, le parti omogenee, di uguale
composizione chimica e di uguale stato fisico, separabili meccanicamente, appartengono a fasi
diverse.
I gas sono sempre completamente miscibili per cui formano un’unica fase. I liquidi formano più fasi
quando sono fra loro immiscibili. I solidi possono dare un illimitato numero di fasi, per cui le forme
allotropiche e i polimorfi corrispondono a fasi diverse
(esempio: diamante e grafite).
Transizione di fase: passaggio spontaneo da una fase
all'altra a una data pressione e temperatura. La spontaneità
di una transizione è dovuta al fatto che in determinate
condizioni di pressione e temperatura una fase abbia
energia libera inferiore ad un altra.
EQUILIBRIO DINAMICO LIQUIDO-VAPORE: LA TENSIONE DI VAPORE
(a): in un recipiente contenente un liquido viene fatto il vuoto. Il recipiente viene quindi chiuso. Le
molecole vicine alla superficie avranno energia inferiore rispetto alle molecole interne alla massa di
liquido, a causa di un minor numero di interazioni intermolecolari
con le altre. Si osserva il passaggio delle molecole dalla fase
liquida a quella vapore per evaporazione.
(b): le molecole che hanno lasciato la fase liquida possono
tornarvi. Tale processo è chiamato condensazione.
(c): quando il numero di molecole che passano dalla fase liquida a
quella vapore è uguale, nell'unità di tempo, a quello delle
molecole che effettuano il processo inverso si instaura un equilibrio dinamico.
La pressione all'equilibrio si chiama pressione o tensione di vapore del liquido.
EVAPORAZIONE ED EBOLLIZIONE
L'ebollizione si ha quando la tensione di vapore raggiunge il valore della pressione esterna
(atmosferica).
L'evaporazione riguarda solamente le molecole vicine alla superficie del liquido, mentre
l'ebollizione interessa tutte le molecole nel volume del liquido, incluse quelle interne.
Bolle di vapore possono formarsi in seno alla massa del liquido e quindi sfuggire verso la superficie
durante l'ebollizione.
Il diagramma di stato mostra i campi di stabilità delle varie fasi di una
sostanza (componente) in funzione della P esterna e della temperatura.
Ogni regione è caratterizzata dall’esistenza di una fase diversa.
Ogni linea rappresenta un confine di fase tra regioni attigue. In tutti i punti
della linea coesistono due fasi in equilibrio tra loro. Sono quindi dette curve
28
di equilibrio.
punto triplo è dato dall’intersezione di tre linee, per cui si ha la coesistenza di tre fasi diverse.
Il
Il punto critico rappresenta il limite oltre il quale la fase liquido e vapore non possono essere
distinte.
VARIAZIONE DELL’ENERGIA LIBERA NEI PASSAGGI DI STATO
Nel processo dell’ebollizione dell’acqua:
La spontaneità è dovuta alla minore energia libera della fase vapore rispetto
alla fase liquida a una certa pressione e temperatura. A pressione atmosferica,
la transizione è spontanea alla temperatura di 100 °C.
L’ EQUAZIONE DI CLAUSIUS-CLAPEYRON
Le linee nel diagramma di stato definiscono le regioni di equilibrio tra fasi diverse. Consideriamo
l'equilibrio tra liquido e vapore. All'equilibrio l'energia libera della fase liquida è uguale a quella
della fase vapore, per cui:
l'energia libera è definita come:
Immaginiamo ora di operare una variazione infinitesima di temperatura, dT, operando un processo
reversibile. La variazione infinitesima di G è:
dove abbiamo applicato il primo principio per riscrivere U. Utilizzando il secondo principio e
assumendo che il lavoro compiuto sia solo di espansione, si ha che:
semplificando:
all’equilibrio si ha anche dGl = dGv, per cui si ottiene:
raccogliendo i termini simili si ottiene l'equazione di Clausius-Clapeyron:
29
Abbiamo visto che l'entropia relativa al passaggio di stato può essere scritta in funzione dell'entalpia
corrispondente. Quindi:
l'equazione ha validità generale e si applica a tutti gli equilibri tra due fasi della medesima
sostanza.
Analogamente per la sublimazione (solido-vapore) avremo:
nei casi di evaporazione e sublimazione, abbiamo la formazione di vapore il cui volume è molto
maggiore di quello della fase condensata da cui provengono.
Assumendo che il volume del vapore sia molto maggiore di quello della fase condensata, e
utilizzando la legge di stato dei gas ideali possiamo scrivere:
da cui:
L'entalpia relativa al passaggio di stato è praticamente costante con la temperatura, per cui
è possibile utilizzare il ΔH°. Integrando si ottiene:
ponendo c = ln C:
questa espressione ci permette di comprendere l'andamento
della curva di equilibrio liquido-vapore.
Attenzione: la P cresce al crescere di T poiché la relazione è
proporzionale a 1/T, ovvero all’inverso della temperatura e
ΔH°vap > 0. 30
EQUILIBRI DI EVAPORAZIONE E SUBLIMAZIONE
Per la sublimazione si può applicare
un’equazione analoga a quella
dell’ebollizione, dove il calore latente è
riferito al processo di sublimazione.
EQUILIBRIO SOLIDO-LIQUIDO
Per l'equilibrio solido-liquido (fusione) non vi è formazione di gas, quindi bisogna considerare la
variazione di volume tra liquido e solido. Integrando si ottiene:
che può essere riscritta come (utilizzando ΔH°fus):
se ΔH°fus ΔVfus sono positivi la pendenza della
e
funzione è come
quella indicata in figura. La pendenza è elevata, il che
indica che aumentando T le due fasi rimarranno in
equilibrio tra loro solo se la P esterna aumenta in modo
significativo.
PUNTI CARATTERISTICI NEL DIAGRAMMA FASE
L'intersezione della retta che segna la pressione atmosferica e il
diagramma di stato rivela i punti di solidificazione ed ebollizione
ordinari.
La temperatura critica, Tc, rappresenta la temperatura oltre la quale
non è possibile liquefare il vapore per sola compressione. Oltre questo
limite si utilizza il termine gas al posto di vapore.
La pressione critica, Pc, insieme alla Tc stabilisce il limite della curva
liquido-vapore, cioè la posizione del punto critico. Oltre questo non
esistono più liquido o vapore, ma uno stato detto stato supercritico.
31
TC cresce al crescere delle interazioni intermolecolari. Lo “stato supercritico” è definito
convenzionalmente dalla condizione T>TC e P>PC. Un fluido supercritico ha caratteristiche
chimico-fisiche intermedie tra quelle del liquido e quelle del gas.
DIAGRAMMA DI STATO DELL’ACQUA - il punto di congelamento è a 0 °C e a 1atm;
- punto di ebollizione è a 100 °C e a 1atm;
il
- il punto triplo è a 0.0098 °C e 0.00603 atm.
- il punto critico è a 374.4 °C e a 217.7 atm.
- il punto in cui la curva solido liquido cambia
pendenza è a -22 °C e 2045 atm.
DIAGRAMMA DI STATO DELL’ANIDRIDE CARBONICA
Il punto triplo dell’anidride carbonica coincide con la temperatura
di – 56.4 °C e con la pressione di 5.11 atm, superiore cioè a quella
atmosferica. Ciò implica che se a partire da temperature molto
basse riscaldiamo l’anidride carbonica solida sotto la pressione
esterna costante di 1 atm, la sostanza sublima alla temperatura di
-78.5 °C senza passare attraverso lo stato liquido.
La pendenza della curva di transizione solido-liquido è positiva,
poiché il volume del solido è minore di quello del liquido. Nella
regione per P > 73.0 atm e T > 31.1 °C si ha un fluido supercritico.
32
LA REGOLA DELLE FASI DI GIBBS
E’ largamente applicata nello studio di equilibri eterogenei:
V = C - F + 2
V: è la varianza, cioè il numero di variabili che possono essere modificate indipendentemente
senza che si abbia la scomparsa o la comparsa di una fase, oppure la mancanza delle condizioni
necessarie all’equilibrio. Tali variabili sono fisiche (P e T) o chimiche, ovvero le frazioni molari
delle specie (nel caso di reazioni chimiche).
C: è numero delle componenti indipendenti del sistema, cioè dei costituenti chimicamente
indipendenti. Definito anche come il numero minimo di specie sufficienti ad individuare tutte le fasi
presenti nel sistema. Nelle reazioni chimiche, è necessario considerare il numero totale delle specie
chimiche componenti il sistema e sottrarre il numero di relazioni tra le specie, cioè:
costanti di equilibrio;
1)le
2) i vincoli stechiometrici di specie distribuite nella stessa fase.
F: numero delle fasi del sistema in equilibrio tra loro. La fase gassosa è sempre una poiché i gas
sono miscibili in qualsiasi rapporto. Miscele liquide omogenee hanno una sola fase, mentre le
miscele eterogenee danno più fasi. Le miscele solide sono spesso eterogenee.
2: è il numero di variabili ambientali intensive che possono influenzare l’equilibrio. E’ uguale a 2
se consideriamo P e T. Nel caso in cui una di queste variabili non influenzi l’equilibrio tale numero
va ridotto a 1.
Consideriamo il diagramma di stato per una sostanza, quindi un solo componente. Essendo C =1, si
ha che V=3–F nel diagramma P,T.
Nelle regioni in cui ho una sola fase si ha V = 3 – F = 2. Il sistema è
bivariante per cui è possibile variare P e T entro certi limiti senza che si
abbia la comparsa o scomparsa della fase.
Lungo le curve che definiscono l’equilibrio tra due fasi, si ha: V = 3 - F = 1.
Il sistema è monovariante. Definito il valore di una variabile (P o T) l’altro
sarà ad esso vincolato.
Nel punto triplo si ha la coesistenza di tre fasi, quindi V = 3-3 = 0.
Il sistema è invariante, quindi la variazione di T o P porterebbe ad una
variazione del numero delle fasi presenti.
SISTEMI A DUE COMPONENTI: LIQUIDI MISCIBILI E IMMISCIBILI
Se due liquidi si mescolano in tutte le proporzioni per formare una miscela omogenea (soluzione)
sono detti miscibili. Due liquidi che formano una miscela eterogenea e non si mescolano tra loro
sono invece detti immiscibili.
Affinché la formazione di una soluzione sia un processo spontaneo è necessario che:
ΔGmix = ΔHmix - TΔSmix < 0
La miscibilità dipende dalla variazione dell’entalpia e dell’entropia di mescolamento. Il valore di
ΔSmix è generalmente >0. Il valore di ΔHmix dipende dalle interazioni intermolecolari.
33
I composti polari sono miscibili tra loro (etanolo e acqua). Questo perché le interazioni etanolo-
acqua sono simili a quelle tra molecole di etanolo e tra molecole d’acqua (legame a idrogeno),
quindi ΔHmix ~ 0.
I composti apolari sono miscibili tra loro poiché le interazioni di dispersione si stabiliscono tra
molecole della stessa specie e molecole di specie diverse. Anche in questo caso ΔHmix ~ 0.
Specie polari sciolgono poco specie apolari. Questo perché le interazioni dipolo-dipolo indotto tra
molecole polari e apolari sono più deboli di quelle tra dipoli permanenti e dei legame a idrogeno. Il
bilancio energetico in questo caso è sfavorevole, ΔGmix >0, i due liquidi non si mescolano.
SISTEMI A DUE COMPONENTI: MISCELE DI DUE LIQUIDI MISCIBILI
Consideriamo una miscela di due liquidi volatili: A e B.
Come nel caso dei liquidi puri, la fase liquida della miscela sarà in equilibrio con la fase vapore a
una certa temperatura.
La legge di Raoult afferma che la tensione di vapore parziale PA di un componente A in equilibrio
con la fase liquida della soluzione (in cui la frazione molare è χ ) è uguale al prodotto:
A,l
dove P°A è la pressione parziale di A puro. Le stesse relazioni valgono per B:
Chiaramente, la somma delle pressioni parziali è la pressione totale:
notare che:
SISTEMI A DUE COMPONENTI: SOLUZIONI IDEALI
Le soluzioni i cui componenti obbediscono alla legge di Raoult si dicono
soluzioni ideali.
In una soluzione ideale di due componenti A e B quando le forze di
interazione A-A, B-B, A-B sono tutte uguali. In questo caso la pressione
di vapore totale varia in maniera lineare con la composizione. Le tensioni
di vapore dei singoli componenti mostrano anch'esse una dipendenza
lineare dalla frazione molare. Si ha inoltre:
L'energia libera di mescolamento è quindi sempre < 0, il che indica che il
mescolamento è un processo sempre spontaneo in questo caso.
34
Nelle soluzioni ideali, il liquido ha la stessa composizione del vapore solo se P°A = P°B, cioè se i
due liquidi puri hanno la stessa tensione di vapore.
Esiste inoltre una relazione tra le frazioni molari nella fase liquida e quelle in fase vapore. Se χ è
A,v
la frazione molare di A nella fase vapore, allora per la legge di Dalton:
quindi:
se P°A > P°B il denominatore è < 1 e quindi la frazione molare del componente più volative nella
fase vapore è maggiore della frazione molare dello stesso componente nella fase liquida.
COSTRUZIONE DEL DIAGRAMMA TEMPERATURA-COMPOSIZIONE
Se un sistema ad un componente viene lasciato
raffreddare dallo stato liquido a pressione costante, e
la temperatura viene registrata in funzione del tempo,
si ottiene una curva di raffreddamento dove la
temperatura rimane costante finché la solidificazione
non è terminata.
Se si considerano una serie di miscele di A e B a
diversa composizione e si applica la stessa procedura
ad ogni miscela, la temperatura non rimane costante,
ma varia tra una temperatura iniziale e una
temperatura finale.
Per ogni composizione, alla temperatura T1 si ha solo vapore, mentre alla temperatura T2 solo il
liquido. In mezzo ambedue le fasi. La condensazione terminerà in T2.
Per le miscele di liquidi il diagramma a pressione costante
rappresenta le regioni di stabilità della miscela in funzione della
temperatura. La composizione è data di solito mediante la
frazione molare di uno dei componenti.
Questo esempio si riferisce a una miscela benzene- toluene. Il
benzene è più volatile, poichè ha temperatura di ebollizione (80.1
°C) inferiore a quella del toluene (110.6 °C).
La curva inferiore indica la composizione della fase liquida alla
temperatura di ebollizione della miscela.
La curva superiore invece si riferisce alla composizione della
fase vapore in equilibrio con il liquido a una data temperatura.
35
Questo tipo di diagramma serve per ricavare la composizione della
fase vapore in equilibrio con quella liquida alla temperatura di
ebollizione.
In questo esempio, il punto A1 indica la composizione della fase
liquida della miscela. T1, rappresenta la temperatura a cui inizia
l’ebollizione della miscela. La composizione del vapore in
equilibrio con la miscela si ottiene prolungando la linea isoterma
fino a incontrare la linea della composizione della fase vapore
(punto B1).
Riscaldando la miscela la composizione della fase liquida si sposta
verso A2 e alla temperatura T2 la composizione della fase vapore
sarà uguale a quella della fase liquida e il passaggio di stato sarà
completo. Sarà presente solo il vapore a quella temperatura.
LA DISTILLAZIONE DI UNA SOLUZIONE
Il processo di distillazione serve a separare miscele di liquidi che
seguono la legge di Raoult.
Innalzando la temperatura di una miscela che ha una data
composizione (A), si osserverà l'ebollizione. La composizione
della fase vapore sarà data da B.
Supponiamo di raffreddare ora il vapore in B. Diminuendo la
temperatura, la composizione della fase liquida in C sarà la
medesima.
A questo punto ripetiamo l'operazione, riscaldando il liquido con
composizione C all'ebollizione avremo una fase vapore più ricca
di benzene (D), che è il componente più volatile.
Ripetendo l'operazione otterremo alla fine un liquido sempre più
ricco di benzene e più povero di toluene.
La distillazione semplice o discontinua viene realizzata con un
apparato come quello in figura. La temperatura diminuisce con
l’altezza, i componenti meno volatili ricadono nel pallone, mentre
quelli più volatili condensano e vengono quindi allontanati dalla
miscela. La miscela nel pallone si arricchisce dei componenti meno
volatili.
Nella distillazione frazionata il processo è il medesimo ma viene
realizzato in una colonna di distillazione. In questo modo è
possibile raccogliere frazioni corrispondenti a temperature di
ebollizione diverse e quindi estratte ad altezze diverse.
36
DEVIAZIONI DELLA LEGGE DI RAOULT: MISCELE AZEOTROPICHE
Deviazioni dalla legge di Raoult riguardano le miscele in cui la
tensione di vapore a una data temperatura è più alta o più bassa
di quella prevedibile per miscele ideali.
Tali deviazioni possono essere correlate all'entalpia di
mescolamento, ΔHmix cioè alla differenza di entalpia tra i
componenti puri e la miscela.
Nel caso in cui le interazioni intermolecolari siano più forti tra
le molecole dei componenti puri che tra molecole diverse,
come nel caso della miscela etanolo-benzene (a) si ha ΔHmix
> 0. La tensione di vapore della miscela sarà maggiore di quella predetta dalla legge di Raoult per
ogni composizione della miscela (deviazioni positive), poiché le molecole dei componenti
sfuggono più facilmente dalla superficie della soluzione reale che non da quella ideale.
Nel caso della miscela cloroformio-acetone (b) invece le interazioni tra molecole diverse sono più
forti di quelle tra molecole dello stesso tipo, per cui ΔHmix < 0. La tensione di vapore della miscela
sarà minore di quella predetta dalla legge di Raoult (deviazioni negative) poiché le molecole dei
componenti sfuggiranno più difficilmente dalla superficie della soluzione reale rispetto a quella
ideale.
Miscele di questo tipo sono dette azeotropi, in particolare gli
azeotropi sono:
• di minimo, quando le deviazioni sono positive;
• di massimo, quando del deviazioni sono negative.
La miscela etanolo-benzene (a) forma un azeotropo di minimo.
Il diagramma temperatura-composizione indica per una certa
composizione una temperatura di ebollizione minore di quella
dei componenti puri.
La miscela cloroformio-acetone (b) forma un azeotropo di
massimo. Il diagramma temperatura-composizione indica per una certa composizione una
temperatura di ebollizione maggiore di quella dei componenti puri.
Nessuna delle due miscele è separabile nei due componenti puri mediante il processo di
distillazione.
PROPRIETÀ COLLIGATIVE
Consideriamo la tensione di vapore di una miscela di liquidi secondo la legge di Raoult:
Se B è un soluto poco volatile si ha che: 37
Quindi la tensione di vapore della soluzione sarà inferiore a quella di A puro in una misura che
dipende dalla frazione molare di B, poichè:
Le proprietà colligative delle soluzioni non dipendono dalla tipologia del soluto ma solo dalla
sua frazione molare e dalle proprietà del solvente. Tali proprietà sono:
• Innalzamento ebullioscopico;
• Abbassamento crioscopico;
• Pressione osmotica.
Innalzamento ebullioscopico
Consideriamo l'energia libera molare del liquido puro, del solvente e del
vapore:
A basse temperature, il liquido ha energia libera minore del vapore, a causa
della minore energia interna.
La pendenza delle rette è uguale a Sm. Il vapore ha entropia maggiore della
fase liquida per cui la pendenza è più pronunciata.
L'energia libera della soluzione è minore di quella del liquido puro, poiché la
presenza del soluto aumenta il valore di Sm.
L'intersezione che identifica la temperatura di ebollizione è dunque spostata verso temperature più
elevate, per cui si parla di innalzamento ebullioscopico: la soluzione ha temperatura di ebollizione
più elevata di quella del solvente puro.
L'aggiunta di un soluto poco volatile causa un abbassamento della tensione di vapore della
soluzione.
A pressione costante (in tal caso atmosferica) la temperatura di ebollizione della soluzione è
maggiore di quella del solvente puro (innalzamento ebullioscopico).
38
Abbassamento crioscopico
Anche in questo caso è utile considerare l'energia libera molare,
secondo l’equazione:
Il solido ha una energia libera molare che dipende meno dalla
temperatura, poiché le molecole/atomi hanno accesso a un numero
minore di gradi di libertà e quindi Sm è minore rispetto al liquido puro.
L'intersezione tra la retta della soluzione e quella del solido cade a
temperature inferiori rispetto al punto di congelamento del liquido
puro.
Tale fenomeno è detto abbassamento crioscopico: l'aggiunta del
soluto abbassa la temperatura di congelamento della soluzione rispetto
a quella del liquido puro.
La presenza di molecole di soluto ostacola la
formazione del cristallo durante il processo di
so
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti parte 4 Fondamenti di chimica
-
Appunti parte 3 di Fondamenti di chimica
-
Appunti chimica
-
Appunti parte 2 di Fondamenti di chimica