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Organizzazione politica europea

Lezione 2-3

Unione Europea > alcune definizioni:

Objet politique non-identifié (J. Delors)

• Né uno stato né un’organizzazione internazionale (Peterson)

• “in-betweenness” (Laffan)

• Meno di una federazione, più di un regime internazionale (Wallace)

• Un esperimento unico, che incorpora il nazionale nell’europeo e l’europeo nel

• nazionale (Laffan)

Uno dei temi di studio più elusivi nelle scienze sociali (Shakelton e Peterson)

• Un sistema politico (Simon Hix)

• sistema di “policy without politics

Un (Output del sistema politico)

• (Competizione per la conquista e gestione del potere politico)” (Vivien Schmidt)

Cosa NON è l’UE?

1) Stato:

- Non rispetta la definizione classica di Stato Moderno di Weber inteso come

organizzazione in possesso del monopolio tendenziale della violenza

legittima (solo gli stati dispongono e possiedono eserciti e polizie).

- Non è uno Stato-nazione, inteso come corrispondenza tra estensione

territoriale dell’ambito del potere politico con una comunità di individui

caratterizzata da omogeneità culturale, etnica, linguistica…

- Non è uno Stato federale dove per stato federale si intende una forma di

stato con un potere centrale dove le sotto-unità politiche mantengono quote

costituzione.

di sovranit à e prerogative definite dalla

2) Federazione: economia e

Se ci sono elementi di federalismo nell’UE riguardano soltanto

ordine legale . Gli STATI FEDERALI esistenti hanno come minimo:

- un mercato unico (✓)

- una politica commerciale comune (✓)

- una moneta unica (✓)

- un bilancio federale (Sì E NO)

- una politica estera e di sicurezza comune (NO)

- un esercito comune (NO)

3) Organizzazione Internazionale:

Aspetti che differenziano qualitativamente la UE dalle organizzazioni

internazionali tradizionali: efficacia diretta per i cittadini e le

- Diritto comunitario: ha

organizzazioni nazionali e può essere fatto valere, davanti ai

tribunali nazionali, nei confronti dello stesso governo nazionale .

supremazia rispetto alla legislazione

Inoltre esso è in rapporto di

nazionale , e rende nulla la legislazione nazionale che sia con esso in

contrasto. finanziato anche da risorse proprie

- Bilancio comunitario: , non

direttamente conferite dagli stati.

- Parlamento Europeo direttamente eletto dai cittadini dell’Unione, che nel

corso del tempo è divenuto, per una vasta gamma di materie, un vero potere

legislativo. on nega la possibilità di poterla studiare secondo i

N.B. La specificità dell’UE n

modelli elaborati per i tradizionali sistemi politici (Ex. Stato-nazione) e i processi

che li caratterizzano. Abbiamo ad esempio gli approcci dell’Istituzionalismo storico

(Pearson, Se guardiamo al processo di sviluppo degli stati e della UE anziché al quadro

istituzionale presente, la possibilità di comparazione cresce) e del neoistituzionalismo

non-state building Compound

(Bartolini, / Fabbrini, sviluppo USA e UE come casi di

polities).

Punto di partenza > Il sistema degli stati (Ordine post-westfaliano)

Ordine mondiale (arena internazionale) consiste di stati territoriali sovrani (Sovranità si

sull’e sclusione di attori esterni dalle

riferisce a un’organizzazione politica basata

strutture di autorità in un territorio definito ). Gli stati risolvono le proprie

controversie con la diplomazia o con la forza. Il modello dello stato sovrano

rappresenta una rottura con l’ordine medioevale, con le pretese universalistiche del

Papato e dell’Impero, con la frammentazione del potere politico al suo interno.

parziale rottura rispetto al sistema

Il processo di integrazione europea segna una

degli stati “messa in comune” (pooling) di

. Attraverso la condivisione o la

sovranità da parte degli stati:

“La comunità europea non è da caratterizzarsi come un regime internazionale o come

uno stato emergente, ma come un network che implica la messa in comune della

sovranità (the pooling of sovereignty)”

È emersa un’entità politica (polity) che non è un superstato ma è qualitativamente

diversa da un’organizzazione internazionale convenzionale. Gli stati nazionali non sono

da «stati sovrani» a

scomparsi ma hanno subito una significativa ridefinizione:

«stati membri».

Come spiegare la nascita e lo sviluppo di questa entità politica nuova e

particolare?

Il modello esplicativo fa riferimento a:

A) Problemi: caratterizzano lo scenario europeo al termine della WW2:

Ricostruzione economica

1) : Ricostruzione delle economie europee, industria

pesante in particolare da riconvertire ad usi non bellici, e l’intero sistema

economico andava modernizzato in modo da riportare l’Europa e le sue potenze

al centro del panorama internazionale. Questa ricostruzione era auspicata dagli

USA (l’Europa del secondo dopoguerra era una sorta di protettorato americano,

che desiderava un partner sia a livello economico che politico, con la creazione

di un solido blocco occidentale che sarebbe stata la culla geopolitica

dell’integrazione europea) come dimostrato dall’attuazione del piano Marshall;

Problema Tedesco

2) “ ”: assicurazione della pace in Europa anche e

soprattutto attraverso il recupero politico ed economico della Germania;

Inizio guerra fredda

3) : Cooperazione nella gestione delle crisi internazionali,

anche non economiche;

Sviluppo del processo di integrazione successivo al dopoguerra

4)

avviene anch’esso sullo sfondo di problemi condivisi: Problemi che non

possono trovare risposte efficaci a livello nazionale e che richiedono di essere

gestiti congiuntamente attraverso la cooperazione tra stati; problemi legati alla

crescita dell’interdipendenza e alla crisi di territorialità dello stato che

determinano la perdita di capacità dello stato di governare i processi che

incidono sul proprio territorio.

Ambiti di crescita dell’interdipendenza: - Economica (Volume crescente del

commercio mondiale, produzione basata su imprese MNCs,

Internazionalizzazione dei mercati finanziari) – Militare (Nuove tecnologie

militari Ex. Bomba atomica) – Ambientale (Legata a nuove tecnologie di

comunicazione, fenomeni di criminalità internazionale, terrorismo internazionale

e migrazioni internazionali).

Realizzazione e responsabilizzazione

5) : gli stati europei dovevano

realizzare il loro passaggio al ruolo di comprimari sulla scena internazionale a

favore di USA e URSS e (GB e Francia su tutte) la traumatica fine dei loro imperi

e l’eredità andata del colonialismo, mentre al contempo sentivano su di essi a

responsabilità di comprendere e trovare soluzioni all’affermazione dei regimi

totalitaristi venuti alla luce in tempi recenti;

B) Soluzioni: Modelli istituzionali possibili:

1) Politici: Federalismo (Stati uniti d’Europa, Manifesto di Ventotene) VS

Cooperazione intergovernativa tradizionale fra governi e diplomazia

Abolizione tariffe doganali e delle

2) Economici: - Area di libero Scambio (

restrizioni quantitative degli scambi tra gli stati membri ) – Unione

Area di libero scambio con armonizzazione delle barriere

Doganale (

doganali e delle restrizioni quantitative nel commercio verso i paesi

terzi )

C) Preferenze degli stati: Natura Geo-politica degli stati

Strategie esplicative basate su:

- Preferenze degli stati spiegano in ultima analisi perché una soluzione

istituzionale ha prevalso sulle altre;

- Moravcsick – The choice for Europe > Intergovernativismo liberale: gli stati

emergono da lotte tra diversi gruppi

agiscono sulla base di preferenze che

sociali ed economici . Gli stati sono attori razionali ma non necessariamente

unitari (come sostenuto da realismo e intergovernativismo classico), le loro

scelte riflettono un processo politico che vede alcuni interessi prevalere su altri

attraverso un processo di contrattazione che è plasmato non solo dal potere

relativo dei gruppi sociali impegnati in esso ma anche dalle istituzioni stesse.

permettere

L’integrazione avviene perché gli stati ritengono che questa possa

loro di conseguire i loro obiettivi , definiti nel processo di contrattazione

interna; essa non è né lineare né inevitabile, è il risultato della

contrattazione tra stati a diversi livelli per promuovere i loro interess i;

Preferenze geo-politiche:

1) relative alle preoccupazioni degli stati per la loro

sicurezza, ma anche la loro concezione del ruolo proprio nella P.I.

Riguardano:

Percezione della minaccia da parte di una delle superpotenze, l’unione

 sovietica; riarmo unilaterale della

La preoccupazione per un possibile

 Germania ; mantenere lo status

Interesse a di grandi potenze;

 a mantenere e riconfigurare la relazione con le proprie ex-

Interesse

 colonie;

Diffusione di ideali federalisti tra le élite politiche o dall’altra parte la

 prevalenza tra le élites di orientamenti di tipo nazionalista;

I paesi europei nel dopoguerra:

GB si percepisce ancora come una superpotenza , e inizialmente si

 era fatta promotore del percorso di integrazione e cooperazione tra i

paesi europei;

Paesi bassi, Belgio e Lussemburgo sono rispettivamente piccoli e medi

 vulnerabilità;

stati che percepiscono la loro

Francia vuole controllare la ricostruzione tedesca ;

 Italia vuole riscattarsi dopo 20 anni di fascismo e la sconfitta militare

 integrandosi in un percorso di liberal democrazia;

Tutti hanno interesse a mantenere lo status di grandi potenze, anche se

tra questi solo GB può considerarsi in qualche modo tale.

Preferenze di natura economica:

2) Spingono verso l’integrazione paesi con:

strutturalmente simili

Sistemi economici ;

 Sistemi economici caratterizzati da tipi di produzione diversa ma le cui

 interazioni li avrebbero avvantaggiati vicendevolmente

complementari

( );

L’obiettivo comune è la crescita economica .

esclusa GB che non intravede benefici dall’integrazione data la sua rete

N.B. grande

commerciale ancora fiorente con le ex colonie , mentre i sei sono prevalentemente

orientati al mercato europeo.

Queste preferenze dipendono dalla struttura economica, quindi da:

Peso dell’agricoltura VS Industria e terziario ;

 Struttura industria : per dimensioni d’impresa e composizione dei

 settori industriali e dalla sua capacità (Ex. Industria britannica

fortemente competitiva e interessata a un’ampia area di libero

scambio, mentre la media industria tedesca teme la competizione

inglese e nordeuropea);

dipendenza da altri paesi per

Dalla relativa

 l’approvvigionamento energetico (Ex. Regno Unito ha risorse

carbonifere proprie; Il Belgio ha un vasto settore carbonifero, ma

ha bisogno di forza lavoro; La Francia è quasi interamente

dipendente da altri paesi Europei, specie dalla Germania;);

Destinazione dei flussi commerciali (Ex. Regno Unito

 commercia con le ex-colonie mentre i sei sono prevalentemente

orientati al mercato europeo);

Capacità di lobbying sui governi nazionali dai gruppi che

 rappresentano gli interessi economic i (Ex. Forza della lobby

agricola francese e della Federation of British Industry che

rappresenta gli interessi industriali nel Regno Unito);

Soluzione scelta

Trattato di Parigi (1951) e la CECA

È una soluzione facile, in quanto avvantaggia tutti i partecipanti, ma che agli occhi

il primo passo

degli “europeisti” (Monnet e Schuman su tutti) è vista soltanto come

di un percorso di integrazione europea un’area di libero scambio

. Nasce per

Carbone e acciaio principale risorsa energetica

Carbone: , alcuni paesi la

 producono (Belgio e Germania), tutti gli altri ne hanno bisogno per

far crescere l’economia;

Acciaio: Materiale delle armi. Industria sovradimensionata in guerra

 che va ristrutturata . Controllarla congiuntamente vuol dire

controllare la possibilità che la Germania ricostruisca il suo

potenziale bellico;

Funzionalismo

 Prevede integrazione

Soluzione di Jean Monnet e dà origine alla prima comunità.

per settori funzionali, quindi “passo passo” e più che un modello funge

da strategia come integrare?

(Risponde ad un “ ” piuttosto che ad un “Verso che

compatibile con più esiti funzionali).

cosa integrare?” ed è un’autorità

L’integrazione funzionalista di Monnet avviene con la creazione di

sovrannazionale settori apparentemente non politici ma

, partendo da

capaci di generare necessità di ulteriore integrazione e trasferimento di

sovranità (Spill over/ “Snowball effect”).

Paesi membri: Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo

Schuman + Monnet = Iniziatori (Dichiarazione di Schuman) > “NON si può costruire

l’Europa tutta in un colpo e tutta insieme, sorgerà da realizzazioni concrete che creino

innanzitutto solidarietà di fatto.”

Come integrare?

Trattato di Parigi (Aprile 1951):

libero materie prime

Mercato (Area libero scambio)

 Creazione entità sovrannazionale alta autorità cui è delegata

(

 dai governi autorità di decisione anche senza il consenso di

tutti gli stessi governi )

Autorità SOVRANNAZIONALE

Innovazione storica> : rinuncia di una parte di

sovranità da part degli stati limitatamente ad un settore specifico ma cruciale; è la

La CECA non è l’unico esperimento, parallelamente l’altro esperimento

creazione di un esercito comune (CED, Comunità europea di difesa, 1952),

nello scenario della guerra fredda, della guerra di corea, pressione USA per una

difesa europea che integri le forze armate tedesche;

Piano Pleven (1950) > esercito europea che includesse la Germania; con Ministero

della difesa europeo

Trattato per la CED firmato dai sei (1952):

Esercito europeo in cui sono inquadrate tutte le forze armate

 tedesche mentre gli altri stati conservano anche le forze proprie ;

Struttura di comando unificata;

 Struttura analoga istituzionalmente alla CECA;

Fallisce il trattato perché non ratificato dal parlamento francese

1954 > >

abbandono obiettivo di unione politica (evidentemente non erano ancora maturi i

tempi) e rafforzamento strategia funzionalista.

governi non pronti a maggior integrazione politica e militare

Fallisce la CED > (Risoluzione di

> Si procede per piccoli passi tramite l’integrazione economica

Messina, Giugno 1955, firmata dai 6 stati della CECA, obiettivi squisitamente

economici + armonizzazione delle politiche sociali al fine di garantire stabilità e

benessere alle popolazioni dei membri).

“I governi del Belgio, della Francia, della Repubblica federale tedesca, dell’Italia, del Lussemburgo e dei

Paesi Bassi, giudicano sia venuto il momento di aprire una nuova fase nel processo di costruzione

dell’Europa. Essi sono dell’opinione che ciò vada fatto principalmente nella sfera economica e ritengono

necessario continuare nella creazione di un’Europa unita mediante l’ampliamento delle istituzioni comuni,

la graduale fusione delle economie nazionali, la creazione di un mercato comune e il graduale

coordinamento delle politiche sociali. Una tale politica appare loro indispensabile se l’Europa vuole

mantenere la sua posizione mondiale, riconquistare la sua influenza e realizzare un costante

miglioramento del livello di vita della sua popolazione”.

25 marzo 1957 > Trattati di Roma: da area di libero scambio a unione

Trattato 1 > CEE:

 doganale , rimozione di tariffe interne, tariffa comune verso

paesi terzi (eliminazione del vantaggio competitivo dei singoli) e

libero scambio di merci e del libero

promozione del

movimento di servizi e persone . Il focus principale erano le

L’ideologia è quella del free market,

policy e non politics.

capitalismo liberale e non interventismo dello stato

nell’economia , NO protezionismo e NO intervento statale nei

è il mercato che decide la giusta

fallimenti del mercato,

allocazione e distribuzione delle risorse , lo stato potrà

soltanto osservare e beneficiare nel caso (NO nazionalizzazione,

NO salvataggio statale delle aziende che falliscono). Integrazione

focus principale sulle

approfondita, ma che avverrà con un

policy e non sulle politics .

Modello Originario CEE:

1) Combinazione di elementi (Istituzioni e Procedure)

Sovrannazionali (Commissione, Corte di giustizia) e

intergovernativi (Voto unanimità in consiglio dei ministri).

Mancanza di una chiara divisione dei poteri

2) (Legislativo ed

esecutivo sono diffusi e condivisi).

Deficit democratico

3) legato al ruolo nel processo decisionale

comunitario di istituzioni che non hanno una legittimazione

democratica diretta. Sovra-

4) Elementi istituzionali di tipo “Non maggioritario”:

rappresentanza dei piccoli stati membri (S.M), che hanno

lo stesso peso di voto di paesi più grandi nel consiglio dei

ministri ad esempio, agenzie regolative indipendenti.

Trattato 2 > EURATOM

LEZIONE 4-5 di un potere sopra e oltre a quello

Sovrannazionale: implica l’esistenza

degli stati nazionali , in qualche modo autonomo rispetto ai governi di questi.

compiti che si aspettano di essere svolti

Essi delegano una certa gamma di

senza che esso di volta in volta debba operare con la loro approvazione .

Inevitabilmente ciò pone dei vincoli alla sovranità degli stati, in quanto non

hanno pieno controllo sugli esiti decisionali delle istituzioni o delle proc

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra.Giuliano2912 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione politica europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Pansardi Pamela.
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