Neuroscienze
Lezione Introduttiva
Funzioni lobi cervello
I lobi del cervello, cioè le 4 sezioni in cui è suddivisa la corteccia, presentano,
ciascuno, uno specifico set di funzioni; per esempio, il lobo occipitale presiede
all'interpretazione degli stimoli visivi, il lobo parietale all'elaborazione delle
informazioni sensitive provenienti dalla cute, al senso della posizione ecc., il
lobo frontale alla capacità di produrre il linguaggio parlato e scritto, al controllo
dei movimenti volontari ecc., e, per finire, il lobo temporale, alla capacità di
comprendere il linguaggio scritto e parlato, alla percezione e interpretazione dei
suoni ecc.
Cosa diceva Galeno sul cervello (130-200 a.C.)
Il cervello è un organo di percezione
Dedusse le funzioni delle componenti
cerebrali in base alla loro struttura su base
intuitiva
Encefalo: sede delle sensazioni
Cervelletto: sede del controllo muscolare
Ventricoli: responsabili dei movimenti
Cosa diceva Cartesio sul cervello
Cartesio riteneva che l'interazione tra mente e corpo avvenisse attraverso la
ghiandola pineale, situata nel cervello. Secondo la sua teoria, la mente inviava
segnali alla ghiandola pineale, che a sua volta influenzava il corpo e le sue
azioni.
Sostanza grigia e sostanza bianca
La sostanza bianca e la sostanza grigia sono due componenti fondamentali del
tessuto cerebrale nel sistema nervoso centrale.
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La sostanza grigia è costituita principalmente da corpi cellulari dei neuroni,
dendriti e sinapsi. Appare grigia perché contiene un'alta concentrazione di
nuclei cellulari, che sono ricchi di materiali come il DNA e le proteine. La
sostanza grigia si trova nella corteccia cerebrale, dove avvengono molte delle
funzioni cognitive superiori.
La sostanza bianca, d'altra parte, è formata principalmente da fasci di assoni,
che sono le lunghe estensioni delle cellule nervose. Gli assoni sono avvolti da
una sostanza lipidica chiamata mielina, che conferisce loro un colore bianco. La
mielina funge da isolante elettrico, consentendo una trasmissione rapida degli
impulsi nervosi lungo gli assoni. La sostanza bianca si trova al di sotto della
sostanza grigia e forma le connessioni tra diverse aree cerebrali.
Gall (1809): la frenologia
La Frenologia è una teoria sviluppata da Gall nel 1809.
La Frenologia sosteneva l'esistenza di una relazione tra i tratti della
personalità e le caratteristiche anatomiche della testa.
Secondo questa teoria, le diverse funzioni cognitive e i tratti di personalità
erano localizzati in specifiche aree del cervello che potevano essere
identificate attraverso le caratteristiche esterne della testa.
Tuttavia, tra le obiezioni sollevate contro la Frenologia, è stato evidenziato
che non vi è una relazione diretta tra le dimensioni del capo e le dimensioni
effettive del cervello.
Questa critica ha messo in discussione la validità scientifica della
Frenologia come metodo di analisi delle caratteristiche umane.
Evoluzione progressi trasmissione elettrica cerebrale
Franklin (1751): Esperimenti e osservazioni sull'elettricità (pronuncia:
"Frank-lin") - Benjamin Franklin condusse esperimenti e osservazioni
sull'elettricità, contribuendo alla comprensione dei principi fondamentali
dell'elettricità e del suo ruolo nel funzionamento del corpo umano.
Galvani-Du Bois-Raymond (pronuncia: "Gal-va-nee" - "Du Bwah" - "Ray-
mond"): Questi tre scienziati hanno contribuito alla scoperta che la
stimolazione dei nervi può indurre la contrazione muscolare. Hanno
dimostrato che il cervello possiede questa proprietà e hanno aperto la
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strada alla comprensione dei meccanismi di comunicazione tra il sistema
nervoso e i muscoli.
Bell - Magendie (1810) (pronuncia: "Bell" - "Ma-zhon-dee"): Charles Bell e
François Magendie hanno definito la natura delle fibre nervose e hanno
dimostrato che le fibre nervose sensoriali e motorie sono separate. Questa
scoperta ha gettato le basi per la comprensione della localizzazione delle
funzioni cerebrali e del sistema nervoso.
Bell (1811) (pronuncia: "Bell"): Charles Bell ha ulteriormente contribuito alla
comprensione delle funzioni cerebrali, distinguendo le funzioni motorie del
cervelletto dalle funzioni percettive dell'encefalo. Questa distinzione ha
fornito importanti informazioni sulla specializzazione delle diverse aree
cerebrali.
Flourens (1823) (pronuncia: "Flu-renz"): Pierre Flourens ha introdotto il
metodo dell'ablazione sperimentale, che consiste nella rimozione chirurgica
di parti specifiche del cervello per studiare gli effetti sulla funzione. Questo
metodo ha permesso di identificare le funzioni specifiche di diverse aree
cerebrali e ha contribuito alla comprensione delle basi neurologiche del
comportamento.
Questi importanti contributi scientifici hanno svolto un ruolo significativo nello
sviluppo della nostra comprensione del sistema nervoso e delle sue funzioni.
La prima dimostrazione che una regione cerebrale ha una specifica funzione
(Broca 1861)
Broca, un neurologo francese del XIX secolo, descrisse il caso di un paziente
con una lesione frontale sinistra nel cervello. Il paziente aveva difficoltà nella
produzione linguistica, ma la comprensione del linguaggio era intatta. Broca
ipotizzò che un'area cerebrale specifica, successivamente chiamata "area di
Broca", fosse coinvolta nella produzione del linguaggio. Questa scoperta
confermò l'importanza della localizzazione cerebrale nel linguaggio. L'area di
Broca è coinvolta nella pianificazione e nell'organizzazione dei movimenti
coinvolti nel parlare. Le lesioni in questa area possono causare l'afasia di
Broca. Le scoperte di Broca hanno fornito una base per la teoria dell'emisfero
dominante, che sottolinea il ruolo predominante dell'emisfero sinistro nel
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linguaggio. Le sue ricerche hanno contribuito alla comprensione dei disturbi del
linguaggio e delle basi neurologiche ad essi associate.
L’origine della specie ed il sistema nervoso
Nel suo libro "L'origine delle specie" pubblicato nel 1859, Charles Darwin
propose la teoria dell'evoluzione attraverso la selezione naturale. Secondo
questa teoria, gli organismi viventi si evolvono attraverso un processo in cui le
caratteristiche vantaggiose per la sopravvivenza vengono trasmesse alle
generazioni successive, mentre le caratteristiche svantaggiose tendono a
essere eliminate. Darwin estese questo concetto all'evoluzione umana,
sostenendo che anche il comportamento umano può essere soggetto a
evoluzione.
Darwin suggerì che il comportamento, come ad esempio lo stato di allarme che
è comune a molte specie, potrebbe essere ereditabile e suscettibile di
evoluzione. Questo comportamento è il risultato dell'attività cerebrale e può
essere osservato in diverse specie. Questa osservazione ha portato Darwin a
ipotizzare che il sistema nervoso delle diverse specie abbia avuto origine da un
progenitore comune.
Questa ipotesi suggerisce che le differenze nel sistema nervoso tra le specie
possono essere spiegate attraverso una graduale evoluzione da un antenato
comune. Ciò significa che anche l'evoluzione del sistema nervoso, compreso il
cervello e il suo funzionamento, è stato influenzato dai processi evolutivi che
hanno plasmato le diverse forme di vita sulla Terra.
Le idee di Darwin sull'evoluzione e sull'importanza del comportamento
ereditabile hanno avuto un impatto significativo sulla biologia e sulla
comprensione dell'evoluzione umana. La sua teoria fornisce una spiegazione
scientifica dell'origine e della diversità delle specie, compresa la nostra specie,
l'uomo.
Neurofisiologia sperimentale (Fritsch e Hitzig, poi Ferrier)
Nel 1870, i neuroscienziati Fritsch e Hitzig condussero una serie di
esperimenti in cui stimolarono elettricamente la superficie cerebrale di animali.
Attraverso queste stimolazioni, riuscirono a osservare le conseguenti risposte
motorie. Questo lavoro dimostrò per la prima volta che il cervello ha una
connessione diretta con il controllo dei movimenti del corpo. Scoprirono
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specificamente che alcune parti specifiche della corteccia cerebrale erano
responsabili del controllo di determinate azioni motorie.
Successivamente, nel 1881, il neuroscienziato Ferrier condusse esperimenti di
ablazione della corteccia motoria su scimmie. Questi esperimenti consistevano
nella rimozione chirurgica di specifiche regioni della corteccia cerebrale
coinvolte nel controllo motorio. Attraverso tali ablazioni, Ferrier dimostrò che la
lesione della corteccia motoria produceva un'incapacità di compiere determinati
movimenti nel corpo. Ciò confermò ulteriormente l'importanza della corteccia
cerebrale nella regolazione dei movimenti.
In sintesi, gli esperimenti condotti da Fritsch, Hitzig e Ferrier fornirono prove
significative sull'importanza della corteccia cerebrale nella generazione e nel
controllo dei movimenti.
Teoria cellulare
Nel 1839, il biologo tedesco Theodor Schwann formulò la teoria cellulare, che
affermava che ogni tessuto presente negli organismi viventi è composto da
cellule. Questo concetto rivoluzionario sottolineava l'importanza delle cellule
come mattoni fondamentali della struttura e delle funzioni degli organismi.
Nel contesto del sistema nervoso centrale, la scoperta chiave fu quella del
neurone come unità funzionale. Il neurone è una cellula specializzata che
svolge un ruolo essenziale nella trasmissione delle informazioni attraverso il
sistema nervoso. Schwann, insieme ad altri scienziati dell'epoca, comprese che
il sistema nervoso centrale è costituito da una rete di neuroni interconnessi, in
cui ciascun neurone svolge un ruolo specifico nella trasmissione degli impulsi
nervosi.
L'identificazione del neurone come unità funzionale del sistema nervoso
centrale è stata un importante passo avanti nella co
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