1-GEOPOLITICA TRA STORIA E DEFINIZIONI POSSIBILI
La geopolitica è definita lessicalmente come lo studio delle influenze della collocazione geografica di
un popolo, nazione o Stato sulla sua storia politica. Tuttavia, questa definizione è considerata
insufficiente. Il termine "Geopolitik" fu utilizzato per la prima volta da Rudolf Kjellén (1848-1922), che
vedeva gli Stati in costante competizione, con i "maggiori" che avrebbero sopraffatto e inglobato i
"minori".
Nel "periodo classico" (1890-1945), Karl Haushofer (1869-1946) sviluppò una geopolitica pro-
Germania, fondando anche una rivista. La sua definizione di geopolitica la intendeva come la scienza
che studia i fattori politici in dipendenza dall'ambiente geografico, ovvero il fondamento scientifico
dell'arte dell'attività politica nella lotta per l'esistenza degli Stati in relazione allo spazio necessario
loro. Haushofer è legato al concetto di "spazio vitale" (Lebensraum).
Sir Halford J. Mackinder (1861-1947) formulò la teoria secondo cui chi governa l'Europa Orientale
domina l'Heartland; chi governa l'Heartland domina la World Island (Europa, Asia e Africa); e chi
governa la World Island, domina il mondo. La sua visione implicava l'esistenza di elementi non
mutabili come luogo geografico, storia e tradizioni, e portò alla nozione di "Stato cuscinetto" o
"arginamento". L'ammiraglio Alfred T. Mahan (1840-1914), con la sua opera "The Influence of Sea-
Power Upon History, 1660-1793", sottolineò l'importanza della superiorità marittima per il controllo
degli spazi marittimi, rendendo il mare un oggetto scientifico della geopolitica.
Nicholas John Spykman (1893-1943) introdusse il concetto di Rimland (la fascia costiera della massa
euroasiatica), sostenendo che prevale sull'Heartland nella visione geostrategica. È considerato il
padre della politica di "contenimento" (USA/URSS) e del controllo dell'Europa da parte degli USA.
Nel periodo contemporaneo, Yves Lacoste (1929) fondò la rivista Hérodote, introducendo una
"geopolitica critica" che mira a decostruire il mondo "dato per scontato", analizzando le
rappresentazioni geopolitiche come forme di produzione di sapere e strumenti di discorso. F. Thual e
A. Chuprade propongono il rigetto di qualsiasi ideologizzazione.
2-DEFINIZIONE DI GEOPOLITICA
Il mondo è cambiato, e con esso la percezione degli spazi, ad esempio grazie ai trasporti, sebbene la
geografia fisica rimanga la stessa. La geopolitica è una scienza empirica che si basa sull'osservazione
di dati misurabili e fatti, nonché di condotte umane, che, seppur solo in parte misurabili, sono
catalogabili. Il fattore umano introduce un elemento di incertezza.
Secondo Jean, la geopolitica è una disciplina che studia i rapporti, le influenze, i condizionamenti e le
limitazioni dei fattori geografici (fisici e umani) sulla politica, sui comportamenti, decisioni, percezioni
e azioni dei vari attori geopolitici, che possono essere Stati, entità sovra- o sub-nazionali, o grandi
imprese industriali e commerciali. Gli approcci della geopolitica sono utilizzati anche nelle valutazioni
imprenditoriali dei rischi e delle opportunità dei "sistemi-paese". La geopolitica non esiste in natura,
ma solo in letteratura, e va studiata in relazione alla storia del pensiero geopolitico, incluse le
metodologie di analisi, valutazione, sintesi e rappresentazione. L'imprecisione del suo significato è
legata anche alla discussa natura della geografia, in particolare quella umana, di cui la politica è una
branca.
Diodato definisce la geopolitica come lo studio dell'insieme delle relazioni internazionali in una
prospettiva spaziale e geografica, considerando l'influenza dei fattori geografici sulla politica estera
degli Stati e le rivalità di potere su territori contesi tra Stati o gruppi politici armati. In sintesi, tutte
queste definizioni si integrano per fornire un quadro completo della geopolitica, un termine spesso
abusato dai mass-media. Si osserva un revival della geopolitica in Europa, Russia e USA, con nomi
importanti come H. Kissinger, C. Jean, e S. Huntington.
La geografia politica studia e analizza i risultati dei processi politici e di potere degli Stati. La
geostrategia è l'aspetto militare della geopolitica, mentre la geoeconomia (secondo Luttwak) si
concentra sulle strategie economiche e finanziarie più efficaci a livello nazionale. È un campo vasto
che richiede competenze multilivello in economia, finanza, storia, diritto costituzionale, diritto
pubblico comparato, storia delle religioni, scienza e tecnologia.
3-METODOLOGIA DELLA GEOPOLITICA
La metodologia della geopolitica si basa sull'elemento geografico, che include geografia fisica, etnica,
religiosa, e delle risorse. Vengono considerati anche elementi variabili come la popolazione (es. flussi
migratori), le risorse naturali ed energetiche (es. il Venezuela un tempo ricco), e le risorse
infrastrutturali (ferrovie, ponti).
Altri elementi metodologici includono le risorse istituzionali (forma di governo, PA), le risorse
tecnologiche (informatica), e le risorse industriali. Il concetto di "spazio" è ampliato, includendo anche
il web che non è geograficamente quantificabile in modo classico. Gli attori della geopolitica non sono
solo gli Stati, ma anche Organizzazioni Internazionali (ONU, UE), Religioni, Scienza e Tecnica,
Industria, Multinazionali, Banche, Terrorismo e criminalità organizzate.
4-GEOPOLITICA E CARTOGRAFIA
La geopolitica non esisterebbe senza le carte geografiche e senza la politica, ovvero il potere che
agisce in un determinato spazio. La geopolitica crea carte geografiche specifiche per evidenziare
particolari aspetti. È importante distinguere tra mappa (rappresentazione concettuale) e carta
(rappresentazione fisica in scala).
La Critical Cartography (Harley, Woodward) mette in discussione la neutralità delle carte,
interrogandosi sul potere e sulla mappatura del potere e delle élite. Max Eckert (1868-1938)
capovolse la visione eurocentrica del mondo. Oggi si parla di "arte del Mapmaking". L'importanza
della prospettiva è evidenziata da come il mondo può essere visto dalla Cina o dall'Australia.
5-FARE UN’ANALISI GEOPOLITICA
Le antiche civiltà, pur non conoscendo la "geopolitica" come termine, la praticavano. Per fare
un'analisi geopolitica è necessario un discernimento per capire cosa si vuole studiare. La geopolitica
studia i conflitti analizzando attentamente gli attori, le loro reali intenzioni e proiezioni, il territorio e
l'oggetto del contendere, per poi elaborare una teoria geopolitica che viene verificata attraverso i
fatti.
6-GEOPOLITICA DELL’INTELLIGENCE E DEGLI SPAZI RELATIVI ALLA SICUREZZA
Il corso di Geopolitica dell'Intelligence, proposto dall'Università degli Studi Guglielmo Marconi, ci porta
a riflettere sul ruolo dell'Intelligence: è uno strumento o un attore nelle dinamiche geopolitiche?
7-INTELLIGENCE, COSA SIGNIFICA
Per comprendere l'Intelligence, dobbiamo dimenticare l'immagine romanzata alla James Bond. Le
attività di Intelligence sono sempre esistite e sono di natura pratica, non speculativa. Dopo la
Seconda Guerra Mondiale, il concetto si è ampliato notevolmente, affiancando all'intelligence militare
settori come l'economica, industriale e finanziaria. Non è concepibile un mondo senza Intelligence.
Esistono due definizioni principali di Intelligence: una più ristretta, limitata allo spionaggio, e una più
ampia che include controspionaggio, ingerenza e influenza. Per "intelligence in senso proprio", o
"attività informativa", si intende l'acquisizione di conoscenze relative a situazioni estere e la
produzione di singole informazioni. Giancarlo Elia Valori la definisce come "l'essenza del fare politico",
affermando che tutto può essere oggetto di analisi e scelta operativa in questo particolare ramo
dell'arte e della scienza del governo. In sintesi, l'Intelligence è lo strumento che lo Stato usa per
raccogliere, custodire e diffondere informazioni rilevanti per la tutela della sicurezza delle Istituzioni,
dei cittadini e delle imprese. È, quindi, un'attività principalmente statuale.
8-CHE COSA E’ L’INTERESSE NAZIONALE?
Il concetto di "sicurezza nazionale" riguarda il mantenimento integro del potere dello Stato e delle sue
istituzioni di fronte a minacce ostili, siano esse interne o esterne. L'interesse nazionale è un concetto
difficile da definire, poiché varia nel tempo e in base alle circostanze, come affermava Lord
Palmerston: "Non abbiamo alleati eterni, e non abbiamo nemici perpetui. I nostri interessi sono eterni
e perpetui, ed è nostro dovere seguirli".
9-DALLA RAGION DI STATO AL SEGRETO DI STATO
Tutti gli Stati possiedono un apparato di Intelligence, composto da funzionari statali "protetti" dal
diritto con garanzie funzionali. È interessante notare che, ad esempio, il Regno Unito ha negato
l'esistenza di un'Intelligence (sebbene MI5 e MI6 esistessero da tempo) fino all'Intelligence Service Act
del 1994. La legislazione sul segreto di Stato varia da Nazione a Nazione.
10-I RAMI DELL’INTELLIGENCE
Le attività di Intelligence si suddividono in diversi rami: la Difesa Attiva, che comprende lo
spionaggio , e la Difesa Passiva, ovvero il controspionaggio. Poi abbiamo l'Intelligence "umana"
(HUMINT) e l'Intelligence Tecnologica, che si articola in:
SIGINT (Signals Intelligence), che include COMINT (Communication Intelligence) ed ELINT
(Electronic Intelligence).
IMINT (Imagery Intelligence), che riguarda la raccolta di informazioni tramite foto aeree, satellitari
o sensori all'infrarosso.
MASINT (Measurement and Signature Intelligence), che rileva e traduce informazioni per
scoprire e classificare obiettivi, e si articola ulteriormente in RADINT (segnali radar), NUNCINT (dati
nucleari), ACOUSTINT (acustici), ELECTRO-OPRTINT (segnali elettro-ottici, fibre ottiche), TELINT (missili
o veivoli spaziali), ecc..
11-ASPETTI DELL’INTELLIGENCE
Intelligence e tecnologia sono strettamente legati. Un messaggio importante si ottiene sul campo
attraverso il reperimento di informazioni (attività umana), ma la sua trasmissione sicura, senza
intercettazioni o interpretazioni nemiche, è un'attività tecnologica che richiede strumenti di cifratura.
Un esempio storico è il cifrario di Giulio Cesare.
Un altro aspetto fondamentale è l' Open Source Intelligence (OSINT). Oggi, l'80% delle
informazioni è disponibile sul web. Tuttavia, l'OSINT non sostituisce l'analisi delle fonti "classificate"
(HUMINT/TECHINT). L'uso sapiente e la raffinazione delle fonti aperte sono cruciali, come dimostrato
dall'uso dei giornalini delle cittadine russe durante la Guerra Fredda o, più recentemente, la rivista
Dabiq dell'ISIS. Va notato che anche tra Stati "amici", le intelligence sono sempre in competizione.
12-LE RISORSE UMANE DELL’INTELLIGENCE
Un servizio di Intelligence non è onnipotente né onnisciente; è fatto da uomini. Esempi come "Kim"
Philby (1912-1988), che fu una doppia spia dal 1936 al 1963, evidenziano la complessità delle risorse
umane. I servizi di Intelligence affrontano problemi legati al reclutamento del personale, al
"TurnOver", ai fondi, all'adeguamento tecnologico e al tecnicismo operativo. Un servizio è efficace solo
se è al passo coi tempi. Esiste anche un problema "psicologico" o di mentalità, come dimostrato dagli
attentati dell'11 settembre 2001 a New York, dove gli USA non avevano sviluppato gli "anticorpi" per
una minaccia interna di quel tipo.
13-CYBER WAR, CYBER SECURITY, INFO WAR E CENNI DI GEOPOLITICA DELLE COMUNICAZIONI
Questa parte del corso, offerta dall'Università degli Studi Guglielmo Marconi, esplora nuovi elementi
chiave nel panorama geopolitico contemporaneo, come la cyber warfare, la cyber security, la guerra
dell'informazione e la geopolitica delle comunicazioni.
14-CYBER WAR/ CYBER WARFARE
La cyber war, o cyber warfare, ha molteplici finalità, tra cui il reperimento di dati sensibili, l'impatto
sull'economia e la finanza, la paralisi delle strutture informatiche, e il lancio e la diffusione di notizie
fuorvianti. L'obiettivo principale è il "Denial of Service" (DoS), che consiste nella saturazione delle reti
avversarie, e anche l'interferenza, per esempio, nelle elezioni. L'effetto finale è l'indebolimento delle
strutture e la generazione di caos.
Oggi, i computer gestiscono numerose attività civili, come le transazioni economiche e la rete
elettrica. Le modalità di attacco possono includere l'ingresso in una banca dati, l'attacco a
infrastrutture critiche (trasporti, comunicazioni, energia) e l'Equipment Disruption, ovvero l'attacco a
PC e satelliti militari per spezzare la linea di comando.
Una caratteristica fondamentale della cyber war è che non richiede un luogo fisico preciso. Gli
attacchi possono essere condotti non solo dagli Stati, ma anche da singoli hacker. Un cyber attack può
avere anche un fine "dimostrativo", screditando la sicurezza. Questi attacchi portano a una
"deterritorializzazione della guerra" e sollevano problemi nell'individuazione dei responsabili, con
importanti risvolti nel diritto internazionale.
15-CYBER SECURITY
La cyber security si riferisce alla sicurezza delle reti. Questo settore strategico deve affrontare le
minacce non solo degli hacker ma anche dei cyber-crimini. La sicurezza informatica è diventata un
pilastro fondamentale per la protezione delle infrastrutture e dei dati.
16-INFO-WAR E GEOPOLITICA DELLE COMUNICAZIONI
L'Info-War (guerra dell'informazione) è un conflitto non cinetico (senza uso di armi convenzionali) che
opera attraverso il controllo, la manipolazione e la distruzione delle informazioni. Essa può influenzare
il comportamento degli attori, generando caos e mettendo in discussione la sovranità dello Stato. Lo
scopo è influenzare l'opinione pubblica, interna ed esterna. Un esempio storico è l'uso della Radio
Londra durante la Seconda Guerra Mondiale per diffondere notizie che il regime fascista non voleva
far circolare.
Le fake news sono uno strumento potente di manipolazione informa
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Geografia economico-politica - Lévy - Appunti
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