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Economia e misurazione aziendale - Francesconi

Le scelte di dimensionamento della capacità produttiva

Con il termine economia si intende un vantaggio economico nella realizzazione di un’attività, di un processo, di una combinazione economica. Il concetto di economia si applica a parità di condizioni.

Esempio

Si mettono a confronto due impianti in relazione alla loro grandezza e dimensione.

Dimensionamento della capacità produttiva

Alcuni settori si caratterizzano per la presenza di imprese di grandi dimensioni (chimico, farmaceutico, aerospaziale), questa cosa non vale per tutti i settori (turismo, abbigliamento) dove convivono imprese di grandi e piccole dimensioni.

Diventa quindi importante cercare di capire perché si verificano questi fenomeni. Uno di questi fattori è relativo alle economie e la dimensione aziendale è analizzata in termini di capacità produttiva installata (non è l’unica, es. fatturato, n. dipendenti).

Capacità produttiva (CP)

Si intende il numero massimo di output producibili in un determinato tempo e in considerazione di certe condizioni operative. Quando si parla di condizioni operative si fa riferimento alla capacità collegata alla tecnologia e alle competenze dell’azienda, che possono influenzare in modo molto forte la produttività degli output. Il concetto di capacità produttiva è un concetto che cambia nel tempo (riguarda tutti i settori). Abbiamo due tipologie:

  • CP nominale: valore massimo di output in condizione di funzioni astratte (senza prevedere interruzioni, soste), ipotizziamo che la nostra CP lavora al massimo per 365 giorni all’anno.
  • CP raggiungibile (teorica): nell’andare a quantificare il valore massimo dell’output si tiene conto di alcune condizioni che limitano la capacità produttiva (si tiene conto dell’obbligo di dover chiudere certi giorni dell’anno, di fare manutenzione, di scioperi) e quindi andiamo a ridurre il numero di giorni in cui la nostra impresa può funzionare. La CP teorica è inferiore alla CP nominale.

La produzione effettiva è molto spesso inferiore alla CP teorica; ci sono situazioni in cui le aziende operano al 100%, ma ci sono anche quelle che lavorano in modo inferiore. Questo perché ci sono alcuni fattori, ad esempio il mercato non è in grado di assorbire tutta la produzione realizzabile dall’azienda.

Grado di saturazione

Un esempio: Questo si chiama Grado di saturazione.

Capacità produttiva Nominale Teorica
Capacità delle apparecchiature (numero di pezzi/ora) 400 400
Operatività degli impianti ore 24 12
Giorni manutenzione programmata 5 5
Giorni di apertura dello stabilimento 360 240
Giorni persi per altre cause 0 10
Capacità Produttiva 3.408.000 1.080.000
Grado di utilizzo della capacità produttiva 100% 80%
Produzione effettiva 3.408.000 864.000

Misura della capacità produttiva

La misura della CP varia a seconda dell’attività svolta dall’unità aziendale. La CP si misura in modo diverso e i suoi incrementi richiedono quindi la definizione dell’unità di misura dell’output:

  • Aziende di produzione di beni: numero di pezzi
  • Società di consulenza: in termini di giornate/uomo dei consulenti
  • Esercizi commerciali: metri cubi, metri quadrati di esposizione (correlazione tra capacità espositiva e vendite)

Dimensionamento della capacità produttiva:

  • Trasporto aereo: posti a sedere (legato al numero di aerei) e distanze percorribili

Le economie di scala

In alcuni settori l’output può essere condizionato da un insieme di capacità produttive (es. settore aereo). In questi casi si può manifestare il rischio di colli di bottiglia (es. azienda di servizi - è condizionata dal numero di ambulatori, n. giorni di apertura e tempo necessario per le visite, che è il fattore più importante). Economie di scala sono riduzioni di costi medi unitari derivanti dall’incremento della dimensione della capacità produttiva (scala) dell’azienda.

Un collo di bottiglia è un fattore produttivo che maggiormente condiziona gli altri, in condizioni di pieno impiego della capacità o, in ogni caso, a parità di grado di saturazione della capacità.

Riduzione dei costi medi-unitari

La riduzione dei costi medi-unitari dell’output è collegata all’incremento delle dimensioni dell’azienda (scala). Scale diverse indicano aziende che hanno CP installata diversa. Le economie sono connesse alle dimensioni dell’azienda. Le condizioni produttive considerate devono essere analizzate in condizioni di pieno impegno della capacità o, in ogni caso, a parità di grado di saturazione della capacità produttiva.

Più aumentiamo la scala, più il costo medio unitario si abbassa. Per calcolare le EDS, si confrontano due diverse capacità produttive ipotizzando per entrambe lo stesso grado di utilizzo:

EDS = [CMux - CMuy]

CMux = costi totali impianto x / quantità prodotta impianto x

Esempio: Le economie di scala

Supponiamo di voler valutare la dimensione ottimale di un’aula universitaria:

Ipotesi A Ipotesi B
Quantità: 100 Quantità: 200
Cattedra + proiettore 1 3.500 € Cattedra + proiettore 1 3.500 €
Lavagna (500 € cad) 2 1.000 € Lavagna (500 € cad) 2 1.000 €
Pavimenti e plafoni (60 € mq) 99,4 5.964 € Pavimenti e plafoni (60 € mq) 180,6 10.836 €
Rivestimento pareti (20 € mq) 126,9 2.538 € Rivestimento pareti (20 € mq) 161,1 3.222 €
Punti luce (400 €) 6 2.400 € Punti luce (400 €) 10 4.000 €
Punti di condizionamento (800 €) 4 3.200 € Punti di condizionamento (800 €) 8 6.400 €
Finestre (2000 € cad) 2 4.000 € Finestre (2000 € cad) 3 6.000 €
Porta (1.800 € cad) 1 1.800 € Porta (1.800 € cad) 1 1.800 €
Banchi (100 € cad) 100 10.000 € Banchi (100 € cad) 200 20.000 €
Totale costi allestimento 34.402 € Totale costi allestimento 56.758 €
Totale posti 100 Totale posti 200
Costo medio unitario 344,02 € Costo medio unitario 283,799 €

L’esempio ci dice che in presenza di economie di scala, all’aumentare delle dimensioni il costo unitario si riduce; solo in presenza di questo fenomeno abbiamo un’economia di scala. Un altro aspetto è che i costi totali di allestimento aumentano, ma l’aumento è compensato dalla nostra capacità di produrre output, l’incremento del posto è meno che proporzionale alla nostra capacità di produrre output.

Determinare le economie di scala

Serie di cause:

  • Indivisibilità di alcuni componenti: non possono essere ridotti come dimensioni al di sotto di una scala minima (es. lavagna, porta, proiettore). Alcune operazioni possono essere svolte efficientemente solo con una certa dimensione.
  • Maggiore produttività degli input per effetto della specializzazione: al crescere delle dimensioni aziendali si riesce a specializzare maggiormente le risorse, sia umane che tecniche; i livelli di efficienza aumentano.
  • Proprietà geometriche dei contenitori: in molti impianti produttivi la capacità produttiva è proporzionale al volume di alcuni contenitori. La relazione tra area e volume implica che le spese non sono basate sul volume ma sulla superficie.
  • Maggiore efficienza degli impianti di maggiori dimensioni: molti impianti presentano miglioramenti di efficienza all’aumentare della propria potenza (fattore di tipo tecnico).
  • Minori costi unitari di acquisto: ragioni economiche legate al maggiore potere contrattuale delle imprese di maggiori dimensioni, che consentono prezzi di vendita inferiori.

Diseconomie di scala

Si manifestano quando il costo medio di produzione aumenta all’aumentare della quantità prodotta. Il miglioramento della struttura di costi per effetto delle economie di scala trova un limite:

  • Nella capacità di assorbimento da parte del mercato
  • Nelle esigenze di differenziazione dei consumatori (quando le economie sono legate alla specializzazione dei sistemi produttivi)
  • Nella minore flessibilità dei grandi impianti produttivi
  • Nella maggiore complessità gestionale delle organizzazioni più grandi (maggiore coordinamento)
  • Nell’esistenza di costi di trasporto che possono annullare i benefici della scala
  • Nel peggioramento delle relazioni industriali e nell’incremento dei conflitti

Le economie di saturazione, di apprendimento ed altre tipologie di economie

Economie di saturazione: l’economia deriva dall’aumento dello sfruttamento della capacità produttiva installata (tenendo costante la CP), manifestandosi all’interno della stessa scala. Nell’ambito della scala derivano dalla struttura dei costi aziendali, dove:

  • Costi fissi: fattori produttivi il cui costo non varia al variare dei volumi dell’attività
  • Costi variabili: variano al variare dei volumi di produzione

La struttura dei costi è valida nell’ambito della scala finché si raggiunge il massimo della capacità produttiva associato a questa struttura. Nell’ambito della CP installata, più è elevato il grado di utilizzo della CP, più il costo fisso viene ripartito su un numero maggiore di output, determinando una riduzione del prezzo unitario. Questo determina le economie di saturazione o sfruttamento della capacità produttiva.

Le economie di scala non sono riduzioni di costo derivanti da maggiori volumi di produzione; all’interno della scala le economie di saturazione derivano da un incremento dei volumi. Più sono elevati i costi fissi, più è opportuno aumentare il volume, di conseguenza i costi si riducono. È chiaro però che bisogna confrontare queste previsioni con lo studio della capacità di assorbimento del mercato, cercando di evitare di lasciare i beni in magazzino.

Analisi della struttura dei costi

Costo Totale Costo Variabile Costo Fisso Quantità
CT CV CF K

Esempio

La “Click S.r.l.”, azienda produttrice di macchine fotografiche digitali, sta valutando l’ipotesi di effettuare alcuni investimenti che permetterebbero di ampliare la capacità produttiva, aumentare i volumi di produzione e modificare la struttura dei costi. Situazione prevista:

SITUAZIONE ATTUALE SITUAZIONE A SEGUITO DEGLI INVESTIMENTI
Capacità produttiva, numero pezzi per anno: 90.000 Capacità produttiva, numero pezzi per anno: 160.000
Produzione effettiva, numero di pezzi: 81.000 Produzione effettiva, numero di pezzi: 130.000
Costo di acquisto degli impianti, euro: 800.000 Costo di acquisto degli impianti, euro: 1.400.000
Vita utile degli impianti, anni: 10 Vita utile degli impianti, anni: 10
Numero di dipendenti indiretti: 4 Numero di dipendenti indiretti: 7
Costo annuo di ciascun dipendente indiretto, euro: 35.000 Costo annuo di ciascun dipendente indiretto, euro: 35.000
Affitto annuo del capannone, euro: 120.000 Affitto annuo del capannone, euro: 180.000
Costo unitario dei componenti, euro: 46 Costo unitario dei componenti, euro: 42
Costo unitario energia, euro: 1 Costo unitario energia, euro: 0,8
Prezzo unitario di vendita, euro: 120 Prezzo unitario di vendita, euro: 120

Sulla base dei dati della tabella

  1. Calcolare il grado di saturazione della capacità produttiva
  2. Calcolare il costo medio unitario e il reddito operativo totale nelle due ipotesi
  3. Quali economie si realizzano?

1. Si rapporta la produzione effettiva con la capacità produttiva teorica: 81.000/90.000.

2. CMU passa da 51,70 a 47,15 - decremento di 4,05 euro.

3. Si realizzano economie di scala e diseconomie di saturazione della CP (da 90% a 81,25%).

Situazione

SITUAZIONE ATTUALE SITUAZIONE PREVISTA DOPO GLI INVESTIMENTI Δ
Capacità produttiva: 90.000 Capacità produttiva: 160.000 78%
Produzione effettiva: 81.000 Produzione effettiva: 130.000
Grado di utilizzo della capacità produttiva: 90,00% Grado di utilizzo della capacità produttiva: 81,25%
Costi variabili unitari: 47,00 Costi variabili unitari: 42,80 -9%
Componenti: 46,00 Componenti: 42,00
Energia: 1 Energia: 0,8
Costo totale componenti + energia: 3.807.000 Costo totale componenti + energia: 5.564.000
Costi variabili totali: 3.807.000 Costi variabili totali: 5.564.000
Costi fissi: 340.000 Costi fissi: 565.000 66%
Ammortamenti: 80.000 Ammortamenti: 140.000
Lavoro indiretto: 140.000 Lavoro indiretto: 245.000
Affitto: 120.000 Affitto: 180.000
Costi totali: 4.147.000 Costi totali: 6.129.000 48%
CMU: 51,20 CMU: 47,15 4,05
Costo variabile unitario: 47,00 Costo variabile unitario: 42,80 -9%
Costo fisso unitario: 4,20 Costo fisso unitario: 4,35 4%
Ricavi: 9.720.000 Ricavi: 15.600.000
Costi totali: 4.147.000 Costi totali: 6.129.000
Reddito operativo: 5.573.000 Reddito operativo: 9.471.000

Si realizzano economie di scala e diseconomie di saturazione della capacità produttiva (da 90% a 81,25%).

Economie di apprendimento

Le economie di apprendimento sono una diversa fonte di economia, riduzioni di costo unitario e miglioramento della qualità dell’output che si realizzano per effetto dell’esperienza nella realizzazione della produzione (know how). Le economie di apprendimento dipendono dal volume di produzione cumulato e si manifestano nel tempo (ovvero dal volume di quel particolare bene realizzato da un'impresa dall’inizio della sua attività). Esse sono state studiate nel settore produttivo ma il concetto può essere esteso anche ad attività diverse dalla produzione. Le economie di apprendimento si calcolano valutando la riduzione % dei costi ad ogni raddoppio della produzione cumulata.

Esempio

Airbus si è accorta che per produrre un determinato aereo sono state necessarie meno giornate per la sua produzione:

  • 1° raddoppio: 1 Airbus prodotto con 200 giornate di manodopera
  • 2° raddoppio: 2 Airbus con 160,0 giornate di manodopera per ciascun Airbus
  • 3° raddoppio: 4 Airbus con 128,0 giornate di manodopera per ciascun Airbus
  • 4° raddoppio: 6 Airbus con 119,1 giornate di manodopera per ciascun Airbus

La curva di esperienza ci dice quanto cala il costo ogni volta che si raddoppia la produzione cumulata. Se la curva di apprendimento è nota, siamo in grado di prevedere la produzione di un determinato bene, in questo caso un Airbus.

L’inclinazione della curva dipende dalla capacità di imparare, denominata velocità di apprendimento: si ottiene rapportando i costi relativi a due produzioni che rappresentano un rapporto di esperienza 2 a 1:

(C2x - Cx)/Cx * 100

Perché si possa misurare il solo effetto esperienza, occorre che nell’intervallo considerato le altre condizioni produttive restino invariate. Le curve di esperienza evidenziano che i grandi benefici si hanno nelle fasi iniziali della produzione (molto più inclinata).

Da cosa dipendono queste economie

  • Maggiore abilità delle persone nel fare le cose
  • Maggiore capacità di selezionare le risorse critiche per la produzione del bene, importante quando più il nostro bene è complesso
  • Coordinamento più efficiente
  • Maggiore programmabilità dell’attività
  • Semplificazione dei prodotti e processi (nella parte intermedia della produzione è l’aspetto più importante)

Esempio

L’azienda GAMMA produce registratori di cassa. Un nuovo modello era stato introdotto nel 2007; al termine del primo lotto di produzione, pari a 2.000 unità, il costo unitario era pari a 340€, relativo ai componenti e alle attività di assemblaggio e collaudo. Nella tabella seguente sono riportati i volumi di produzione realizzati nei diversi esercizi dal 2007 al 2011.

Anno Produzione annua
2007 4.000
2008 4.000
2009 2.000
2010 4.000
2011 2.000

Determinare il costo unitario di produzione nel 2011

Determinare il costo unitario di produzione nel 2011 considerando che l’azienda opera con una velocità di apprendimento dell’80%. Commentare il risultato, spiegando quali economie si realizzano.

Anno Produzione annua Produzione cumulata Costo dell’n-esimo pezzo (euro)
2007 4.000 2000+2000 340x0,80=272
2008 4.000 8000 272x0,80=217,6
2009 2.000 10000
2010 4.000 14000
2011 2.000 16000 217,6x0,80=174,1

L’azienda nel 2011 raggiunge una produzione cumulata di 16.000 pezzi, il che significa (si veda la tabella sottostante), 3 raddoppi. Il costo unitario nel 2011 è pari a 174,1€. Si realizzano economie di apprendimento che portano ad una riduzione del costo medio unitario dovuto a raddoppi della produzione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dilorenzoleo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e misurazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Francesconi Andrea.
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