DIRITTO DEL LAVORO
Introduzione
Lavoro: azione di creare qualcosa, strumenti che gli consentono di incidere sul mondo;
deriva dalla parola “labor” contrapposta dai romani con “otium”.
→fatica,
Il lavoro può essere l’azione con la quale realizzarsi, quindi un lavoro libero (creazione
come modo di acquisto della proprietà); con la contraddizione di lavoro come fatica e
quindi obbligatorio.
Nell’art.4 il lavoro è trattato proprio come questa contraddizione, sia come modo per
realizzarsi sia come dovere.
L'antenato del rapporto di lavoro è la schiavitù. Infatti, il lavoro di cui parleremo è il
cosiddetto lavoro subordinato, per cui un soggetto si obbliga mediante retribuzione a
collaborare nei confronti di un'impresa prestando il proprio lavoro e facendo ciò che
altri non hanno voglia di fare, sotto la direzione dell'imprenditore.
Solo dall’800 si comincia a regolare il lavoro (la disciplina del rapporto di lavoro) grazie al
diritto del lavoro. Adesso si parla del lavoro subordinato, ma in antichità non esisteva un
ordine perché tutto veniva conquistato, ad ex. gli schiavi venivano costretti; ma poi si è
diventati liberi di scegliere e non era più la forza a costringere al lavoro ma la necessità,
il bisogno.
Con la Rivoluzione francese (libertà, egualità, solidarietà) si afferma la libertà formale,
secondo cui tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge. Ma se tutti sono uguali,
perché c’è qualcuno che ha bisogno di denaro e lavora sotto ordine di un altro uomo che
invece ha denaro ma non ha voglia di fare quello che deve fare →subordinazione.
Conseguenza di questa affermazione è che nessun privato può essere obbligato da un
altro privato a fare qualcosa senza il proprio volere (corollario dell’uguaglianza). Gli
unici che possono farlo sono tre soggetti, tra cui il datore di lavoro. Ciò significa che la
libertà formale non necessariamente ci rende liberi, sempre a causa del bisogno, da cui
retribuzione, cioè il corrispettivo dell'attività
possiamo liberarci solo attraverso la
lavorativa che stiamo svolgendo e per cui ci siamo levati del tempo libero. La
retribuzione scende fino al livello necessario per la sopravvivenza, perché la
disoccupazione crea concorrenza tra i lavoratori.
Serve quindi un sindacato (è l’organizzazione di due o più persone per ottenere migliori
condizioni di vita) che ha potere contrattuale e quindi può dettare le condizioni di
lavoro (è monopolio dell’offerta di manodopera); serve una regola perché il sindacato
esista, cioè bisogna concordare sul fatto che nessuno accetti di lavorare a condizioni
diverse (soprattutto se inferiori) da quelle concordate dal sindacato su interesse di tutti
collettivo (sintesi
coloro che ne fanno parte. Il sindacato quindi si occupa dell’interesse
di interessi individuali). Se è in monopolio detta lui le condizioni di lavoro, ma se non lo
è deve cercare comunque di soddisfare tutti attraverso la solidarietà.
art. 1 l’impegno di non lavorare a condizioni inferiori
art.2 si stabiliscono le regole di organizzazione 1
art. 3 modalità di elezione, espulsione (il rappresentante deve sottoscrivere i contratti
collettivi e disciplina i rapporti contrattuali di tutti).
Se l’accordo non viene rispettato, i lavoratori saranno portati a scioperare, sciopero
come astensione collettiva del lavoro, quindi individua il comportamento con il quale i
lavoratori possono ottenere da soli i loro diritti.
Tutto il diritto del lavoro è ordinato a questo fine: alla tutela della persona del lavoratore
coinvolto in un rapporto, e tra tutti i rapporti di natura patrimoniale è l’unico a porre, sia
pure per necessità istituzionale, una persona alle dipendenze di un’altra.
Infatti, tale contratto riguarda l'essere e non l'avere come invece gli altri contratti
appartenenti al diritto civile.
Il salario si attesta tra domanda e offerta; ma senza nessun intervento dello stato e
quindi lasciando libero il gioco dell’economia, questo scende al minimo necessario per
la sopravvivenza (aumentano però i poteri del datore di lavoro) in cui la
→sistema
disoccupazione è strutturale (mancanza di un impiego legata all'assenza di
corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro. In altre parole, è la mancata simmetria
tra le abilità del lavoratore e quelle richieste dal datore di lavoro). Se il lavoro è scarso e
ripetitivo, si scatena la concorrenza con competizione a ribasso; se non c’è concorrenza
ci si trova in monopolio ed è il soggetto stesso a dettare le condizioni.
La rivoluzione francese (1779-1789)
Gli uomini, nonostante siano nati liberi, obbediscono perché hanno bisogno e offrono le
proprie energie e il proprio tempo.
Ancora prima della rivoluzione francese fu affermato il principio “laissez faire laissez
passer” (lasciate fare lasciate passare) che fu un principio fondamentale per l’economia
capitalistica e per il diritto. Dietro a questo principio c’è non solo l’affermazione del
liberalismo classico, ma anche l’idea che se anche qualcuno nasceva da contadini non
doveva fare per forza il loro stesso lavoro o comunque vivere nella loro stessa
condizione/classe sociale.
Con la Rivoluzione Francese si esce dal Medioevo (tutto era fermo, la nascita dava lo
status quindi i figli dovevano fare lo stesso lavoro del padre e rimanere nel luogo di
colui che dispone solo della propria prole, dei propri figli), ma poi
nascita →proletario:
si afferma che le persone sono libere di circolare quindi cominciano a spostarsi dalle
campagne e nascono le città→si afferma la libertà individuale: l’uomo ha il diritto di
vivere dove vuole e ha il diritto di scegliersi il proprio lavoro
Con la rivoluzione le persone hanno pari diritti ma si dice anche che non si possono
costituire sindacati (legge Le Chapelier) perché la rivoluzione era stata borghese,
quindi la borghesia non voleva perdere nuovamente il controllo rischiando che i
lavoratori si coalizzassero.
La Rivoluzione francese pone le basi dell’origine contrattuale del rapporto di lavoro. 2
La causa del contratto di lavoro è prestazione di lavoro subordinato mediante
retribuzione. Il lavoro non è ammissibile che sia obbligatorio.
La disciplina del contratto di lavoro viene posta dal contratto individuale. Ma la
disoccupazione è strutturale e se c’è libera contrattazione tra datori e lavoratori si
sceglierà di porre la retribuzione al minimo necessario per la sopravvivenza.
L’imprenditore detta le sue regole e acquista forza attraverso il contratto→retribuzione
come minimo per la sopravvivenza, si lavorava il massimo possibile…
La prima rivoluzione industriale (fine 800-inizio 900)
Nell’800 nelle città si ritrovano persone affamate e senza lavoro perché ancora non
c’erano le fabbriche, c’era ancora la manifattura.
Nel medioevo il lavoro era a domicilio quindi si svolgeva nelle case di ognuno, i mercanti
raccoglievano i prodotti e li portavano nei mercati, non c’era ancora il lavoro di massa; in
alcuni casi si organizzava la manifattura (luoghi vicino al fiume con il telaio e la forza
motrice caratterizzata dai mulini, ma c’erano più persone coinvolte).
In Inghilterra comincia la rivoluzione industriale, si scopre l’energia e quindi la forza
motrice con lo sviluppo delle macchine e le fabbriche; così si può organizzare il lavoro
come lavoro di massa, ma le condizioni all’interno delle fabbriche sono disastrose
perché non ci sono tutele di alcun tipo (infortuni, orari di lavoro…) con convenienza solo
per i datori di lavoro perché a loro basta il contratto, se non vengono accettate le
condizioni allora si passa al prossimo lavoratore.
Ned Ludd si decide a rivoluzionare la situazione, distruggendo tutti i telai a seguito della
morte di un lavoratore; nasce il luddismo :movimento di protesta operaia, in
conseguenza all’introduzione di macchine nell’industria (ritenute causa di
disoccupazione), volto al sabotaggio della produzione industriale mediante la
distruzione dei macchinari. Il tutto è terminato a seguito delle repressioni che posero
fine alle proteste operai e qui lo sciopero e la riunione in sindacati erano ancora
problemi di ordine pubblico in quanto reati, non ancora problemi tra datore di lavoro e
società di mutuo soccorso (i lavoratori mettono
lavoratore. Si possono solo formare le
da parte soldi del loro stipendio in caso di infortunio, ma questi soldi sono propri e
vengono detratti dalla propria retribuzione in modo consapevole, i datori di lavoro o lo
Stato non ne venivano influenzati, per aiutare gli altri che ne hanno più bisogno).
Nascono anche le società per azioni usando i finanziamenti che venivano usati per le
spedizioni verso le Indie, arrivano prodotti dalle colonie e nasce un processo di sviluppo
che crea ricchezza.
Nascita dei sindacati
I governi sono conservatori e gli Stati monoclasse (si poteva votare solo per censo o
per nascita) e quindi non ci sono ancora condizioni per lo sviluppo del diritto del lavoro,
c’è ancora sfruttamento e quindi gradualmente (anni 30 e 40) i lavoratori cominciano a 3
scioperare, intervengono le guardie a reprimerli finendo nella violenza, ma con il tempo
laburisti) e ci si chiede se vada bene proteggere
si riuniscono per fare politica (partiti
gli imprenditori che ormai sono ricchissimi quando comunque i lavoratori si riunivano
in segreto diventa libero ma non ancora un diritto (non è più un problema
→sciopero
di ordine pubblico e mi espongo alla sanzione del datore di lavoro perché per scioperare
smetto di lavorare).
Il primo sindacalista italiano, l’unico italiano che partecipò nel 1848 all’Internazionale
del partito comunista e che ascolta Marx è Giuseppe Mazzini.
In Italia lo sviluppo industriale è più lento rispetto a quello della Francia e
dell’Inghilterra. Tutto quello di cui abbiamo parlato finora in Italia avviene più in là nel
tempo.
Nel 1848 i sindacati convocano la Prima Internazionale del partito comunista, cioè
un’organizzazione internazionale con lo scopo di creare un legame tra i diversi gruppi
Karl Marx presenta il Manifesto del partito comunista (non il
politici di sinistra. Qui
Capitale) che contiene chiavi per interpretare l’economia e fa capire ai lavoratori in che
condizioni si trovano.
“Uno spettro si aggira per l’Europa: la lotta di classe”. Elabora la teoria del plusvalore: il
valore di un bene è il valore delle risorse per produrlo e del lavoro usato per realizzarlo,
ma il datore di lavoro si impadronisce di questo risultato in quanto possiede il capitale e
può comprare quei risultati (alienazione del risultato) ma il plusvalore è il valore del
prezzo di vendita sul mercato-costo di produzione, quindi lo considera un furto. La
creazione è uno dei modi di acquisto della proprietà; se invece creo in forza di un
contratto di lavoro ciò che viene prodotto appartiene a chi autorizza la produzione. →è
un effetto giuridico legittimo perché il proprietario investe il proprio capitale
assumendosi il rischio dell’attività lavorativa e lo vende al prezzo di mercato (può essere
anche più alto del costo di produzione).
Teoria di ricchezza e povertà crescenti: dato che il datore può lucrare il plusvalore
acquisendo il lavoro dei lavoratori, i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri
saranno sempre più poveri perché la retribuzione è al minimo per la sopravvivenza
inevitabile del proletariato mezzi di produzione diventano
→rivoluzione →dittatura →i
di tutti, dello Stato e ognuno asseconda il proprio bisogno.
Il capitalismo aveva un difetto perché Marx aveva sbagliato sul fatto che i poveri
sarebbero stati sempre più poveri, non prevedendo che avrebbero conquistato da sé
migliori condizioni di lavoro.
I sindacalisti nel mondo cominciano ad avere delle basi di economia, potendo capire
cosa sta succedendo e riuscendo ad agire.
Il manifesto del partito comunista si conclude con "proletari del mondo unitevi”
fa la forza.
→l’unione
I Codici antichi disciplinavano solo le società agrarie, si ha un cambiamento con
l’avvento della rivoluzione industriale dove comincia la produzione di massa. 4
Riguardo l’alienazione dei risultati ci sono due correnti: una che dice che sia giusto,
l’altra che dicono sia sbagliato in quanto la proprietà privata è un furto.
I due aspetti principali del capitalismo sono la proprietà privata e il libero mercato
(consente a ciascuno di manifestarsi e arricchirsi), questi due istituti legittimano la
disuguaglianza nonostante stia consentendo la libertà (il più intraprendente ha di più).
I regimi che hanno vietato la proprietà privata hanno avuto vita breve, ex. il comunismo.
Lo Stato è neutrale nei confronti nello sciopero ma, contro il lavoratore che sciopera, il
datore di lavoro può licenziarlo per inadempimento contrattuale. Ma se quel lavoratore
perde la retribuzione si trova di nuovo nella condizione di bisogno.
Quando viene riconosciuta l’origine contrattuale del rapporto di lavoro nasce il diritto
del lavoro.
Sostituendo il lavoro umano con i robot si evita lo sciopero in quanto i robot non
possono scioperare.
I sindacati sono gruppi di persone che si organizzano, che si danno una soggettività
giuridica mediante lo statuto e hanno lo scopo di allearsi con altri sindacati per far sì
che cresca il numero di rappresentanza. Un sindacato può rimanere autonomo o può
organizzarsi con altri sindacati (confederazioni→ unioni di tante piccole unità
sindacali). Si possono organizzare:
- Orizzontalmente (su base territoriale) ex. la camera del lavoro di Milano, primo grande
sindacato territoriale
- Verticalmente (in base alla categoria), volontà di risolvere gli stessi problemi
- su base nazionale per convenzioni politiche.
CGIL (confederazione generale italiana del lavoro (comunisti)
● CISL (confederazione italiana sindacati lavoratori (socialisti)
● UIL (unione italiana del lavoro (liberali)
●
La causa principale della nascita dei sindacati è principalmente la congrua retribuzione,
e come seconda istanza la riduzione dell’orario di lavoro→più tempo e quindi maggiore
libertà.
Contratto collettivo: individua in quali condizione i lavoratori sono disposti a lavorare, il
prezzo.
Chi assicura il rispetto del contratto collettivo è l’autotutela collettiva (sciopero), ma lo
sciopero è un male per l’economia perché tutto si ferma.
Se il datore di lavoro non riconosce il contratto collettivo, cosa può fare al lavoratore? Il
datore licenzia il lavoratore per inadempimento. Allora qual è l’unico modo per il
lavoratore per ottenere il rispetto del proprio diritto e la revoca del licenziamento? Il
lavoratore deve fare causa al giudice rivolgendosi prima ad un avvocato.
Il presidente del consiglio Giolitti si comincia a rendere conto che il mancato
riconoscimento delle dinamiche dell’azione sindacale e il fatto che la giurisdizione nei
confronti del lavoro fosse dei giudici dello stato liberale che non sapevano nulla della 5
nuova economia che stava nascendo (quella delle masse), questo aumenta il conflitto in
Italia. Capisce che quei giudici dello stato erano troppo lontani dalla fabbrica e non
sapevano come gestirla e nel 1893 emana una legge che istituisce il “tribunale dei
probiviri”.
Dovevano assolvere, istituzionalmente, la funzione in precedenza svolta da collegi
arbitrali, episodicamente costituiti per la soluzione dei primi conflitti tra datore di
lavoro e lavoratore originati dalla rivoluzione industriale: i collegi dovevano mirare
soprattutto alla composizione amichevole delle controversie di lavoro. La composizione
dei collegi era paritaria tra rappresentanti, eletti dalle rispettive categorie, dirigenti
d’azienda e operai, mentre il Presidente, uno effettivo ed uno supplente, era nominato
con decreto reale su proposta del Ministro dell’agricoltura, industria e commercio, e
scelto “fra i funzionari dell’ordine giudiziario e fra coloro che possono... essere nominati
conciliatori”.
In caso di conflitto con il datore di lavoro, il lavoratore otterrà un giudizio molto più
veloce e soprattutto valutato da persone che conoscono il mondo delle fabbriche o
meglio la realtà dei contratti di lavoro.
Ex. se si rompe un attrezzo da lavoro, chi deve pagarlo? I probiviri stabiliscono che non
avrebbe dovuto pagare il lavoratore, nonostante sia stato lui ad usarlo, ma il datore di
lavoro dato che è lui che ne trae il vero profitto.
E’ stato Zanardelli, collaboratore di Giolitti, modificando il codice penale, a riconoscere
la libertà di lavorare e non la libertà di sciopero. Così implicitamente si riconosce che il
lavoratore ha anche la libertà di non lavorare. Il datore di lavoro comincia a contrattare
per trovare un accordo in modo tale che si accontentino entrambe le parti (ex. i
lavoratori ottengono un orario di lavoro ridotto e il datore vede tornare a lavorare i
propri dipendenti).
Perché l’unica norma che parlava del contratto di lavoro diceva che il contratto di
lavoro doveva essere a termine? Era troppo forte il ricordo traumatico della schiavitù
quindi l’unica cosa che il codice riconosceva è che doveva essere a tempo perché non
potevi essere obbligato a lavorare sempre per lo stesso datore di lavoro.
Dato che non c’era una disciplina, i datori di lavoro recedevano quando scadeva il
termine o prima del termine. I probiviri cominciano a
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