Monday, 19 September 2022
MODULO 1
IL MERCATO DEGLI STRUMENTI FINANZIARI
Non è possibile definire autonomamente il mercato degli strumenti finanziari. Esso
cerca di incrementare la gestione dei flussi finanziari rispetto al mercato originale
che ha bisogno di questi flussi, cioè il mercato della produzione e del consumo.
Il mercato degli strumenti finanziari è infatti finalizzato all’operatività e all’efficienza
di altri n mercati di produzione e/o di consumo.
Avremo quindi delle unità in deficit, che avranno necessità di reperire riporse, e unità
in surplus.
Mentre il mercato privato deve concentrasi sulla redditività economica,
nell’investimento del soggetto pubblico ci aspettiamo un’efficacia nella redditività
sociale. Hanno comunque entrambi bisogno di fondi.
Il mercato degli strumenti finanziari è il risultato dell’integrazione di altri n mercati di
produzione/consumo nel mercato dei capitali, consentita dal processo valutativo
delle informazioni disponibili.
Abbiamo un mercato che si propone di far incontrare direttamente i soggetti in
surplus con i soggetti in deficit. Fa questo facendo si che i soggetti in deficit
possano offrire i loro strumenti di deficit e facendo in modo che i soggetti in surplus
possano decidere di investire in questi strumenti.
Questo mercato è non originario perché se nessuna delle due classi sentisse il
bisogno di o valutare nuovi investimenti o nuove opportunità di offrire nuovi fondi
non esisterebbe. Esso si regge su una variabile imprescindibile, cioè la variabile che
da vita al processo di valutazione dell’informazione.
processo valutativo
Il rappresenta la variabile fondante della natura ed esistenza
del mercato perché attraverso le info un soggetto in surplus decide se invetrire o
meno; solo attraverso l’uso delle info i soggetti in deficit sono in grado di dialogare
con i soggetti in surplus per ottenere nuovi fondi.
L’efficacia dello sviluppo di questo mercato si regge sulla variabile informativa.
Il mercato delle informazioni è formato da n mercati indipendenti rispetto al mercato
dei capitali: le informazioni arrivano ad esso (e quindi al trading) con un processo e
un grado di continuità non prevedibile a priori.
Il produrre e valutare info è un processo complesso.
1
Le informazioni costano.
Costo di acquisizione (produzione e accesso diretto/privilegiato)
• Costo di interpretazione
• Costo di verifica della valutazione (distinzione tra informazione rilevante e non
• rilevante)
Le info non possono più essere considerate particolari ma sono info che si rifanno
necessariamente ad un mercato globalizzato.
Delle informazioni sono rilevanti se sono in grado di impattare effettivamente sulle
azioni di un paese/economia/progetti strategici del singolo soggetto. Impattano sul
contesto economico, sociale, e sulla vita del soggetto in deficit. In questo caso
hanno un effetto sui prezzi.
Per chi produce info esse devono essere in grado di dare al mercato il significato e
il valore dell’attività/processo di produzione in questione. Questa produzione di info
non è un’attività semplice da svolgere.
Quando queste info arrivano sul mercato, ogni soggetto interessato deve andarsele
a trovare da se. Il fatto che ciascuno potenziale investitore debba andare a cercare
le potenziali info implica un’attività che dal punto di vista teorico viene chiamato
costo di acquisizione dell’informazione stessa.
È il mercato, cioè in soggetti coinvolti, che devono valutare le informazioni. Quando
le info sono rese pubbliche, esse non contengono infatti un giudizio qualitativo.
Sono informazioni considerate essenziali per la valutazione da parte dei soggetti in
surplus. Vuol dire che sono informazioni aggiuntive. Ecco perché si parla di costi di
interpretazione delle info.
Il mercato degli strumenti finanziari risulta
dall’integrazione tra il mercato delle informazioni
e il mercato dei capitali.
Ci sono delle informazioni che comunque possono essere dedotte dall’andamento
del mercato stesso. È vero che tante società producono info, ma è vero anche che
la prima interpretazione di questa info da parte del mercato può a sua volta fornire
informazioni ulteriori.
Le informazioni prodotte da un processo valutativo dell’operatività negli n mercato
trading
esogeni inducono il sul mercato dei capitali (trading informativo). Esso
avviene con l’ingresso di nuove informazioni nel mercato.
2
Non è possibile controllare il mercato delle informazioni perché generato da n
mercati indipendenti al mercato dei capitali. Le informazioni arrivano sul mercato
secondo un processo continuativo non prevedibile a priori.
Non sappiamo a priori quando si creano le info, non sappiamo che effetto
genereranno. La velocità di reazione alle info definisce il trading informativo.
Il trading di per se genera informazioni, c he possono essere positive o negative.
Il trading è il risultato di un processo dinamico valutativo di informazioni pervenute o
generate direttamente dal mercato dei capitali, endogene ad esso ma comunque
dipendenti da a.
Sussiste un processo valutativo delle info insito nel meccanismo di trading, che
induce a considerarlo come variabile fondamentale per valutare l’efficienza e
l’equilibrio del mercato.
L’impossibilità di prevedere la tempistica, le dinamiche e i contenuti del processo
informativo e i relativi processi di valutazione introducono inevitabili segmentazioni
anche tra le diverse classi di operatori e investitori che tendono a massimizzare la
propria funzione di utilità nel mercato.
Un mercato recepisce in modo corretto le info a seconda della tipologia degli
operatori
operatori che sono interessati a questo mercato. Gli possono essere :
- Perfettamente informati -> ipotesi teorica, ci aspettiamo che abbiano subito
un’info nel momento che esse siano collocate. Le valutano nello stesso
momento e agiscono tutti di conseguenza. È una classe inesistente.
- Informati professionalmente -> soggetti che conoscono le info, sono in grado
di valutarle e quindi di decidere cosa fare su queste info. Sono considerati
genericamente tutti gli intermediari, sia quelli puri che quelli di prodotti
(investitori istituzionali).
- Con informazioni derivate -> per loro natura non si occupano di mercato
finanziario ma sono interessati ad un mercato finanziario e quindi intuiscono
e interpretano le info e agiscono di conseguenza. Capiscono cosa fanno gli
intermediari e agiscono di conseguenza.
3 - Inesperti non informati -> per loro natura non possono avere tutte le info,
piuttosto che non possono reagire immediatamente. Si affidano o agli
intermediari o alle loro interpretazioni. Questa categoria rappresenta il livello
chiamato random perché se la suddivisione dei soggetti interessati è
caratterizzata in maniera preponderante dalle altre due classi, abbiamo a che
fare con un mercato con grande consapevolezza e capacità di
interpretazione delle info e quindi razionale. Quanto più abbiamo a che fare
con un mercato con soggetti appartenenti a questa classe questo mercato
sarà caratterizzato da un livello di incertezza più elevato.
La ponderazione di queste classi determina la volatilità di questo mercato e quindi
dell’interpretazione e degli effetti dell’interpretazione di questo mercato.
grado di avversione al rischio
Il è inversamente proporzionale al livello di
interconnessione tra mercato dei capitali e mercato delle informazioni per ciascuna
di queste classi.
I soggetti privati hanno un grado di avversione al rischio più elevato. Soggetti che
fanno questo per mestiere tecnicamente hanno emo avversione al rischio. Hanno
una capacità maggiore di valutare.
La percezione della capacità della valutazione informativa si esplicita anche in
termini di differenziazione dei gradi di EFFICIENZA del mercato:
Efficienza debole -> i prezzi incorporano tutte le informazioni contenute nei
prezzi passati.
Efficienza in forma semi-forte -> i prezzi incorporano tutte le informazioni
storiche e pubbliche disponibili.
Efficienza in forma forte -> i prezzi riflettono tutte le informazioni sia storiche,
sia pubbliche, che private in senso stretto (informazioni riservate).
Un’info rilevante é in grado di modificare la valutazione dell’andamento di quel titolo
e quindi la valutazione del progetto. Avere un’info rilevante vuol dire anche avere
un’info che a monte rappresenta l’idea di un progetto che si è pensato, costruito,
ecc qualcosa che comunque può avere un iter di costruzione che implica che
quando effettivamente è concluso ecco che l’info può essere effettivamente resa
pubblica al mercato. È importante cercare di capire quando un’info si completa
nella sua manifestazione e quindi essere presentata al mercato. Importante anche
proteggere l’iter della costruzione dell’info da parte del soggetto perché è
necessario soltanto le info vere/finite possano essere portate sul mercato.
Se uno si impossessa dell’info prima che essa sia completata si crea un’asimmetria
informativa, implica una situazione di insider trading e quindi un effetto di
danneggiamento sia sui potenziali investitori sia sulla società stessa.
4 meccanismi di
È necessario interpretare le diverse forme di efficienza attraverso i
trasmissione opranti tra mercato dei capitai e quello delle informazioni, verifica che
deve essere condotta da un punto d vista temporale a) come processo dinamico di
integrazione continua di informazioni nel mercato dei capitali b) come velocità di
integrazione di una determinata informazione nel mercato dei capitali.
Il prezzo di negoziazione di un’attività finanziaria è il risultato del processo di
valutazione delle informazioni nel mercato dei capitali.
informativa
L’efficienza è quindi misurabile anche come “velocità di aggiustamento
dei prezzi” dal momento in cui arriva una nuova informazione nel mercato e rispetto
a questa si generano ordini di acquisto e/o vendita.
Perché un mercato funzioni si ha bisogno di:
Definire un processo standardizzato per la comunicazione delle
1. informazioni. Deve essere il più standard possibile.
Misurare il livello di continuità e densità degli scambi.
2. Ci aspettiamo che
in questo mercato ci siano tanti operatori che siano interessati sia dal
punto di vista dei titoli che dal punto di vista della valutazione di questi
titoli. Quanto maggiore è il livello e la densità degli scambi tanto più il
nostro investimento sarà liquido/liquidabile.
Definire la tipologia dei contratti scambiabili.
3. Cerchiamo una logica di
standardizzazione per gli stessi strumenti finanziari. Siccome il processo
di valutazione delle info è complicato, se l’emittente crea strumenti che
tecnicamente sono anche complessi questo va a complicare
ulteriormente la mia valutazione.
Prevedere la fungibilità e la trasferibilità degli strumenti trattati.
4. Fungibile
vuol dire che può essere diviso in unità che possono essere scambiate
facilmente tra loro.
Sono requisiti oggettivi che sanciscono dei passi basilari affinché qualsiasi soggetto
possa di fatto cercare di entrare ad operare.
La costituzione e il corretto funzionamento del mercato secondo le caratteristiche
evidenziate si avvale di due variabili fondamentali:
Regolamentazione = il processo di regolamentazione è finalizzato a integrare
• in modo sistemico i requisiti oggettivi con l’obiettivo di verificare la tutela di
equilibrio dei mercati in ragione della garanzia di trasparenza per gli investitori.
5 Tecnologia = agisce sulla variabile tempo ottimizzando la percezione e la
• valutazione delle informazioni; agisce sul funzionamento del trading sia in
termini di equilibrio sia in ragione dello stesso grado di efficienza.
IL PROCESSO DI REGOLAMENTAZIONE
Si sviluppa in base a due processi fondamentali: barriere all’entrata e griglie
informative. Non può considerarsi un processo statico dato che il mercato degli
strumenti finanziari è sempre in evoluzione.
In termini di controllo generale è un processo che si regge su una logica di
concentrazione e aggregazione europea. A differenza del mercato creditizio, nel
mercato degli strumenti finanziari il sistema di controllo non è completo. Infatti,
ancora i singoli organismi di monitoraggio dei singoli mercati hanno una prevalenza
nel contesto di regolamentazione anche se le regole di controllo sono uniformate
per tutti i paesi. Per il nostro mercato è la Consob.
I processo di regolamentazione cerca di costruire i due pilastri di base secondo un
sistema di vigilanza e controllo sistema di informazioni dovute.
e un Il processo
di regolamentazione da un lato si esplicita nell’azione di determinazione delle regole
da seguire e dei controlli che vengono fatti per valutarne l’applicazione, dall’altro si
cerca di mantenere attiva l’azione di monitoraggio dell’attività di ogni intermediario
richiedendo l’invio periodico di informazioni. Sono azioni che funzionano
congiuntamente.
Il sistema dei controlli identifica una serie di vincoli attraverso i quali il processo di
regolamentazione agisce direttamente sui singoli operatori, a tutela dell’efficienza e
dell’equilibrio del mercato finanziario -> barriere all’entrata al mercato.
Le barriere all’entrata fissano dei requisiti oggettivi che sono il primo passo per
poter operare in questa struttura. Questi ci suggeriscono anche che l’organismo di
controllo, una volta che il soggetto interessato abbia ottenuto l’autorizzazione ad
operare, lo lasci libero di intervenire sul mercato. Quindi, gli organismi di controllo
non limitano il numero di soggetti che possono intervenire sul mercato, ma
impongono delle regole. Questo da la possibilità di avere un mercato concorrenziale
che si regge su operatori abilitati. Detta le regole alla base.
Il sistema delle informazioni dovute identifica uno schema minimale di informazioni
che devono sempre e comunque essere trasmesse al mercato dei capitali ->
garantire al mercato un flusso informativo.
Il processo di regolamentazione si sviluppa con una natura esogena e come forma
di autodisciplina.
6 - Normativa esogena: c’è un’organismo di controllo esterno che fissa le regole
e le detta agli operatori.
- Autodisciplina: sono gli stessi operatori che si danno delle regole operative.
Il processo di regolamentazione può essere:
• EX-ANTE = finché la Consob non fissa le regole gli operatori non possono
agire. Riguardano leggi e regolamenti che fanno riferimento al controllo delle
barriere d’entrata.
• EX-POST = monitoraggio e raccolta delle info.
Tutte queste ripartizioni ci portano a far confluire tutti questi tentativi operativi in un
processo di controllo che dia la possibilità ad ogni operatore di controllare le info
effettivamente che gli interessano, di sapere che sono corrette e di sapere che chi
fornisce queste info è sottoposto a dei vincoli di controllo sulla correttezza operativa
e della creazione delle informazioni.
Da questo processo continuo di valutazione/creazione delle informazioni si deve
aggiungere la possibilità che si verifichi operazioni straordinarie che vanno a minare
l’integrità del mercato. Sono operazioni di indebolimento del mercato perché
considerabili dei tarli sull’efficienza operativa e informativa del mercato stesso (es:
insider trading e manipolazione informativa).
È necessaria anche una diversificazione di organismi di controllo. Le autorità di
controllo sul mercato mobiliare e creditizio sono:
Ministero dell’economia e delle finanze (Mef)
Banca d’Italia
CONSOB
Ritroviamo i primi due organismi perché comunque si tratta di flussi finanziari e
quindi c’è bisogno di far si che tutto ciò che abbia a che fare con dei flussi di
qualsiasi tipo sia sottoposto ad un controllo comune.
corpo legislativo
Il strutturale che da la possibilità a questi organismi di intervenire
è: - Legge 216/1974 (istituzione della CONSOB) -> nascita ufficiale del nostro
mercato dei capitali.
- Legge 1/1991 (legge S.i.m.)
- D. Lgs. 385/1993 (testo unico delle norme in materia creditizia)
7 - D. Lgs. 58/1998 (testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione
della finanza)
- Direttive MIFID (2004/39/CE in vigore dal 2007) e MIFID II (2014/65/UE in
vigore dal 2018)
Ministero dell’economia e delle finanze -> assicura la stabilità e l’integrità del
sistema finanziario; disciplina il controllo di integrità dei singoli partecipanti al
mercato.
Banca d’Italia -> salvaguarda la stabilità e l’equilibrio complessivo dei mercati
attraverso il controllo dei flussi finanziari; cura l’integrità degli intermediari, intesa
come tutela degli investitori, mediante controlli diretti a tutte le categorie di
operatori.
CONSOB -> commissione nazionale per le società e la borsa. Organismo che
controlla specificamente le società, quindi i soggetti in deficit, e la borsa, cioè il
mercato in cui queste società
possono entrare per offrire i loro
strumenti finanziari. Il focus di questo
organismo è quello di far si che la
presenza delle società private
nell’offrire strumenti finanziari in borsa
sia efficiente e corretta. Abbiamo una
presenza di società che necessitano di raccogliere fondi. Importante che l’offerta e
la permanenza nel mercato borsistico sia valutata secondo regole di correttezza
operativa. Regole che devono fondarsi sulla presenza nel mercato di informazioni<
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