ARCHEOLOGIA AFRICANA 2024/2025
Professor Di Lernia, Sapienza Università di Roma
LEZIONE 1
L’Africa è un continente con molta più profondità storica, di conseguenza si usa un
sistema cronologico differente:
MYA= milioni di anni
KA= migliaia di anni (dal presente, per convenzione 1950)
BCE= prima di Cristo CE= dopo Cristo
La scansione cronologica vede la divisione in EARLY, MIDDLE e LATE STONE AGE:
3,3 milioni-0,3 milioni di anni- EALY STONE AGE, segna l’inizio della storia culturale
con i primi strumenti litici= “L’alba della tecnologia umana”
0,3-0,1 milioni di anni fa- MIDDLE STONE AGE, è la culla dell’Homo Sapiens che si
sviluppa a partire da 0,2 milioni di anni fa
11,7 KA- LATE STONE AGE
La tripartizione è simile a quella europea ma presenta delle differenze, la terminologia
è staccata da quella Europea, è una risposta nazionalistica.
La storia del continente africano è inoltre caratterizzata da una serie di eventi che ne
hanno ostacolato lo s viluppo anche in ambito archeologico:
1600 d.C. TRATTA DEGLI SCHIAVI
1800 d.C. COLONIALISMO e spartizione del territorio tra le potenze europee, l’Africa
post coloniale è molto recente.
La situazione politica attuale è molto complessa.
L’archeologia dell’Africa, soprattutto quella dell’Africa subsahariana, è considerata
molto rozza, è un pregiudizio di inferiorità.
I primi musei archeologici in Africa vengono aperti da personalità come Godwin,
Desmond, Clark.
Grande attenzione all’origine dell’umanità, in Sud Africa è stato scoperto
l’australopiteco di Taung.
Esiste un rapporto diretto tra l’archeologia coloniale e i processi di studio messi in
campo.
A partire dal 1960 in Libia vi era la sovrintendenza come in Italia, notiamo un
irrobustimento dell’archeologia africana dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nascono
una serie di riviste.
RICERCA INTERNAZIONALE
L’Homo Sapiens nasce lì, il Kenya ha deciso di togliere il visto, siamo tutti kenyani.
Rinvenuti crani che risalgono a 200.000-300.000 anni fa.
LUCY, è lo scheletro più completo, è stato scoperto 50 anni fa e risale a 3 milioni e
mezzo di anni fa, il ritrovamento ha fornito tutta una serie di nuove informazioni:
è uno dei primi esseri che riesce a camminare su 2 zampe, BIPEDE
è morta cadendo da un albero, dall’altezza di 30m, quindi viveva come le specie
precedenti.
Sono stati effettuati anche una serie di studi sulla genetica, il primo sul DNA
mitocondriale, Dna trasmesso per via matrilineare, così è stato possibile identificare la
progenitrice femminile della nostra specie, soprannominata “Eva nera” dalla rivista
scientifica “Nature”.
Aspetto linguistico, in Africa identifichiamo diverse famiglie linguistiche:
-Afroasiatica
-Nilo-Sahariana
-Niger-Congo
-Khoisan
Quasi non esistono fonti scritte, uso prevalente di fonti ORALI.
L’etnoarcheologia è uno strumento fondamentale per lo studio del continente, utilizza
il presente etnografico per elaborare strumenti da utilizzare in archeologia.
Una delle peculiarità del continente africano è l’ARTE RUPESTRE
Primo sito italiano è di arte rupestre, non frequente in Italia
L’arte rupestre in Africa è senza eguali, ogni roccia è incisa.
Great Zimbawe città sempre attribuita a portoghesi perché questo tipo di
monumentalità è molto rara in Africa
Djemme Mali costruzioni in fango periodicamente rinnovate
GEOGRAFIA
L’Africa è attraversata dall’Equatore, dividendo in continente tra Nord e Sud, i
paesaggi cambiano in maniera simmetrica.
Il continente si espande tra i tropici, Cancro e Capricorno.
Il rapporto clima-ambiente è determinante per la società, ad esempio le montagne
fungono da rifugi durante i cambiamenti climatici.
L’Africa ha una geologia antichissima, sono presenti zone con formazioni vulcaniche/
sedimenti. L’africa orientale è fondamentale nello studio dell’evoluzione umana.
RIFT VALLEY tettonica a placche (placca africana+ placca indiana+ placca
eurasiatica). La Rift Valley è una depressione della penisola arabica, qui nasce il fiume
Nilo. Gli strati che contengono i resti umani sono in superficie.
Dal punto di vista geografico possiamo dividere il continente in 3 parti:
- altopiani settentrionali
-altopiani orientali
-altopiani meridionali.
ALTOPIANI SETTENTRIONALI
Massicci montuosi
Atlante del Magreb (Marocco, Algeria, Tunisia).
Massicci centrali del Sahara: TASSILI (Alg), AHAGGAR, AIR (Nigeria), TIBESTI (Ciad),
EMMEDI (Ciad).
Nilo fiume più lungo d’Africa, attraversa il Sahara determinando un’area fertile, dopo
il deserto. Le piogge che lo alimentano sono nell’Altopiano centrale.
Lago Chad più grande bacino idrografico, cade l’acqua piovana. 5 milioni di anni fa
era il più grande del mondo. si asciuga a seguito di cambiamenti climatici o a causa
dell’eccessivo sfruttamento. Caratterizzato dall’attività di pesca, questo tipo di
sostentamento identifica anche un tipo di produzione non industriale ma prettamente
domestico-familiare, le famiglie vivono nelle cosiddette SLAMS nonché baracche.
Paesaggi dinamici, comporta cambiamenti sulle società umane.
Sahara più grande deserto caldo nel mondo, l’acqua totalmente assente/scarsa
costante richiamo all’acqua.
Alternanza di cicli aridi e umidi.
ALTOPIANO CENTRALE E MERIDIONALE
Deserto del Kalahari, gruppi di cacciatori-raccoglitori.
Drakensberg, straordinarie pareti dipinte.
Delta Oka, non sfocia sul mare.
Sud Africa, Egitto e Marocco, sono le principali mete turistiche.
ALTOPIANO ORIENTALE
Rift Valley
Lago Turkana, acqua dolce, potabile.
Altitudini elevate, vette significative, Kilimangiaro e Monte Kenya.
Montagne orientali paesaggio importante cambia nel giro di pochi metri, molteplici
forme di adattamento.
Alte temperature, equatore caldissimo.
Nella foresta equatoriale piove sempre altissima vegetazione. Tutte le altre zone
sono aride/ semiaride e non possono essere sfruttate. Le condizioni sono migliori sulle
alture. Le coltivazioni e l’agricoltura sono limitate (si concentrano nell’area
attraversata dal Nilo). Non c’è sufficienza alimentare, il cibo deve essere importato.
BACINI FLUVIALI Nilo, Niger, Volta, Congo, Zabesi e Okovango, Limpopo, Orange
nell’Africa meridionale.
LAGHI Chad, Vittoria (alto il tasso di malaria), Turkana.
L’assenza di acqua causa tensioni dal punto di vista politico.
CLIMA E VEGETAZIONE
In Africa sono presenti diverse fasce climatiche che identificano di conseguenza diversi
tipi di vegetazione, si sono chiaramente modificate nel corso dei millenni. Il clima unito
alla vegetazione identifica il BIOMA (sistema di vita, unisce topografia, geologia, clima
e vegetazione).
ZONE CLIMATICHE
ZONA MEDITERRANEA le zone interessate dall’antico dominio romano, le aree
costiere
Equatore fascia particolare, piove spesso, ricca vegetazione e biodiversità
a ridosso dell’Equatore, TROPICALE UMIDA beneficia di più acqua.
ZONE TROPICALI SECCHE caratterizzate dalla migrazione degli animali, di
conseguenza anche migrazioni umane.
FASCIA SAHELIANA caratterizza le sponde, piccolo cambiamento nello stato di
piovosità catastrofi.
ZONA DESERTICA Sahara
Infine le aree elevate presentano invece caratteristiche indipendenti e quindi biomi
differenti.
PIOGGIA
Pioggia estiva
Nel Magreb piogge invernali, permettono le coltivazioni di grano a settembre e il
raccolto a giugno, è per questo le coltivazioni in Africa si sviluppano molto tardi.
LEZIONE 2: TECNOLOGIA LITICA
La principale classe di materiali per la produzione di strumenti in Africa è la pietra,
visto il tempo profondo dell’archeologia africana proprio l’industria litica diventerà
indicatore archeologico per la definizione dei vari nuclei e gruppi umani, si prediligono
gli strumenti in pietra perché si conservano meglio. Eccezionali sono gli strumenti in
legno che si conservano infatti solo grazie a specifiche circostanze e non può essere
alla base degli studi.
Lo studio dell’industria litica si basa su principi precisi e duraturi che permettono di
mettere a fuoco le capacità cognitive e manuali, (alcuni studi attestano che ad oggi
non saremmo in grado d riprodurre anche la strumentazione più semplice poiché
abbiamo perso queste abilità).
La presenza di oggetti simili è l’esito di CULTURE (in senso ampio), sono delle entità
rare e complesse. Lo studio delle culture fornisce informazioni anche cronologiche.
Dallo studio dei manufatti possiamo ricostruire le attività svolte, ad esempio
osservando la presenza di raschiatoio possiamo ipotizzare la lavorazione delle pelli;
possiamo inoltre ricostruire l’importanza dei siti in un’areale geografico più ampio.
Lo studio dell’industria litica avviene prima di tutto eseguendo studi MACROSCOPICI (si
basano sull’osservazione in modo tale da definire ad esempio la forma e il materiale),
successivamente si passa agli studi MICROSCOPICI (archeometria, studio delle tracce
d’uso o dei residui). Lo scopo è quello di ricostruire la CATENA OPERATIVA, cioè, tutta
la serie di azioni che riguardano il singolo pezzo. A partire dagli anni 70 è stata
introdotta la sperimentazione ricostruendo le azioni operative in modo tale da ottenere
un quadro maggiormente esaustivo.
PERCUSSORI, possono essere DURI (pietra) o MORBIDI (corno)
SCHEGGIATURA, determina UNITÀ POSITIVE (schegge) e UNITÀ NEGATIVE
(scheggiature).
La scheggiatura produce le ONDE DI PERCUSSIONE, onde di propagazione d’urto sul
nucleo.
La percussione può essere diretta o indiretta.
Non vengono utilizzati tutti i tipi di roccia, solo quelli con struttura CONCOIDE, che
formano, cioè, una curva, l’onda d’urto si propaga, questa forma permette la
costituzione di un margine tagliente o che comunque permette di fare qualcosa che
con le sole mani non sarebbe possibile.
Il vantaggio evolutivo della realizzazione di strumenti litici determina l’evoluzione
stessa della specie. Lo strumento è culturale, ha un vantaggio immenso. Ad esempio
uno dei vantaggi evolutivi è l’accesso a nuove forme di nutrimento altrimenti
irraggiungibili, come il midollo, l’assimilazione del midollo permette lo sviluppo
cerebrale, comporta il successo evolutivo.
Durante la Early stone age la tecnologia litica è determinante. Riconosciamo due
tecniche,
FACONAGE, cioè la vera e propria messa in forma, lo scarto è il rifiuto.
DEBITAGE, in questo caso lo scarto è il nucleo, il prodotto sono le schegge.
La catena operativa probabilmente non aveva luogo nello stesso posto.
La tecnica (come esercito la forza) è diversa dal metodo, che sono invece la sequenza
di gesti messi in atto per la realizzazione di un prodotto.
Grazie all’archeologia sperimentale si è potuta attestare una profonda capacità
cognitiva, soprattutto nella MSA, per la realizzazione di un bifacciale, infatti, viene
impiegato l’utilizzo di tutto il cervello umano o quasi.
Diversi tecniche:
-percussione su percussore dormiente, usufruisco di un’incudine, è il metodo, e quindi
l’espressione culturale, più antico
-percussione bipolare su incudine
-percussione diretta con percussore duro oppure tenero/organico
-percussione indiretta, utilizzo dello scalpello per puntare il colpo
-pressione, è molto recente, consiste nel premere fino a spaccare la roccia, necessario
scaldare il nucleo.
Tutte le tecniche lasciano delle tracce.
Per quanto riguarda i metodi, LEVALLOIS e LAMINARE.
Il metodo Levallois caratterizza soprattutto la MSA, è finalizzato all’ottenimento di un
solo e determinato prodotto finale. Lo si ottiene scheggiando il nucleo in un
determinato modo, è chiara la predeterminazione volontaria dei movimenti e quindi
del prodotto. Le schegge sono solitamente ampie e sottili.
Il metodo laminare veniva utilizzato per la realizzazione delle lame. A tal proposito è
necessario chiarire la differenza tra scheggia, più corta, e lama, dove la lunghezza è
almeno il doppio della larghezza. Il metodo laminare sfrutta la volumetria del nucleo
permettendo quindi la realizzazione di prodotti in serie. È un salto evolutivo non
indifferente.
Infine il concetto di RITOCCO, è un tipo di scheggiatura messo in atto per rifinire il
prodotto e ottenere una forma specifica modificandone i margini.
TIPO, in senso archeologico, è una classificazione, dagli strumenti più semplici già
citati a quelli più complessi, come le armature nonché strumenti compositi,
caratterizzati dall’unione di elementi piccoli, come le lamelle, su strutture realizzate ad
esempio in legno.
La realizzazione di strumenti compositi determina nuovamente un salto evolutivo e
permette una scansione temporale, la diversa manualità diventa espressione del
tempo.
La situazione cambia con l’avvento dell’homo sapiens, che infatti mette in atto una
maggior produzione, determinando una varietà più ampia dei tipi.
A partire dagli anni 60 per la litica saranno fondamentali gli studi di Clark, questi
effettua una classificazione ancora oggi considerata valida che vede la divisione in 5
MODI.
MODO 1 è il più semplice, la scheggiatura avviene per percussione diretta, i prodotti,
realizzati per faconnage, sono CHOPPER E CHOPPING TOOLS.
MODO 2 grand strumenti bifacciali, anche in questo caso realizzati per faconnage.
Sono tendenzialmente BIFACCIALI, AMIGDALE e ASCIE A MANO (heavy cutting tools).
MODO 3 segnano il passaggio dalla ESA alla MSA e si identificano sulla base della
tecnica Levallois, hanno una forma predeterminata.
MODO 4 è caratterizzato dal metodo laminare, sfrutta la volumetria del nucleo.
Permette la realizzazione di forme specializzate.
MODO 5 è un’evoluzione del modo 4, permette la realizzazione di microliti realizzati
su lamelle per ornare gli strumenti compositi.
Differenza tra lame e lamelle, le lamelle hanno una larghezza che non supera i 2 cm,
realizzate anche con la tecnica a pressione e presentano i margini simmetrici.
Non ogni modo dipende da una cultura o da un periodo specifico.
LEZIONE 3
HOMO HABILIS
Si sviluppa in Tanzania a partire da 2,5 milioni di anni fa, ciò che caratterizza questa
specie sono i denti molto più piccoli. Dalla conformazione del cranio possiamo
ipotizzare le capacità cognitive così come la capacità di linguaggio. I resti sono diversi
e variegati, secondo alcuni studiosi non è da considerare “homo” poiché ancora legato
alle scimmie antropomorfe, che comunque erano specie bipedi.
L’homo habilis ha espressione tecnologiche di modo 1, una postura bipede che
consente di avere le mani libere e probabilmente una qualche espressione linguistica.
HOMO ERGASTER/ERECTUS
I resti più antichi di homo ergaster (capace di fare) risalgono a 1,9 milioni di anni fa.
Sono molto vicini a noi per corporatura e caratteristiche del cranio, la grandezza
cranica si aggira attorno agli 800 cm^3 (2/3 rispetto ad oggi), la specie &
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.