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Legislazione

Lo scopo dell’urbanistica è quello di individuare dei bisogni e risolvere le problematiche agendo sul

territorio ( al centro dell’urbanistica vi è la necessità di soddisfare i bisogni dell’uomo), imparando

quindi a gestirlo. L’urbanistica è nata formalmente nel 1800 sebbene le città fossero state già

realizzate e strutturate già precedentemente (Medioevo). Nel 1800 cambiarono le prospettive.

L’industrializzazione portò a degli spostamenti in pianura per diverse motivazione, in particolare

per il TRENO, in quanto non poteva raggiungere luoghi elevati (ancora oggi).

CITTA’ POLICENTRICO= rendere i quartieri autonomi

il TERRITORIO è una cartina di tutti i fenomeni sociali, politici ed economici.

URBANISTICA

Il sistema giuridico si divide in:

 DIRITTO PRIVATO, tutte le norme che vanno a disciplinare gli aspetti del privato.

 DIRITTO PUBBLICO, vanno a disciplinare le organizzazioni degli enti pubblici e regola i

suoi rapporti con l’ente privato. Si articola in 4 parti:

1. costituzionale

2. penale

3. processuale

4. amministrativo (urbanistico)

L’ente pubblico è sopraelevato rispetto al privato.

L’ORIGINE DELLE NORME

Le FONTI DEL DIRITTO sono tutti quegli atti o fatti da cui traggono origine le norme. La LEGGE è

un atto giuridico il cui contenuto è dato da norme.

Le fonti si dividono in:

 FATTO (atteggiamenti), fonti non scritte in cui rientrano atti esterni al nostro ordinamento

 ATTO, fonti di forma scritta, manifestazione della volontà di un ente dello Stato autorizzato.

Le fonti si suddividono anche in 3 macro gruppi:

1. FONTI DI PRODUZIONE, fonti idonee a produrre una norma (dalle quali ci ispiriamo)

2. FONTI SULLA PRODUZIONE, fonti che determinano il modo/procedimento per

produrre una norma e le modalità di produzioni (chi e come)

3. FONTI DI COGNIZIONE, fonti che permettono di conoscere la norma (giornale)

FONTI FATTO: comportamenti oggettivi idonei , costanti nel tempo, espressamente richiamate

dal regio decreto 262 del 1942 (premessa al nostro codice civile). Arricchiscono le fonti le

CONSUETUDINI COSTITUZIONALI (es. passaggio di governo) che non sono normate. Le

consuetudini costituzionali possedevano caratteristiche specifiche:

 comportamento costante e ripetuto dalla pluralità

 intesa come obbligo di legge sebbene non lo sia

Esistono dei cataloghi di consuetudini per le diverse realtà sociali. La Camera industria artigianato

realizza degli elenchi provinciali ogni 5 anni.

CONTRATTO IN FIERA (consuetudine) stretta di mano

FONTI ATTO

LIVELLO PRIMARIO

GERARCHIA DELLE FONTI: vanno da livello costituzionale fino a consuetudini (da livello

massimo a minimo). In mezzo FONTI DI RANGO COMUNITARIO

 COSTITUZIONE (legge suprema, consuetudini costituzionali, leggi di revisioni

costituzionali)

 COMUNITARIO, sono gli atti che ci arrivano dall’Europa in ambito politico e territoriale. In

totale sono 4:

1. regolamenti

2. direttive

3. decisioni

4. pareri/raccomandazioni

Regolamenti-direttive è rivolto a tutti gli Stati

Decisioni-raccomandazioni sono rivolti solamente ad alcuni Stati

Regolamenti-decisioni sono atti già finiti i quali ti dicono come raggiungere un determinato obiettivo

Direttive-raccomandazioni sono atti che definiscono lo scopo senza fornire la soluzione

 RANGO PRIMARIO E SUBPRIMARIO, sono la legge ordinaria dello Stato e gli atti avente

forza di legge (decreto legge e decreto legislativo). Il potere legislativo viene delegato

tramite delle commissioni.

Il decreto legge e quello legislativo si differenziano perché il primo è immediato mentre il

secondo necessita di una legge delega.

LIVELLO SECONDARIO

Regolamento governativo, ministeriale, ordinanze, statuti di enti locali, fonti atto e usi formativi.

FATTO NON PREVISTO O NON PREVEDIBILE (fuori dalla gerarchia)

sono provvedimenti straordinari

oltre il livello gerarchico le norme seguono il criterio cronologico (fa fede quella più recente)

COSTITUZIONE

La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato, approvato da un’assemblea costituente nel

dicembre del 1947. entrata in vigore il 1 gennaio 1948. è costituita da 139 articoli, divisi in 4

sezioni. Si distinguono 5 principali caratteristiche:

 forma scritta

 votata

 lunga, riconosce anche i diritti economici-sociali (completa)

 laica

 rigida nel senso forte (non può essere modificata da leggi ordinarie ma costituzionali)

Si suddivide in 4 macro gruppi:

1. I principi fondamentali

2. I diritti e doveri dei cittadini

3. Ordinamento della repubblica

4. Disposizioni transitorie o finali

La seconda e la terza costituiscono il corpo della costituzione, gli altri due servono per gestire il

passaggio tra ordinamento.

1. I PRINCIPI FONDAMENTALI

Espongono l’anima della costituzione e non possono essere modificati (12 art). Sono una

dichiarazione aperta di ciò che vuole definire l’intera costituzione. L’articolo 1 definisce la

repubblica e la sovranità popolare; l’articolo 2 l’inviolabilità dei diritti; l’articolo 3 l’uguaglianza;

l’articolo 4 è il diritto al lavoro; l’articolo 5 riguarda il riconoscimento delle autonomie locali, l’articolo

6 la tutela delle minoranze linguistiche; l’articolo 7 le libertà religiose; l’articolo 9 la tutela

dell’ambiente e paesaggio; l’articolo 10 le collaborazioni internazionali; l’articolo 11 il ripudio della

guerra; l’articolo 12 riguarda la bandiera.

SCHEMA

 principi

 prima parte, regola i rapporti civili, economici, sociali e politici (dall’articolo 13 al 54)

 seconda parte, disciplina l’ordinamento dello Stato identificando i ruoli e i poteri dello

Stato.(dall’articolo 55 al 139) si suddivide in titoli:

1. Titolo 1 : Parlamento

2. Titolo 2 : Presidente della Repubblica

3. Titolo 3 : Governo

4. Titolo 4 : Magistratura

5. Titolo 5 : Regione, province e comuni

6. Titolo 6 : Garanzie costituzionali

PARLAMENTO: potere legislativo (creazione delle leggi)

GOVERNO: potere esecutivo ( applicazioni delle leggi)

MAGISTRATURA: potere giudiziario (garantisce il rispetto delle leggi)

LA CORTE COSTITUZIONALE

La Corte Costituzionale è un ulteriore organo che si pone al di sopra dei poteri. è il massimo grado

di garanzie e controllo del rispetto dei principi della costituzione. è l’unico organo che può giudicare

la legittimità delle leggi e degli atti aventi forza di legge. Può sciogliere gli organi con potere. Può

esprimersi nel momento in cui il Parlamento mette sotto accusa il Presidente. è formato da 15

membri (non è un organo politico).

Viene detta costituzionale perché è un ruolo riconosciuto dalla Costituzione e le sue funzioni sono

di carattere politico. ORGANO COLLEGIALE. Potere autonomo dello Stato.

 PER VIA INCIDENTALE, riguarda situazioni legate all’ambito privato e ne verifica la

costituzionalità

 PER VIA DIRETTA/PRINCIPALE, se la contesa è tra enti territoriali

la SENTENZA è quando si esprime in maniera definitiva mentre le ordinanze non lo sono

ne esistono di tre tipi:

 INAMMESIBILITà: quando la corte costituzionale decide di non esprimersi

 ACCOGLIMENTO: quando la corte accoglie l’istanza della norma (è illegittima)

 RIGETTO: quando la sollecitazione non viene accettata (la norma è legittima)

è composta da 15 giudici, 5 scelti dal Presidente della Repubblica, 5 dal Parlamento in seduta

comune, 5 dall’alto grado della magistratura (1 dal consiglio di Stato, 3 dalla corte di cassazione, 1

dalla corte dei Conti). I membri rimangono in carica per 9 anni.

La Corte Costituzionale, in caso venga messa sotto accusa il Presidente della Repubblica,

vengono estratti ulteriori 16 membri per diventare senatori e giudicare il caso da imparziali.

Fino al 2001 il potere di emanare norme era tutto dello Stato salvo 18 materie/tematiche in mano

alle regioni. Tramite un referendum costituzionale vennero cambiate le competenze legislative

tramite l’articolo 117, suddiviso con una potestà legislativa su 3 livelli: Stato, regione, concorrente.

Si ribalta quindi il punto di vista, 17 materie vennero attribuite allo Stato, ulteriori 20 furono

concorrenti e c’è la PODESTA’ LEGISLATIVA RESIDUALE in capo alle regioni. Le norme di

dettaglio vengono fatte dalle regioni.

MATERIE INTERAMENTE STATALI

MATERIE CONCORRENTI

La tutela è nelle mani dello stato, la valorizzazione in capo alle regioni. (slide 19 e 22)

Non si parla più di urbanistica ma di governo del territorio (stabilirne lo sviluppo) quindi non è più

potere regionale diretto ma è il punto 11 della concorrente (sottostare alle norme di carattere

nazionale)

Che cos’è il comune?

Il comune è una frazione di territorio posto sotto il controllo dell’ente territoriale.

 Territorio comunale

 Edificio comunale/ municipio (punto di riferimento della quota comunale)

 Amministrazione (comprende tutti i consiglieri)

 Giunta comunale (assessori + sindaco)

è LA PROPRIETA’ E IL REGIME DEI SUONI

Nel territorio sono presenti quelle strutture che hanno il compito di soddisfare i bisogni dell’uomo

il concetto di PROPRIETA’ nasce dal fabbisogno dell’uomo (è insito nella natura dell’uomo).

Il DIRITTO DI PROPRIETA’ è caratterizzato da una forma di possesso. Non sempre coincidono

perché il possesso

è di chi ne fa utilizzo.

 Corpus possessionis: oggetto

 animus possidenti: animo (intenzione di tenere la cosa come proprietario)

Vi è un legame tra oggetto e possesso per poter parlare di proprietà

Il possessore può provare a diventare il proprietario del bene (USUCAPIONE)

La proprietà è definita nella costituzione (art 42)

ARTICOLO 42 DELLA COSTITUZIONE

“La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, a enti o a privati. E’

riconosciuta e garantita dalla legge che ne determina i modi di acquisto, di godimento e di limiti allo

scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può

essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse

generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria

nonché i diritti dello stato sull’ereditarietà.

Il CODICE CIVILE va a specificare tutti gli aspetti non trattati nella costituzione. Vi è un’evoluzione

del concetto di proprietà: anticamente era assoluto, poi si ridimensione aprendo lo sguardo verso

l’interesse collettivo. IL CODICE CIVILE

Il codice civile contiene norme alla base del DIRITTO CIVILE. E’ composto da 2900 articoli

suddiviso in 6 libri:

 persone e famiglia

 successioni

 proprietà

 obbligazioni

 lavoro

 tutela dei diritti.

ARTICOLI DEL CODICE CIVILE

1. 922 modi di acquisto della proprietà

 per invenzione (tutela il diritto d’autore)

 per accessione (perchè si unisce ad un altro bene già proprio)

 per specificazione (costruito con un certo materiale di proprietà)

 per unione o commissione (due proprietà diventano uno per fusione di elementi)

 per usucapione (il bene può passare dal proprietario al possessore)

 per contratto (tramite la compravendita)

 per successione a causa di morte

2. 832 proprietà privata

Ne puoi usufruire a titolo pieno rispettando ciò che è imposto dall’ordinamento giuridico. La

legge ti impone anche dei limiti ( es. limiti di buon vicinato). La proprietà privata è ammessa

e garantita anche a livello europeo nella CARTA DI NIZZA (2001)

Anche la proprietà intellettuale è protetta. Importante inoltre è il concetto secondo cui chi è oggetto

all’esproprio è oggetto anche all’indennità economica.

LIMITI DELLA PROPRIETA’ PRIVATA (art. 908 del codice civile)

Essa non può essere dannosa alla proprietà altrui

 Limite nell’interesse privato: indennizzabile, limiti che possono essere pagati (servitù

prediali: un terreno che è vincolato da altri terreni e senza libero accesso alla strada); di

buon vicinato.

 Limite nell’interesse pubblico, abbiamo due livelli: (art 837 c.c ambito dell’agricoltura)

1. limiti negativi (vincoli urbanistici, archeologici…)

2. obblighi positivi (insistono sulla proprietà a favore del proprietario)

ATTI ABLATORI, portano via la proprietà privata (confisca, esproprio, vincoli storici, requisizione)

PROPRIETA’ PUBBLICA

Il proprietario è un ente pubblico ( Stato o enti territoriali). E’ una proprietà di beni. Al paro di ogni

soggetto giuridico possono possedere beni mobili o immobili.

DIVERSA GESTIONE

 Beni appartenenti al demanio pubblico

 Beni appartenenti al demanio fiscale disciplinati dall’articolo 822 e831

DEMANIO PUBBLICO (si differenzia per il titolo di proprietà)

1. demanio necessario (imprescindibile), appartiene esclusivamente allo Stato:

 demanio marittimo (spiagge, porti)

 demanio idrico ( fiumi, laghi)

 demanio militare (difese nazionali)

2. demanio accidentale, appartiene ad altri enti territoriali:

 demanio stradale

 demanio ferroviario

 demanio aeronautico

 demanio degli acquedotti

 demanio culturale (non sotto atti ablatori)

Ne fanno parte anche i diritti reali (diritti su una cosa di proprietà altrui, es. usufrutto)

DEMANIO FISCALE (es. immobile in affitto)

1. Beni disponibili: se il bene produce reddito e appartiene al pubblico (l’interesse pubblico sta

nella gestione economica del bene)

2. Beni indisponibili: beni già destinati ad assolvere un ruolo pubblico

I beni pubblici sono:

 inalienabili non sono commerciati ai pari di beni privati

 imprescrittibili non sono commerciati ai pari di beni privati

 incapaci di possesso o do ipoteca

COME INIZIA LA DEMANIALITA’?

Innanzi tutto dipende dal numero di beni:

 intera categoria (norma generale)

 singolo bene, inizia se abbiamo una destinazione d’uso del bene che rientra nella

demanialità

Gli enti territoriali sono tenuti a fare un elenco

MODIFICAZIONE DELLA DEMANIALITA’

1. Può riguardare o l’oggetto o il soggetto:

- soggetto, passaggio di proprietà tra diversi enti pubblici

- oggetto, il disarmo di un edificio (cambia lo scopo per cui era demanio)

2. Cessa la demanialità (deviazione corso del fiume)

Diritto reale: deriva da “res”,cosa → diritto su una cosa

Attribuisce un potere immediato e assoluto su un oggetto materiale.

La proprietà è il diritto reale “massimo”, per eccellenza

Nella declinazione dei vari casi concreti è possibile che su una stessa “res” possano esercitare un

diritto reale più soggetti, in quel caso si parla di comunione.

I diritti reali hanno 4 caratteristiche

 assolutezza: è valido in assoluto e viene fatto valere “erga omnes”, contro tutti;

 immediatezza: è immediato e diretto senza dover cooperare con altri soggetti (in via

generale)

 “tipicità”: rientrano in schemi fissati per legge, non posso inventarne

 patrimonialità: l’oggetto del diritto può essere valutato in termini economici

come si classificano?

1. res propria= cose di proprietà diretta

2. res aliena= cose di proprietà altrui (diritti minori) Si suddividono in:

 di garanzia

 di godimento: perdono di validità in caso di non uso ventennale del bene. il titolare del

diritto di godimento detiene la proprietà (PROCESSO DI CONFUSIONE) Si dividono in:

 usufrutto

 uso

 enfiteusi

 di superficie

 di abitazione

 servitù

I diritti reali minori perdono di validità in caso di non uso ventennale del bene

Il titolare del diritto di godimento diventa anche titolare del diritto di proprietà, in questo caso

parliamo di confusione. Da due soggetti titolari di diritto si fondono.

Usufrutto

é un diritto minore di godimento, di un soggetto chiamato usufruttuario, lo scopo è di godere di un

determinato bene e di trarne ogni utilità. L’usufruttuario detiene il possesso.

Il proprietario di un bene in usufrutto è detto nudo proprietario (non ne detiene più il possesso ne

uso)

L’usufrutto ha una durata limitata:la morte. il diritto è legato all’esistenza dell’usufruttuario.

Si può dare inizio all’usufrutto per contratto, testamento,usucapione

Il diritto di usufrutto può essere legato a beni sia mobili che immobili, ma deve essere un bene

inconsumabile. Può decadere per deperimento del bene,confusione,rinuncia.

Uso

un soggetto può servirsi di un determinato bene e ne può raccogliere i frutti

ex. ti do il diritto di utilizzare il mio terreno, piantare e raccoglierne i frutti.

La differenza con l’usufrutto perchè si restringe a soddisfacimento bisogni del titolare del diritto o al

massimo della sua famiglia

di abitazione

vicino al diritto di usufrutto ma diverso in quanto strettamente legato all’abitazione, anche esso

diritto reale di godimento; il titolare del diritto può abitare la casa insieme ai suoi familiari o chi

presta servizio alla sua famiglia. Nasce per testamento,contratto,usucapione. è disciplinato dall’art.

1023 del codice civile

enfiteusi

l’enfiteuta è il titolare di questo diritto, può godere di un determinato bene pagando un canone e ha

un obbligo: deve migliorare il bene di cui gode. Ad oggi probabilmente è il meno in uso (sarebbe

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bianconero03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione urbanistica delle opere pubbliche e normative edilizie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Galiano Giuseppe.
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