LINEE GUIDA PER MINIMIZZARE IL NUMERO DI PARTI
1. Incorporare componenti secondari all'interno del componente. Ad
esempio, una cerniera (funzionalità di rotazione) può essere ottenuta
riducendo lo spessore il componente e giocando sull’elasticità del
materiale.
2. Integrare le molle sfruttando l'elasticità del materiale (ad esempio, il
tagliaunghie).
3. Usare agganci rapidi: permettono di unire due parti senza considerare
elementi di assemblaggio aggiuntivi
4. Incorporare guide, cuscinetti, coperture, ecc…
5. Collocare i componenti elettronici vicini tra loro
6. Se i volumi produttivi lo permettono, potrebbe essere conveniente usare
tecnologie come l’iniezione plastica, che permette di ottenere geometrie
complesse; operando in questo modo, si avrebbero meno componenti e,
di conseguenza, l’assemblaggio sarebbe facilitato.
7. . Laddove i carichi non sono molto elevati, per assemblare il finito posso
evitare di utilizzare viti o dati usando al loro posto degli elementi
deformativi
8. Laddove i carichi non sono molto elevati posso evitare di realizzare un
foro per una vite in quanto potrei accoppiare dei componenti con viti
autofilettanti
9. Utilizzare ganci o incastri per sostituire gli elementi di fissaggio (viti);
questi garantiscono maggiore rapidità nell'assemblaggio.
Linee guida per la manipolazione ei componenti (Handling)
1. Progettare parti simmetriche o quanto più possibili simmetriche
2. Laddove la simmetria non può essere garantita, progettare parti molto
asimmetriche tra loro per facilitare l'operatore ad effettuare il corretto
posizionamento.
3. Evitare componenti che si incastrano tra loro perché, così facendo, si
avranno problemi nella fase successiva di smontaggio
4. Evitare oggetti taglienti, spigoli vivi, ecc… per ridurre l’entità dei tagli.
5. Evitare componenti troppo piccoli (che sono difficili da manipolare)
Linee guida per l’inserimento e il fissaggio
1. Creare smussi o raccordi in modo che il componente possa inserirsi
automaticamente in un'altra parte senza perdite di tempo. Inoltre,
bisogna garantire le tolleranze adeguate
2. Standardizzare le parti, i processi e i metodi comuni a tutti i prodotti per
consentire la produzione di volumi più elevati
3. Utilizzare un assemblaggio “a strati” dall'alto verso il basso facendosi
aiutare dalla forza di gravità. Questo aiuta sia nell'assemblaggio che nella
progettazione.
4. Evitare di tenere in posizione un componente nel momento in cui lo si
fissa. Bisogna semplificare il più possibile l'assemblaggio realizzando, ad
esempio, una scanalatura sul componente in maniera tale da
disaccoppiare le due fasi: posizionamento e fissaggio
5. Evitare di lasciare un componente dalla presa prima che esso venga
posizionato correttamente.
6. Ridurre i riposizionamenti del prodotto: minori sono le rotazioni del
componente nelle stazioni e più veloce sarà il processo di assemblaggio
Linee guida per migliorare l’assemblaggio
1. Evitare di avere prodotti sopravincolati perché più vincoli ci sono e più
sarà complesso realizzare quell’assieme
2. Pensare a come il prodotto dovrà essere disassemblato, perché dovrà
essere manutenuto. Nel pensare il concept del prodotto bisogna cercare
di mettere all’interno dell’architettura (in termini fisici) i componenti più
affidabili, ovvero quei componenti che con minor probabilità si
romperanno e che, quindi, con minor probabilità l’operatore dovrà andare
a sostituire/riparare.
3. La distinta base può essere vista sia su un unico livello che su più livelli
(si utilizzano i sottoassemblati)
4. Evitare parti deformabili o flessibili
5. Usare raccordi e smussi che facilitano l'inserimento
6. Facilitare la manipolazione delle parti
7. Quando devo assemblare dei componenti tramite fori passanti (viti), devo
garantire coassialità
8. Evitare di assemblare una parte che deve essere tenuta fino a quando
non è completamente posizionata
9. Usare “fastener” di tipo “push-on”
10. Evitare di avere parti destra e parte sinistra per ottenere vantaggi
sia nel manufacturing che nell'assemblaggio.
11. Teoricamente, in antitesi con il DfA, può essere utile aumentare il
numero di parti nel caso in cui questo permetta di semplificare
l'assemblaggio delle altre parti.
Linee guida per migliorare lo smontaggio
quanto visto per l’assemblaggio vale anche per lo smontaggio.
1. Nel progettare un prodotto, bisogna pensare che questo poi dovrà essere
smontato
2. Uniformare gli elementi di collegamento
3. Usare i sistemi di aggancio rapido per eseguire una rimozione rapida.
4. Bisogna progettare bene i componenti soggetti ad usura, in modo tale
che possano essere rigenerati una volta che arrivano ad un certo stato di
usura. Ad esempio, nei freni delle automobili cambio la pastiglia ma la
pinza rimane sempre quella.
5. Garantire assistenza al componente senza danneggiare gli altri
6. Inglobare nel design del componente guide, maniglie o indicazioni per
favorire l'assemblaggio e il successivo disassemblaggio del componente.
Linee guida rivetti
I rivetti sono elementi di collegamento deformabili.
1. Garantire l'accessibilità all'utensile che va a deformare il rivetto.
2. Se non ci sono carichi eccessivi, sarebbe preferibile utilizzare dei rivetti
cavi perché le forze di deformazione sono più basse e i tempi di
montaggio sono ridotti
3. Il foro in cui inserisco il rivetto non deve essere troppo grande perché il
rischio che, nel momento in cui si va a ribattere la testa del rivetto, il
rivetto all’interno del foro si possa deformare senza riuscire a serrare
correttamente le due piastre che devono essere unite (si dice che il foro
“cede a carico di punta”).
4. I rivetti ciechi possono essere montati garantendo l'accessibilità soltanto
da un lato
5. I fori dei rivetti non devono essere troppo vicini o troppo lontani dai bordi
delle parti unite
6. I rivetti non devono essere troppo lunghi (sporgenti); la lunghezza deve
essere una percentuale del diametro
7. Quando si uniscono lamiere con spessore diverso, è preferibile ribattere
l'estremità della lamiera con spessore maggiore
8. Per gli elementi fragili, è preferibile usare una rosetta al fine di evitare
che ci sia un carico di tensione superiore ad una certa soglia
all'interfaccia tra testa e componenti.
Linee guida viti
1. Se le forze in gioco non sono elevate, si possono usare viti autofilettanti:
queste non vengono inserite attraverso la rotazione della testa ma
attraverso un movimento assiale
2. Da prediligere vite a testa esagonale e testa Philips
3. Se possibile, sempre per i carichi, usare i “dadi a molla”:
4. Garantire l'accesso all'utensile usato per il montaggio e lo smontaggio
5. Se possibile, utilizzare dei dadi autobloccanti (che hanno affidabilità più
bassa) per evitare che si allentino
6. Nel caso di piccoli lotti produttivi, la soluzione migliore è quella di
utilizzare vite più dado. All'aumentare dei volumi produttivi, la situazione
più economica è quella di unire una vite a un foro filettato su uno dei
componenti che dovrò assemblare.
Linee guida saldatura
La saldatura è un processo estremamente complesso, in quanto comporta la
fusione locale del metallo. Quindi, si otterrà una zona termicamente alterata
che comporta deformazioni plastiche e tensioni residue. Qui vediamo solo delle
linee guida relative alla saldatura con metallo d'apporto.
1. Ridurre quanto più possibile il numero di componenti perché il processo
di saldatura non è costituito solo dall’unione permanente di due
componenti, ma prima bisogna eseguire operazioni di puntatura o di
imbastitura, in cui i componenti devono essere preliminarmente orientati
e posizionati tra loro.
2. Garantire l'accessibilità all’operatore e alla torcia usata per la saldatura:
lo spazio è commisurato alla tecnologia che il progettista ha indicato
(TIG, MIG, MAG). Tenere, inoltre, in conto la sequenza di saldatura (ad
esempio, per uno scatolato bisogna saldare prima gli elementi interni e
poi gli elementi esterni) per inserire cordoni di saldatura nella giusta
posizione.
3. Ridurre il volume del materiale d'apporto
4. Bisogna dividere la distinta base in livelli e sottolivelli così da poter
definire dei gruppi specifici, i quali andranno a definire la sequenza di
saldatura.
5. Progettare i cordoni in maniera tale che vengano saldati in piano
(orizzontale)
6. Per ridurre al minimo le deformazioni che si possono generare da una
struttura saldata bisogna preparare bene i lembi che devono essere
saldati
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Appunti Ingegnerizzazione di prodotto
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Appunti ingegnerizzazione di prodotto - Parte 4/9
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Appunti Ingegnerizzazione di prodotto - Parte 2/9
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Appunti Ingegnerizzazione di prodotto - Parte 9/9