Estratto del documento

estinguente su una zona d’incendio. La sua attivazione può essere automatica o manuale.

Lancia erogatrice: dispositivo provvisto di un bocchello di sezione opportuna e di attacco

unificato. Può essere anche dotata di una valvola che permette il getto pieno, il getto

frazionato e la chiusura.

Naspo: attrezzatura antincendio costituita da una bobina mobile su cui è

avvolta una tubazione semirigida collegata ad una estremità, in modo

permanente, con una rete di alimentazione idrica in pressione e terminante

all’altra estremità con una lancia erogatrice munita di valvola regolatrice e di

chiusura del getto

Idrante antincendio: attacco unificato, dotato di valvola di intercettazione ad apertura

manuale, collegato a una rete di alimentazione idrica. (a muro, a colonna soprasuolo oppure

sotto suolo)

Impianto automatico di rivelazione d'incendio: insieme di apparecchiature destinate a

rivelare, localizzare esegnalare automaticamente un principio di incendio. UNI 9795:2021

Impianto di allarme: Insieme di apparecchiature ad azionamento manuale utilizzate per

segnalare un principio d’incendio

Struttura del codice

Il Codice è basato sui seguenti principi:

Generalità: metodologie comuni applicabili a tutte le attività.

Semplicità: sono privilegiate soluzioni semplici.

Modularità: la complessità della materia è scomposta in moduli.

Flessibilità: ricchezza di soluzioni progettuali.

Standardizzazione: secondo standard internazionali.

Inclusione: le diverse disabilità (fisiche, mentali o sensoriali) temporanee o permanenti sono

considerate parte integrante della progettazione.

Contenuti basati sull'evidenza: basato sulla ricerca scientifica.

Aggiornabilità: seguendo il continuo avanzamento tecnologico.

IPOTESI FONDAMENTALI

-​ In condizioni ordinarie, l'incendio di un'attività si avvia da un solo punto di innesco.

Escluso incendio doloso o eventi estremi (es. catastrofi, azioni terroristiche, ...)

-​ Il rischio d’incendio non può essere ridotto a zero. Le misure antincendio sono

selezionate per minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di

conseguenze, entro limiti considerati accettabili.

METODOLOGIA GENERALE

Valutazione del rischio (§ G.2.6.1)

-​ Determinazione e attribuzione dei profili di rischio R R R (§ G.2.6.2)

vita beni amb

-​ Strategia antincendio (mitigazione rischio tramite misure preventive, protettive e

gestionali)

-​ Definizione della strategia antincendio complessiva (§ G.2.6.3) - Attribuzione dei

livelli di prestazione (I, II, III, IV, …) (§ G.2.6.4)

-​ Individuazione delle soluzioni progettuali (§ G.2.6.5) Soluzioni conformi (§

G.2.6.5.1) Soluzioni alternative (§ G.2.6.5.2) Soluzioni in deroga (§ G.2.6.5.3)

Soluzione conforme

Soluzione di immediata applicazione, che garantisce il raggiungimento del livello di

prestazione. Soluzioni progettuali prescrittive, sono solo quelle proposte nei paragrafi della

sezione S (Strategia antincendio) e V (regole tecniche verticali), e non richiedono ulteriori

valutazioni. Il progettista non è tenuto a fornire ulteriori valutazioni tecniche per dimostrare il

raggiungimento del collegato livello di prestazione.

Es. “Distanza di separazione = 10 m”.

Soluzione alternativa

Richiedono ulteriori valutazioni. Il progettista deve dimostrare il raggiungimento del livello di

prestazione. Il progettista può far ricorso a soluzioni alternative: - proposte nei paragrafi delle

sez. S o V, oppure - può proporre specifiche soluzioni alternative impiegando uno dei metodi

di progettazione della sicurezza antincendio tra quelli del § G.2.7 (v. Tab. G.2-1). Consentite

solo per attività con valutazione del progetto (no cat. A del DPR n. 151/2011, se non in

deroga).

Es. “Distanza di separazione calcolata imponendo irraggiamento ≤ 12,6 kW/m2 ”.

I 3 profili di rischio: vita beni e ambiente

●​ R Salvaguardia della vita umana (attribuito per ciascun compartimento e, ove

vita

necessario, per ciascuno spazio a cielo liberodell’attività)

●​ R Salvaguardia dei beni (artistici e strategici) (attribuito per l'intera attività o ad

beni

ambiti di essa)

●​ R Tutela dell'ambiente (attribuito per l'intera attività o ad ambiti di essa)

ambiente

Compartimenti con rischio vita differente devono essere separati, gli altri due rischi

vengono fatti per l’intera attività.

Il rischio vita è in relazione a due fattori: in base all’occupante( δ ); la velocità della

occ

crescita dell’incendio ( δ ) in base ai materiali più o meno combustibili.

α

Caratteristiche degli occupanti: diviso A B C D E

A-B occupante sveglio (A ha familiarità dell’edificio, B non ha familiarità)

C addormentati (alberghi) : si suddivide in altre 3 categorie: C attività individuale di

i

lunga durata; C attività gestita di lunga durata; C gestita di breve durata.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bianconero03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Impianti termotecnici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Grignaffini Stefano.
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