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La circolazione forzata avviene con l’ausilio di

una pompa, attivate solo quando nei collettori il

fluido termovettore si trova ad una temperatura

più elevata di almeno 8 °C rispetto a quella

dell’acqua contenuta nel serbatoio di accumulo.

In questi impianti non ci sono vincoli per

l’ubicazione dei serbatoi.

la temperatura e quel parametro che va influire

sulla regolazione dell’impianto quindi sulla

centralina solare aziona la pompa di circolazione.

il delta T che aziona la circolazione: il valore e tra gli 8-10 gradi, la pompa di circolazione va

in movimento.

tipologia di impianti a circolazione forzata vediamo soli i

collettori perche i boiler non possono stare in copertura

Modalità di installazione dei COLLETTORI SOLARI

I collettori solari devono essere installati su superfici in grado

di garantire una buona insolazione, un ancoraggio sicuro e

un’adeguata manutenzione. Per ottenere una buona

insolazione vi sono tre aspetti da considerare:

1. la formazione di possibili zone d’ombra;

2. l’angolo di orientamento dei collettori;

3. l’angolo di inclinazione rispetto al piano orizzontale.

(devo assicurarmi che non ci siano delle ombre che influenza l'irraggiamento, portate di

edifici, dalle radure o dagli stessi collettori, )

ZONE DI OMBRA

L’ambiente circostante può indurre ombre sui collettori,

riducendo la loro resa. Pertanto prima di decidere dove

installare i collettori, occorre verificare se ci sono ostacoli che

impediscano o limitino l’irraggiamento. In ogni caso l’ombra

indotta da tali ostacoli deve essere molto limitata o di breve

durata. L’esistenza o meno di ombre e la loro durata nel

tempo può essere determinata con l’aiuto di diagrammi solari,

in grado di fornire la posizione del sole relativamente ad ogni

giorno dell’anno e ad ogni ora. Oltre alle ombre indotte

dall’ambiente circostante (edifici, muri, alture, vegetazione ad

alto fusto) vanno considerate anche quelle che i collettori

possono proiettare tra loro quando sono disposti a schiera.

Alle latitudini del nostro Paese le distanze minime sono

deducibili dalla tabella riportata.

per scegliere l’inclinazione= latitudine(del luogo) +- 10 gradi.

inclinazioni molto basse se voglio utilizzarlo solo d’estate. solo d'inverno inclinazioni

maggiori.

l'orientazione viene indicata come azimut, inclinazione indicato come Tilt

ANGOLO DI ORIENTAZIONE Nel nostro emisfero l’orientamento ideale dei collettori è

quello rivolto verso Sud. Tuttavia, anche orientamenti diversi non risultano particolarmente

penalizzanti. Ad esempio, con variazioni di orientamento di ±30°rispetto a Sud, l’energia

solare annua ricevuta diminuisce solo del 2,5% mentre con variazioni di ±45°diminuisce del

3÷4%.

ANGOLO DI INCLINAZIONE

Se i collettori sono posti su un tetto a falde inclinate, in genere conviene mantenere la stessa

inclinazione del tetto. Se, invece, i collettori sono posti su superfici piane, alle nostre

latitudini conviene assumere i seguenti angoli di inclinazione: a= 20÷40° per impianti a

funzionamento estivo a= 50÷65° per impianti a funzionamento invernale a= 40÷60° per

impianti a funzionamento annuale

per dimensionare l’impianto Solare termico

punto fisso è l'accumulo di acqua per dimensionare la superficie dei collettori, si identifica

come numero dei collettori, chiamata come campo solare. dimensioni delle tubazioni e della

pompa di circolazione e dei sistemi di sicurezza il vaso di espansione.

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Prevenzioni Incendi

Nella prevenzione antincendio ricadono l'impianto di spegnimento automatico e controllo

dell’incendio. La prevenzione degli incendi può essere attiva o passiva.Tutti i locali che

prevedono le attività lavorative devono rispettare le norme antincendio ma non devono

essere controllate dai vigili del fuoco. C’è un iter burocratico per quello e sono 80 le attività

normate che hanno bisogno del loro controllo.

Obiettivi:

1. Riduzione al minimo delle occasioni di incendio. Stabilità delle strutture portanti per un

tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti.

2. Limitata produzione di fuoco e fumi all'interno delle opere e la limitata propagazione del

fuoco alle opere vicine. (legate ai materiali dei materiali all’interno dell’attività, hanno una

classificazione alla resistenza al fuoco.)

3. Possibilità che gli occupanti lascino l'opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro

modo. (la caratteristica di garantire l’esodo che si traduce nella progettazione delle vie di

fuga)

4. Possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza. devo garantire

(l'operatività delle squadre antincendio).

(ci occuperemo dell'attività 68)

In base ad un determinato parametro,variabile per ogni attività, (per ospedale e albergo

sono i posti letto) il locale viene inserito in una categoria

A = basso rischio incendio

B= medio rischio

C= alto rischio

UNI EN → normative che ci danno i valori di calcolo

se la mia attività non rientra in quelle 80 però è un luogo di lavoro DM 3 settembre 2021,

anche chiamato mini codice, essendo una normativa meno stringente.

Tiene conto di tali parametri di

applicabilità:

-​ affollamento complessivo < 100

persone

-​ sup.lorda < 1000 m2

-​ materiali combustibili in quantità

non significativa

-​ sostanze pericolose in quantità

non significative

-​ lavorazioni non pericolose ai fini

dell’incendio

decreto ministeriale 81/2008

decreto della sicurezza sul lavoro di cui

devo tener conto se la mia attività non

rientra nelle 80 sopra elencate e nei parametri di applicabilità del mini codice.

L’iter è differente in base alla categoria di rischio.

Nel caso del nostro ospedale (rientra nella categoria

A) non dobbiamo produrre un progetto di prevenzione

incendio parere di conformità antincendio, si passa

direttamente alla fase di autorizzazione che si

riconduce a una segnalazione certificata di inizio

attività scia. la scia antincendio si compone di diversi

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bianconero03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Impianti termotecnici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Grignaffini Stefano.
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