IDRODINAMICA
Il moto dei fluidi è complesso per diversi motivi:
• è tridimensionale
• Le equazioni sono non lineari
• Spesso le interfacce sono mobili, e non conosciamo la forma dell’interfaccia (moto ondoso per esempio)
• Si sviluppa turbolenza e comportamento caotico
Sperimentali
Tra le tecniche di indagine rientrano Simulazioni numeriche
Risultati sperimentali
Spesso per indagare si usano dei modelli per riuscire a risparmiare un minimo.
Il principale problema dei modelli in scala ridotta è che non si riesca a mantenere costante contemporaneamente
numero di Reynolds e di Froude, quindi uno dei due non verrà mantenuto.
Le simulazioni numeriche consistono nel prendere le equazioni che governano il fluido e integrarle numericamente.
Il modo 3D dei fluidi viene affrontato con modelli più sofisticati (e avanzati):
• moto ad alti numeri di Reynolds: schema di moto irrotazionale, schema di strato limite
• moti a bassi numeri di Reynolds: Stoke flow, approssimazione di Oseen
• modelli di turbolenza
Nel corso andremo ad illustrare i modelli semplificati che si usano nello studio dei fluidi caratterizzati da alti valori del
numero di Reynolds. ND
Numero di Reynolds Re ↓
> = D
~
ARGOMENTI DEL CORSO
Cinematica: descrizione del moto dei fluidi
Dinamica: come il fluido risponde alle forze esercitate dall’esterno
Da queste saremo in grado di ricavare le equazioni del moto, che si basano sui principi fisici.
In seguito le equazioni vanno abbinate a delle condizioni al contorno.
Le equazioni che otterremo sono non lineari.
L’unico caso in cui è possibile risolvere le equazioni del moto è nei moti unidirezionali.
Moti irrotazionale: la portanza, la resistenza indotta e la forma massa aggiunta
Lo strato limite: le resistenze viscose e di forma
LA CINEMATICA
Il valore assunto da una qualunque caratteristica del fluido al variare del tempo e dello spazio è descritto da funzioni continue.
Per studiare un fluido in moto si possono usare due diverse descrizioni:
Coordinate euleriane (31 (3) Questa generica grandezza F avrà un valore diverso in funzione
)(2
22
:
Descrizione Euleriana = , ,
Descrizione del moto della posizione che considero nello spazio è del tempo.
t)
(((
F f
: = , ,
Moto stazionario: moto in cui espresso in coordinate Euleriane non compare il tempo.
X3)
Coordinate: Posizione iniziale occupata dalla
(X X2
X = ., ,
Descrizione Lagrangiana particella all’istante iniziale
Descrizione del moto: t)
f2(X
F = ,
In questo caso le variabili non saranno più le coordinate nello spazio ma le particelle.
Domanda si !
Se abbiamo a che fare con un moto stazionario, nella descrizione lagrangiana, comparirà il tempo?
Se fisso il valore di X, considero la particella X che si muove nel tempo, quindi avrò comunque la dipendenza
dal tempo. In un moto Lagrangiano l’unico momento in cui non ho diependenza dal tempo è se non ho
spostamento.
Derivata materiale di F Derivata locale di F
(coordinate Lagrangiane) (coordinate Euleriane)
F f (x t)
F f2(X t) I
= ,
= , =
d f2(X t)
2 ,
- At
Domanda EF
d F
Il risultato di coincide con quello di (ad es se F=ρ)?
St
dt
Se faccio la derivata materiale, sto vedendo come varia F mantenendo fissa X.
Se faccio la derivata locale, fisso la X, vado in quella posizione, per quella posizione passeranno particelle diverse, e
in quella posizione vedo come varia la densità.
Quindi la risposta è no!
VELOCITÀ
La velocita v di una particella è la derivata della sua posizione rispetto al tempo.
La velocita è una quantità vettoriale. (Relazione vettoriale)
Per calcolare v è necessario conoscere t)
y(X
2 = , t)
(X1 X3
Y X2
(C ,
= ,
. ,
Scrivere le componenti di t)
y(X
( =
> 42(X1 t)
X3
X2
, (2 = , ,
, t)
yg(X1 X3
(23 X2
= ,
,
,
Domanda
Se si fissa X e si fa variare t, la relazione sopra a quale linea corrisponde?
Questi mi da la traiettoria, quindi la posizione di X al variare del tempo.
t)
(X
api
Velocità di una particella fluida 3)
(i (modo
, Breve)
Vi 2
1
=
> +
= ,
At ,
descrizione
L Lagrangiana moto
del
Domanda
Cosa rappresenta dal punto di vista fisico la relazione: 33t)
(x1
Vk >(2
Vi = ,
= ,
,
Rappresenta la kesima componente di velocità nella posizione individuata da x1, x2, x3 e al tempo t.
ACCELERAZIONE
Accelerazione di una particella fluida (descrizione Lagrangiana del moto)
t)
dVk 52 X3
X2
(X (k 3)
an 2
1
, ,
,
= =
= , ,
dt at2
Problema:
Come è possibile calcolare l’accelerazione se si ha a disposizione solo la descrizione euleriana della velocità?
Utilizziamo la trasformazione di coordinate che abbiamo visto precedentemente:
p(X Ci consente di trasformare le coordinate lagrangiane in coordinate Euleriane
t)
x = , Ci permette di trasformare coordinate Euleriane in Lagrangiane
t)
(x
P
X = , 3)
t)(j
X3 2
1
Yj(X1 Xz
xi =
= ,
,
= , ,
, 3)
¢ (j
j(x 2
1
Xi t)
(2) (3
= = =
, ,
,
,
Affinche una funzione sia invertibile una funzione deve essere iniettiva e suriettiva. Quindi vuol dire che ad ogni punto
del dominio deve appartenere un punto del codominio. Questo nel caso di fluido in un moto è sempre verificato.
Problema: dE
fi(X t) calcolare
F = , dt
Afz
dF
dt 1
G +
(X t)
(1 y
= , ,
42(X
xz t)
= ,
43(X t)
x3 = , t)
(X2
(X
(U (13 t)
fi t)
t)
# f 43
t)
((( Ye
)(3
32 =
i . , , ,
, ,
, ,
, ,
, ATG
Si ottiene dunque > Fa(q
F
Ricaviamo la relazione. Abbiamo y(X
t) t)
2
= ; = i
,
Possiamo allora scrivere che F1(y(X
Fa(c t) Fz(X derivata
t)
t) locale
t)
( = ~
= ,
, , , A
EFG
G CT2
FGXp GEs Efe
noi vogliamo calcolare +
= +
Golt toatt
"Un Il v
V2
è
P
ricordiamo che
Lungo componenti di
3 s,
tempo
dipendenti dal
anche Escalare ! ci consente di calcolare la derivata materiale
Ge
(
(af G OFF
Ricordiamo che di una grandezza che conosciamo in termini
per cui
F = di coordinate euleriane
~ !
gradiente = (scritto come somma di indici ripetuti) es
più
di modo
in
Consente scrivere indice
+- c'è
dice se
che un
Compatto Ci
GF .
FU Uguale
ripetuto Segno
Solo
Ad Un Lato
V3 del ,
sui
2x3 valas
intendere somma
Si deve una
-
ripetal
che vengono
A questo punto, come possiamo scrivere l'accelerazione? Sappiamo essere una quantità vettoriale! Conoscendo la velocità
in termini di coordinate euleriane, applichiamo l'espressione componente per componente
Gustuz
d .
as =
= Es vitu
G +.
az =
=... G +
az =
=... 3 riga"
tVz "Letore
tVa
tu es
Jach
tan
-xn G vvv
dunque
V GVz a
GVa
GU1 +
= =
doca
doca
doca GV3
Gu
EU 2 663
663
763 f l'ordine è indifferente
è prodotto
del
scalare
nota se
:
↑
OFF
Torniamo all'espressione un
↳
L s
DERIVATA DERIVATA DERIA termine che ha influenza se il fluido si muove e se la sua
MATERIALE LOCALE > densità varia nello spazio. Descrive la variazione di densità.
traiettoria
D
-
~ Sp
questo
In ANNULLA
caso Si SE ·
g . U = G u
org
la
analizziamo 0
0
= =
> -
densità S S
5
Vg 2
> =
0
= .
Esercizio guidato: positiva)
Cost 1
c
[C] =
>
- 29
:
relazione
la
usando Vi = At
aXnect Ct
X1ce
vi =
= At
Il moto stazionario non è funzione del tempo, deve essere in
coordinazione euleriane. Non abbiamo dipendenza dal tempo quindi si aXzect -
Xzce
V2 =
= -
at
Scriviamo espressioni
le con o
Ct
- cX1e
Un Ca
=
= C
CXqe
Va C62
= = -
-
t)
bu(X == e
X
, per
a au an (Xzet)
= ((Xet
&
Gt (Xit)
E
X = -
,
D
= (Cs C((2)
(2) t)
&
Xet
Gu = -
, ,
az = =
Re
(et
a
=> = , =
(2x1 per calcolarla usiamo la relazione
cax)
Mentre in coordinate euleriane a a
= , (
Tr =C
=
>
tur G VEV Gu =
Un
91 +
+
= .
G At
G
Gu V
UnGV Voce
A2 +
+ =
= . &
. (2) o
Vz =
=
LE TRAIETTORIE La traiettoria di una particella che all'istante iniziale occupa
la posizione X: è l'insieme delle posizioni che la particella
occupa al variare del tempo.
y(X
eq. traiettoria: t)
2) = ,
descrive la traiettoria della particella P che all'istante iniziale
occupava la posizione X (si fissa X e si lascia variare t)
fi t)
a (X
Relazione alternativa per il calcolo della traiettoria: , 3)
(i
Vi 1 2
=
= ,
,
2t
Le linee di corrente sono linee che, al tempo assegnato, sono tangenti al vettore velocità.
Equazione: condizione di tangenza tra velocità e elemento infinitesimo della linea di corrente Xd
U 0
=
Linea
Di
v CORRENTE
-
FISSATO
t da · da(s)
- loan
(Un da
Va
UX9 daca
V3)
U
0
= =
= , , , ,
,
.
Esercizio: scrivere le tre relazioni scalari a cui porta la condizione VXda 0
=
ij
-
in generale bras) braz)
i(azb3- b2as) ((a1b2
=(arbz
anazas
axb +
= - - -
be by
ba
attenzione che bxa
+
axb danVz) ((v1da2
j(unday
nel nostro caso i (v2dx3 dava)
dx2V)
da
↓ +
x = -
-
- -
Unda3-dxUz 0
= U
Vadaz-dxU3 O >
-
= 2
danVa
Under 0
=
-
se il moto è stazionario traiettorie e linee di corrente coincidono
Esercizio guidato Le espressioni scritte corrispondono a
conoscere:
f(X t)
2 = ,
Xe C
1 = -
X1 e
= - cE
app M M
X2e
X2e
X2 X2
= - =
Le sostituisco in quelle di partenza
E)
* eC(t
(x2 -
x1 = E)
Yzect -
=
E)
ect G
-
osservo che - Sxx =X
>
-
E)
c(t G &
-
-
e =
Cx2)
((x
X = -
,
= Tegroeno-enx
↓ in
carda E)
c(t
co
=
= = -
x1
= -(2- -cot-enca-en -c
= =
en-
c(-E)
en Iperbole equilatera
=
= particelle si
Le
Ka in
mudono Questo è quello che succede quando un fluido investe ad
traiettorie direzione
Questa
Linee di esempio una parete. Questo campo di moto localmente
corrente descrive il moto attorno al punto di ristagno. Tutto cio
descrive quello che si chiama moto di ristagno
· x1 2 =
,
Per il secondo punto fisso t. Le relazioni sono che nel nostro caso diventa 2
e
da
P x1 x
x2 , e
enoa-endea ende-ende
enx2 enx1
= > =
- ,
- 1
x2 Ka
Ottengo una iperbole equilatera si
che passa per il punto x1,x2.
M
M · 5 x1
,
Questo se il moto è stazionario. Se il moto non fosse stazionario, in generale le linee di corrente non coincidono. Andiamo a
vedere un campo di velocità: u)
(e
V = , &
periodo dell'onda
>
- Moto non stazionario che si realizza in
cos(Wt)
do W
u -
= prossimità dell'interfaccia di un'onda -
(ut)
Sen
as w
v /200
= Frequenza
↳ 2π/t angolare
a = l
domande:
quali sono le dimensioni della costante ω?
quali sono le dimensioni della costante a0?
calcolare: t
a) la linea di corrente che passa per il punto (0,0) al tempo t = t′ linea +
di corrente
> =
b) la traiettoria della particella fluida che per t = t′ passa per il punto (0,0) (WE')
dow COS
M = (wt)
V Sen
No W
=
X2 V
dx
Linea di aX(x2
corrente =
- "U
X1
⑨ Sencut')
coscut) cut'
tan
- =
w t
-- Saowco(wt)dt
da ausen(wt))
dowcos(wt) ausen(wt)
-x(t)
M
= =
=
= -
ot e fowsen(wt(dt
daz aocs(wt)
apcs(wt)
Rosen(wt)
v ecz(t) +
x2
= = = = -
at E asSen(wt))2 sent
98
Rosen(urt) Assen(ut) -(a t
+
(1 + =
=
riscrivo come as
(t))2 costit
-(52-a0
COS(Wt)
6C2-10COS(WE) Cos
No
= =
-
Rosen(wE)) arCOS(Wt))2 a
Co (02
+ + =
-
Analisi locale del moto
L’analisi locale del moto consiste nello studio del campo della velocità nell’intorno di un punto dato (traslazione, rotazione
e deformazione).
L’analisi locale del moto è importante per lo studio della dinamica perchè il fluido risponde a un gradiente di velocità
imposto generando una tensione vogliamo legare lo stato di tensione all’interno del fluido alle variazioni della velocità
(gradiente) nel punto di interesse Questa parte ci serve perché piu avanti vedremo come il fluido risponde ad un
I gradiente di velocità imposto dall'esterno generando una tensione. Immaginiamo
regie se due piastre piane e parallele, mettiamo in moto il fluido facendo scorrere la
d piastra superiore. Succede che in corrispondenza della piastra superiore, il
movimento della piastra genera un gradiente di velocità e il fluido genera una
er
w tensione, il cui effetto è quello di smorzare questo gradiente di velocità.
All'istante t=0 ho distanza d e fluido fermo, nel punto a contatto con la piastra la velocità sarà U0.
Alla fine, arrivati ad una situazione di regime, abbiamo tutto il fluido tra le due piastre in moto.
Vogliamo legare lo stato di tensione all'interno del fluido alle variazioni della velocità (gradiente) nel punto di interesse.
I
vP) G
) (somma e
Vi dx +
j
= +
= Se
v
X
notazione
(P) ripetuti !
indici A Supponiamo Sapere
di
(da da(3)
daca
d del
= punto
~ tutto
, , di
è sviluppo
uno dimensioni
più
Taylor su quantità
infinitesima
fisso
riferimento
Descrive com'è fatto
il gradiente di v La somma di questi tre termini sono uguali
alla i-esima componente del prodotto scalare
(riga-colonna) tra la matrice ottenuta come
trasposta del gradiente velocità e dx.
Faccio prodotto
&
colonna
Linea
v puo essere vista come la somma di due matrici:
• D: tensore delle velocità di deformazione Nota: i nomi non sono casuali ma ricordano il significato
• Ω: tensore delle velocità di rotazione fisico delle componenti di questi matrici, che sono dati da
particolari moti del fluido nell'intorno del punto dato
T v = D + Ω
∇
=>
GUIDA
2 4)
+
E( 2) 12
+ E +E Matrice simmetrica rispetto la diagonale
D = GV3
2x3
8
08 La
V E
o I
-
E-) o - Matrice con diagonale zero e antisimmetrica
r = fav3 G
- O
Esercizio guidato:
• moto è stazionario? Si perche non dipende dal tempo
• calcolare le linee di corrente
• calcolare du
• calcolare dv /riferita X)
velocità lungo
de alla
calcolare :
9y
X
a v
u =
= 2πx2 yz X2 y2
2π
+ +
u(P) a
u(9) +
au = - P
y 2x2qy2 x2
zuax2 + -
-
= = yz2
2πT
a y2)2 2i(X2
(x2 +
+
Ou
+y22
= dxzd [inmodo se
e a
au analogo si sele
=>
Il tensore delle velocità di deformazione 24SX1)dt
(M
d(fx1) at
u
+
= -
, ,
Es 19(SX un
-
SX1 2X1
Il rettangolo AB è una porzione infinitesima di fluido all'istante iniziale. In A la velocità la indichiamo con u1 e
sappiamo, da quello appena visto, che la componente orizzontale di velocità in B avrà una velocità che è uguale a 54 SXI
u +
,
+
Sx1 Rappresenta quanto si è allungato l'elementino δx1
(4 tud -
+ .
- SX
relativa dell'allungamento
Velocità di ,
-
d(SX1) d(8Xi]
& 1
Ul Gui
all SXI
Sx dt
d(fXi) 8
8 = =
= , SX
-XI AXI
ot GXI Ot
,
-
variazione - ↳ componente
della D
lunghezza di
11
Velocità è
cui
rappresenta la si
Lingo direzione con
1
la
rettangolino
del allungato/accorciato SX
l'elementino
Questo ragionamento ci mostra come la componente 11 del versore della velocità di deformazione indica la velocità relativa
di allungamento dell'elementino di materiale di fluido nella direzione 1. Analogo discorso lo posso fare nelle altre direzioni.
I termini sulla diagonale del tensore D rappresentano la velocità, per unità di lunghezza, con cui si allungano (o contraggono)
gli elementi fluidi, lungo le corrispondenti direzioni coordinate.
Per capire a cosa sono legati gli elementi fuori dalla diagonale principale, dobbiamo definire la velocità di deform
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Appunti Idrodinamica 2 (magistrale) - Parte 2
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