Gestione sostenibile – Design about food
Argomenti trattati
- Gestione sostenibile
- Cambiamento climatico
- Il sistema impresa
- Impresa sostenibile
- La gestione strategica sostenibile
- La catena del valore sostenibile
- Il greenwashing
- Il business model / il business model sostenibile
- SWOT analysis
- Materiality matrix
Gestione sostenibile
Di che cosa trattiamo quando parliamo di gestione sostenibile, in senso manageriale, in senso economico?
Oggi vediamo:
- Che cos'è la gestione sostenibile nelle filiere agroalimentari;
- Parliamo di decarbonizzazione, strategie di net-zero;
- Primo accenno di come cercare di capire se fare investimenti verdi, fare progetti verdi, fare un miglioramento della filiera in qualche maniera e aspetti, quindi, più strategici.
Temi che spingono la sostenibilità nel settore agroalimentare
- Packaging
- Spreco alimentare
- Consumo energetico
- Trasporti
- Materie prime
- Il suolo
Grandi temi del settore alimentare
Quando sentiamo parlare di cambiamento climatico o gas serra, sono problemi dati dal settore energetico, petrolio, carbone (sono i grossi settori che tendono a contribuire). Il settore alimentare non è proprio così sostenibile, infatti almeno il 25% (1/4) di inquinamento è dato dall’agricoltura e dal food. Infatti, non è un consumo indifferente, non è un settore privo di emissioni.
L’uso di terra, il 50% della terra del nostro pianeta è adibita ad uso agricolo, è un problema o no? Si può discutere ma non ci siamo solo noi sulla terra… ci sono altre serie di esseri viventi che ne hanno bisogno. Questo non è un consumo indifferente.
Il tema acqua è molto sentito, infatti la maggior parte dell’utilizzo di acqua dolce è usata maggiormente per l’agricoltura.
L’eutrofizzazione è un processo per cui una struttura, un lago, un posto di acqua si riempie di alghe o altri organismi perché varie sostanze che sono arrivate l’hanno arricchito di nutrienti in maniera eccessiva e l’ecosistema sostanzialmente collassa. L’eutrofizzazione viene dal sistema agricolo con utilizzo di fertilizzanti, pesticidi o sostanze nocive che vengono trascinate dalle piogge e da altre sostanze in corpi d’acqua locali e gli eutrofizzano. È un problema legato anche al cambiamento climatico, succede con le temperature alte facendo sì che ci sia un’eutrofizzazione generale che a tutti gli effetti sistemi complessi.
Biodiversità, la maggioranza dei mammiferi, in questo momento, sono tutti i bestiami che vengono utilizzati per sfamarci, insieme al pollame e mucche. È un tema abbastanza importante, perché certi elementi di biodiversità se estinti posso causare problemi… prendiamo l’esempio delle api, se non ci fossero loro chi impollinerebbe le nostre piante? Si potrebbe arrivare un collasso di un intero sistema produttivo di “cibo”.
A livello di emissioni (CO2)
A livello di CO2, la maggioranza viene dalla carne rossa. Come la misuriamo questa cosa? In CO2-eq (equivalente). Ci sono altri gas serra, in particolare per l’agricoltura abbiamo il metano che ha un potere alterante molto forte, con una vita relativamente breve.
Ricordiamo che i gas serra sono una serie, ad esempio i Greenhouse gases (GHG, gas con effetto serra) tipicamente vengono convertiti in un'unica unità di misura che sono le CO2-eq. Ad esempio, prendiamo il metano (o altri gas) li pesiamo per il loro clima alterante, e trasformiamo il tutto in quello che sarebbe l’equivalente di un Kg di CO2. Dunque, quando vediamo dei gas non corrispondenti alla CO2, vengono comparati ad una tonnellata di CO2, su un periodo di 100 anni e poi tutto fatto in un’unica unità di misura. Quindi se ci capita di guardare un grafico su quanto un gas faccia male al clima, è in questa unità di misura e se stiamo facendo uno studio specifico sul metano, guardiamo solo il metano.
La storia delle emissioni, in realtà abbiamo una catena, molto articolata permettendoci di portare sulle nostre tavole qualcosa da mangiare, dove i pezzettini, i componenti sono vari. Ricordiamo che 1/4 degli impatti climatici viene dal food agroalimentare… prendiamo questo 26% e spacchettiamolo nelle varie attività:
- Parte dell’impatto viene dall’utilizzo del terreno, ad esempio se andiamo a tagliare degli alberi per far pascolare le nostre mucche… capiamo bene che prima di far emettere a quest’ultime delle emissioni di CO2, noi come esseri umani ne abbiamo già prodotte altre.
- Fase di produzione (grani) vengono usati per cibare gli esseri umani e parte per i nostri animali…
- Bestiame, pesca… producendo grandi quantità di emissioni di metano
- Catena di fornitura (supply chain) che include trasporti, packaging, vendita ecc.
Abbiamo visto che noi siamo già preoccupati del packaging, del trasporto, senza mai guardare a quello che c’è dietro! Dobbiamo cercare di avere un occhio su tutta la faccenda, risolvendo solo il packaging non andiamo da nessuna parte.
Questo grafico ci permette di guardare quant’è l’impatto climatico per i prodotti elencati: esistono diversi tipi di mangimi per permettere ai bestiami di produrre meno metano, anche se intrinseco nella natura dell’animale. Attraverso uno studio di 119 paesi, ci permette di comprendere quale sia la differenza tra i vari tipi di carne e specie (bovino italiano, americano ecc), ad esempio, prodotti in vari parti del mondo per comprendere quale sia “il più sostenibile”. Osserviamo in questo grafico cosa impatta di meno.. il trasporto, ad esempio, ma questo non vuol dire che non dobbiamo occuparcene! Attenzione ai cibi via aereo!
Il cambiamento climatico
Il discorso biodiversità ed ecosistemi non sono indifferenti. Abbiamo delle previsioni di crescita mondiale e delle sue esigenze, ed è un problema questo perché vanno ad influenzare l’aumento di produzione di cibo, aumentando anche l’utilizzo di terreni. Guardiamo come sta andando oggi: vediamo che l’espansione dei terreni che si potrebbero utilizzare non è un buon augurio… infatti utilizzando gran parte del terreno si andrà ad influenzare o meglio ridurre la biodiversità. La soluzione non è così semplice, ma dovrebbe essere una combinazione di cose.
Nel 2021 si concludeva l’anno della biodiversità, indetto dall’ONU, perché il focus è il cambiamento climatico… anche se dobbiamo pensarlo un attimo come tutto collegato. Cosa stiamo deforestando? Foreste primarie? Cosa distruggiamo? Tutti questi cambiamenti influenzano anche il settore food!
Cosa accadrà dal punto di vista di terreni per scopi agricoli? In Africa verranno, nei prossimi anni, utilizzati molti terreni come agricoli, davvero tanti. Questo non è indifferente, ad esempio se avvenisse in Repubblica Democratica del Kongo, Brasile, Indonesia, dove abbiamo la maggior parte di foreste primarie (fonti dell’aria che respiriamo), sarebbe un grossissimo problema!
Piano buisness-as-usual previsioni del danno delle biodiversità, corrispondendo ad un rapporto 1:1 questo perché gli animali hanno bisogno del pianeta per vivere… l’articolo di “Nature sustainability” fa vedere tutta una serie di possibili approcci per cercare di contenere un pochino questa espansione nell’utilizzo di terreni, per scopi di produzione agricola.
Cosa può aiutare? Le diete, cercare di avere una dieta più vegetariana che carnivora (riducendo di gran lunga l’utilizzo di carne), ridurre lo spreco alimentare, ottimizzare i flussi di commercio in modo tale che arrivi nel momento giusto e che venga prodotto nei periodi giusti, guardare anche il settore della produttività: se riusciamo ad essere più produttivi sulle stesse quantità di terreno (senza distruggere il suolo, ovviamente… anche se non è scontato) permettendoci di non andare ad utilizzare altri suoli. Combinando tutte queste opzioni, la situazione risulterebbe meno drammatica del previsto.
Spesso, il tema sostenibilità in ambito alimentare è legato al discorso salute! È uno degli ambiti in cui forse è più percepito, quanto la sostenibilità (ambientale, ecologica ecc.) abbia a che fare con quello che poi ci entra nel nostro corpo. Ad esempio, se parliamo di plastica e più nello specifico microplastiche di cui abbiamo ancora poca conoscenza scientifica e che potrebbe avere dei danni alla nostra salute, rendendo improvvisamente il problema più urgente rispetto, ad esempio, all’isola di plastica nell’oceano. Questo perché? Perché non ci tocca personalmente, perché non “finisce nei nostri sistemi alimentari”.
Esistono delle priorità nel settore agroalimentare? Certo, e vanno affrontate tutte!
Green Deal
Il Green Deal, noto anche come "European Green Deal" o "Patto Verde Europeo", è un'iniziativa politica promossa dalla Commissione Europea con l'obiettivo di rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. È stato presentato nel dicembre 2019 come uno dei punti chiave dell'agenda politica dell'Unione Europea per combattere il cambiamento climatico e promuovere uno sviluppo sostenibile.
Il Green Deal si concentra su diversi ambizioni e settori, tra cui l'energia, l'industria, i trasporti, l'agricoltura, la protezione dell'ambiente e la ricerca e l'innovazione. Alcuni degli obiettivi principali includono la riduzione delle emissioni di gas serra, l'aumento dell'efficienza energetica, la promozione delle energie rinnovabili, la conservazione della biodiversità, l'eliminazione della plastica monouso e la promozione di un'economia circolare.
Per raggiungere tali obiettivi, il Green Deal prevede una serie di azioni e politiche. Alcune delle iniziative principali includono:
- Legislativo: l'adozione di nuove leggi e normative per promuovere la sostenibilità e ridurre le emissioni di gas serra. Ad esempio, è stata proposta una legge sul clima per garantire la neutralità climatica (di carbonio) entro il 2050.
- Investimenti: mobilitazione di ingenti risorse finanziarie per sostenere la transizione verso un'economia verde. L'obiettivo è di raggiungere un bilancio di un trilione di euro entro il 2030 attraverso la creazione di un Fondo per la transizione giusta e altri strumenti finanziari.
- Ricerca e innovazione: promozione della ricerca scientifica e tecnologica per lo sviluppo di soluzioni sostenibili. Verranno investiti fondi in progetti di ricerca, sviluppo e innovazione in settori come l'energia pulita, la mobilità sostenibile e l'agricoltura verde.
- Agricoltura e alimentazione: promozione di un'agricoltura più sostenibile, con l'obiettivo di ridurre l'uso di pesticidi, migliorare la salute degli ecosistemi agricoli e promuovere una produzione alimentare più sana e rispettosa dell'ambiente.
- Trasporti: incentivazione dei trasporti a basse emissioni di carbonio e promozione di soluzioni di mobilità sostenibile, come il trasporto pubblico, le auto elettriche e le infrastrutture di ricarica.
- Economia circolare: promozione del riciclo, del riutilizzo e del ripristino dei materiali al fine di ridurre la dipendenza dalle risorse naturali e ridurre l'impatto ambientale dei processi produttivi.
Il Green Deal è una delle principali iniziative dell'Unione Europea per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità. Punta a trasformare l'Europa in un continente leader nella transizione verso un'economia sostenibile, creando al contempo nuove opportunità di lavoro e migliorando la qualità della vita dei cittadini europei.
From farm to fork
"From Farm to Fork" è una strategia dell'Unione Europea inserita nel Green Deal europeo. Si propone di rendere il sistema alimentare europeo più sostenibile, sicuro e sano lungo l'intera catena di approvvigionamento. I principali obiettivi includono la riduzione dell'impatto ambientale dell'agricoltura, la promozione dell'agricoltura biologica, la trasparenza nell'etichettatura alimentare, la riduzione degli sprechi alimentari, la promozione di diete sane e sostenibili e il sostegno alla ricerca e all'innovazione nel settore alimentare. L'obiettivo complessivo è quello di trasformare l'intero sistema alimentare europeo in uno più equo, sostenibile e resiliente.
Fit for 55
"Fit for 55" è un pacchetto di proposte legislative presentato dall'Unione Europea per affrontare la crisi climatica. Obiettivo principale è ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. Le proposte includono il sistema di scambio di quote di emissioni, promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, riforme nel settore dei trasporti e dei combustibili per il trasporto, e tasse sul carbonio. L'obiettivo è promuovere l'adozione di tecnologie pulite e ridurre le emissioni in vari settori. Si mira a rendere l'Europa una società climaticamente neutra entro il 2050. Le proposte hanno l'obiettivo di rafforzare le azioni dell'UE e promuovere la sostenibilità ambientale. Noi ora siamo qui.
Sostenibilità rispetto al business
Fino ad esso abbiamo visto gli aspetti ambientali. Quando si parla di sostenibilità adesso bisogna prendere in considerazione questi tre pilastri: economico, sociale e ambientali. Adesso anche la sostenibilità business, aziendali (la corporate sustainability) si stanno occupando non solo dell’ambito economico, ma anche del sociale e dell’ambientale… forse perché si sentono sotto pressione di mercato, o per etica personale e senso del dovere.
L’avere tutti questi argomenti in ballo non è poi così semplice da gestire… se si chiedesse ad un imprenditore quanto sia difficile fare sostenibilità economica, quanto riuscirebbe a fare da solo innovazione, decidere quali investimenti dovrà affrontare, come prezzare il prodotto e così via… non è per niente semplice. Se in più si aggiungono anche i pilastri della sostenibilità ambientale e sociale ovviamente si andrà inserire nel centro della mappa affrontando una situazione non semplicissima. Quindi, ribadiamo che per adesso il termine “sostenibilità” viene associato solo a livello ambientale… senza prendere in considerazione la parte economica e sociale, nonostante sia tutto collegato.
Sustainable business management
Il sustainable business management, o gestione aziendale sostenibile, è un approccio alla gestione delle organizzazioni che integra la sostenibilità ambientale, sociale ed economica nelle decisioni aziendali. Si concentra sull'equilibrio tra il successo finanziario a lungo termine dell'azienda e la responsabilità verso l'ambiente, le persone e le comunità coinvolte.
L'obiettivo del sustainable business management è creare valore a lungo termine considerando gli impatti delle attività aziendali sugli stakeholder e sull'ambiente. Alcuni principi chiave di questo approccio includono:
- Triple Bottom Line: Si mira a bilanciare i risultati finanziari con quelli sociali e ambientali, non come "triple bottom line" o "triplice risultato". L'azienda cerca di generare profitti, migliorare la qualità della vita delle persone e ridurre gli impatti negativi sull'ambiente.
- Ciclo di vita dei prodotti: Si considera l'intero ciclo di vita dei prodotti, dalla progettazione alla produzione, distribuzione, utilizzo e smaltimento. Si cerca di ridurre gli impatti ambientali e di favorire la sostenibilità in ogni fase.
- Coinvolgimento degli stakeholder: Si riconosce l'importanza di coinvolgere gli stakeholder, come dipendenti, clienti, comunità locali, fornitori e investitori, nelle decisioni aziendali. Si promuove il dialogo e la collaborazione per comprendere le aspettative degli stakeholder e affrontare le sfide in modo condiviso.
- Gestione dei rischi e delle opportunità: Si identificano i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità e si adottano misure per mitigare i rischi e sfruttare le opportunità. Si valutano gli impatti sociali, ambientali ed economici delle decisioni aziendali per prendere decisioni informate e responsabili.
- Reporting e trasparenza: Si pratica una comunicazione chiara e trasparente sugli impatti sociali, ambientali ed economici dell'azienda. Si adottano standard di rendicontazione come il Global Reporting Initiative (GRI) per fornire informazioni accurate e comparabili sulle performance sostenibili dell'organizzazione.
L'implementazione di un approccio di gestione aziendale sostenibile può comportare numerosi vantaggi per le organizzazioni. Questi includono una maggiore reputazione aziendale.
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