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Principio di legalità

Non ogni condotta è penalmente rilevante; per essere tale, occorre che quella condotta venga qualificata come reato dal legislatore, sulla base di scelte di politica criminale in applicazione del principio di tipicità e legalità. Si parla di principio di stretta legalità perché la fonte del diritto penale è la legge penale ordinaria dello stato (di solito il codice ma anche leggi speciali).

Principio di stretta tipicità

Il diritto penale si caratterizza per il principio della frammentarietà, cioè non tutte le condotte sono penalmente rilevanti. Una condotta, per essere effettivamente incriminata, ha bisogno di una corretta sussunzione; il fatto deve essere sussunto nella fattispecie incriminatrice astratta prevista dal legislatore. Il legislatore crea la fattispecie astratta; il fatto che si verifica in concreto deve avere tutti gli elementi della fattispecie astratta. Solo in quel modo la condotta può essere incriminata. Se manca uno di questi elementi, non si configura la fattispecie incriminatrice. Chi stabilisce se un fatto è sussumibile o meno nella fattispecie? Il giudice attraverso un processo di cognizione.

Principio di obbligatorietà dell'azione penale e dell'esecuzione

L'azione si esercita con la richiesta di rinvio al giudizio (nei casi di udienza preliminare) o citazione diretta in giudizio. Ci sono varie forme di provvedimenti giurisdizionali:

  • Decreto: provvedimento emesso dal giudice o dal PM, può anche non essere motivato e non richiede il contraddittorio.
  • Sentenza: provvedimento del giudice, sempre motivato, richiede il contraddittorio e chiude il grado del processo.
  • Ordinanza: provvedimento del giudice, può essere motivato, richiede il contraddittorio e non chiude il grado del processo.

Procedimento per decreto penale di condanna

Non c'è processo, ma tutto si definisce con il decreto penale di condanna. Questo succede quando il PM ritiene possibile applicare una pena pecuniaria in alternativa a quella detentiva. Esiste nel nostro ordinamento la legge 689 del 1981 "pene detentive brevi convertite", per cui, quando la pena detentiva è breve, può essere convertita in sanzione sostitutiva, cioè quella pecuniaria. Quindi, se si rientra nei limiti della conversione, è possibile che il PM chieda al GIP di evitare il processo e presenti la richiesta di decreto penale di condanna. Il soggetto viene condannato mediante decreto senza che lui lo sappia e, quando gli verrà notificato il decreto, sarà lui a scegliere se:

  • Prestare acquiescenza (pagare) e ottenere la riduzione della pena fino alla metà;
  • Opporsi entro 15 giorni se vuole il processo a cognizione piena con il contraddittorio. Se fa opposizione, non è sicuro che avrà la conversione della pena detentiva a pena pecuniaria.

La sentenza e il decreto penale di condanna non opposto costituiscono titolo esecutivo

Per il decreto penale di condanna, è sufficiente che non sia opposto, prestando acquiescenza. Quale sentenza diventa titolo esecutivo? Di primo grado, secondo o Cassazione? La sentenza della Cassazione non è mai titolo esecutivo. La Cassazione può annullare con o senza rinvio o può rigettare il ricorso e dichiarare inammissibile il ricorso: in ogni caso, si fa riferimento al provvedimento di merito. Se la sentenza di primo grado viene riformata in modo sostanziale dal giudice di appello, diventa titolo esecutivo quella del giudice di appello; se la conferma, quella del giudice di primo grado. Per riforma sostanziale non si intendono quelle con cui il giudice modifica le pene, misure di sicurezza e le decisioni sulle statuizioni civili. Per la determinazione della pena, la legge indica al giudice un minimo e un massimo (forbice edittale), e l'articolo 133 indica i criteri oggettivi e soggettivi. Se la corte rivede solo i criteri ex art. 133, la modifica non è sostanziale; se invece riconosce le attenuanti e aggravanti, la modifica è sostanziale perché si fa una valutazione di merito.

Irrevocabilità art. 648 cpp "Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali"

L'articolo 648 apre il LIBRO 10 "ESECUZIONE" che disciplina la fase dell'esecuzione che si apre con la formazione del titolo esecutivo, e il 648 ci dice come si forma il titolo esecutivo.

Co. 1 e co. 2= riguarda la sentenza

Co. 3= riguarda il decreto penale di condanna

1. Sono irrevocabili le sentenze pronunciate in giudizio contro le quali non è ammessa impugnazione diversa dalla revisione. SENTENZE PRONUNCIATE IN GIUDIZIO= sia quelle di assoluzione (perché il diritto di impugnazione non spetta solo all'imputato ma anche al PM) ma anche quelle emesse in seguito di procedimenti speciali/ riti alternativi (abbreviato e patteggiamento) Questo comma fa riferimento alla revisione che è un mezzo di impugnazione straordinaria, cioè un'impugnazione proponibile avverso un provvedimento che abbia acquistato autorità di cosa giudicata. Se il provvedimento non ha acquistato autorità di cosa giudicata, vuol dire che la sentenza non è irrevocabile.

2. Se l'impugnazione è ammessa, la sentenza è irrevocabile quando è inutilmente decorso il termine per proporla o quello per impugnare l'ordinanza che la dichiara inammissibile. Quali sono i termini per impugnare? Ci sono tre termini:

  • Termine per impugnare di 15 giorni che decorrono dal giorno in cui viene emessa la sentenza, quando il giudice pubblica la decisione subito dopo la deliberazione mediante lettura del dispositivo e della motivazione;
  • Termine per impugnare di 30 giorni che decorrono dalla scadenza di tutti i 15 giorni, quando il giudice si limita a leggere il dispositivo e ha un termine di 15 giorni per depositare la motivazione;
  • Termine per impugnare di 45 giorni, quando il giudice in 15 giorni non riesce a redigere la motivazioni e si da un termine non superiore a 90 giorni.
  • Altri 15 giorni in assenza.

Quindi la sentenza diventa irrevocabile quando:

  • Non è più ammessa impugnazione ordinaria o sono state fatte tutte.
  • Se vi è stato ricorso per cassazione, la sentenza è irrevocabile dal giorno in cui è pronunciata l'ordinanza o la sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso.
  • Il decreto penale di condanna è irrevocabile quando è inutilmente decorso il termine per proporre opposizione o quello per impugnare l'ordinanza che la dichiara inammissibile.

Esecutività art. 650

Significa che quel provvedimento, divenuto irrevocabile, ha la capacità di produrre effetti nella giuridica del destinatario anche a prescindere dalla volontà di quest’ultimo. Sembra che ci sia una perfetta sovrapposizione irrevocabilità ed esecutività ma non sempre la "salvo che sia diversamente disposto": irrevocabilità è uguale alla esecutività: co. 1.

Irrevocabilità senza esecutività: art. 163 cp. "sospensione condizionale della pena"

Che è un beneficio che può essere concesso al condannato. Disciplina di questo beneficio:

  • Una condanna a pena detentiva:
  • Se riguarda un delinquente primario;
  • Se il giudice redige una prognosi sul fatto che il soggetto si asterrà, in futuro, dal commettere altri reati;
  • Se la pena non supera complessivamente i 2 anni di reclusione (per i minori: la pena è sospesa se non supera i 3 anni; per gli infra-ventunenni la sospensione arriva a due anni e sei mesi);

Può essere sostituita da questo beneficio. Questo non vuol dire che la pena non verrà più eseguita; infatti, viene sospesa a determinate condizioni. Qual è questa condizione? Nei 5 anni successivi, il soggetto non deve commettere delitti (reclusione e multa), e nei due anni successivi contravvenzioni (ammenda e arresto); Se il soggetto in questo lasso di tempo commette delitti e contravvenzioni, il beneficio viene revocato ed entrerà in esecuzione la pena detentiva irrogata all'inizio.

Esecutività ma non irrevocabilità

Il tipico provvedimento esecutivo non ancora irrevocabile è la misura cautelare. Nel nostro sistema, è possibile che nel corso del provvedimento ordinario si inserisca un procedimento incidentale (completamente autonomo), ossia quello cautelare. Nelle more dell’accertamento della responsabilità dell’imputato è possibile che si pongano delle esigenze cautelari:

  • Pericolo di fuga;
  • Pericolo di inquinamento delle fonti di prova;
  • Pericolo di reiterazione del reato.

Se queste esigenze sono concrete ed attuali, possono diventare pericula libertatis, cioè sono delle esigenze che devono essere necessariamente soddisfatte prima che intervenga una sentenza definitiva sulla responsabilità o non responsabilità. L’ordinanza con la quale il GIP dispone la misura cautelare può essere oggetto a riesame, appello, cassazione.

Co.2 sentenze di non luogo a procedere

Espresso riferimento alle del GUP (richiesta di rinvio a giudizio e c’è un GUP se c’è necessità di un processo, che prima della Cartabia questa necessità si valutava ragione di sostenibilità dell’accusa in dibattimento, oggi ragionevole previsione di condanna). Tale sentenza è sottoposta agli stessi mezzi di impugnazione ordinari (appello e cassazione) proponibile avverso la sentenza che emette il giudice all’esito del dibattimento 428. La differenza con il co.1 è sottile:

  • Co. 1: sono esecutive quando non sono irrevocabili;
  • Co.2: sono esecutive quando non più impugnabili.

La sentenza di non luogo a procedere, a differenza della sentenza che viene emessa a seguito di dibattimento, non ha quella forza vincolante tipica del giudicato che consegue ad un giudizio di merito.

Esempio: se Tizio viene assolto con sentenza che acquista autorità di giudicato; su quella decisione cala il giudicato e quel giudicato avrà un effetto vincolante preclusivo salvo che intervenga la revisione. Se invece, Tizio viene prosciolto in UP con la sentenza di non luogo a procedere (il fatto sussiste, il soggetto non l’ha commesso) quella sentenza non avrà effetto vincolante e preclusivo perché il PM in ogni momento successivo potrà adire il GIP attivando la revoca della sentenza di non luogo a procedere quando ci sono elementi nuovi, forza di che prima il PM non aveva portato all’attenzione del GIP. Questa sentenza ha giudicato ma solo allo stato degli atti. È una sentenza sempre revocabile ex art. 434 "Revoca della sentenza di non luogo a procedere: il PM chiede la riapertura delle indagini se deve acquisire questi nuovi elementi, ne li ha già chiede la revoca e fissazione di una nuova UP.

Mentre quindi per la sentenza di merito esistono i mezzi di impugnazione ordinaria e poi essa diventa irrevocabile (a meno che non intervenga la revisione), la sentenza di non luogo a procedere è sottoponibile ad appello e cassazione ma presuppone anche la possibile revoca di tale sentenza all’art.434 cpp. Tale tipo di sentenza quindi essa dà vita ad un giudicato allo stato degli atti e quindi ha una forza preclusiva debole e non un giudicato forte come la sentenza di merito.

Quando l’impugnazione è inammissibile, quando si arriva all’irrevocabilità?

Irrevocabilità==> consegue al mancato esperimento di mezzi di impugnazione o all’esaurimento degli stessi. L’art. 129 prevede l’obbligo di declaratoria di determinate cause di non punibilità. Una delle cause di estinzione del reato è l’estinzione e la irrevocabilità fa in modo che le prescrizioni non si applichino.

Esempio quindi Tizio ha commesso un fatto che si prescrive in 7 anni e mezzo e in 7 anni e mezzo non interviene la sentenza definitiva il reato è estinto, se invece il giorno prima dei 7 anni e mezzo interviene il reato non è più prescritto. Inizia il processo e si arriva a 7 anni e Tizio viene condannato; Tizio ha un tot di tempo per impugnare. Tizio, furbo, invece che impugnare entro quel termine arriva a 7 anni e 6 mesi (dove il reato va in prescrizione e quindi è estinto e quindi l’impugnazione sarebbe inammissibile). C’è quindi un problema che la giurisprudenza ha risolto dichiarando che se c’è inammissibilità per motivi originari (es. tardività della impugnazione, inoppugnabilità del provvedimento) la irrevocabilità retrocede al momento in cui sono decorsi i termini per impugnare (Sentenza su 11 novembre 1994 Cresci). Questa giurisprudenza si è creata proprio perché si impugnava per prendere tempo e a volte grazie a queste impugnazioni si arrivava alla prescrizione. Il fine è quindi evitare le impugnazioni pretestuose.

Ci sono cause di estinzione dell’art.129 che superano tale discorso come ad es. la morte del reo o l’abolitio criminis o la declaratoria di incostituzionalità.

La formazione progressiva del giudicato

Il giudicato si forma quando un provvedimento diventa irrevocabile. Ma vi è una formazione progressiva del giudicato.

Esistono provvedimenti soggettivamente complessi e oggettivamente complessi.

  • Soggettivamente complessi è il provvedimento contro più soggetti che rispondono in concorso dello stesso reato.
  • Oggettivamente complesse sono le sentenze con le quali vengono decise più imputazioni a carico di un soggetto o più soggetti per più fatti.

Se l’irrevocabilità consegue alla mancata impugnazione, il discorso si complica.

Per le sentenze oggettivamente complesse: esempio ➔ il soggetto imputato è lo stesso ma deve rispondere a 7 capi di imputazioni e vuole impugnare solo 3 capi. In questo caso, l’irrevocabilità della decisione dei capi non impugnati ricorre da quando scatta il termine perentorio entro il quale dover impugnare; quindi, così facendo, per una parte della decisione non impugnata ricorre il giudicato progressivo e quindi per quei capi sono esecutivi e irrevocabili.

Per le sentenze soggettivamente complesse: Esempio: Tizio impugna, Caio no. Come si forma qui il giudicato progressivo? La sentenza diventa esecutiva e irrevocabile per chi non ha impugnato o si attende la sentenza per entrambi? Il principio dovrebbe essere quello rigido, legale che dice all’art. 648 che la sentenza diventa irrevocabile se il soggetto non impugna. MA la giurisprudenza fa una obiezione ➔ art 587.1 Nel caso di concorso di più persone in uno stesso comma (effetti estensivi della impugnazione) ➔ reato, l'impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche agli altri imputati. Per la giurisprudenza, quindi, prevale il criterio in base al quale se c’è una sentenza soggettivamente complessa e solo uno dei soggetti impugna, per l’altro si forma il giudicato e la pena diventa esecutiva. GIUDICATO copre il dedotto e il giudicato. Giudicato formale: forma di giudicato che consegue all’esperimento di tutti i mezzi di impugnazione o sono decorsi i termini (quando il provvedimento diventa irrevocabile); Giudicato sostanziale: affermazione di verità contenuto in un provvedimento che ha acquistato autorità di cosa giudicata: il nostro ordinamento dovrebbe garantire che il vero giudiziale sia quanto meno massimamente sovrapponibile al vero storico in modo da evitare distonia (il primo fagocita sempre il secondo). La forza del giudicato è frutto anche della tendenza ideologica culturale del momento storico.

Effetti del giudicato sostanziale

  • Effetto vincolante: vincola non solo il destinatario ma anche gli altri giudizi;
  • Effetto preclusivo: ne bis in idem

ART. 649 DIVIETO DI UN SECONDO GIUDIZIO

  1. L'imputato prosciolto o condannato con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili non può essere di nuovo sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure se questo viene diversamente considerato per il titolo, per il grado o per le circostanze, salvo quanto disposto dagli articoli 69 comma 2 e 345.
  2. Se ciò nonostante viene di nuovo iniziato procedimento penale, il giudice in ogni stato e grado del processo pronuncia sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere, enunciandone la causa nel dispositivo.

Questo è un ne bis in idem processuale ma esiste anche sostanziale come divieto di doppia incriminazione: in virtù del principio di sussunzione è possibile che il fatto sia sussunto in più fattispecie e si dovrà decidere sulla base dei principi di sussidiarietà, specialità e assorbimento (si applica la fattispecie più specifica rispetto a quella più generica).

Esigenza del sistema:

  • Garanzia dell’imputato a non essere perseguito all’infinito dallo stato;
  • Certezza del diritto;
  • Economia processuale;

Queste tre garanzie hanno indotto il legislatore a prevedere il principio del ne bis in idem. Non c’è dalla costituzione una fonte che riguarda questo principio. La corte costituzionale ha riconosciuto la rilevanza costituzionale di questo principio che si desume dalla lettura combinata dell’art. 24 (garanzia dell’imputato) e 111 (tutela ed economia) per il diritto di difesa e giusto processo.

Si trova:

  • Art. 4 PROTOCOLLO AGGIUNTIVO 7 CEDU e art 14 PARAGRAFO 7 PATTO INTERNAZIONALE: ciascun stato che sottoscrive deve riconoscere il ne bis in idem;
  • Art. 50 CARTA DI NIZZA: nell’unione va riconosciuto il ne bis in idem==> formula più ampia.

Possono passare in giudicato:

  • Decreto penale di condanna non opposto;
  • Sentenze irrevocabili (no sentenza di non luogo a procedere; no archiviazione solo se sono riaperte le indagini che non ha efficacia di ne bis in idem ma serve).
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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuri99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'esecuzione penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Ranieri Enrico.
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