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SOCIOLOGIA TERZO ESAME

Divisione del lavoro e la tecnologia hanno un impatto sull’efficienza produttiva e sulla

ricchezza economica, ma anche sul tessuto politico, associativo e culturale.

La modernizzazione è un insieme complesso di cambiamenti che si verificano in una

società tradizionale quando inizia il processo di industrializzazione. È il più vasto e

profondo dei cambiamenti che hanno segnato la storia delle società umane: il

processo comporta il passaggio da economie in gran parte di sussistenza a economie

regolate dal mercato, che si delinea come un importante veicolo di modernizzazione.

Con mutamento sociale sin intende la trasformazione dei modelli di organizzazione

sociale: include mutamento strutturale e culturale.

I modi e i ritmi del mutamento dipendono dai seguenti fattori principali:

- Evoluzione dell’ambiente

- Andamenti demografici

- Tecnologia

- Cultura

- Movimenti sociali

Il percorso comune della modernizzazione comprende:

- Agricoltura di mercato

- Produzione meccanizzata

- Urbanizzazione

- Evoluzione di visioni laiche

- Nuclearizzazione della famiglia

- Presenza di istituzioni educative

- Circolazione delle informazioni

- Esercizio del potere politico-amministrativo attraverso burocrazia impersonale

La propensione dinamica di una società è connessa:

- Alla vocazione imprenditoriale

- Alla diffusione adeguata delle conoscenze

- Alla crescita culturale e diffusione di orientamenti al cambiamento

Quando le società resistono all’industrializzazione è perché tendono a essere statiche,

a difendere gli assetti ordinativi tradizionali.

Uno sguardo all’economia

La sociologia osserva la vita economica come una parte integrane della società, come

un processo aperto e dinamico, inserito entro relazioni sociali. Esamina l’economia

come un’istituzione sociale e considera le attività economiche come intrinsecamente

sociali.

Il collegamento tra vita sociale ed economica è riscontrabile nella coesione sociale,

nella cultura e in altre istituzioni sociali.

In primo luogo, la vita sociale è economica perché i rapporti economici sono possibili

solo a partire da un certo livello di fiducia, implicando così una “solidarietà

precontrattuale”.

In secondo luogo, la vita economica è sociale perché i rapporti economici sono

possibili a partire da una certa condivisione di valori e norme sociali.

L’economia è sociale perché si intreccia con altre istituzioni della società, come lo

stato e il governo.

Infine, il collegamento tra vita economica e vita sociale si vede anche nel ruolo delle

istituzioni formative, canale privilegiato per veicolare iniziative, conoscenza e

competenze economiche.

Weber articola il concetto di vita economica in 4 dimensioni:

- Fenomeni economici in senso stretto: accento sui mercati, sui prezzi, sui

consumi, …

- Fenomeni economicamente rilevanti: accento su influenza esercitata da

istituzioni non economiche ad esempio

- Fenomeni condizionati economicamente: accento sui fattori che non sono o non

hanno effetti economici considerevoli ma sono per alcuni aspetti influenzati da

motivi economici

- Istituzioni economiche: accento sulle imprese, borse finanziarie, contratti e

norme che influenzano le scelte degli attori economici

Ci sono due modi di concepire l’attività economica:

- ECONOMIA SOSTANZIALE (---> economia di mercato)

Processo di interazione tra esseri umani e natura, l’attenzione è sulle

indispensabilità e i fabbisogni da soddisfare attraverso la produzione e

distribuzione di beni e servizi. In base a questo approccio, l’economia è

concepita come una forma di organizzazione sociale, regolata da norme che

riguardano l’allocazione e lo scambio.

L’economia è parte della società, ha una funzione comunitaria, consiste nella

scelta dei fini dell’attività economica in base a determinati postulati valutativi,

dando forma a una razionalità materiale.

Weber esamina le diverse forme dell’economia concreta proponendo degli

idealtipi:

Comunità domestica

o Economia patrimoniale

o Economia capitalistica di mercato

o

- ECONOMIA FORMALE

Si riferisce all’insieme di attività, organizzazioni e istituzioni specializzate nella

produzione di beni e servizi e nella loro distribuzione attraverso vendite e

acquisti per mezzo di denaro. Il focus è sulla natura della relazione o rapporto

fini-mezzi. Così entra in gioco l’”homo economicus”, che agisce con lo spirito

dell’economizzare, che compie delle scelte razionali in un quadro di regole poste

dal mercato.

Questa economia viene definita formale in quanto il riferimento è alla forma

secondo cui si svolgono le attività ed è ristretta, in quanto porta ad osservare le

attività economiche attraverso attori non influenzati da altri tipi di relazioni

sociali che non siano quelle utilitaristiche. L’economia si focalizza sulla scelta di

impiegare risorse scarse, traendone la massima utilità possibile.

Queste due definizioni di economia rappresentano due ottiche interpretative, due modi

diversi di guardare all’economia da cui discendono vantaggi e limiti, ma non vanno

considerate come alternative.

MERCATO

Il mercato, con l’avanzare della modernizzazione, diventa un meccanismo astratto di

incontro tra offerta e domanda di beni e servizi che determina i prezzi ---> capitalismo.

POLANYI, osservando la tendenza ad esaminare l’equivalenza fra economia e

mercato, sottolinea che l’approccio porta a confondere la teoria formale della scelta

con il problema del soddisfacimento dei bisogni: interpretare i fenomeni economici

esclusivamente in termini di mercato significa commettere una vera e propria “fallacia

economicistica”.

Per Polanyi l’economia è un processo istituzionalizzato, inserito in istituzioni di natura

economica e non economica; quindi, le economie vanno osservate in relazione ai

modelli di scambio e delle forme di integrazione.

Procede esaminando le diverse modalità di governo dell’economia nella società,

identificando tre istituzioni fondamentali regolatrici dell’attività economica, tre

principi:

- Principio di solidarietà, reciprocità ---> beni scambiati = doni

- Principio dell’autorità e della gerarchia ---> redistribuzione, scambio

amministrato

- Principio dello scambio strutturato attorno al mercato autoregolato

Weber contribuisce in modo determinante alla definizione della SOCIOLOGIA

ECONOMICA TEDESCA. Questa vuole accertare connessioni e corrispondenze tra

fenomeni individuali, ovvero eventi unici, considerando la disposizione degli esseri

umani nei confronti dell’economia come la variabile più significativa per comprendere i

fenomeni.

La sociologia durkheimiana, d’altro canto, non sono non contribuisce a incoraggiare un

ambito di studio specifico e autonomo, ma esprime una posizione molto critica nei

confronti della teoria economica (a differenza della tedesca).

La sociologia economica tedesca attribuisce centralità all’azione individuale

considerandola saldamente radicata nel contesto sociale. Ciò significa osservare

l’attore attraverso la sua presenza nella società e i suoi orientamenti. Per Weber una

scienza economico sociale è una scienza dei rapporti di interdipendenza tra fenomeni

economici e sociali: questo implica una duplice direzione di indagine della sociologia

economica. Osserva il cambiamento delle strutture economiche mettendo in luce i

fenomeni economicamente rilevanti e quelli economicamente condizionati.

Gli autori possono essere classificati secondo due principali prospettive di studio e

ricerca:

- La vita economica non è comprensibile in termini individualistici in quanto è

influenzata dalle istituzioni (DURKHEIM, VEBLEN E POLANYI)

- La vita economica va esaminata prendendo in considerazione le motivazioni e

gli ordinamenti normativi degli attori (SIMMEL, SOMBART, WEBER R

SCHUMPETER)

Per i classici capitalismo e modernità sono un tutt’uno ---> Simmel descrive la

modernità attraverso l’affermazione dell’intellettualità e dell’economia del denaro e

esamina il modo in cui gli individui stabiliscono le loro relazioni economiche.

SIMMEL

Simmel sottolinea che quello che sta a monte (bisogno) e quello che sta a valle

(consumo) non sono atti economici, ma momenti dello scambio interamente calati

nella soggettività.

Concetti fondamentali della prospettiva simmeliana:

- Scambio

- Interazione e reciprocità

- Forma sociale

- Forma pura

- Ambivalenza

Simmel non si pone il problema della specificità del capitalismo moderno come

modello produttivo: è l’economia del denaro che si afferma come modello, un processo

che va di pari passo con una svolta radicale della cultura nella direzione della ragione

calcolata, ossia l’intellettualità.

Le categorie simmeliane invitano a leggere i riflessi che il capitalismo ha sulla vita

dello spirito e sui contenuti del vivere quotidiano: con l’avanzare della modernità

prendere forma una società all’interno della quale lo scambio è mediato dal denaro,

conferendo allo scambio la caratteristica di una struttura indipendente. Per Simmel,

quindi, il denaro è forma sociale, strumento puro di relazione, una forma istituzionale.

Denaro come istituzione pubblica

Il denaro è forma istituzionale: il processo di diffusione del denaro come mezzo di

scambio si rafforza per la legittimità e l’efficacia che il denaro progressivamente

assume grazie alla protezione dello stato.

Il denaro e la fiducia

È necessario che si rafforzi la fiducia nei confronti del denaro, che assume il significato

di promessa.

Il denaro e il ruolo primario di soggetti e gruppi sociali collocati in posizioni sociali

periferiche

Simmel esamina gli effetti della marginalità sociale sulla propensione a sperimentare

canali inediti. Il possesso del denaro rende i soggetti e gruppi sociali ricercati e

indispensabili.

marginalità

La mette l’accento sulla dimensione socio-normativa: la collocazione del

soggetto-straniero in posizioni sociali periferiche rende meno vincolanti e meno

prescrittive le norme sociali e culturali delle comunità.

L’intermediazione mette l’accento sulla dimensione socio-cognitiva: la collocazione del

soggetto-straniero a offre la possibilità di accedere a diverse risorse informative e

conoscenze innovative.

Simmel procede osservando lo sviluppo di relazioni sociali mediate dal denaro (come

al solito osservando dritto e rovescio):

DRITTO

Sul piano individuale favorisce libertà (altrui e nei riguardi degli oggetti) e

rafforza la capacità di rappresentare mediante simboli e concetti generali la

realtà

Sul piano delle relazioni sociali favorisce l’evolvere di relazioni funzionali (rende

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriele0509 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Bergnach Laura.
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