PRODUZIONE, QUALITA’ E SOSTENIBILITA’
Precedentemente, questi concetti erano meno considerati; sono divenuti importanti a partire dagli anni ’70.
Il concetto di sviluppo sostenibile viene coniato nel 1987.
Primo concetto
Il sistema di produzione è un meccanismo complesso che mira a ottimizzare l'uso delle risorse per ottenere
risultati efficienti e soddisfare le esigenze del mercato. Bisogna essere efficaci ed efficienti:
• L’efficacia: è la capacità di raggiungere un obiettivo prestabilito;
• L’efficienza: è la capacità di raggiungere un obiettivo prestabilito, riducendo costi e migliorando il
lavoro. Fa riferimento alla quantità di risorse impiegate per raggiungere gli obiettivi dell’azienda.
Cosa include un sistema di produzione?
Esso comprende tutte le risorse, le persone, le tecnologie e le strutture necessarie per trasformare gli input
(materie prime, energia, informazioni e lavoro) in output (prodotti o servizi). Include anche la gestione e
l'organizzazione del flusso produttivo.
Il sistema di produzione è quindi l'intera struttura e organizzazione della produzione, che deve essere
progettata, monitorata e migliorata per raggiungere l'efficienza ottimale. Pensiamo, ad esempio, ad un impianto
industriale che produce automobili, con le sue linee di assemblaggio, la catena di approvvigionamento, gli
operai, i robot, i macchinari e le strategie di gestione.
Qual è la differenza tra il processo e il sistema di produzione
Il processo di produzione si riferisce alle operazioni tecniche specifiche che trasformano gli input (materie
prime, energia, lavoro) in output (prodotti finiti o semilavorati).
Queste operazioni coinvolgono una sequenza di fasi ben definite, che possono includere trattamenti fisici,
chimici o meccanici, a seconda del tipo di produzione.
Ad esempio, nella produzione di un'auto, il processo di produzione può includere il taglio dei metalli, la
verniciatura della carrozzeria, il montaggio delle parti meccaniche e l'installazione degli interni.
Qui manca la parte dell’organizzazione, in quanto si tratta esclusivamente della tecnica di produzione.
Definizione
Il processo di produzione rappresenta un sottosistema del sistema di produzione, che si è evoluto poiché c’è
stata una trasformazione dal punto di vista tecnologico (come ad oggi la tecnologia 4.0), economico e sociale.
Il contesto sociale è cambiato.
Queste trasformazioni hanno introdotto nuove tecnologie e metodologie, migliorando la produttività, ovvero
la quantità di prodotti realizzati nel minor tempo possibile, e l’efficienza, ossia riuscire ad ottimizzare
riducendo i costi e migliorando il lavoro.
Il processo di produzione rappresenta un sottosistema fondamentale all'interno di un sistema di produzione più
ampio, che include anche aspetti gestionali, logistici e organizzativi. Il processo di produzione è dunque la
parte operativa e tecnica del sistema di produzione globale, focalizzato sulla trasformazione efficiente degli
input in output utilizzando risorse tecnologiche e umane.
L’EVOLUZIONE DEI SISTEMI DI PRODUZIONE
I sistemi di produzione, a seguito della trasformazione tecnologica, economica e sociale avvenuta nel corso
della storia, si sono evoluti. Ogni fase di sviluppo ha introdotto nuove metodologie e tecnologie, migliorando
la produttività, l'efficienza e l’organizzazione del lavoro.
Macro-stadi evolutivi 1
FASE 1. La Produzione Artigianale (o fase preindustriale)
• Periodo: È il sistema produttivo che ha dominato il mercato fino al XVIII secolo, per poi arrivare al
Sistema produttivo tradizionale e poi a quello del Sistema produttivo avanzato.
In questo periodo si verifica la Rivoluzione Industriale fino al XVIII secolo, la cosiddetta fase
preindustriale.
Caratteristiche:
• La produzione artigianale era svolta a livello domestico o in piccole botteghe, realizzando prodotti
personalizzati su richiesta del cliente.
• Ogni prodotto era fatto su misura, e la variazione dei prodotti era alta poiché dipendeva dall'abilità
dell'artigiano.
• Questo sistema si caratterizzava per l’utilizzo di strumenti manuali e tecnologie semplici.
• Produzione su commessa: si produceva solo su richiesta, quindi i volumi erano ridotti.
Elementi chiave:
• Mancanza di standardizzazione.
• L'economia locale dominava, e le tecnologie avanzate erano quasi assenti.
Limiti principali:
• Bassa efficienza: poca produzione con elevati costi;
• Tempi di produzione lunghi.
• Scarsa divisione del lavoro, se non nulla.
Transizione verso la produzione industriale: A causa delle necessità crescenti della società e dell'espansione
dei mercati, la produzione artigianale non era più sufficiente a soddisfare la domanda crescente di beni.
FASE 2. La Rivoluzione Industriale: avvento della meccanizzazione
Nel corso del 700 ci fu una transumanza delle campagne alle città, portando un aumento delle richieste dei
prodotti. La produzione artigianale non riusciva più a sostenere le richieste, fino all’introduzione della
macchina a vapore, che portò al fenomeno della meccanizzazione, sostituendo l’uomo con le macchine.
Le macchine possono lavorare in modo continuo rispetto all’uomo, rispondendo all’aumento costante della
domanda.
• Periodo: fine XVIII - XIX secolo.
Caratteristiche:
• La meccanizzazione ha introdotto macchine che sostituivano il lavoro manuale, specialmente nel
settore tessile, nelle fonderie e nella lavorazione del metallo.
• La macchina a vapore (James Watt, 1769) ha alimentato le prime fabbriche.
• La produzione si è spostata da piccole botteghe a fabbriche centralizzate, dove si iniziò a produrre su
larga scala.
Innovazioni:
• Sviluppo della chimica industriale, ad esempio nella produzione di colori e metalli.
• Avanzamenti nella lavorazione del ferro e acciaio (processo Bessemer).
• Divisione del lavoro: L'introduzione di concetti come la specializzazione delle mansioni (Adam Smith)
ha aumentato la produttività, creando una chiara separazione tra lavoratori e macchinari.
Con questa introduzione nascono le prime industrie per sostenere l’aumento della domanda. Con la
concentrazione industriale nasce l’imprenditore (anticipa il capitale e si assume le responsabilità) e un nuovo
modo di gestire il lavoro, e anche la figura dell’operaio salariato, quasi specifico.
L’obiettivo del mercato è quello di produrre sempre più, fronteggiando i prezzi elevati riducendo così i costi
di produzione. 2
I risultati ottenuti portano a:
- Maggiore efficienza, riduzione costi unitari;
• Nascono i mercati globali, grazie alla produzione su larga scala e alla disponibilità di beni.
Criticità:
- Condizioni di lavoro pessime, mancanza di sicurezza.
- Inquinamento ambientale dovuto al carbone e all'industrializzazione non regolata.
Impatto sociale:
- la Rivoluzione Industriale ha trasformato non solo l'economia, ma anche la società, con la crescita
delle città industriali, il lavoro di massa nelle fabbriche e la nascita di una nuova classe sociale: gli
operai industriali.
La chiave di svolta è data da una nuova fonte energetica: l’energia elettrica, usata per alimentare la
produzione.
Nasce un vincolo di localizzazione forzata, superato grazie all’energia elettrica, che permette alle macchine
operatrici possono essere lontane dalle macchine matrici.
Tutto ciò apre la strada al Fordismo, con la produzione di massa nel XX secolo fino agli anni ’60 inizi anni
’70.
FASE 3. La Produzione di Massa: Il Fordismo
• Periodo: Inizio del XX secolo, fino agli anni ‘70.
Ford intuisce l’introduzione della catena di montaggio, ovvero la possibilità di svolgere i processi in ordine
da una stazione ad un’altra (altra sua intuizione), riducendo i tempi di produzione. Questo porta all’alienazione
degli operai per via delle attività ripetute, anche se erano pagati abbastanza da poter acquistare le stesse
macchine che producevano, ma anche alla scarsa flessibilità: i sistemi di produzione erano rigidi, con poche
possibilità di adattamento a nuove esigenze del mercato.
Standardizzazione dei prodotti: I prodotti erano tutti uguali e realizzati su larga scala, abbattendo i costi di
produzione.
Ford intuisce anche l’introduzione della produzione in serie intercambiabile, con una perfetta
standardizzazione delle parti componenti del prodotto.
Si inizia ad usare la manodopera de specializzata; con quel prezzo si potevano realizzare altre produzioni,
soprattutto durante la Seconda guerra mondiale, perché non richiedeva particolari competenze e poteva essere
eseguita da chiunque.
Principi scientifici:
- Taylorismo: La gestione scientifica del lavoro (Frederick Taylor) ha introdotto l'analisi del tempo e
dei movimenti, ottimizzando i processi produttivi.
- Economia di scala: I grandi volumi riducevano i costi unitari, facilitando la produzione in massa.
Il Fordismo ha portato a:
- Un aumento ancora più elevato dei prodotti;
- Maggiore standardizzazione.
Tutto è andato bene fino a quando il consumatore si accontentava, ma questo sistema è stato travolto dalle
richieste particolari dei clienti.
FASE 4. La Produzione Flessibile e Automazione: avvento del Toyota Production
System
Le aziende iniziano ad affrontare il dilemma della produttività: essere flessibili e adattarsi ai cambiamenti
della domanda.
Per sopravvivere, era necessario diventare flessibili. Ma come si fa? Bisogna avere gli apparati di
automazione flessibile, introdotto da Toyota. 3
• Periodo: Dagli anni ’70 in poi.
Le aziende Giapponesi hanno deciso di produrre a piccoli lotti, massimizzando le economie di gamma o di
varietà. Qui le economie si raggiungono riducendo i costi di set-up, costi di riattrezzaggio di produzione,
necessari ad esempio per cambiare le componenti dei macchinari.
Le aziende giapponesi, e in particolare Toyota, hanno introdotto il concetto di produzione flessibile, adattando
i sistemi di produzione per rispondere rapidamente alla domanda di mercato. Il Toyota Production System
(TPS) ha portato alla nascita della Lean Production. Riduce gli sprechi, ottimizza le risorse e si basa sul
miglioramento continuo dei processi, come il modello Kaizen.
Nasce il Just in time, che adotta un’ottica pull, anziché push. Questo sistema risponde ai cambiamenti delle
richieste della domanda, evitando l’aumento delle scorte, producendo solo nel momento in cui c’è
effettivamente la richiesta di un prodotto. In questo modo si riducono le scorte polmone. Oggi, tutte le aziende
adottano questo metodo, ragionando secondo il principio “produco solo quando serve”.
Si usa un metodo Kamban del just in time.
Innovazioni:
- Introduzione di robot industriali nelle linee di produzione (robot KUKA, 1973).
- Automazione dei processi con macchinari a controllo numerico (CNC).
Risultati:
- Maggiore flessibilità, personalizzazione dei prodotti.
- Riduzione dei costi di inventario e di spazio magazzino.
Criticità:
- Richiede un'alta coordinazione tra fornitori e produzione.
- Rischi elevati in caso di interruzioni nella catena di approvvigionamento.
MA COSA SIGNIFICA AUTOMAZIONE?
Significa avere un sistema produttivo fondato interamente su un ciclo produttivo automatico.
Alla base dei sistemi automatici di produzione c’è il concetto di COMANDO AUTOMATICO: comando che
permette alle macchine di autoregolarsi.
PRINCIPIO DI RETROAZIONE: Qualsiasi deviazione della quantità sottoposta a regolazione, rispetto al
valore desiderato, determina l’entrata in funzione del regolatore che agisce in modo da eliminare la deviazione.
→
Automazione industriale sostituiamo l’uomo nella fase di controllo
L’automazione si verifica quando l’intero ciclo di produzione è automatico, senza la necessità di utilizzare la
forza-lavoro dell’uomo. Si basa su un ciclo di produzione controllato da comandi automatici, che sfruttano il
principio del feedback. Ciò significa che, nel momento in cui si verificano cambiamenti rispetto a quanto
programmato, il sistema reagisce automaticamente per adattarsi. Un esempio di congegni di automazione
industriale è il termostato: quando raggiunge la temperatura prestabilita, si blocca.
Nei limiti dell’automazione, l’uomo interviene principalmente per i controlli. Tuttavia, il progresso ha
permesso alle macchine di autocontrollarsi tramite altre macchine. Un esempio sono le MUN (macchine
utensili a controllo numerico); si tratta di macchine tradizionali dotate di un controllo numerico, ovvero un
sistema di codificazione che permette la modifica delle parti mobili.
Distinguiamo l’automatismo, ovvero l’impiego di macchine aromatiche all’interno del ciclo di produzione,
mentre l’automazione rappresenta una forma più piena, completa.
L’automazione implica tre tecniche: 4
Un vantaggio delle macchine a controllo automatico erano i tempi di produzione, ma presentavano alcuni
problemi, oltre l’usura. Uno di questi era il rallentamento della produzione per cambiare la macchina. Per
risolvere questo problema, si è pensato di utilizzare dei collaboratori automatici, ossia delle macchine.
Stadi evolutivi
: MU | CN Nastro perforato PRIMO STEP
DNC Calcolatore centrale SECONDO STEP
CNC microchip TERZO STEP
Secondo step Terzo step
In questo passaggio, l’ unità di controllo delle In questo stadio, il calcolatore viene inserito
singole macchine, legge e se ci sono deviazioni direttamente nella macchina.
blocca la macchina. La riprogrammazione della macchina può avvenire
offline, ossia dall’esterno, senza dover
interrompere la produzione.
Si tratta di macchine computerizzate.
Ciclo produttivo automatico
È possibile utilizzare lo stesso impianto di produzione per realizzare prodotti diversi, semplicemente
riprogrammando le macchine.
Le diverse forme di automazione
Automazione del controllo di processo Automazione della produzione per parti
È una caratteristica dei processi con flusso continuo di È un processo di produzione che può avvenire in modo
prodotti in entrata e in uscita, basata su una produzione diverso nel tempo e nel luogo, come nel settore
standardizzata. automobilistico e in quello dell’elettronica.
È un processo che non si forma mai nei settori di base, come
quello chimico e petrolifero. In questo caso, i lotti di produzione sono più piccoli perché
Il prodotto non cambia, ma varia la quantità richiesta dal non c’è la standardizzazione.
mercato (questo rappresenta un problema: se si accumula
invenduto, ci saranno dei costi aggiuntivi). L’automazione, identificata con l’applicazione di tecnologie
Il sistema di produzione è a ciclo chiuso: il prodotto è sempre meccaniche, elettroniche e informatiche alla produzione
lo stesso e, in caso di deviazioni, c’è un effetto sulla causa. industriale, può essere:
Si valutano la velocità dei procedimenti, come ad esempio la 1. Rigida;
temperatura. 2. Programmabile;
L’automazione in questo contesto regola la velocità di 3. Flessibile: oggi siamo in questa forma.
produzione e le quantità prodotte. 5
1. Automazione rigida
L’automazione rigida si ha quando «la sequenza nell’esecuzione delle operazioni è fissata dalla configurazione
dell’impianto» Es. linee di assemblaggio automatico.
È la logica evoluzione della meccanizzazione della produzione e dell’organizzazione tayloristica del lavoro.
In un ciclo di produzione utilizzo macchine che hanno la capacità di autoregolarsi, sfruttando degli automatismi
industriali, ma non rendo ancora il ciclo completamente automatico, o quanto meno mettendo tutte le macchine
in ordine e organizzate in modo tale da non essere toccate dall’uomo.
2. Automazione programmabile
Si parla di macchine a controllo numerico, è un sistema di codificazione di tipo matematico che legge le
istruzioni presenti nella macchina. Tuttavia, ci sono delle criticità:
• L’usura della lettura ciclica della macchina: per affrontarla, è necessario bloccare la macchina,
causando dei cali di produzione.
Questo problema è stato superato con l’introduzione delle macchine utensili a controllo computerizzato (CNC),
rese possibili grazie all’invenzione del microchip. Con le CNC, non è necessario interrompere la macchina; si
può intervenire offline, ossia dall’esterno, senza ridurre la produttività.
Obiettivo: conciliare il requisito della produttività con quello della flessibilità.
3. Automazione flessibile
L’automazione flessibile utilizza, oltre le CNC (introdotte negli anni ’70), anche i robot industriali, come i
sistemi di movimentazione e magazzinaggio automatici. In una forma più complessa, impiega sistemi flessibili
di produzione (FMS è un modo diverso di organizzare i reparti di produzione).
→
Negli anni ’70 il mercato è cambiato poiché la domanda di sostituzione si è evoluta: i consumatori hanno
iniziato a fare richieste specifiche sui prodotti da acquistare. Le aziende, per adattarsi, hanno dovuto investire
per soddisfare tali esigenze. Oggi questa flessibilità è fondamentale, altrimenti si rischia di essere esclusi dal
mercato.
I principali apparati per l’automazione della produzione per parti
L’integrazione di questi apparati per mezzo di un elaboratore, attraverso il quale viene programmato il sistema
e controllato il processo, dà origine a sistemi, più o meno complessi adatti a produrre pezzi differenti di una
stessa famiglia con lotti di dimensione variabile e sequenza qualunque, chiamati sistemi flessibili di produzione
(FMS).
2. I robot industriali
I robot industriali, come i bracci meccanici, op
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