Esame design riassunto
Quando parliamo di design, è bene far riferimento a quello che è stato lo sviluppo storico. Partiamo dalla Germania, che nei primi anni del '900 sviluppa un interesse per le arti applicate, così da poter sviluppare in seguito il design moderno. Come modello, la Germania prende in considerazione quello degli Stati Uniti e, così facendo, dà vita alla sua nazione azienda, dove il principio base era quello della “a buon prezzo è di cattiva qualità”. Questo perché mancava il gusto per l’arte applicata e il progresso tecnico. Secondo l’industria tedesca, si necessita dell’utilizzo della macchina. In questo modo nasce un dualismo tra l’industria e l’artigianato.
Quindi, quando ci chiediamo cosa sia il design, è opportuno dire che esso non sia un’attività autonoma, bensì un’attività che si dedica alla progettazione seriale per l’industria. Nonostante ciò, la definizione non precisa la differenza tra disegnatore industriale e ingegnere, infatti il design nasce per combattere la problematica della forma della merce e il suo primissimo compito è quello di mediare tra bisogni e oggetti (produzione e consumo).
Presupposti storici
Dal 1600, le macchine vengono presentate come degli strumenti che sono in grado di rendere felice l’uomo. Si arriva in questo modo al superamento dell’opposizione tra il sapere tecnico e scientifico. Si sostiene quindi che la tecnica imita il comportamento della natura, sostenendo quindi l’essere umano della tecnologia. Così, la macchina entra nel mondo artistico, dato da un importante contributo dei protofunzionalisti che sostengono che la bellezza dell’oggetto derivi dalla sua funzionalità. Gli stessi filosofi Hegel e Marx parleranno di ciò. Hegel sostiene che l’uomo, in quanto essere bisognoso, deve avere un rapporto con la natura in quanto deve agire per conformarla e studiarla. Marx invece, sostiene che il processo di umanizzazione sia inseparabile da quello artificiale della natura. Infatti, l’uomo diventa tale grazie alla produzione di una natura umanizzata.
Rapporto storico
Nel 1800, i romantici sostengono che la natura sia minacciata da “un congegno malefico”, mentre i futuristi propongono una mediazione tra natura e artificio, dimostrando la carica poetica tra fusione del meccanico e dell’organico. Le Corbusier stesso sosterrà che dopo aver cercato i modelli della natura, adesso bisogna ricercarli nella tecnica, invitando gli altri ad ispirarsi alle macchine.
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