ECONOMIA E POLITICA
AGRARIA
Michele Dilillo a.a. 2025/2026
Prof. Piermichele La Sala
INDICE .................................................................................................... 2
L’AZIENDA AGRARIA
..................................................................................................................... 2
Nozioni Generali ............................................................................................................ 3
I Fattori di Produzione ........................................................................ 4
IL BILANCIO DELL’AZIENDA AGRARIA
Contabilità e Bilancio ............................................................................................................ 4
Il Tornaconto ............................................................................................................................................... 4
................................................................................... 5
IL SISTEMA AGROALIMENTARE
Evoluzione del SAA ................................................................................................................ 5
I Modelli di Consumo Alimentare ........................................................................................... 5
L’approccio di filiera .............................................................................................................. 5
Forme di integrazione ............................................................................................................ 6
L’approccio LEADER.................................................................................................................................... 7
.............................................................. 7
MERCATI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI
Cenni di Economia Politica .................................................................................................... 7
Barriere alla concorrenza e asimmetrie informative ............................................................... 9
Qualità e Certificazioni .......................................................................................................... 9
........................................................................................... 10
LE POLITICHE AGRICOLE
Finalità e struttura ................................................................................................................10
Strategia Europa 2020 ............................................................................................................................... 10
Fondi ....................................................................................................................................10
Programmazione 2021-2027 ..................................................................................................11
Obiettivi della Politica di Coesione 2021-2027 .......................................................................12
La Politica Agricola Comune .................................................................................................12
L’esigenza di una Politica di settore ........................................................................................................... 12
La nascita della Politica di Sviluppo Rurale................................................................................................ 13
PAC 2007-2013 ......................................................................................................................................... 13
PAC 2014-2020 ......................................................................................................................................... 14
PAC post-2020 .......................................................................................................................................... 14
PAC 2023-2027 ......................................................................................................................................... 15
.................................................................. 15
IL RISCHIO D’IMPRESA IN AGRICOLTURA
I rischi in agricoltura .............................................................................................................15
Risk Management ..................................................................................................................................... 16
Politiche ...............................................................................................................................16
Il Rischio nella PAC 2023-2027...............................................................................................17
Gli strumenti operativi ............................................................................................................................... 17
.................................................................................................. 19
IL CREDITO AGRARIO
Nozioni Generali ...................................................................................................................19
Legislazione ed evoluzione ...................................................................................................19
...................................................................... 21
GLI STAKEHOLDERS IN AGRICOLTURA 1
ECONOMIA E POLITICA AGRARIA
L’AZIENDA AGRARIA
Nozioni Generali
L’azienda è un’unità economica in cui i soggetti sviluppano autonomamente e durevolmente le attività economiche di
produzione e consumo. Il Codice civile la definisce (art. 2555) come “il complesso di beni organizzati dall’imprenditore
per l’esercizio dell’attività d’impresa”.
L’impresa è invece l’attività professionale organizzata dall’imprenditore per la produzione e lo scambio di beni e
servizi. Tale impresa sarà definita come un sistema aperto, il quale scambia continuamente input ed output con
l’esterno, operando in un ambiente transazionale (mercato degli input) ed in uno competitivo (vendita output vs.
competitors).
In un’azienda è fondamentale distinguere un soggetto economico da un soggetto giuridico di cui, il primo determina gli
aspetti decisionali ed il secondo ne assume gli obblighi giuridici.
Per la vita di un’impresa sono necessarie attività di organizzazione, gestione e controllo.
L’organizzazione afferisce alle modalità secondo le quali vengono svolte attività al fine del raggiungimento di obiettivi.
La gestione aziendale mira a identificare i processi mediante i quali gli organi raggiungono gli obiettivi riconosciamo
una gestione caratteristica, finanziaria, patrimoniale e straordinaria).
La rilevazione consta invece delle fasi di pianificazione, programmazione e controllo. Essa si fonda su piani strategici e
operativi, su un monitoraggio costante dell’ambiente e termina con un processo di valutazione dell’efficacia.
Alla luce di quanto detto, possiamo evidenziare la differenza fra azienda ed impresa, in cui la prima rappresenta lo
strumento tecnico-operativo, e la seconda invece la funzione economica e giuridica che utilizza tale strumento
assumendone il rischio.
Con specifico riferimento all’azienda agraria, possiamo definire la stessa come unità elementare di produzione di beni
e servizi agrari, quindi una particolare forma di unità produttiva, strettamente legata a processi biologici e vincoli
naturali. L’azienda agraria può essere considerata come un organismo multifunzionale, nel quale sono svolte le attività
che il Codice civile considera proprie dell’imprenditore agricolo (Art. 2135 comma 1 c.c.): “coltivazione del fondo,
silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse”.
Chiaramente la figura dell’imprenditore agricolo fonda la propria nozione civilistica sull’ Art. 2082: “è imprenditore chi
esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni e servizi”. Da
tali definizioni, il nostro ordinamento riconosce tre figure professionali:
1. Imprenditore agricolo: esercita le attività elencate all’Art. 2135 c.c.
2. Imprenditore Agricolo Professionale: dedica almeno il 50% del suo tempo e reddito all’attività agricola,
possedendo specifiche conoscenze professionali;
3. Coltivatore diretto: piccolo imprenditore che si dedica abitualmente all’attività agricola e che reperisce il
fattore lavoro per almeno 1/3 da familiari.
La politica comune ha poi individuato la figura dell’imprenditore agricolo attivo, come colui il quale svolge un livello
minimo di attività agricola ed è quindi meritevole di ricezione di contributi PAC.
È possibile un’ulteriore classificazione dell’imprenditore in puro e concreto, a seconda che egli acquisti tutti i fattori
produttivi o li conferisca direttamente.
L’imprenditore agricolo è soggetto nella scelta degli orientamenti e dei processi produttivi, ad una serie di tipicità, fra
cui individuiamo la Biologicità dei processi, l’importanza del fattore terra, l’incertezza climatica e la rigidità
dell’offerta. I fattori produttivi essenziali in un’impresa agraria sono:
- Terra (capitale fondiario): si intende la terra nuda e le opere di miglioramento su di essa stabilmente
incorporate;
- Capitale agrario: tutti i capitali, diversi da quello fondiario, di cui l’impresa necessita per realizzare il
processo produttivo. Distinguiamo capitale di scorta, fra cui si annoverano scorte vive e scorte morte, e
capitale di anticipazione;
- Lavoro: attività fisica o intellettuale svolta dall’uomo per l’attuazione del processo produttivo.
Importante rammentare la suddivisione dei fattori produttivi a seconda della capacità di erogazione di servizi nel tempo
(logorio totale, parziale e fattori perenni), ed in base alla divisibilità degli stessi (divisibili e indivisibili).
Possiamo inoltre delineare rapporti fra: impresa e capitale fondiario, distinguendo la proprietà imprenditrice
dall’imprenditore che dovrà reperire il fattore terra mediante rapporti contrattuali; e rapporti fra impresa e lavoro,
distinguendo l’impresa capitalistica da quella coltivatrice (differenza data dal reperimento, in percentuale del 75%, del
fattore lavoro che, nel primo caso deriva dal mercato, nel secondo dalla famiglia). 2
ECONOMIA E POLITICA AGRARIA
I Fattori di Produzione
Entrando nello specifico dei fattori di produzione, possiamo anzitutto identificare il capitale fondiario, il quale possiede
caratteristiche intrinseche, fondamentali per la sua individuazione e valutazione come: ubicazione del fondo, ovvero
l’ambiente fisico ed economico-sociale all’interno del quale l’azienda è situata; natura del terreno, rilevante ai fini
dell’ordinamento produttivo e della stima dei livelli di produzione; numero, estensione e configurazione degli
allevamenti, influenza le attività del processo produttivo ed i costi dello stesso; miglioramenti fondiari, la presenza degli
stessi modifica il valore del fondo; ripartizione della Superficie Aziendale Totale (SAT), costituita da SAU, superficie
agricola non utilizzata, altra superficie, arboricoltura da legno e bosco.
Fondamentale a questo punto, l’indice di intensità fondiaria, il quale rapporta il valore del capitale fondiario per ettaro
di SAU aziendale.
= ⁄
Il capitale di esercizio si divide in capitale di scorta (scorte morte e vive) e capitale di anticipazione:
- Scorte Morte, nelle quali si usa ricomprendere il parco macchine, il cui valore monetario è stimato detraendo
dal valore a nuovo del mezzo le quote annue di ammortamento corrispondenti all’età dello stesso
= −
∑
=
- Scorte vive, ovvero animali allevati in azienda per scopo di reddito o lavoro. La contabilità europea utilizza
per la stima del valore il concetto di unità di bestiame (UB), equivalente ad una unità di vacca adulta, da cui
gli altri animali saranno calcolati sulla base di coefficienti in funzione dei fabbisogni alimentari degli stessi.
Per analisi più raffinate è utilizzata l’unità consumatrice animale (UCA), che misura i fabbisogni alimentari
effettivi per stimare i fabbisogni foraggeri dell’allevamento. Il valore economico del bestiame si misura con
prezzi di mercato. Analogo modello di stima si applica nel caso di prodotti di scorta, ovvero fattori produttivi a
logorio totale essenziali per la continuità produttiva.
- Capitale di anticipazione, necessario per far fronte alle spese aziendali, quindi fortemente dipendente
dall’ordinamento produttivo e calcolato come differenza fra interessi passivi e attivi di gestione, rapportati ad
−
un saggio di capitalizzazione ( ).
=
Per valutare l’importanza di tale capitale di anticipazione in relazione alla dimensione aziendale si utilizza
l’indice di intensità di esercizio, dato dal rapporto fra valore del capitale di esercizio e SAU
= ⁄
Ultimo fattore produttivo è il lavoro, il quale non è omogeneo in un’azienda agraria, ma si differenzia in lavoro manuale
e lavoro direttivo. È importante distinguere il secondo dall’attività dell’imprenditore. L’imprenditore sarà, all’interno
dell’azienda, il soggetto preposto all’assunzione delle decisioni, mentre il lavoro direttivo si estrinseca nell’attuazione
delle decisioni imprenditoriali. Altra distinzione sta nel reperimento del fattore lavoro, potendo quindi distinguere
lavoro familiare e lavoro extra-familiare.
Per misurare il lavoro impiegato si usa il concetto di Unità Lavorativa Annuale (ULA), equivalente ad un lavoratore
adulto a tempo pieno (1800 h/anno per lavoro salariato e 2200 h/anno per Unità Lavorativa Familiare).
L’indice di attività è calcolato come rapporto fra quantità di lavoro e SAU
( = ).
⁄
Nell’UE le aziende agricole non si classificano più per ettari ma per dimensione economica, utilizzando il Reddito
Lordo Standard (RLS), che misura la capacità produttiva dell’azienda espressa in Unità di Dimensione Economica
(1 UDE = 1200€). 3
ECONOMIA E POLITICA AGRARIA
IL BILANCIO DELL’AZIENDA AGRARIA
Contabilità e Bilancio
L’esigenza di quantificare le dinamiche aziendali conduce lo studio dell’azienda agraria ad affrontare il tema della
contabilità, evidenziando la possibilità, data all’imprenditore agricolo, di optare per due regimi contabili, in ragione
delle dimensioni dell’impresa stessa. Possiamo quindi optare per una contabilità ordinaria (obbligatoria per le imprese
di grandi dimensioni) ed una contabilità semplificata, affiancata da sistemi esterni che descrivono l’agricoltura a fini
fiscali e statistici, fra cui troviamo il Catasto, che fornisce valori fiscali del capitale fondiario da cui si ricavano reddito
agrario e dominicale; RICA (Rete Informazione Contabile Agraria), ovvero un sistema europeo per la raccolta di dati
economici; GAIA (Gestione Aziendale Imprese Agricole), creato dal CREA attraverso il RICA, fornisce strumenti per la
gestione aziendale.
Data la peculiarità di biologicità dell’azienda agraria, le attività agricole possono avere cicli annuali, pluriennali o
produzioni continue, motivo per cui il bilancio andrà a misurare il valore che un sistema biologico ha prodotto in un
arco temporale.
Il sistema fiscale italiano tassa le aziende agricole in funzione di due redditi catastali: il reddito dominicale, attribuito al
proprietario del terreno; ed il reddito agrario, attribuito a chi sfrutta il fondo. Questi redditi non coincidono con il
reddito netto ma con la Produzione Lorda Vendibile, costi e Tornaconto.
L’obiettivo dell’imprenditore sarà quello di ottenere un tornaconto ( ma in agricoltura la maggior parte
= − ),
degli imprenditori sono imprenditori concreti, per i quali è necessario distinguere le voci di costo in costi impliciti
(connessi a fattori della produzione conferiti direttamente dall’imprenditore) e costi espliciti (acquisto sul mercato di
fattori). Questa distinzione ci permette di parlare di reddito netto, come differenza fra ricavi e costi espliciti e profitto
come differenza fra reddito netto e costi impliciti.
Il periodo su cui l’imprenditore valuta la convenienza economica è definito orizzonte economico e dirigerà
l’imprenditore a scegliere l’ordinamento produttivo che massimizza il valore attuale dei profitti =
(1+)
Il bilancio dell’azienda agraria descrive la situazione patrimoniale della stessa attraverso due documenti:
Il Bilancio Economico, dal quale si desume il tornaconto tramite confronto fra ricavi e costi;
Lo Stato Patrimoniale, che descrive la struttura dell’azienda in un dato momento mostrando attivo, passivo e
patrimonio netto.
Per la determinazione dei risultati medi di un’azienda è necessario trasformare il ciclo produttivo pluriennale in una
sequenza di annualità equivalenti, in modo che ogni anno sopporti una quota delle voci di costo di fattori a logorio
parziale o fattori perenni. In questo modo si genera il bilancio conguagliato.
Il Tornaconto
Il risultato economico è definito Tornaconto, ed è il compenso dell’imprenditore per la sua attività di organizzazione e
per il rischio di impresa. La sua equazione fondamentale è:
(
± = − + + ) − ( + + + )
Produzione Lorda Vendibile – Costi oggettivi – Costi Soggettivi (remunerazione dei fattori di produzione).
COSTI OGGETTIVI: Spese varie; Reintegrazione, manutenzione e assicurazione; Tributi.
COSTI SOGGETTIVI: Salari; stipendi; Interessi Capitale Agrario; Beneficio fondiario (interessi Capitale Fondiario).
La Produzione Lorda Vendibile è la misura
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