RIASSUNTI EGI
CAPITOLO 1 – L’IMPRESA SOSTENIBILE
1.1 L’IMPRESA COME SISTEMA COMPLESSO E SOSTENIBILE
IL “SISTEMA IMPRESA” E LE SUE CARATTERISTICHE BASILARI
L’impresa è un sistema, costituito da un insieme di attori e risorse, organizzato per la realizzazione di attività
finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi, attraverso l’interdipendenza con una molteplicità di
soggetti esterni.
Gli attori interni che costituiscono il sistema impresa e quelli esterni con i quali stabilisce relazioni sono portatori
di propri obiettivi. Essi rappresentano, dunque, forze che si condizionano reciprocamente e influenzano
l’evoluzione dello stesso sistema aziendale.
L’impresa è un sistema cognitivo. La capacità di apprendere (absortive capacity) è fondamentale: l'impresa
deve imparare più rapidamente degli altri dall'esperienza, dalla tecnologia, dai dipendenti e innovarsi di
conseguenza.
Nell’evoluzione dell’impresa è necessaria la ‘’spinta imprenditoriale’’. Tale spinta può avere natura economica o
essere caratterizzata da aspetti ideali (realizzare un’idea innovativa; contribuire alla soluzione di un problema
collettivo). Essa può mutare nel tempo, per esempio per l’evoluzione degli obiettivi personali e delle prospettive
del soggetto imprenditore.
Il sistema impresa evolve attraverso fasi di stabilità e di cambiamento: l’attività imprenditoriale alterna azioni
volte a dare al sistema impresa una struttura stabile ed efficiente, e azioni innovative che determinano
l’evoluzione di tale struttura e della sua iniziale posizione nell’ambiente.
I FATTORI DI COMPLESSITÀ DEL SISTEMA IMPRESA
L’impresa è un sistema complesso, composto da un gran numero di parti che interagiscono in modo non
semplice. Presenta una gerarchia, nel senso che i sottoinsiemi che la costituiscono sono in rapporto fra loro;
ogni sottoinsieme è subordinato con un certo rapporto di autorità al sistema di cui fa parte.
L’impresa è un sistema autopoietico, cioè un sistema che evolve a partire da sé stesso. Dunque, l’impresa ha
due proprietà apparentemente contrastanti: è aperta, perché scambia risorse con l’ambiente di cui è parte; è
chiusa, poiché è in grado di mantenere relativamente stabile la propria organizzazione. La chiusura dell’impresa
rispetto all’ambiente non va quindi intesa come isolamento, ma il suo mantenimento è essenziale per la
conservazione del sistema.
Peraltro, il confine di un’impresa non agisce da barriera verso l’esterno, quindi non interrompe le relazioni che
questa ha con i soggetti esterni; piuttosto distingue l’impresa dal suo ambiente.
Lo scambio con l’ambiente è orientato alla metabolizzazione delle ‘’energie’’ di cui l’impresa ha bisogno nel
processo di generazione delle proprie risorse.
IL SISTEMA IMPRESA SMART
L’impresa è un sistema smart. La tecnologia all'interno di un'impresa permette di ridurre personale ed errori,
avere i macchinari collegati tra loro.
ESEMPI: big data management (in grado di anticipare comportamenti e decisioni del singolo individuo) ,
stampanti 3D, realtà aumentata, cyber security.
Il sistema impresa deve essere smart, basato sulle intelligenze rese possibili dalle tecnologie innovative e gestite
da e attraverso sistemi artificiali sofisticati.
Questa intelligenza deve permettere una comprensione più chiara e anticipata possibile dell'evoluzione del
contesto rilevante del mercato, e favorire rapidi mutamenti del modello di business, necessari per allineare al
meglio l'impresa a tale evoluzione.
Le imprese smart acquisiscono maggiore vantaggio competitivo rispetto a quelle tradizionali.
I cambiamenti radicali che queste tecnologie determinano hanno un impatto cruciale sul ruolo delle persone nel
sistema impresa (primo ordine di complessità), sull’importanza della decisione umana nei processi aziendali.
Un secondo ordine di complessità deriva dal fatto che le tecnologie rendono l’impresa capace di mutare. Essa
non è più semplicemente “dinamica”, ma “fluida”, attribuendo a tale termine il significato di:
• avere la capacità di disporre e comprendere delle informazioni necessarie per allinearsi al
meglio all'evoluzione del contesto esterno e delle sue stesse organizzazioni interne;
• apprendere dal continuo confronto con gli elementi di incertezza esterna e dai risultati dell'interazione con
essi, sviluppando nuove competenze;
• sviluppare la capacità di monitoraggio puntuale e in tempo reale, per adattare continuamente le azioni
operative;
• modificare con grande rapidità i processi aziendali per garantire tale allineamento;
• riconfigurare il business model e la struttura organizzativa per attuare i cambiamenti;
• aumentare la velocità e la qualità di sviluppo di nuove competenze e modalità di lavoro, e la loro diffusione
nel sistema aziendale.
La fluidità permette all'impresa di modificare il proprio modello di business con rapidità.
Rappresenta un ulteriore fattore di complessità del sistema impresa dato che effettivamente dipende dalla
capacità delle persone di diventare esse stesse “fluide”.
IL SISTEMA IMPRESA SOSTENIBILE
I PRINCIPI FONDANTI
L’impresa è un sistema sostenibile. Sostenibilità economico-finanziaria x profitto; sociale-ambientale;
competitiva x acquisire nuovi clienti e mantenere la propria porzione di mercato.
In passato, si credeva che la finalità fondamentale dell’impresa fosse la massimizzazione del valore economico.
In realtà, l’impresa deve essere “sostenibile”, attenta alla società, all'ambiente, generare valore economico e
non solo profitto.
In altri termini, l’impresa deve sviluppare le proprie attività in maniera da raggiungere positivi risultati
economici, sociali e ambientali. Essa si preoccupa di creare valore economico adeguato rispetto al livello dei
rischi assunti; allo stesso tempo, di ottimizzare l’impatto ecologico delle scelte aziendali che possono incidere
sull’equilibrio dell’ambiente circostante.
Si deve quindi impegnare nella massimizzazione del “valore condiviso” (share value definito da Porter e
Kramer), definito come “le politiche e le pratiche operative che rafforzano la competitività dell’impresa e allo
stesso tempo migliorano le condizioni sociali ed economiche della Comunità in cui essa opera”.
La gestione sostenibile non va confusa con la filantropia che si distingue dalla gestione sostenibile per due
aspetti: non incide sul comportamento di business dell’azienda; dipende interamente dalla soggettiva
valutazione dell’azienda.
Il grado di sostenibilità dell’impresa è la risultante di quattro dimensioni:
1. la rilevanza del valore sociale e ambientale creato dall’impresa insieme a quello economico,
soddisfacendo le aspettative degli stakeholders;
2. la misura in cui le strategie per la creazione di valore sociale e ambientale sono integrate con quelle
strettamente del business;
3. la misura in cui i contenuti del valore sociale e ambientale creato sono decisi insieme con gli
stakeholders, ovvero l’intensità del loro coinvolgimento delle decisioni strategiche dell’impresa;
4. la misura della trasparenza nella gestione del business. (trasparenza nel redigere il bilancio sociale e
rendicontare tutte le attività fatte)
I LIVELLI DELLA CORPORATE SUSTAINABILITY
La sostenibilità di un’impresa è sviluppata su due ‘’livelli’’, con il secondo caratterizzato da una doppia
articolazione.
Il primo livello è determinato dal sistema normativo vigente che:
• vieta determinati comportamenti dannosi per l’ambiente o per le persone;
• condiziona determinate attività produttive al rispetto di un certo grado di impatto ambientale o di
rischiosità sociale;
• incentiva comportamenti sostenibili che rimangono però nella libera scelta dell’impresa.
Il secondo livello è costituito da strategie, investimenti, attività che l’impresa realizza per aumentare il valore
sociale-ambientale ed economico della sua attività.
Si distinguono qui due ulteriori livelli:
1. Il primo prevede la realizzazione da parte dell’impresa di una serie di iniziative finalizzate a soddisfare questioni
prioritarie sia per gli stakeholders sia per l’impresa, quindi con valenza allo stesso tempo ambientale/sociale e
di business.
2. Il cambiamento del business model caratterizza invece il secondo livello della gestione sostenibile, in cui
l’impresa centra la strategia aziendale sul raggiungimento di determinati Sustainable Devolpement Goals
(SDG).
LE FASI TIPICHE DELL’EVOLUZIONE VERSO LA SOSTENIBILITÀ
L’orientamento alla sostenibilità è il risultato di un percorso evolutivo che ogni impresa compie: troviamo 4 fasi
tipiche (le 4 dimensioni).
➢ Nella fase iniziale l’impresa non ha una strategia definita per la sostenibilità; la proprietà e l’alta
dirigenza sono orientati a migliorare l’impatto sociale e ambientale dell’attività aziendale.
➢ Nella fase successiva, l’impresa elabora una strategia per migliorare i propri risultati ambientali e sociali:
fissa quindi degli obiettivi relativamente precisi, e stabilisce un insieme di azioni, progetti e
collaborazioni con soggetti terzi per il loro raggiungimento.
➢ Un ulteriore avanzamento dell’approccio alla sostenibilità si manifesta quando l’impresa
coinvolge direttamente gli stakeholders nella definizione degli obiettivi di sostenibilità
(STAKEHOLDERS’ ENGAGEMENT).
L’impresa non si limita ad assumere obiettivi di miglioramento ambientale e sociale, ma si apre all’esterno, per
condividere con i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti le priorità ambientali e sociali e le modalità
per raggiungerle.
➢ L’ultima fase del percorso verso la sostenibilità è raggiunta quando l’impresa innova il suo business
model in modo che le misure per raggiungere il vantaggio competitivo siano efficaci per sviluppare
benefici collettivi e viceversa.
PERCHÉ L’IMPRESA NON PUÒ NON ESSERE SOSTENIBILE
Un'impresa deve essere sostenibile non solo per un senso etico, ma anche perché il suo stesso successo dipende
dal rispetto dell'ambiente e della società in cui opera.
- Deve contribuire attivamente a uno sviluppo sostenibile (concetto alla base delle benefit corporation)
- Se un'impresa rispetta le leggi ma ignora le problematiche ambientali e sociali del suo settore o
territorio, rischia di perdere il riconoscimento agli occhi della società.
- Quando un'azienda crea delle esternalità negative può perdere la cosiddetta patente sociale per
operare ossia il consenso degli stakeholder.
- Le imprese non devono sfruttare il loro potere economico in modo egoistico ma mettere a disposizione
risorse per creare benefici diffusi.
Questo approccio garantisce una crescita sostenibile a lungo termine.
LA QUARTA DIMENSIONE DELLA SOSTENIBILITÀ: QUALITÀ DELLA GOVERNANCE E TRASPARENZA
La sostenibilità dell’impresa si sviluppa su un’ulteriore quarta dimensione oltre che su quelle già evidenziate
(economica, ambientale e sociale), rappresentata dal sistema di governo dell’impresa.
La qualità della governance è essenziale l’orientamento alla sostenibilità; tale qualità si esprime in tre piani
interdipendenti:
• la compliance (conformità) sia con le leggi, sia con gli standard definiti in tali ambiti dalle istituzioni
internazionali;
• la trasparenza dei meccanismi decisionali e gestionali e delle responsabilità;
• il concreto coinvolgimento degli stakeholders nelle strategie finalizzate alla creazione di valore ambientale
e sociale.
Un sistema di governo dell’impresa che permetta il raggiungimento di compliance, trasparenza e
coinvolgimento degli stakeholders è fondamentale per prevenire il rischio di comportamenti contraddittori: da
un lato, l'impresa si impegna nella direzione della sostenibilità; dall'altro, nel caso di rilevanti interessi di
business, commette violazioni significative delle norme anche in campo ambientale o sociale, oppure sfrutta il
proprio potere extra-economico a danno degli interessi di attori in posizione debole.
L’adozione di un sistema di governo dell’impresa è quindi molto importante perché esclude o almeno minimizza
la possibilità per l’impresa di avere comportamenti difformi; costringe infatti i vertici aziendali e tutto il
management ad adottare comportamenti trasparenti.
1.2 IL RUOLO DEGLI STAKEHOLDER NELL’ORIENTAMENTO DELL’IMPRESA ALLA SOSTENIBILITÀ
Gli stakeholders sono un riferimento centrale per l’attività d’impresa poiché spingono verso la sostenibilità.
Stakeholder primari: legati all'impresa mediante contratto → fornitori, clienti, dipendenti. Considerano il grado
di sostenibilità dell'impresa e dei suoi prodotti una variabile fondamentale nella decisione di acquisto e nella
valutazione del prezzo.
Stakeholder secondari: la comunità di riferimento → governo, gruppi politici. Attuano normative su questioni di
rilievo ambientale e sociale che alzano l'asticella dei comportamenti sostenibili richiesti alle imprese.
L'IMPULSO DELLE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI A FAVORE DELL'IMPRESA SOSTENIBILE
AGENDA 2030: L’Agenda 2030, promulgata nel 2015, è diventata il riferimento strategico per Governi, grandi
imprese e per il sistema economico in generale. È articolata in 17 obiettivi, ciascuno di questi articolato in 169
target specifici. I 17 obiettivi sono stati ordinati su tre livelli gerarchici: il primo relativo al miglioramento della
biosfera, il seguente relativo alla società umana e l’ultimo agli aspetti economici. La descrizione di questi obiettivi
e dei relativi target è oggetto del documento Trasforming our world.
GLOBAL COMPACT: iniziativa volontaria promossa dalle Nazioni unite che si basa su 10 principi riguardanti i diritti
umani, il lavoro, l'ambiente.
LIBRO VERDE UE: documento pubblicato dalla commissione europea che raccoglie opinioni e suggerimenti da
cittadini prima di sviluppare normative in un determinato settore.
DIRETTIVA UE NON FINANCIAL DIVERSITY INFORMATION: Impone alle grandi imprese di fornire informazioni
non finanziarie riguardanti gli impatti ambientali e sociali, per migliorare la trasparenza.
LINEE GUIDA ILO E OCSE: Stabiliscono standard internazionali in materia di diritti del lavoro; forniscono
raccomandazioni su condotta responsabile in ambiti come diritti umani.
GLOBAL REPORTING INITIATIVE: organizzazione internazionale che sviluppa standard per la rendicontazione della
sostenibilità.
IL RILIEVO DEGLI INVESTITORI FINANZIARI
Il sistema finanziario ha un ruolo decisivo nello sviluppo della corporate sustainability perché gli investitori
orientano il comportamento strategico delle imprese alle quali forniscono risorse finanziarie.
LA SOSTENIBILITÀ DEL VALORE NEL LUNGO TERMINE, PRIORITÀ DEGLI INVESTITORI FINANZIARI
Nell’ultimo periodo, si è iniziato a misurare la qualità di un investimento non solo in termini di
rischio/rendimento finanziario, ma anche di impatto sociale e ambientale. Questo nuovo approccio ha portato
allo sviluppo di sistemi internazionali di misurazione degli effetti ambientali e sociali dell’attività produttiva,
nonché alla nascita di indici di mercato finanziario costituiti da sole imprese considerate sostenibili (il Dow Jones
Sustainability Index è il più rilevante).
Mentre in passato, proprio per la pressione della finanza, le imprese cercavano di raggiungere risultati ottimali
anche nel breve e medio termine, oggi si cerca di dare maggior rilievo alla performance di lungo termine.
I CRITERI ESG NELLA VALUTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI
La maggior parte delle istituzioni finanziarie riconosce che le scelte di investimento (asset allocation) non
possono essere più basate solo sugli aspetti economico-finanziari, dovendo considerare insieme a questi anche i
criteri di Environment Social Governance (ESG).
Si ritiene che le imprese che si impegnano per migliorare le performance ESG siano più competitive e nel lungo
termine più profittevoli. Sono anche più in grado di affrontare i rischi e le crisi. Affinché l’adesione degli
investitori finanziari ai criteri ESG abbia un impatto concreto sui comportamenti delle imprese occorrono due
condizioni fondamentali:
1. il consolidamento di una metrica per misurare e comparare le performance ESG di un
determinato investimento;
2. la concreta adozione da parte delle imprese di detti criteri e la disponibilità alla loro misurazione
indipendente.
PRINCIPI FONDAMENTALI E DIMENSIONE DELLA FINANZA SOSTENIBILE
La finanza sostenibile (Sustainable and Responsible Investment, SRI) riguarda la valutazione degli investimenti
integrando criteri ESG nella ricerca, nell’analisi e nella selezione dei titoli. Si tratta di un approccio che interviene
a monte delle scelte di investimento. L’investimento sostenibile ha quindi l’obiettivo di creare valore sia per
l’investitore sia per la società nel suo complesso.
Gli SRI hanno delle caratteristiche generali.
• Esclusione di singoli emittenti, settori o Paesi ritenuti avversi ai principi dello sviluppo
sostenibile (es. armi, test sugli animali, ecc.).
• Focalizzazione su investimenti a favore della sostenibilità.
• Rispetto degli standard internazionali (Global Compact, le linee guida OCSE, ILO, GRI).
• Privilegio dei best in class (gli investimenti sono orientati prevalentemente
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