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INTRODUZIONE

L’istruzione è il processo attraverso il quale gli individui acquisiscono conoscenze e capacità. L’istruzione

può essere acquisita in maniera formale, cioè attraverso le istituzioni (scuola, università, training sul lavoro)

o in maniera formale, ossia dal contesto sociale (amici, famiglia, ecc.).

Il corso si concentra sull’istruzione offerta dalle istituzioni scolastiche (formal institutions). L’obiettivo è

sviluppare politiche scolastiche in grado di offrire una migliore istruzione: ciò è importante poiché l’istruzione

influenza variabili sociali, economiche, psicologiche, ecc.

L’economia dell’istruzione studia come allocare le risorse scarse nel contesto dell’istruzione. Gli economisti

non definiscono gli obiettivi, ma si occupano di indicare come allocare le risorse nel modo migliore per

raggiungere gli obiettivi, che sono DATI.

L’economia dell’istruzione fornisce i metodi teorici ed empirici che permettono di analizzare costi e benefici

di diverse politiche scolastiche.

L’efficienza non è l’unico obiettivo: sono obiettivi anche l’equità e l’uguaglianza sociale.

Il corso può essere diviso in tre sezioni:

1.Analisi della teoria economica per capire l’investimento degli individui in istruzioni e le ragioni

dell’intervento pubblico

2.Basi econometriche per poter valutare gli effetti (correlazione vs causalità) delle diverse politiche

scolastiche

3.Studi più importanti sui vari temi dell’economia dell’istruzione

CAPITALE UMANO E ISTRUZIONE

Il concetto di “capitale umano” venne introdotto da Adam Smith nel suo saggio “The Wealth of Nations” (1776)

e, dopo essere caduto in disuso, venne reintrodotto da Schultz: questi osservò che la produzione totale di

un’economia (output) superava la somma dei fattori produttivi più importanti (input). La differenza venne

chiamata “residuo” e Schultz pensò che esso fosse dovuto ai miglioramenti della produttività dei lavoratori

dovuti agli aumenti del tasso di istruzione.

Successivamente, Becker e Mincer formalizzarono il concetto di capitale umano.

Il capitale umano (HR) è l’insieme di conoscenze, abilità e competenze possedute e sviluppate dalle persone

tramite:

- Istruzione

- Formazione professionale e continua

- Famiglia e conoscenze

Il capitale umano consente di aumentare la produttività, a parità di risorse impiegate; a differenza dal capitale

fisico, è immateriale e non può essere trasferito da un individuo all’altro.

Si parla di “capitale” perché le persone possono investire delle risorse economiche per accrescere tale

capitale (umano). La decisione di “quanto capitale umano” accumulare si basa su un’analisi costi-benefici.

Spesso la scelta individuale dell’investimento in capitale umano non corrisponde all’ottimo sociale -->

intervento statale per mezzo degli obblighi scolastici.

L’Italia spende circa il 3,5% del Pil in istruzione, molto meno rispetto a Francia e Usa (ad esempio). Uno

studente costa mediamente all’incirca 9mila euro all’anno. Uno studente universitario costa un po' di più.

Perché occorre investire in istruzione?

- In generale, i lavoratori più istruiti vengono retribuiti maggiormente

- Il livello di crescita di un Paese è positivamente correlato con il suo tasso di scolarizzazione

Nonostante gli evidenti benefici, nei Paesi OCSE circa 1/5 della popolazione adulta non ha un diploma e il

10% della popolazione in età scolastica non frequenta. Perché? Quali sono i fattori che determinano le scelte

scolastiche? Principalmente, ci sono due spiegazioni:

- Contesto economico-sociale: in Italia, soprattutto, c’è poca mobilità in termini di istruzione

(chi nasce da genitori diplomati, andrà in università con meno probabilità)

- Fattori finanziari (studiare costa) e disinformazione Esiste un

importante gap salariale fra laureati e non laureati.

Istruzione terziaria in Italia: perché è così bassa?

- Il rendimento universitario (ossia i ritorni dovuti all’istruzione universitaria) non è così alto da giustificare

l’investimento --> il tasso di disoccupazione fra i laureati in Italia è più elevato rispetto agli altri Paesi

sviluppati

- L’università è costosa

In Italia, inoltre, permane un importante skill-mismatch, ossia una disuguaglianza fra domanda di competenze

da parte del mercato del lavoro e offerta di competenze da parte dei neo-lavoratori. in Italia permane un

eccesso di laureati in ambiti per i quali non esiste grande interesse/richiesta da parte del mercato del lavoro

--> Soluzione: offrire maggiori informazioni sulle reali esigenze del mercato del lavoro.

I RITORNI DELL’ISTRUZIONE: CAPITALE UMANO E MODELLO DI BECKER

Capitale umano: è l’insieme di capacità, conoscenze e competenze che determinano la produttività di un

lavoratore. Il capitale umano o lavoro è il fattore produttivo più importante:

rappresenta circa il 65-70% dell’output economico di un Paese.

Non è sinonimo di istruzione: l’istruzione è il mezzo attraverso cui il capitale umano si accumula. Un individuo

investe delle risorse per accrescere il capitale umano, che garantisce una produttività maggiore. L’istruzione

è un bene di consumo, il capitale umano accresce la capacità produttiva di un individuo.

Dai dati si evince che gran parte degli studenti non tiene conto della domanda di competenze da parte del

mercato del lavoro (e delle conseguenti retribuzioni medie): dunque, in Italia ci sono molti laureati in facoltà

(specialmente umanistiche) per cui non esiste grande domanda. È il cosiddetto skill mismatch.

Per essere stimato/quantificato, il capitale umano dev’essere inteso come capacità media di generare

reddito, che si divide in due componenti:

Capacità di generare reddito da attività market (beni e servizi venduti nel mercato)

- Capacità di generare reddito da attività non market (beni e servizi ceduti e fruiti gratuitamente)

-

Il valore del capitale umano rispetto al Pil è circa otto volte più grande. L’Italia è uno dei Paesi dell’OECD con

un ammontare di capitale umano più basso.

Secondo le stime Istat, il capitale umano dipende da:

Età della popolazione: la forza lavoro anziana ha una breve vita residua attiva

- Istruzione della popolazione: una maggior il capitale umano dei laureati è il doppio rispetto a quello

- medio

Trend occupazionali

-

Il capitale umano degli uomini è maggiore rispetto a quello delle donne. Però il numero di donne iscritte

all’università è maggiore rispetto a quello degli uomini. Com’è possibile?

La retribuzione delle donne è inferiore

- La partecipazione al lavoro delle donne è inferiore

-

Nelle attività non market invece le donne contribuiscono più degli uomini (lavori domestici, come

l’accudimento dei figli?).

L’istruzione è un investimento, poiché i costi sono attuali/presenti, mentre i benefici sono futuri. Accumulare

capitale umano è costoso e i costi si dividono in:

Costi diretti (per esempio, la retta universitaria)

- Costi indiretti (costo-opportunità)

-

Dunque, i ritorni del mercato devono essere più che sufficienti per ripagare il costo dell’investimento -->

Market rate of return: è il ritorno monetario dell’investimento in istruzione.

Esistono due teorie prevalenti:

1. Becker – Human capital (1964): il capitale umano è definito come uno stock di competenze (H), che

entra direttamente come input nella funzione di produzione: maggiore H significa maggiore

produttività. L’istruzione accresce il capitale umano.

2. Spencer – Signalling (1973): il capitale umano è innato in alcuni individui: il mondo si divide in abili

e non abili. L’istruzione serve a segnalare se un individuo è abile oppure no.

MODELLO DI BECKER

Ipotesi:

Il capitale umano Hi si produce solamente attraverso l’esperienza scolastica Si: dunque, Hi = Si

- La quantità di capitale umano acquisito è proporzionale al tempo trascorso a scuola, ossia agli anni

- di scuola

Le scuole hanno la stessa qualità: non c’è differenza nella qualità dell’istruzione

- Il legame tra istruzione e reddito è certo: è importante sottolineare che per Becker sussiste un

- rapporto di causalità certa fra queste due variabili. Dunque, all’aumentare degli anni di istruzione

aumenta il reddito dell’individuo L’istruzione comporta dei costi:

Costi monetari diretti: tasse o rette scolastiche

- Costi monetari indiretti (costo-opportunità): mancato guadagno che si sarebbe potuto ottenere se si

- fosse entrati immediatamente nel mercato del lavoro

Costi non monetari: impegno profuso per l’ottenimento del titolo di studio L’investimento in capitale

- umano ha due principali ritorni:

Maggior reddito futuro (dato dalla maggior produttività); non c’è alcuna incertezza, il salario è certo

- Utilità dell’essere istruiti, ossia il piacere della conoscenza

-

La scelta ottima è quella che eguaglia i costi marginali ai benefici marginali: MB = MC: un individuo smetterà

di istruirsi quando il costo di un anno aggiuntivo di istruzione equivale al beneficio di un anno aggiuntivo di

istruzione.

I benefici del modello di Becker sono espressi dalla prospettiva di un reddito maggiore:

Il salario è funzione degli anni di scuola, dal momento che il capitale umano è funzione (e direttamente

proporzionale) degli anni di istruzione.

W’ > 0: i salari sono funzione crescente degli anni di istruzione

- W’’ < 0: il rendimento marginale del capitale umano è decrescente, ossia l’incremento derivante da

- un anno di istruzione in più si riduce all’aumentare degli anni di istruzione

La curva della capacità di guadagno di un individuo dipende dal mercato del lavoro e non dalle scelte

dell’individuo.

Si indicano con U(Si) l’equivalente monetario del piacere di possedere istruzione: U’ > 0 e U’’ < 0

Si indica con C(Si) l’equivalente monetario dell’insieme dei costi (diretti, indiretti e non monetari):

C’ > 0 e C’’ < 0

L’individuo sceglie il livello di istruzione che massimizza la sua utilità totale, data da:

Dunque, ogni individuo risolve il seguente problema:

La scelta ottima è pari a:

Graficamente, la scelta ottima si può rappresentare in due modi:

1. Con le curve di indifferenza

2. Con le curve costi-benefici

Curve di indifferenza

Le curve di indifferenza rappresentano l’utilità degli individui e sono le

combinazioni di salarioistruzione che determinano un certo livello di

utilità.

Nel nostro caso, al crescere dell’istruzione i costi crescono più

velocemente dell’utilità: dunque, è necessario compensare l’individuo

con un reddito crescente per mantenerlo indifferente (= sulla stessa

curva) --> concavità verso l’alto. La soddisfazione dell’individuo cresce

al crescere del reddito per dato livello di istruzione (il benessere

individuale aumenta spostandosi verso l’alto sinistra)

La scelta ottima è data dal punto di tangenza fra la curva di

indifferenza più alta e la curva della capacità di guadagno.

Curve costi-benefici

La decisione di investimento in capitale umano può essere descritta anche attraverso una rappresentazione

delle funzioni di beneficio marginale e costo marginale.

La scelta ottima di istruzione sarà data dall'intersezione delle due

curve: Beneficio marginale decrescente (utilità marginale

- decrescente e rendimento decrescente dell’istruzione

nell’accrescimento del capitale umano)

Costo marginale crescente (crescente sforzo richiesto e

- costi opportunità crescenti)

Eterogeneità fra individui

Fino ad ora si è ipotizzato che tutti gli individui fossero omogenei: se così fossero, tutti avrebbero lo stesso

livello di istruzione e costi identici. Dunque, tutti studierebbero lo stesso numero di anni. Bisogna tenere in

considerazione le differenze fra gli individui.

La durata ottimale dell’investimento in istruzione dipende da tutti i fattori che influenzano i costi e i ricavi:

Abilità individuale

- Possibilità di sostenere il mancato guadagno (ricchezza familiare)

- Impazienza (modello dinamico)

-

Perché l’abilità individuale determina scelte diverse in istruzione:

Il costo dello studente abile è inferiore rispetto a quello dello studente non abile, sia in termini di

- impegno richiesto, sia in termini monetari (per esempio, lezioni di recupero o ripetizioni)

La capacità di guadagno degli abili è maggiore rispetto a quella dei non abili (graficamente: la curva

- della capacità di guadagno trasla verso l’alto per un individuo abile)

Perché la possibilità di sostenere il mancato guadagno determina scelte diverse in istruzione:

Più ricca è la famiglia di provenienza, minore è l’esigenza di guadagno da parte del giovane, minore

- è il costo opportunità e maggiore è l’istruzione ottimale.

Al contrario, più povera è la famiglia di provenienza, maggiore è il bisogno di indebitamento e più

- elevato è il tasso di interesse a cui scontare i guadagni futuri --> l’istruzione ottimale è minore.

1. Differenza nell’abilità

Assumiamo che il capitale umano dipenda non solo dall’istruzione ma anche dall’abilità:

Hi = H(Si, Ai)

Una maggior abilità fa aumentare il capitale umano e quindi la produttività e i salari:

Wi = W(Si, Ai)

Le differenze nell’abilità implicano differenze nelle prospettive di reddito future (se l’abilità condiziona

positivamente il beneficio dell’istruzione, studiano di più gli individui più abili ed i loro maggiori guadagni

dipendono anche dall’abilità oltre che dall’istruzione) e differenze nei costi (l’abilità influenza i costi non

monetari: a parità di costi risulta più faticoso studiare per chi è meno abile). Dunque, l’eterogeneità nel livello

di abilità influisce su costi e benefici dell’istruzione.

L’abilità ha un effetto sia sulla forma delle curve di indifferenza sia sui profili salariali:

• I MC dell’istruzione decrescono al crescere di A. Dunque, se A1>A2:

- Per ogni valore di S, il MC dell’individuo abile è più basso del MC dell’individuo meno abile: di

- conseguenza, le curve di indifferenza degli abili sono più piatte

• A parità di S (anni di istruzione), i benefici marginali dell’istruzione sono maggiori al crescere di A.

• La funzione di salario è più ripida al crescere dell’abilità

2. Differenza nelle risorse finanziarie

In assenza di borse di studio o finanziamenti esterni, un

individuo può finanziare la propria istruzione solamente

mediante le ricchezze della famiglia. Dunque, la curva di

costo marginale è una spezzata con un asintoto verticale in

corrispondenza dell’ammontare massimo disponibile -->

alcuni individui possono accedere ad un livello di istruzione

inferiore rispetto a quello desiderato.

La scelta ottima con vincoli finanziari sarà:

In presenza di un vincolo finanziario, individui differenti (abili

e non abili) accedono allo stesso livello di istruzione.

Equilibrio:

Si*: scelta ottima di anni d’istruzione dell’individuo i

- A: abilità (positivamente correlato)

- X: ricchezza (positivamente correlato)

- BF: background famigliare (positivamente correlato)

- R: costo dell’indebitamento (negativamente correlato)

-

3. Impazienza (modello dinamico)

Il modello di Backer è un modello statico, cioè non considera il “flusso” nel corso della vita lavorativa di un

lavoratore. Dunque, può essere migliorato tenendo conto di un contesto dinamico, dove l’individuo confronta

il valore scontato del flusso dei redditi futuri e i costi.

Valore attuale (o Present Value): è il valore all’istante t=0 di una grandezza economica futura; attualizzando

il valore di una grande economica futura, è possibile confrontarla con altre grandezze economiche site in

istanti temporali differenti.

R è il tasso di sconto e t è il numero di periodi “futuri”.

Esempio: un individuo che ha 18 anni e una prospettiva lavorativa di 65 anni deve decidere se iscriversi

all’università o se andare a lavorare.

Wo = salario (senza laurea)

- Ws = salario (con laurea). Ws > Wo. Entrambi sono costanti nel tempo.

-

I costi scolastici sono:

C = tasse universitarie

- Costo opportunità è pari a Wo, ossia il mancato guadagno, per ogni anno di istruzione Graficamente:

-

Fino ad s, l’individuo che decide di iscriversi all’università dovrà sostenere il costo congiunto delle rette

universitarie (costi diretti) e dei mancati salari. Tuttavia, a seguito di s, lo stesso individuo avrà un vantaggio,

pari ai benefici monetari.

Dunque, per operare la scelta ottimale, un individuo deve confrontare l’area dei costi con quella dei benefici

monetari: se la prima è maggiore della seconda, allora è più conveniente andare a lavorare immediatamente

dopo il diploma e viceversa.

In caso di diploma (gli anni lavorativi sono pari a 65-18 = 47), il valore attuale è pari a:

In caso di laurea (4 anni), il valore attuale è pari a:

Se PVs > PVo, allora all’individuo conviene iscriversi all’università.

Il tasso di sconto si può interpretare come il “grado d’impazienza” dell’individuo: se un individuo ha un tasso

di sconto molto alto, significa che ha delle preferenze orientate al presente e da meno peso al futuro. In

alternativa, può essere pensato come tasso di interesse (applicato ai prestiti).

Ci sono tre modi per rendere più attraente la scelta che prevede la laurea (incentivare gli investimenti in

istruzione):

Abbassare il tasso di sconto, dal momento che la seconda opzione prevede solo costi nel futuro

- immediato e solo guadagni più lontano nel futuro

Aumentare la differenza fra Ws e Wo

- Diminuire i costi C

-

Statica comparata: date due equazioni, si cambiano uno alla volta i parametri delle stesse e si osservano i

cambiamenti.

La scelta ottima in un contesto dinamico (Mincer 1974)

Mincer sviluppa un’ulteriore formulazione del modello di Becker: contesto dinamico continuo (non più

discreto). Rispetto al precedente modello, non ci sono costi diretti: i costi dell’istruzione sono rappresentati

unicamente dal costo-opportunità. Inoltre, si ipotizza che gli individui vivano per sempre.

Il salario è dato dalla funzione:

f(s) è la capacità di guadagno.

Gli individui intendono massimizzare la propria utilità, che è data dal valore attuale dei redditi futuri: dunque,

prima si attualizza il valore del flusso dei redditi futuri e, successivamente, esso va massimizzato.

L’integrale non parte da 0, ma da s: infatti, l’individuo comincia a guadagnare solamente una volta terminata

l’istruzione. Il PV durante l’università è pari a 0, poiché C=0.

(Per i calcoli dell’integrale si veda la slide 48, lezione 2)

Per massimizzare il flusso dei redditi futuri, si prende la derivata rispetto a s (anni di scuola).

Ponendo la derivata del flusso dei redditi attualizzato uguale a zero (condizione di prim’ordine), si ottiene:

È il marginal rate of return to schooling: è l’aumento percentuale di un anno in più di istruzione sul salario. R

è il costo marginale.

Graficamente:

Quanto investire in istruzione? Fino a quando un anno in più di istruzione, genera gli stessi ritorni di r

(dell’opzione alternativa).

Come cambia la scelta quando varia il tasso di sconto? Maggiore è il tasso di sconto, maggiore è il costo

marginale e meno saranno gli anni di istruzione, a parità di abilità degli individui. Gli individui sono uguali

perché hanno la medesima capacità di guadagno.

Come cambia la scelta ottima quando varia l’abilità degli individui? Per abilità degli individui s’intende la

capacità di guadagno.

Se l’individuo meno abile dovesse scegliere gli stessi anni di istruzione dell’individuo abile (da 11 a 12),

l’incremento marginale (guadagno marginale – rate of return to schooling) sarà minore rispetto all’individuo

abile, guadagnerebbe di meno rispetto a Bob.

Aumentando l’istruzione a 12 anni, gli individui guadagnerebbero il 10% in più o no? No, perché sono su

abilità diverse.

La retta z è l’approssimazione tra la comparazione di medie. L’inclinazione di z viene interpretato come

l’effetto causale dell’istruzione (10%) ≠ marginal rate of return to schooling.

Critiche al modello di capitale umano di Becker

Una delle principali critiche sta nella relazione causa-effetto fra istruzione e salari.

I RITORNI DELL’ISTRUZIONE: MODELLO DI SEGNALAZIONE

Nel mercato del lavoro sussiste un’asimmetria informativa importante fra lavoratori e datori di lavoro in merito

alle competenze dei primi: infatti, mentre i lavoratori sono consapevoli delle proprie abilità, le imprese non

sono in grado di distinguere fra lavoratori abili e non abili.

Dunque, per distinguere l’abilità di un lavoratore, le imprese sono disposte a retribuire maggiormente i

lavoratori istruiti rispetto a quelli non istruiti: infatti, ad una maggiore istruzione corrispondono maggiori

competenze e, quindi, una maggiore produttività. L’istruzione è un segnale (di maggior produttività) per i

datori di lavoro e non più (come succedeva nel modello di Becker) un modo per accumulare capitale umano

—> Modello di segnalazione (Spence, 1973)

In altre parole, l’istruzione è la credenziale pi&ugra

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fre2002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'istruzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Collusi Tommaso.
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