Appunti di trasmissione del calore 2021/2022
APPUNTI DI
TERMOFLUIDODINAMICA
1
Sommario
0. INTRODUZIONE .............................................................................................................................................................. 1
1. EQUAZIONI E TEOREMI DI RIFERIMENTO ...................................................................................................................... 4
2. TRASPORTO DI MASSA, EQUAZIONI COSTITUTIVE E DEFINIZIONI.............................................................................. 15
3. STRATO LIMITE ED ANALOGIE ..................................................................................................................................... 27
4. SOLUZIONI E GRUPPI ADIMENSIONALI ....................................................................................................................... 54
5. ESEMPIO APPLICATIVO, FLUSSI ESTERNI: LASTRA PIANA IN REGIME LAMINARE ...................................................... 66
6. FLUSSI ESTERNI: REGIME TURBOLENTO E VARIE GEOMETRIE .................................................................................... 81
7. FLUSSI INTERNI: REGIME LAMINARE ........................................................................................................................... 92
8. FLUSSI INTERNI: PROFILI RADIALI E REGIME TURBOLENTO ...................................................................................... 110
9. ESEMPI APPLICATIVI ................................................................................................................................................... 129
10. CONVEZIONE NATURALE .......................................................................................................................................... 141
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
0. INTRODUZIONE
Vi sono molti settori entro i quali la trasmissione del calore riveste un ruolo importante, la
trasmissione del calore non è infatti un argomento strettamente legato alla sola energia ma per
esempio si ricollega anche alla resistenza dei materiali e alla progettazione. Sotto è riportata in
questo senso a titolo esemplificativo una paratia, danneggiata per effetto di una cattiva
progettazione termica:
Nella tabella sottostante sono invece riassunti i meccanismi di trasporto per le diverse quantità
trasportabili, ossia l’energia, la quantità di moto e la massa:
1
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
I meccanismi di trasporto consistono nel meccanismo molecolare (causato dal moto delle molecole
all’interno del fluido, il fluido non è un continuo ma si compone di molecole o atomi che nel loro
moto complessivo danno l’impressione di essere in presenza di un corpo continuo, ma in realtà
all’interno del corpo continuo anche quando il fluido è fermo le molecole sono in moto e lo
spostamento delle molecole non corrisponde solo a uno spostamento di massa ma anche a uno
spostamento di quantità quali energia e quantità di moto, associate alla specifica molecola, questo
meccanismo di trasporto molecolare in generale viene indicato con il nome di diffusione
molecolare), nel moto macroscopico della materia (in questo caso si fa riferimento a un fluido in
movimento, si è in presenza di un moto macroscopico evidente del fluido che determina un
trasporto delle grandezze prima citate, molto più efficiente rispetto al trasporto diffusivo, vedi
esempio del caffè zuccherato, con il cucchiaino e il moto macroscopico indotto si favorisce il
dolcificamento del caffè) e nel trasporto per radiazione. Nello specifico nel corso ci si concentrerà
sulla prima colonna della tabella precedente, ci si soffermerà sui vari meccanismi di trasporto
dell’energia: la conduzione, la convezione (ci si limiterà però ai casi in cui vi sono transizioni di fase,
l’argomento dello scambio di energia per convezione senza transizione di fase verrà infatti trattato
nell’altro modulo, TFD) e infine lo scambio termico per irraggiamento. Nel dettaglio si approfondirà
il trasporto convettivo, con particolare riferimento all’energia e alla materia, mentre gli altri
meccanismi verranno analizzati solo più superficialmente. Il trasporto molecolare dell’energia
comunemente viene chiamato conduzione del calore, il trasporto per moto macroscopico altro non
è se non lo scambio termico convettivo, infine si considererà lo scambio di energia per radiazione
(corpi a diversa temperatura scambiandosi radiazione elettromagnetica, ogni corpo infatti emette
o assorbe radiazione elettromagnetica, si scambiano anche energia, un esempio comune sta nel sole
che scambia energia con il pianeta terra).
All’interno di questa prima introduzione si fa anche chiarezza su quella che è la simbologia che verrà
impiegata durante il corso, facendo riferimento in particolare all’operatore nabla:
2
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
L’operatore nabla applicato a una grandezza scalare, come per esempio la temperatura T, restituisce
un vettore avente le componenti sopra riportate, che prende il nome di gradiente della
temperatura. Qualora invece l’operatore nabla venisse applicato a una grandezza vettoriale, come
per esempio il potenziale V, a quel punto si potrebbero avere due possibilità, a seconda
dell’operazione che viene eseguita:
• Il prodotto scalare tra nabla e V restituisce uno scalare, si moltiplicano tra loro le componenti
omologhe per poi sommarle, si parla in questo caso di divergenza di V.
• Il prodotto vettoriale tra nabla e V restituisce un vettore, si parla in questo caso di rotore di
V.
La convenzione di somma che noi si sfrutterà, utile al fine di scrivere equazioni differenziali in forma
più semplice, è sotto riportata (entro questo esempio V e U sono vettori di tre componenti e si
desidera calcolare il prodotto scalare): 3
⃗ ⃗
∙ = ∑ =
=1
L’equazione viene scritta omettendo il simbolo di sommatoria ogniqualvolta gli indici sono ripetuti,
senza alcuna possibilità di far confusione ma semplificando la lettura dell’equazione. In presenza di
due indici ripetuti, come nell’esempio precedente, essi andranno sommati da uno a tre, in caso
contrario non si procede con la somma. Questa convenzione di somma, utile nelle operazioni
vettoriali e tensoriali, è stata storicamente introdotta da Einstein, durante lo sviluppo della teoria
della relatività generale.
Un altro strumento al quale occasionalmente si farà ricorso sta nel teorema di Gauss o della
divergenza o teorema di Ostrogradskij (formalmente andrebbe chiamato teorema di Gauss-
Ostrogradskij della divergenza, infatti il primo ebbe l’idea ma diede solo una dimostrazione parziale,
fu il secondo a fornire una dimostrazione completa):
Il teorema della divergenza afferma che se, assegnato un vettore V , si procedesse con il calcolo della
j
divergenza (si ricordi in questo senso la convenzione di somma prima introdotta), si otterrebbe in
uscita uno scalare, e se si procedesse infine con un’integrazione su di un volume chiuso della
quantità scalare così ottenuta, si avrebbe una certa quantità. Questa stessa quantità per quanto
afferma il teorema di Gauss la si potrebbe ottenere se si prendesse il vettore, in particolare la sua
componente normale alla superficie, e lo si andasse a integrare sulla superficie. Le proprietà della
divergenza del vettore sono così riassumibili nelle proprietà che ha il vettore su di una superficie. Si
tratta di un’importante relazione che esiste tra un’integrale esteso a un volume e l’integrale esteso
alla superficie che racchiude quel dato volume. L’integrale sul volume della divergenza coincide con
l’integrale sulla superficie della componente normale del vettore.
3
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
1. EQUAZIONI E TEOREMI DI RIFERIMENTO
Le equazioni di conservazione della massa e della quantità di moto possono essere scritte secondo
due differenti modalità, vi sono due possibili forme per esprimere il fatto che la massa e la quantità
di moto sono grandezze che si conservano e queste sono riportate nella figura sotto:
C’è un modo locale e un modo globale per scrivere le due equazioni di conservazione. La legge
riportata più in alto in particolare esprime la legge di conservazione della massa, è quella a cui spesso
ci si riferisce come equazione di continuità del corpo. Si nota in particolare che nella forma sopra
riportata della legge di conservazione della massa si fa uso della convenzione di somma sull’indice
ripetuto. Forma locale e forma globale sono due differenti modalità per esprimere lo stesso
concetto, facendo però riferimento alla forma globale dell’equazione di conservazione della massa,
essa ci dice quanto segue: se si prende la densità e la si integra su di un volume, qualunque esso sia,
in uscita si avrà la massa di sostanza contenuta nel volume assegnato, e tale quantità non varia (si
conserva) nel tempo fintanto che la superficie del volume non è attraversata dalla materia. Le due
relazioni esprimono la stessa cosa, ossia che la massa è una quantità che si conserva, lo dicono però
in modo differente: l’espressione locale lo dice in forma differenziale, vale in tutti i punti del corpo,
in maniera puntuale, mentre l’espressione globale lo dice in forma integrale e vale qualunque sia il
volume scelto. In genere entrambe le modalità sono valide ma quando si desidera ottenere la
soluzione analitica dell’equazione, si cerca una soluzione analitica, si impiega l’espressione
differenziale, mentre l’espressione integrale è molto usata entro gli approcci numerici. La relazione
riportata più in basso nella figura precedente esprime invece la conservazione della quantità di
moto, in forma ancora una volta locale e globale, che verrà però meglio analizzata in seguito.
Si introduce in questa fase un altro strumento, il teorema del trasporto, che altro non è se non la
generalizzazione a più di una dimensione della regola di derivazione sotto segno d’integrale (o
regola di Leibniz). La quantità ψ riportata nella figura successiva è una quantità qualunque, potrebbe
essere la temperatura T, ma anche la densità o la velocità (potrebbe quindi essere anche un vettore),
nell’esempio in analisi si considera una certa funzione scalare assegnata, indicata con ψ, e la si
4
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
integra su di un volume assegnato V delimitato dalla superficie chiusa S. Si procede quindi con
l’integrazione di quella quantità, integrale esteso all’intero volume:
La quantità ψ potrebbe dipendere dalla posizione (x,y,z) ma anche dal tempo (t), nel momento in
cui si integra quella funzione su di un volume (tridimensionale per sua natura), scompare nel
risultato la dipendenza dalle coordinate (questo perché si è integrato sulle coordinate) e rimane
esclusivamente una dipendenza dal tempo. Il teorema del trasporto afferma che per calcolare quella
derivata rispetto al tempo di quella quantità (integrale di ψ sul volume), dipendente per quanto
detto dalla sola variabile temporale, bisogna procedere come segue: calcolare l’integrale sul volume
della derivata di quella funzione (ψ) rispetto al tempo e alla quantità ottenuta sommare l’integrale
di superficie (integrale esteso alla sola superficie S che delimita il volume) della funzione ψ
moltiplicata per il prodotto scalare tra la velocità v della superficie in ogni punto e la normale alla
superficie in quel dato punto (il prodotto scalare tra quelle due quantità altro non è se non la
componente normale alla superficie della velocità della superficie in quel punto, fornisce indicazione
sul modo con cui il volume si deforma). Si osserva che il primo membro dell’equazione presenta una
derivata ordinaria rispetto al tempo, questo perché quella quantità derivata rispetto al tempo come
già detto dipende solo dal tempo, il secondo membro della relazione invece presenta l’integrale
della derivata parziale di ψ rispetto al tempo, si procede con la derivata parziale perché in quel caso
ψ è una funzione sia dello spazio che del tempo. Le due quantità però come visibile dalla relazione
sopra (si aggiunge un altro termine a secondo membro) non sono uguali tra loro, la derivata rispetto
al tempo dell’integrale di ψ non coincide con l’integrale della derivata di ψ. Si osserva inoltre che
qualora il volume non si deformasse e la sua superficie rimanesse quindi sempre la medesima, a
quel punto il secondo termine sommato a secondo membro scomparirebbe, il volume in una
condizione di questo tipo non dipenderà dal tempo (la superficie infatti non si sta deformando) e a
questo punto la derivata rispetto al tempo dell’integrale sullo spazio coinciderà con l’integrale sullo
spazio della derivata rispetto al tempo. Le due operazioni d’integrazione sullo spazio e di derivazione
5
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
rispetto al tempo commutano tra loro in questo caso particolare, per il quale non sono ammesse
deformazioni del volume (in fluidodinamica invece normalmente ci si trova in presenza di volumi
soggetti a una continua deformazione). Nella parte più in basso della figura precedente si è fatto
esplicito ricorso al teorema di derivazione sotto segno d’integrale, si è infatti presa la funzione ψ
dipendente da x (singola variabile, non si integrerà più quindi sul volume) e t e la si è integrata su di
un intervallo lineare che va da a fino a b, con l’intervallo e i due estremi associati a e b dipendenti
anch’essi dal parametro t. Si sta integrando la funzione tra a e b, con estremi d’integrazione variabili
in funzione del parametro t, conseguentemente il risultato dell’integrale stesso varierà in funzione
del parametro t. Il teorema di derivazione sotto segno d’integrale afferma che quando si desidera
calcolare la derivata dell’integrale di una funzione tra a e b lo si può fare calcolando l’integrale della
derivata della funzione ψ rispetto al parametro t e sommando a tale termine un altro contributo,
dato dalla differenza tra la funzione ψ calcolata in b moltiplicata per la derivata di b rispetto al
parametro t e la funzione ψ calcolata in a moltiplicata per la derivata di a rispetto al parametro t. In
questa fase si è fatto riferimento al caso monodimensionale, coinvolgendo il solo parametro x (la
funzione dipende da una sola coordinata e si integra su di un intervallo entro il quale varia quella
coordinata), al fine di mettere in evidenza questo parallelismo. Nel caso tridimensionale si avrà
invece l’integrale della funzione esteso al volume V e l’intero volume sul quale si sta integrando
dipenderà dal tempo, dalla variabile temporale t. Gli ultimi due termini a secondo membro delle
ultime due relazioni riportate nella figura precedente sono simili tra loro, questo lo si può verificare
osservando che il secondo termine a secondo membro dell’equazione intermedia è l’integrale
esteso al contorno del volume (alla superficie S che delimita il volume V) della funzione ψ
moltiplicata per la componente normale alla superficie della velocità con cui si muove il contorno
(in ogni punto). Ma nel caso monodimensionale il contorno del dominio d’integrazione è dato
semplicemente dai due punti estremi a e b, punti dipendenti da t (nel tempo si possono muovere),
quindi il termine aggiuntivo corrisponderà alla funzione calcolata in un estremo moltiplicata per la
velocità con cui si muove quell’estremo, alla quale si sottrae la funzione calcolata nel secondo
estremo moltiplicata per la velocità con cui si muove quell’estremo. Il segno meno è riconducibile
al fatto che la velocità viene moltiplicata scalarmente per il versore normale alla superficie uscente
dal dominio, ma nel caso di un intervallo (caso monodimensionale) la normale giace sull’asse con
però versi opposti nel passaggio da un estremo all’altro, questo giustifica il segno meno. La
derivazione sotto segno d’integrale, la regola di Leibniz prima introdotta (ultima equazione della
figura precedente), altro non è se non un caso particolare della seconda equazione riportata nella
figura precedente, che descrive il teorema del trasporto. Il teorema del trasporto è quindi
estendibile anche ad altri campi rispetto alla fluidodinamica ed è un teorema dell’analisi che
generalizza il teorema di derivazione sotto segno d’integrale.
Si introdurrà ora un esempio di applicazione del teorema del trasporto, al fine di mettere in evidenza
le relazioni che esistono tra la scrittura in forma locale (o differenziale) dell’equazione di
conservazione e la scrittura in forma globale (o integrale). In particolare il teorema del trasporto
viene applicato ora a una quantità specifica, ossia la densità ρ. La superficie che viene considerata
inoltre (superficie che racchiude il volume V) è in questo caso una superficie particolare, si parla
infatti di superficie materiale, ossia una superficie che segue nel suo movimento il fluido (si immagini
un fluido in moto, si immerge del colorante e si considera una superficie che racchiuda le particelle
di colorante in moto entro il fluido). Una superficie di questo tipo presenta una caratteristica molto
importante, infatti dato che essa segue il fluido non potrà essere in alcun modo attraversata dal
6
Appunti di termofluidodinamica 2021/2022
fluido, non è ammesso il passaggio attraverso la superficie di materia, questo suggerisce che il
calcolo dell’integrale della densità sul volume delimitato dalla superficie materiale prima descritta
porterà all’ottenimento della massa di fluido contenuta all’interno di quella superficie ma, dato che
il fluido n
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Termofluidodinamica - prof. De Luca - Appunti
-
Termofluidodinamica - Appunti
-
Appunti di Termofluidodinamica
-
Appunti Statistica - Modulo 1