ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
1. ORGANIZZAZIONE E PROGETTAZIONE AZIENDALE
Ogni organizzazione è un sistema composto da svariati sottosistemi. I sistemi di un’organizzazione
operano all’interno di altri sistemi ed è necessario scegliere un livello di analisi come focus
principale. Le organizzazioni sono caratterizzate normalmente da quattro livelli di analisi.
Livello di analisi individuale: singolo essere umano;
livello di analisi di gruppo: insieme di individui che lavorano insieme per svolgere attività in
gruppo;
livello di analisi organizzativa: insieme di gruppi o unità organizzative che si combinano per
formare l’organizzazione in senso stretto;
ambiente esterno che rappresenta il contesto organizzativo cioè il gruppo di organizzazioni con le
quali una singola organizzazione interagisce.
Nell’ambito dell’organizzazione aziendale il focus sarà sul
la progettazione organizzativa è l’esame a livello “macro” dell’organizzazione, in cui l’intera
organizzazione viene analizzata come singola entità. La progettazione organizzativa si occupa delle
aggregazioni delle persone all’interno di unità organizzative e organizzazioni e delle differenze
nella struttura e del comportamento a livello organizzativo.
Nell’ambito della gestione delle risorse umane e del comportamento organizzativo il focus sarà
sull’individuo con un approccio “micro” alle organizzazioni, che si focalizza sugli individui
all’interno delle organizzazioni considerandoli unità rilevanti di analisi.
NASCITA DEL PROBLEMA ORGANIZZATIVO
“Un uomo tira un filo di metallo, un altro lo tende, un terzo lo taglia, un quarto lo appunta, un
quinto arrota all’estremità in cui deve farsi la testa; farne la testa richiede due o tre operazioni
distinte, collocarla è un’operazione speciale, pulire gli spinelli è un’altra e un’altra ancora è disporli
dentro la carta; e in questo l’importante mestiere di fare uno spillo si divide in circa 18 distinte
operazioni.”
Dieci persone specializzate erano in grado di produrre 4800 spilli al giorno.
“Se invece essi avessero lavorato separatamente e indipendentemente l’uno dall’altro, ciascuno non
avrebbe potuto certamente fabbricare 20 spilli al giorno.” (A.Smith)
L’efficienza in questo modo aumenta notevolmente.
EFFICIENZA= (output ottenuti)/(input utlizzati)
A cosa porta la specializzazione delle attività?
1. Economie di specializzazione sono rese possibili dall’utilizzo di macchine dedicate solo a certe
attività, quindi con rendimenti ottimali.
2. Economie di apprendimento. L’operatore limitando il suo orientamento cognitivo a una gamma di
ridotta di operazioni riesce a concentrare le sue attività e quindi ad apprendere più rapidamente
attraverso la ripetizione.
3. Economie di scala produttive perché gli impianti specializzati possono assumere dimensioni
rilevanti e tali da conseguire costi totali unitari minori.
Dividere il lavoro porta ad una specializzazione più elevata ma necessita anche di un
coordinamento.
ALCUNE PRESTAZIONI AZIENDALI DA CONSIDERARE
1. EFFICACIA: un organizzazione è efficace quando raggiunge il proprio obiettivo.
Efficacia= (output ottenuti)/(output programmati).
2. EFFICIENZA: aumenta al diminuire della quantità di risorse impiegate per produrre un’unità di
output. Efficienza= (output ottenuti)/(input utilizzati).
3. FLESSIBILITA’: capacità dell’azienda di adattarsi ai cambiamenti.
Flessibilità= tempo per passare dall’output attuale ad uno diverso.
L’APPROCCIO STAKEHOLDER
L’approccio stakeholder consiste nel bilanciare le esigenze e gli interessi dei vari stakeholder nella
definizione degli obiettivi e nel proseguimento dell’efficacia. Il livello di soddisfazione di ogni
gruppo può essere rilevato come un indicatore delle performance dell’efficacia dell’organizzazione.
Gli stakeholder sono quei gruppi di soggetti all’interno o all’esterno dell’organizzazione che hanno
interessi e aspettative differenti nei confronti delle performance dell’organizzazione. Gli interessi
degli stakeholder sono a volte in conflitto tra loro e le organizzazioni spesso incontrano difficoltà
nel soddisfare contemporaneamente le richieste di tutti i gruppi.
Nella figura seguente sono illustrati vari stakeholder e ciò che ciascuno di tali gruppi può volere
dall’organizzazione.
Gli stakeholder sono:
attori portatori di interesse non ignorabili dall’organizzazione;
attori che esercitano un potere sull’organizzazione;
attori interni ed esterni all’organizzazione.
COS’E’ UN’ORGANIZZAZIONE
Fin dalla nascita la nostra vita è scandita dalla presenza di grandi organizzazioni. Banche, scuole,
ospedali, studi medici, comuni ecc.. ne sono tutti degli esempi e, seppur molto diverse le une dalle
altre, ciò che le accomuna sono i seguenti elementi:
-essere costituite da persone
-avere obbiettivi e risultati da raggiungere
-avere una struttura progettata con precisione
con l’ambiente esterno
-relazionarsi
-utilizzo di risorse per raggiungere i propri fini.
Def: “Un organizzazione è un insieme di perone associate per il conseguimento di uno scopo
comune (definito dalla strategia aziendale), tra le qual vengono divise le attività da svolgere (attività
da scolgere secondo certe procedure e certi piani/programmi), stabilendo a tal fine dei
ruoli/mansioni che sono collegati tra loro in modo gerarchico, in rapporto con un ambiente che può
cambiare.”
Def: “ Le organizzazioni sono entità sociali guidate da obbiettivi, progettate come sistemi di attività
deliberatamente strutturati e coordinati che interagiscono con l’ambiente esterno.”
LE DIMENSIONI DELLA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
Ogni organizzazione è descritta da specifici tratti della sua struttura. E’ possibile distinguere due
tipologie di dimensioni organizzative:
1. le dimensioni strutturali forniscono etichette che descrivono le caratteristiche interne
dell’organizzazione e permettono un confronto con le altre organizzazioni;
2. i fattori contingenti che sono variabili che influenzano le scelte di progettazione organizzativa (e
quindi influenzano le dimensioni strutturali) e sono sia interni che esterni (ambiente)
all’organizzazione.
Per comprendere e valutare le organizzazioni è necessario esaminare entrambe le dimensioni.
Le dimensioni strutturali principali sono: documentazione scritta riguardante l’organizzazione
1.Formalizzazione: si riferisce alla quantità di
(procedure, mansioni, regolamenti ecc..).
2. Specializzazione: è il grado in cui i compiti organizzativi vengono suddivisi tra posizioni
lavorative separate. Se la specializzazione è alta ogni dipendente svolge una ristretta gamma di
compiti mentre se è bassa, i dipendenti svolgono un’ampia gamma di compiti.
3. Gerarchia: descrive chi riporta a chi e l’ambito di controllo (span of control) di ogni manager.
unità o attività all’interno dell’organizzazione. La
4. Complessità: si riferisce al numero di diverse
complessità può essere misurata lungo tre dimensioni descritte nell’organigramma: verticale,
orizzontale e spaziale. La complessità verticale è il numero di livelli nella gerarchia. La complessità
orizzontale corrisponde al numero di unità o specializzazioni lavorative esistenti orizzontalmente
nell’organizzazione. La complessità spaziale è il grado di dispersione geografica di unità e
personale di un’organizzazione. gerarchico che ha l’autorità per prendere le decisioni,
5. Centralizzazione: si riferisce al livello
quando l’attività decisionale è ristretta ai livelli superiori, l’organizzazione è centralizzata; quando
le decisioni vengono delegate a livelli organizzativi più bassi, l’organizzazione è decentralizzata.
I fattori contingenti principali sono:
1. Ambiente: include tutti gli elementi esterni ai confini dell’organizzazione (es. settore di attività,
pubblica organizzazione, clienti, fornitori e comunità finanziaria).
2. Obiettivi e strategia: definiscono lo scopo e le tecniche competitive che distinguono
l’organizzazione dalle altre. Gli obiettivi sono spesso messi in forma scritta e la strategia consiste in
un piano d’azione per raggiungere gli obiettivi.
3. Dimensione: può essere misurata per l’organizzazione nel suo complesso o per specifiche
componenti. Solitamente viene definita dal numero di dipendenti.
4. Tecnologia: si riferisce agli strumenti, tecniche e azioni utilizzate per trasformare gli input in
output. Interessa la modalità di realizzazione degli output (prodotti o servizi).
Produzione sottrattiva: processi di lavorazione controllata e di asportazione di materiale. Si inizia
con blocchi solidi che vengono modellati per asportazione di materiale.
Produzione additiva o stampa 3D: costituiscono oggetti aggiungendo materiale uno strato alla volta,
ogni strato successivo è collegato al precedente fino al completamento della parte.
5. Cultura: è l’insieme dei valori fondamentali, convinzioni, conoscenze e regole condivise dal
complesso dei dipendenti.
In figura sono illustrate molteplici dimensioni strutturali e fattori contingenti di tre organizzazioni:
EVOLUZIONE STORICA DELLA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
La Rivoluzione Industriale ha visto la nascita del sistema industriale moderno creando un nuovo
ordine sociale e nuove polemiche.
Max Weber: è il capostipite della Teoria Organizzativa con i suoi studi sui rapporti tra economia,
società e capitalismo moderno
1914: in America nascono Industrialismo e Fordismo. Henry Ford introduce la giornata lavorativa
di 8 ore per 5 dollari per gli operai della catena di montaggio per la produzione di automobili a
Dearden, Michigan.
LA PROSPETTIVA CALASSICA
SCIENTIFIC MANAGEMENT-TAYLOR (approccio meccanistico-razionale)
L’efficienza e la produttività del lavoro possono essere migliorati attraverso la determinazione su
basi scientifiche ed empiriche di metodi e tempi di lavoro. Secondo Taylor i lavoratori possono
essere riattrezzati come le macchine, ricalibrando gli ingranaggi fisici e emntali per migliorare la
produttività. Secondo questo approccio, i manager sviluppano precise procedure standard per lo
svolgimento di ogni attività, selezionano i lavoratori in possesso delle capacità adeguate, li
addestrano nelle procedure standard, pianificano attentamente il lavoro e forniscono incentivi
salariali per incrementare l’output.
Sistema finalizzato ad ottenere la massima efficienza, l’efficienza viene prima di tutto.
DIREZIONE AMMINISTRATIVA-FAYOL (approccio gerarchico)
progettazione ed il funzionamento dell’organizzazione vengono analizzati nel suo complesso
La
secondo un approccio gerarchico (unità di comando) e di suddivisione del lavoro in gruppi
specialistici funzionali.
La direzione amministrativa contribuì allo sviluppo delle organizzazioni burocratiche, le quali
enfatizzarono la progettazione e la gestione delle organizzazioni in un’ottica impersonale e
razionale, attraverso elementi quali autorità e responsabilità chiaramente definiti applicando regole
standard.
LE RELAZIONI UMANE E LE CONTINGENZE
LE SCUOLE DELLE RELAZIONI UMANE-MAYO
Esperimento di Hawthorne: esperimenti condotti negli anni ‘30 da Mayo e i suoi collaboratori negli
stabilimenti di Hawhorne della Western Electric Company sui rapporti tra illuminazione
eproduttività. I risultati di questo esperimento non furono in relazione all’illuminazione come
ipotizzato in partenza ma si verificò l’importanza delle relazioni umane che influiscono
positivamente su motivazione e produttività.
LA TEORIA CONTINGENTE (una cosa dipende da altre cose)
La teoria contingente rivendica che, per essere efficaci, le organizzazioni devono avere una buona
corrispondenza tra la struttura interna e le condizioni dell’ambiente esterno. L’approccio corretto
dell’organizzazione. Ciò che funzionerà bene in un
dipende dalla situazione contingente
determinato contesto non funzionerà bene in un altro. La teoria può essere sintetizzata
nell’espressione: “tutto dipende”.
MODELLO MECCANICO E MODELLO ORGANICO
Le organizzazioni spesso presentano caratteristiche, più o meno spinte, di questi due modelli
estremi, un mix di entrambi i modelli.
CENTRALIZZAZIONE VS DECENTRALIZZAZIONE
Centralizzazione: autorità decisionale ai vertici della gerarchia (i dipendenti agiscono in base alle
istruzioni ricevute).
Decentralizzazione: autorità decisionale delegata anche ai livelli più bassi dell’organizzazione (si
incoraggiano i dipendenti a prendere decisioni a propria discrezione e gestire le difficoltà
collaborando direttamente con i coleghi).
Implicazioni della decentralizzazione:
per aumentare le prestazioni ed evitare effetti negativi è importante avere pratiche di gestione delle
risorse umane: coerenti tra di loro, oltre che essere adatte agli specifici fattori contingenti. Il
modello High Involvement Management prevede 4 pratiche della gestione delle risorse umane
coerenti tra di loro, ossia dare potere ai dipendenti, dare una formazione adeguata anche su
competenze trasversali, devo dare informazioni (commerciali, finanziarie ecc.. COMUNICAZIONE
APERTA) e dare incentivi per far si che le perone seguano gli obiettivi dell’azienda. Questo
modello è molto costoso ma può anche portare molti benefici.
COMPITI SPECIALIZZATI VS RUOLI ALLARGATI
Compito: un’attività lavorativa definita con precisione (esecutiva o direttiva).
Mansione: insieme di compiti assegnati ad una certa posizione organizzativa.
Ruolo: mansione caratterizzata da autonomia decisionale e responsabilità.
Mod. meccanico: compiti delineati in una precisa descrizione della mansione. Differenziazione e
specializzazione dei compiti. Responsabilità legata al raggiungimento degli obiettivi.
Mod. organico: ruoli costantemente ridefiniti e adattati. Scarsa enfasi sulla specializzazione.
Responsabilità legata al raggiungimento degli obiettivi.
SISTEMI FORMALI VS SISTEMI INFORMALI
Mod. meccanico: numerosi regolamenti, norme e procedure standard. Sistemi formali per la
gestione delle informazioni e della comunicazione e l’individuazione delle deviazioni da standard e
da obiettivi consolidati. (sistemi formali: riunioni)
Mod. organico: poche norme e pochissimi sistemi formali. Usol elevato di sistemi informali di
comunicazione e condivisione di informazioni. (sistemi informali: parlarsi alla macchinetta del
caffè)
COMUNICAZIONE VERTICALE VS ORIZZONTALE
Mod. meccanico: privilegiata la comunicazione verticale, cioè lungo la scala gerarchica.
Mod. organico: maggior enfasi anche alla comunicazione orizzontale. I flussi di informazioni sono
tutte le direzioni, all’interno delle unità e tra le unità diverse e tra diversi
omnidirezionali, verso
livelli gerarchici. In questo modo tutti i dipendenti hanno un quadro informativo completo che
l’interno con clienti,
permette di prendere giuste decisioni in breve tempo. Canali aperti anche verso
fornitori e concorrenti.
AUTORITA’ GERARCHICA VS LAVORO IN TEAM
Mod. meccanico: privilegia la linea gerarchica formale di comando. Si può riscontrare un basso
l’intera organizzazione attraverso la
grado di collaborazione tra le unità organizzative. Controllo
gerarchia verticale. Enfasi su autorità e controllo. Obbedienza ai superiori.
Mod. organico: enfasi sul lavoro in team collaborativi autogestiti e si costruisce la struttura attorno a
flusssi di lavoro o processi orizzontali. Dipendenti svolgono il proprio lavoro trasversalmente ai
confini organizzativi. Favorita la creatività e le nuove idee. Forte ricorso all’esperienza.
Orientamento diffuso alla soluzione dei problemi. Si ragiona non per unità organizzative ma per
processi ad esempio creo un gruppo di lavoro per realizzare un nuovo prodotto).
2. STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA
LA DIREZIONE STRATEGICA NELLA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
che l’organizzazione cerca di
OBIETTIVO ORGANIZZATIVO: è uno stato desiderato
raggiungere , rappresenta il risultato o il punto di arrivo verso il quale sono diretti gli sforzi
dell’organizzazione e la scelta di obbiettivi strategici influisce sulla progettazione organizzativa.
aziendale9 decidono l’obiettivo finale per cui l’organizzazione lotterà e
I Top Manager (direzione
determinano la direzione che prenderà per raggiungerlo. Infatti la principale responsabilità dei Top
Manager è determinare gli obiettivi, la strategia e la struttura dell’organizzazione, adattando
l’organizzazione ai cambiamenti dell’ambiente.
Ogni organizzazione esiste perché ha uno scopo.
Il Top Manager definisce la direzione strategica che l’organizzazione deve perseguire e la missione
specifica da realizzare.
L’analisi competitiva dell’ambiente interno ed esterno è uno dei concetti fondamentali della
direzione strategica.
La progettazione organizzativa rappresenta il modo in cui obiettivi e strategie vengono
implementati, consiste nell’amministrazione ed esecuzione del piano strategico.
Vi è uno scambio tra direzione strategica e progettazione organizzativa, perché la direzione
strategica deve tararsi anche in base ai vincoli introdotti dalla progettazione organizzativa (es. tutto
a tempo indeterminato, non si può licenziare, ma lavora in un’area obsoleta).
il personale è assunto
IL PROGETTO STRATEGICO
In un’organizzazione ci sono molte tipologie di obiettivi. Gli obiettivi e le strategie vanno integra
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di Organizzazione aziendale (corso Organizzazione e Risorse umane)
-
Lezioni: Appunti di Organizzazione delle Risorse Umane
-
Appunti di Organizzazione e gestione delle risorse umane
-
Appunti di Organizzazione e gestione delle risorse umane