Ricordiamo
Medioevo 476 d.C. (caduta dell’Impero Romano d’Occidente) – 1492 (scoperta
delle Americhe)
Alto Medioevo: 476 d.C. – X sec. d.C. (fine del sistema feudale)
Basso Medioevo: X sec d.C. – 1492
IL MERCATO
Nella storia, i rapporti di scambio all’interno delle comunità non sono sempre
stati mediati dalla presenza del mercato. Il mercato, fra le possibili forme di
regolazione delle relazioni economiche fra individui e fra gruppi, è quella che
infine ha prevalso.
Questo è avvenuto nel mondo occidentale dopo la fine del sistema feudale, ma
indicare un periodo preciso è operazione complicata.
MERCATO → luogo segnato dal rapporto fra domanda e offerta.
DOMANDA → quantità di un bene o servizio che l’individuo è disposto ad
acquistare a un certo prezzo, in un certo momento.
OFFERTA → quantità di un bene o servizio che produttori/erogatori sono disposti
a cedere a un certo prezzo, in un certo momento.
Nella storia dell’uomo le rivoluzioni sistemiche sono state due:
- Rivoluzione Neolitica: nel Medio Oriente gli uomini si trasformano da
nomadi a contadini, prendendo una fissa dimora
- Rivoluzione industriale
Tra queste due rivoluzioni (migliaia di anni) il sistema produttivo resta lo stesso.
Ciò che sconvolge questa situazione è la rivoluzione industriale. Nella storia il
mercato non è sempre esistito, ma è un’idea recente e circoscritto a un
determinato periodo e civiltà. Il dono era estremamente diffuso.
Il mercato è caratterizzato da due variabili: DOMANDA e OFFERTA.
ACQUISTO: si tratta di comprare attraverso uno strumento di mediazione che
è la moneta e ciò avviene ad un determinato prezzo in un determinato
momento (variabile tempo importante)
KEYNES (1883-1946)
Keynes è stato l’economista principale del XX secolo. In questo periodo il
rapporto tra domanda e offerta fu di ampia discussione. Ci fu uno scontro fra
dottrine economiche (e politiche) nel ’900 → è l’offerta che crea la propria
domanda o è vero il contrario? (liberisti e neoliberisti vs. keynesiani e
neokeynesiani).
NEOLIBERALISTI: sostengono che tra domanda e offerta ciò che determina la
scelta di mercato è l’offerta, cioè quella che i produttori decidono di fare.
KEYNESIANI: il mercato è regolato dalla domanda.
Sulla base di questa concezione i governi decidono le politiche economiche.
Partiamo dalla domanda aggregata (o effettiva) → prospettiva privilegiata da
Cipolla
La domanda aggregata è funzione di tre variabili →
a) la popolazione: non solo numero, ma anche struttura (es. donne/uomini, età)
b) i bisogni: ciò che si avverte come necessario/ preferenze/ gusti
c) il reddito reale deflazionato: risorse che abbiamo a disposizione per
acquistare
POTERE D’ACQUISTO= REDDITO NOMINALE / PREZZI
POPOLAZIONE
Oggi ci sono i censimenti a misurare la popolazione. Ogni 10 anni i ministeri
competenti (ISTAT) mandavano in giro questionari da compilare. Oggi i
censimenti sono annuali. I primi censimenti nazionali risalgono alla fine del
‘700 in Spagna, USA, poi Inghilterra e Francia.
Per i secoli dall’Alto Medioevo alla prima parte del XVIII sec., i demografi storici
si affidano a fonti quali:
testimonianze dell’epoca (poco attendibili ed esaurienti)
dati catastali (“fuochi” = le famiglie; catasti = proprietà fondiaria; sono
fonti non del tutto attendibili)
dati parrocchiali (registri dei battesimi, delle sepolture, dei matrimoni;
sono fonti di buona attendibilità perché i dati anagrafici erano annotati
esclusivamente dalle parrocchie).
L’uomo era «merce rara» nell’Europa preindustriale, infatti la popolazione è
scarsa (il paese più popolato è la Francia: circa 20 milioni di persone nel XVIII
sec.; Italia fra XI e XVIII sec.: 5-13 milioni).
Il livello della popolazione di un territorio è esito dell’andamento demografico.
Andamento demografico → determinato dal tasso di natalità e dal tasso di
mortalità.
Tasso di natalità → rapporto fra totale dei nati vivi e totale della popolazione
in un anno di riferimento.
Tasso di mortalità → rapporto fra totale dei morti e totale della popolazione in
un anno di riferimento.
NATALITA’
In età preindustriale, è influenzata da vari fattori naturali, culturali e sociali che
incidono, in negativo o in positivo, sulla fertilità:
a) diffusa tendenza al celibato/nubilato: i figli nati al di fuori del
matrimonio (figli illegittimi) venivano soppressi oppure venivano portati
davanti alla RUOTA del convento dove crescevano. Gli uomini di cultura
(l’università nasce nel Basso Medioevo) tendenzialmente non si
sposavano. La loro era considerata un’attività monastica, eremitica. Vi
era, inoltre, una grande percentuale di religiosi che non contribuiva alla
natalità. Nelle famiglie aristocratiche, infatti, tutti i beni erano ereditati
dal primogenito in modo da mantenere il patrimonio compatto, mentre gli
altri figli, cadetti, erano destinati a intraprendere il percorso religioso e
diventare vescovi o cardinali. I figli maschi potevano decidere se
diventare soldati di ventura (mercenari), mentre le figlie cadette
potevano sperare di fare un buon matrimonio altrimenti l’altra strada da
intraprendere era quella del convento.
b) matrimonio ritardato: le donne si sposavano tardi per motivi economici
c) limitato ricorso a pratiche anticoncezionali.
MORTALITA’ → si distingue in mortalità ordinaria (età, malattia ordinaria) e
mortalità catastrofica (epidemie, carestie, guerre).
Le epidemie e le carestie sono demograficamente più distruttive delle guerre in
età preindustriale.
In questa fase, i flussi migratori hanno un rilievo limitato sull’andamento
complessivo della popolazione.
In età preindustriale, l’andamento demografico è determinato soprattutto dalla
mortalità, molto elevata. Anche la fertilità/natalità è piuttosto alta nei periodi
normali.
Risultato → una popolazione molto giovane (piramide dell’età).
Svezia 1710
La Piramide dell’età rappresenta
la distribuzione della popolazione
per classi di età. La popolazione si
concentra nelle classi di età più
giovani a causa dell’alto tasso di
mortalità. Pochi arrivano ad un’età
adulta.
T.R. MALTHUS, 1766-1834
Malthus è un medico inglese, in età preindustriale gli uomini di scienza erano
intellettuali a tutto campo e esperti in diverse materie. (Es. Isaac Newton,
ministro delle finanze, si inventa il sistema aureo, cioè il sistema economico
internazionale).
Modello malthusiano: offre una spiegazione originale delle cause profonde
della mortalità catastrofica in età preindustriale.
La metafora lepre e la tartaruga: nella vita, a vincere, non è chi corre più veloce
degli altri, ma chi parte in tempo e segue una sua andatura naturale, costante.
La tartaruga ci insegna che si può essere perspicaci e vincenti anche nel vivere
con lentezza, seguendo quelli che sono i ritmi naturali.
La metafora lepre e la tartaruga (con esito rovesciato rispetto a quello di
Esopo) →
a) popolazione: cresce con progressione geometrica
b) risorse alimentari: crescono con progressione aritmetica.
Esopo è la tartaruga che vince
Malthus è la lepre che vince, perché l’accelerazione della popolazione
mette sotto stress le risorse della popolazione. La società cerca di trovare un
equilibrio perché non si può intervenire sulle risorse, ma sulla popolazione.
Quando la pressione sulle risorse diventa eccessiva, il sistema rischia il
collasso. L’equilibrio viene allora ripristinato attraverso un crollo repentino della
popolazione (per carestia o epidemia).
Nel caso di epidemia le persone non vogliono fare figli perché ha paura del
contagio (terrore di quello che si è vissuto) tutto questo serve per
riequilibrare il rapporto Risorse disponibili/Volume popolazione
Tipica crisi demografica preindustriale → la mortalità impenna (es. effetti della
peste), la natalità precipita (effetto indotto).
Dal XVIII secolo, la struttura demografica dell’Europa cambia forte
riduzione del tasso di mortalità quindi il numero di abitanti di un paese
tende a crescere e la popolazione è sempre più matura. Cause:
a) Progressi nell’igiene e nella medicina: malattie che prima erano mortali
ora non lo sono più
b) Miglioramento dei trasporti (terrestri e marittimi): si costruiscono nuove
strade e carri/veicoli per trasportare persone e merci, ma anche i
trasporti marittimi (la maggior parte delle merci arriva così). Ancora oggi
la maggioranza delle merci viaggia via mare. Una delle cause delle
carestie è la mancanza dei trasporti (lunghi, complicati e costosissimi),
non c’era possibilità di approvvigionarsi altrove, nel caso, per esempio, di
perdita del raccolto a causa di alluvioni). Il miglioramento dei trasporti
riduce la probabilità di carestia.
c) Aumento del reddito dovuto a una serie di fattori (progressi
nell’agricoltura, industria manifatturiera)
L’Italia fino al secondo dopoguerra aveva la maggior parte dei lavoratori
concentrati nel settore primario perché la produttività agricola è molto
bassa. Le cose cambiano quando in agricoltura arrivano le innovazioni
tecnologiche oppure la selezione del grano. Alcuni tipi di grano hanno
una pessima resa su alcuni terreni, non si sapeva che a semi diversi
corrispondevano raccolti diversi e allora si tendeva a liberare forza-lavoro
Risultato finale: finché il reddito aumenta e le risorse aumentano, c’è
meno mortalità.
Nel XIX secolo comincia a scendere anche il tasso di natalità.
Cause:
industrializzazione/urbanizzazione (trasferimento dalle campagne
alle città): I figli nelle città (in contesto manifatturiero) non sono
considerati risorse economiche (come nelle campagne). Nelle città i figli
sono bocche da sfamare, non più braccia per lavorare la terra;
nuova mentalità: scoperta dell’infanzia e dell’affettività; individualismo
ecc. i bambini cominciano ad essere non piccole donne e piccoli
uomini, ma bambini non adulti. I bambini non devono lavorare, ma hanno
bisogno di genitori che se ne prendano cura, allora si fanno meno figli. La
popolazione nell’Europa occidentale diminuisce drasticamente.
Il rapporto tra lepre e tartaruga si inverte, le risorse sono superiori rispetto alla
popolazione. La tartaruga raggiunge e supera la lepre → nell’800 -’900 la
produzione cresce più che proporzionalmente rispetto all’aumento della
popolazione.
Transizione demografica è il modello demografico che si afferma nelle
società moderne e sviluppate: crollo della mortalità, progressiva diminuzione
della natalità. 1^ fase: la mortalità precipita per
le migliori condizioni di vita
2^ fase: la natalità scende, l’età
media aumenta, si fanno meno
figli
La transizione demografica è determinata anche da un allungamento della
vita, dunque da una espansione delle classi d’età superiori.
Risultato: la piramide dell’età cambia fisionomia. Ora la maggior parte della
popolazione ha un’età più
alta.
IL MERCATO: LA DOMANDA (BISOGNI E REDDITO)
Gli elementi che determinano la domanda di mercato sono:
- Popolazione
- Bisogni
- Reddito
BISOGNI
I bisogni possono essere considerati desideri → variabile della domanda
effettiva. Definizione di Stigler (Cipolla, p. 19).
Bene voluttuario: bene di lusso che ci piace avere, ma non è indispensabile
per la sopravvivenza.
Per ciascuno il concetto di bisogno è diverso, è come qualcuno avverte
qualcosa. Non esiste una definizione di ciò che è necessario e di ciò che non lo
è.
In un sistema economico, il totale dei bisogni è determinato da:
a) il volume della popolazione (consistenza numerica): l’ammontare dei
bisogni aumenta al crescere della popolazione
b) la struttura della popolazione (età, sesso, posizione lavorativa) Esempio:
se la collettività è fatta di operai i bisogni si orienteranno diversamente
se fosse fatta (es) da informatici
c) le preferenze individuali (gusti personali)
d) fattori geofisici e socioculturali (es. credenze religiose, mode
alimentari ecc.).
In un mondo che è dominato da scarsità di risorse, i bisogni non
costituiscono di per sé domanda effettiva. Lo diventano nella misura della
disponibilità del reddito (e del patrimonio) reale, ovvero del potere
d’acquisto: reddito corrente (+ patrimonio)
livello generale dei prezzi
REDDITO
PATRIMONIO: somma di ciò di cui si è proprietari
REDDITO: remunerazione dell’attività produttiva
Solo una parte della popolazione produce, dunque percepisce reddito → è la
popolazione attiva, che sostiene la popolazione dipendente.
Nella società contemporanea, la popolazione dipendente è composta, per
definizione, dagli under 14 e dagli over 65 (più i disoccupati della fascia
mediana). Non era così in età preindustriale.
Tre tipi di reddito:
a) salari (remunerazione del lavoro)
b) profitti e interessi (remunerazione dell’attività imprenditoriale e di
quella finanziaria)
c) rendite (remunerazione della terra).
Altrettante categorie socio-produttive:
a) salariati
b) imprenditori/banchieri
c) proprietari terrieri.
Nella società preindustriale, la distribuzione del reddito fra queste categorie era
molto diseguale. La distribuzione del reddito incide profondamente sulla
domanda effettiva (curva di Lorenz). Lungo la bisettrice
corrisponde il
massimo.
Gregory King ha studiato per la prima volta distribuzione del reddito
facendo delle stime (Inghilterra, 1688: il 5% della popolazione controlla il 28%
del reddito totale).
Reddito non solo distribuito, ma anche redistribuito (trasferito).
Nell’Europa preindustriale i trasferimenti di reddito erano:
a) volontari (carità, donazioni, formazione di doti, gioco)
b) coatti (fiscalità, saccheggi ecc.).
Non conosciamo l’entità complessiva di questi trasferimenti. È dubbio, inoltre, il
segno complessivo del loro intervento sull’equità della distribuzione del reddito.
1/10/2024
IL MERCATO: LA DOMANDA (privata, pubblica, della Chiesa,
estera)
Qualunque sia il mercato è composto da domanda e offerta.
Noi stiamo guardando la domanda aggregata. Quali sono le variabili che hanno
determinato questa domanda? Popolazione sia in numero sia per le sue
componenti strutturali, i bisogni della popolazione e il reddito (purché la
volontà diventi qualcosa serve il reddito).
Come può essere letta la domanda di mercato?
DOMANDA PRIVATA: mette insieme la domanda dei singoli individui, la
domanda privati della nostra collettività
DOMANDA PUBBLICA: oggi la domanda pubblica (soggetti pubblici portatori
di domanda pubblica) è facilmente individuabile, prima non era così netto).
DOMANDA DELLA CHIESA: la chiesa dal pdv sostanziale non era un soggetto
privato ma un soggetto pubblico
DOMANDA ESTERA: una collettività esprime una domanda interna (beni e
servizi prodotti all’interno della stessa collettività), ma anche una domanda
esterna (non prodotta all’interno della stessa collettività
La domanda di mercato può essere distinta sulla base del suo oggetto (ciò che
noi chiediamo):
DI BENI DI CONSUMO: tutto ciò che noi acquistiamo per usarlo
(mangiarlo) Es. pizza
BENI DI SERVIZI: prodotti che non hanno consistenza fisica
BENI DI CAPITALI: in economia di due tipi CAPITALE FISICO
CIRCOLANTE (ciò che di fatto coadiuva la produzione, ciò che entra nel
processo produttivo una sola volta, e CAPITALE FISICO FISSO come la
fabbrica e il mulino (entra nel processo produttivo più volte) e CAPITALE
FINANZIARIO (denaro, ricchezza, patrimonio di una collettività)
La domanda si può dividere anche in base del soggetto portatore della
domanda stessa:
D. INTERNA PRIVATA
D. INTERNA PUBBLICA:
D. DELLA CHIESA: esprime la domanda della popolazione religiosa
cristiana/cattolica
D. ESTERA: domanda della collettività rivolta a beni e servizi realizzati al
di fuori dei suoi confini
DOMANDA INTERNA PRIVATA
La domanda interna privata di una collettività è influenzata in maniera molto
pesante in età preindustriale dal REDDITO. LEGGE DI ENGEL (1857): la
percentuale del reddito totale spesa da una famiglia per beni di prima
necessità scende all’aumentare del reddito. (Una famiglia povera spende il
reddito esclusivamente per comprare beni di prima necessità, una famiglia
ricca usare meno percentuale del reddito per i beni di prima necessità).
In età preindustriale non c’era una differenza marcata tra la domanda urbana
espressa nelle città e quella della popolazione rurale che abitava nelle
campagne. La % della spesa per beni di prima necessità è ovunque elevata, ma
mediamente lo è meno nelle città in città c’era un livello medio superiore, si
guadagnava di più che nelle campagne.
Tale era la povertà diffusa e la miseria che per molti braccianti e contadini
avere due abiti era un lusso.
In età preindustriale si sviluppava un processo molto rico
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