PSICOLOGIA DELL'ADOLESCENZA
Nel corso della storia è aumentato l'interesse scientifico nei confronti del
periodo dell'adolescenza. Questo interesse non si limita all'ambito scientifico,
ma si espande anche a quello sociale. Spesso l'opinione pubblica tende ad
essere molto polarizzata nei confronti degli adolescenti. La difficoltà a
comprendere gli adolescenti può avere più cause:
Lacune di conoscenza sull'adolescenza;
➢ Difficoltà a gestire i fenomeni adolescenziali;
➢ Difficoltà a stare al passo con i cambiamenti sociali e generazionali
➢ (esempio → rapido avvento delle nuove tecnologie).
Oggi i cambiamenti sociali sono sempre più veloci, e quindi la distanza tra
diverse generazioni aumenta molto rapidamente. Queste difficoltà portano a
compiere molti errori nel modo in cui ci si rapporta con gli adolescenti.
Quando questi errori sono agiti quotidianamente nel contesto relazionale
crea micro-traumi che vanno a influenzare lo sviluppo dell'adolescente.
E' necessario smettere di preoccuparsi degli adolescenti e iniziare ad
occuparsi di essi. Preoccuparsi per loro prevede infatti l'idea di percepirli
come problematici, mentre ci si dovrebbe concentrare sul creare ambienti
che permettano di sfruttare al massimo le risorse degli adolescenti e
favorire lo sviluppo delle loro potenzialità.
Quali sono quindi gli obiettivi del corso?
Il corso vuole fornire le informazioni di base sullo sviluppo psicologico
durante l'adolescenza, mettendo in evidenza i fattori che possono
promuovere od ostacolare tale sviluppo.
Conoscere i cambiamenti e le caratteristiche di base (biologiche,
➢ cognitive, relazionali, affettive ed emotive) degli adolescenti;
Migliorare la consapevolezza e le conoscenza circa le modalità di
➢ approccio e comunicazione con gli adolescenti;
Fornire a chi interagisce con gli adolescenti conoscenze utili alla
➢ costruzione di ambienti sociali positivi favorevoli al benessere degli
adolescenti e alla progettazione di interventi volti a promuovere il
benessere negli adolescenti.
Argomenti del corso:
Che cos'è l'adolescenza;
➢ Breve panoramica storica dello studio dell'adolescenza;
➢ Il corpo adolescente;
➢ Il cervello adolescente;
➢ La mente adolescente;
➢ La comunicazione con gli adolescenti;
➢ La famiglia adolescente;
➢ I rapporti con i pari;
➢ La prevenzione del rischio.
➢
Gli adolescenti si concentrano sulle tre F (Freedom, Self-Focus, Friends).
L'ADOLESCENZA
L'adolescenza è spesso associata all'idea di un periodo deficitario, di
mancanza, che sembra quasi definire degli adulti mancati. Fin dai primi studi
scientifici fatti l'adolescenza è stata descritta come un periodo caratterizzato
da molti aspetti negativi. Questa visione negativa dell'adolescenza è
stata ampiamente accolta dalla società, a livello di opinione pubblica e
rappresentazione mediatica. E' un'età vista come caratterizzata da “storm” e
“stress”.
Oggi la visione dell'adolescenza nella comunità scientifica è più positiva,
ed è supportata dai dati della ricerca e della clinica. Per quanto sia un
periodo di rapidi cambiamenti e difficoltà, la maggior parte degli adolescenti
riesce a risolvere con successo i compiti di sviluppo, a mantenere buoni
rapporti con la famiglia, a creare reti sociali e amicali sicure e ha portare avanti
la loro carriera scolastica. La maggior parte delle persone hanno infatti un
ricordo positivo dell'adolescenza, che diventa più positivo con l'aumentare
degli anni di distanza. E' vissuto come un periodo estremamente intenso e
significativo.
Il picco di reminescenza
La dimensione del ricordo è particolarmente importante per quanto riguarda il
fenomeno del picco di reminescenza. Questo è il fenomeno per il quale gli
eventi accaduti nel periodo adolescenziale sono quelli che ricordiamo più
frequentemente e più nitidamente. Che siano episodi, eventi, persone o
canzoni, questi lasciano un ricordo particolarmente forte nel caso in cui se ne
faccia esperienza nel corso dell'adolescenza.
Una prima ipotesi fatta a riguardo prevede che l'adolescenza sia un periodo
in cui troviamo molte prime volte, che quindi ci segnano maggiormente. Una
seconda ipotesi prevede invece che queste esperienze siano caratterizzate
da un'emotività più intensa rispetto agli altri periodi della vita. C'è poi chi
crede che questo sia un periodo di costruzione della propria identità, e
che quindi le esperienze che facciamo abbiano proprio la funzione di definire
il proprio sé. Attraverso varie ricerche è stato dimostrato che il picco di
reminescenza persiste indipendentemente dal fatto che le esperienze fatte
fossero delle prime volte, dal fatto che fossero esperienze particolarmente
intense dal punto di vista emotivo e dal fatto che fossero determinanti per
la costruzione della propria identità.
E' stato infatti visto che dell'adolescenza ricordiamo bene anche eventi che
sono molto banali, e questo dipende dal modo in cui in adolescenza si
codificano gli eventi e i ricordi. Questa codifica adolescenziale è legata alla
bio-chimica dei neurotrasmettitori.
False credenze e luoghi comuni
Un primo luogo comune da sfatare sugli adolescenti è l'idea che l'adolescente
sia in balia degli ormoni. Ci sono in realtà molti fattori che determinano il
comportamento dell'adolescente, come ad esempio lo sviluppo cerebrale,
che è caratterizzato da cambiamenti che hanno velocità diverse in aree
diverse del cervello.
Un secondo mito da sfatare riguarda invece l'idea che gli adolescenti siano
particolarmente immaturi e irresponsabili. I comportamenti irritanti e
rischiosi degli adolescenti sono più salienti proprio perché ci irritano, ma
spesso ci impediscono di vedere le loro risorse e potenzialità. A livello
evoluzionistico, questa tendenza alla ricerca del rischio e alla costruzione
di relazioni con i pari, è legata alla necessità di distacco dall'ambiente
familiare e di acquisizione di indipendenza. E' quindi importante creare un
ambiente che faciliti questo processo.
Un ultimo luogo comune è quello che prevede che gli adolescenti debbano
raggiungere una completa indipendenza dagli adulti. L'allontanamento è
funzionale, ma solo nel caso in cui sia supportato dal gruppo dei pari e dagli
adulti stessi. Si deve creare quindi una situazione di autonomia funzionale,
caratterizzata da un'inter-dipendenza tra adulti e adolescente. Questa
autonomia va quindi costruita in maniera progressiva.
Caratteristiche dell'adolescenza
Una prima parola che possiamo usare per definire l'adolescenza è “fragilità”.
Il concetto di fragilità fa riferimento anche al fatto che è necessario interagire
e prendersi cura degli adolescenti tenendo in considerazione tale fragilità.
La fragilità dipende dal fatto che l'adolescenza è un periodo di transizione,
che è complicato sia per chi lo vive che per chi interagisce con chi lo vive. In
questa transizione l'adolescente si trova a dover assumere nuovi ruoli,
quindi è importante capire quali sono i compiti che gli altri si aspettano da
tale ruolo. Non è sempre facile capire quando l'adolescente vada trattato da
bambino e quando da adulto. Le oscillazioni adolescenziali sono quindi
legati al ruolo sociale, ma non solo, sono infatti anche legate alle emozioni,
al tono umorale e all'autostima.
L'adolescente è impaziente di crescere ma timoroso del futuro, è
confuso da cambiamenti e novità ma allo stesso tempo incuriosito da
essi. E' importante non minimizzare l'importanza di tale periodo (“è
soltanto un periodo”), ma sottolinearne invece il valore.
Non esiste di fatto un'adolescenza, ma ne esistono tante. Per quanto
esistano molte caratteristiche comuni, ognuno vive la propria adolescenza
in modo diverso, e si trova a dover affrontare sfide diverse con risorse
diverse. L'adolescenza non è quindi un periodo unitario, ma caratterizzato
da moltissimi cambiamenti. Interagire con adolescenti di fasce d'età
diverse richiede quindi cambiamenti nel modo di porsi. E' quindi necessario
adeguare le interazioni con gli adolescenti in base ai loro cambiamenti e
sviluppi.
Un altro termine che possiamo legare all'adolescenza è quello di
“straordinario”, che è in grado di cogliere l'essenza di questo periodo.
Straordinario è qualcosa fuori dal comune. Straordinario definisce poi anche
qualcosa che ha carattere speciale e temporaneo. Un ultimo significato
descrive invece ciò che è maggiore del solito, quindi particolarmente
eccezionale.
Inizio e termine dell'adolescenza
L'inizio e la fine dell'adolescenza non sono ben definiti. L'inizio
dell'adolescenza viene ricondotto in genere all'inizio dello sviluppo
puberale. Questa termina invece con il raggiungimento di determinati
traguardi socio-culturali. Generalmente possiamo definire l'adolescenza
come quel periodo del ciclo di vita che dalla tarda fanciullezza si protrae
fino alla prima giovane età adulta.
Un primo fenomeno che si sta sviluppando negli ultimi anni è quello
dell'anticipo puberale. L'età media del menarca dalla fine dell'800
all'inizio del '900 era a 17 anni, mentre ad oggi è attorno ai 12 anni di età. Il
menarca non segna la pubertà, ma lo sviluppo puberale inizia due o tre
anni prima del menarca. L'anticipo puberale continua ad anticipare. Ci
sono moltissime cause che portano a questo fenomeno, la prima delle quali
è legata ai geni.
Ci sono poi altre cause. A dare inizio allo sviluppo puberale è la proteina
kisspeptina. Questa viene prodotta sulla base del livello della leptina, che
viene prodotta in base al peso corporeo, quindi più i bambini sono
sovrappeso più producono leptina, ed è quindi più probabile che si produca
kisspeptina che porta all'aumento di ormoni come estrogeni e
testosteroni. Al giorno d'oggi abbiamo infatti un incremento molto rapido
dell'obesità infantile.
Un altro elemento importante è quello della melatonina, ormone che aiuta a
indurre il sonno, e che ha un'azione antagonista nei confronti della
leptina. I dispositivi tecnologici luminosi influenzano la melatonina, e ne
aumentano l'effetto sugli adolescenti.
Ci sono poi i fattori interferenti indogeni, che agiscono influenzando il
flusso di ormoni. Questi fattori si ritrovano in moltissime sostanze presenti
in oggetti che usiamo quotidianamente.
Un'ultima importante variabile è quella dello stress. Lo stress produce infatti
cortisolo, il quale facilità lo sviluppo puberale. Negli ambienti familiari
stressanti abbiamo infatti il bisogno biologico di un allontanamento
anticipato da un ambiente disfunzionale.
Negli ultimi anni abbiamo poi un ritardo della fine dell'adolescenza,
legata principalmente a variazioni a livello sociale. Le tappe di
raggiungimento dell'età adulta arrivano sempre più in ritardo, il che porta
allo svilupparsi del fenomeno dell'adultità emergente. L'anticipazione della
pre-adolescenza e dell'adolescenza, associata al ritardo dell'uscita da
questa fase, porta ovviamente ad un allungamento del periodo
dell'adolescenza.
Un settore di studio in crescita è quello relativo all'adultità emergente, legato
all'idea di un adulto in costruzione. Questo è il periodo di vita in cui è più
presente il disagio psicologico.
Il cambiamento della durata del periodo adolescenziale ha delle forti
implicazioni sociali. Dobbiamo ripensare a che cosa significhi essere
adolescenti oggi, e come comportarci in quanto genitori ed educatori. Gli
adulti non possono valutare gli adolescenti moderni basandoci sui tempi in
cui loro erano adolescenti.
Metafore dell'adolescenza
Il concetto di adolescenza è variato molto nel corso della storia. La
parola adolescente deriva dal greco e ci riporta all'idea della crescita, del
nutrimento, ma al tempo la vita dell'adolescente era molto diversa. In
periodi storici passati, l'acquisizione di responsabilità che definisce il
passaggio all'età adulta avveniva molto prima.
La letteratura si è sempre occupata di adolescenza. I romanzi parlano di
questo periodo come un periodo molto formativo. Lo stesso fenomeno è
presente nel contesto del cinema, e il focus è sempre il percorso di crescita
e sviluppo dell'adolescente.
Anche dal punto di vista delle leggi possiamo analizzare la situazione. Nel
nostro codice penale non è contemplata la parola adolescente. Anche per
quanto riguarda diagnosi e protocolli clinici abbiamo poco materiale
specifico per gli adolescenti.
Andiamo quindi a vedere alcune metafore relative a questo periodo di forti
cambiamenti:
Gli adolescenti possono essere visti come aquiloni. Gli aquiloni sono
➢ fatti per volare, per essere lasciati liberi di seguire il vento. E' però
importante anche aiutarli, dando corda quando ne hanno bisogno, e se
si allontanano troppo dobbiamo assicurarci di riavvicinarli. Dobbiamo
poi scegliere la giornata adatta, per assicurarsi che non vengano
portati via e che l'ambiente sia perfetto per farli volare. Un aquilone può
cadere e si può rompere, ma possiamo sempre aiutarlo a tornare in
cielo. Quando finalmente riusciamo a far volare l'aquilone ci riempiamo
di orgoglio e soddisfazione.
Questa metafora tiene in considerazione il ruolo degli adulti
significativi, che devono aiutare l'adolescente a spiccare il volo.
Guido Petter propone di comparare l'infanzia e l'adolescenza ai
➢ due tempi di una partita di calcio.
Genitori e figli nell'infanzia percorrono due linee parallele, ma dopo
l'intervallo, rappresentato dalla pubertà, ha inizio una partita che
sembra avere regole diverse. Le righe che hanno sempre camminato
fianco a fianco cominciano a separarsi, e questa separazione si gioca su
due piani. Abbiamo il piano della distanza, per il quale comincia un
percorso di allontanamento, che però li porta a marciare un
percorso parallelo ma ad una distanza maggiore. Il secondo piano
è quello della devianza, che prevede che la direzione in cui le due linee
si muovono non sia più parallela.
Tanti più goal facciamo nel primo tempo, più è probabile che
riusciamo ad ottenere una traiettoria di sviluppo funzionale nel
secondo tempo, favorendo il piano della distanza su quello della
devianza. Uno di questi goal infantili è quello di creare delle relazioni
emotivamente significative e basate sull'affetto. L'adulto di
riferimento deve poi assicurarsi di creare un modello di
comportamento coerente e positivo. E' poi importante favorire nel
bambino l'autostima e l'autonomia. L'autostima è in particolar modo
rilevante nel contesto dell'adolescenza. Un altro goal essenziale è
quello che prevede la costruzione di un rapporto positivo con la
scuola. Si devono poi stimolare gli interessi del bambino, e supportare
la sua motivazione e le sue capacità.
Abbiamo infine la metafora secondo cui l'adolescenza può essere vista
➢ come l'attraversamento di un fiume. Possiamo considerare due
estremi. Il primo è quello di un adolescente che se ne intende di
barche, attraversa il fiume in una giornata calma, e con l'aiuto e il
supporto di un esperto. L'altro polo è rappresentato da un adolescente
inesperto, che si trova ad affrontare un fiume impietoso con il
supporto di un barcaiolo ubriaco. Emerge anche qui l'importanza del
ruolo dell'adulto.
La complessità del periodo adolescenziale non si limita all'adolescente, ma
anche a chi ha a che fare con loro. C'è infatti un cambiamento improvviso
che il genitore ha difficoltà ad accettare. L'adolescenza è un continuo
succedersi di cambiamenti repentini che danno origine a nuove e
numerose sfide e tensioni che portano ad un cambiamento nel sistema
familiare.
Tutti questi cambiamenti avvengono in un individuo che ne è pienamente
consapevole. Il cambiamento è infatti presente anche nel corso
dell'infanzia, ma è un cambiamento caratterizzato da un'assenza di
consapevolezza e interesse. Nell'adolescenza, invece, l'attenzione ai
cambiamenti del fisico è ai massimi livelli e questo ha delle conseguenze
molto pervasive a livello psicologico. La consapevolezza è legata allo
sviluppo delle nuove capacità cognitive.
Quali sono le ragioni del crescente interesse per
l'adolescenza?
L'adolescenza è una tappa molto sensibile:
E' caratterizzata dalla costruzione della propria identità, grazie alla
➢ quale gli individui diventano autonomi e indipendenti.
Abbiamo poi per la prima volta un'attenzione consapevole nei confronti
➢ del mondo della sessualità e dell'orientamento sessuale.
Avviene poi la costruzione di un sistema di valori autonomi, sul quale
➢ l'adolescente deve iniziare a basarsi per prendere delle decisioni.
Le prese di decisione determinano i propri interessi e il proprio stile di
➢ vita, e possono dare origine a psicopatologia o disagio psicologico.
In questo periodo si sviluppano poi interessi autonomi.
➢
Le discipline scientifiche hanno quindi indagato questo periodo per aiutare
gli adulti e la società a supportare nel modo migliore gli adolescenti nelle
loro decisioni.
La letteratura si è principalmente concentrata sui fattori di rischio e sui
fattori di protezione. Negli ultimi anni ha a
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