LINGUISTICA ITALIANA
• linguistica: disciplina che studia scientificamente il linguaggio e le lingue
> si distingue dalla grammatica normativa perchè: - la grammatica stabilisce cosa è corretto/scorretto
- la linguistica descrive come la lingua funziona
realmente nell’uso
la linguistica studia le strutture della lingua, i meccanismi della comunicazione linguistica, l’uso reale che i
parlanti fanno della lingua
LINGUAGGIO E LINGUA
• linguaggio: capacità umana di comunicare attraverso segni percepibili
> è una facoltà universale e innata degli esseri umani
il linguaggio è biplanare perchè si basa su due piani:
piano del contenuto = il pensiero
→ piano dell’espressione = il modo in cui esprimiamo il pensiero
→
- l’unità minima del linguaggio è il segno (suoni, simboli, gesti) e ha caratteristiche intenzionali, arbitrarie,
convenzionali
• lingua: sistema di segni condiviso da una comunità (esempi: italiano, inglese, francese)
> può essere usata in due modalità: - parlata fonico-acustica
→
- scritta grafico-visiva
→
QUINDI la lingua è la realizzazione concreta del linguaggio
IL SEGNO LINGUISTICO
il segno linguistico è l’unità fondamentale della lingua
ogni segno è formato da 2 facce inseparabili:
> significante la forma materiale del segno; può essere suono o forma grafica (esempio: cane /ka-ne/)
→ →
> significato il contenuto mentale = il concetto a cui il segno rimanda (esempio: il concetto mentale
→ dell’animale cane)
ARBITRARIETÀ DEL SEGNO
secondo Saussure, il rapporto tra significante e significato è arbitrario = non esiste un legame naturale tra
parola e oggetto
> esempio: - italiano cane
→ lo stesso oggetto ha nomi diversi perchè il
- inglese dog
→ rapporto è convenzionale
- spagnolo perro
→
SEGNI SEMPLICI E SEGNI COMPLESSI
segni semplici: parole; sono formate da segmenti senza significato autonomo
> esempio: /a/ /m/ /o/ non hanno significato da soli
→
amo parola con significato
→
segni complessi: frasi o testi che nascono dalla combinazione di segni semplici
> esempio: Ti amo
QUINDI la lingua funziona come combinazione di segni semplici per formare segni complessi
2. FONETICA E FONOLOGIA
sono due discipline che studiano i suoni del linguaggio, ma da prospettive diverse
• fonetica: studia i suoni linguistici dal punto di vista fisico e concreto
> studia come i suoni vengono prodotti, come si propagano nell’aria, come vengono percepiti
> l’unità della fonetica è il FONO che si scrive tra parentesi quadre [] - [pa]
> la fonetica è una disciplina generale valida per tutte le lingue
tipi di fonetica
1. fonetica articolatoria: studia come vengono prodotti i suoni
2. fonetica acustica: studia le caratteristiche fisiche delle onde sonore
3. fonetica uditiva: studia la percezione dei suoni
• fonologia: studia i suoni come elementi funzionali di una lingua
> analizza come i suoni distinguono i significati
> l’unità della fonologia è il FONEMA (il suono con valore distintivo) che si scrive tra barre // - /p/
> la fonologia è specifica di ogni lingua
DIFFERENZA TRA FONO E FONEMA
FONO suono concreto
→
FONEMA unità astratta che distingue parole
→
esempi di valore distintivo: pane; bane
> la differenza tra /p/ e /b/ cambia il significato e quindi sono fonemi
IL SISTEMA FONOLOGICO DIPENDE DALLA LINGUA
una stessa differenza fonetica può avere valore diverso in lingue diverse
00
PRODUZIONE DEI SUONI: APPARATO FONATORIO
i suoni vengono prodotti tramite l’apparato fonatorio
il processo avviene così:
1. l’aria parte dai polmoni
2. passa nella laringe
3. attraversa il tratto vocale
4. esce da bocca o naso
il percorso dell’aria si chiama flusso d’aria egressivo
→
TRATTO VOCALE
è il percorso dell’aria dalla laringe alle labbra o al naso
durante il percorso i suoni cambiano in base a:
• modo di articolazione
• punto di articolazione
SONORI E SORDI
un suono può essere
• SONORO quando le corde vocali vibrano (es: b d v z) tutte le vocali sono sonore
→
• SORDO quando le corde vocali non vibrano (es: p t k f s)
la distinzione sonoro/sordo ha valore distintivo
VOCALI
le vocali sono suoni prodotti senza ostacoli al flusso d’aria
si classificano in base a:
• posizione della lingua
• apertura della bocca
• arrotondamento delle labbra
SISTEMA VOCALICO ITALIANO
le vocali toniche sono 7: /i/ /e/ /ɛ/ /a/ /ɔ/ /o/ /u/ le vocali e compaiono solo sotto accento
→ ɛ ɔ
mentre le vocali atone sono 5: a e i o u
caratteristiche del sistema vocalico italiano
non esistono:
• vocali nasali
• vocali turbate (ö, ü)
• schwa (ə) è
TRAPEZIO VOCALICO abquanto
rappresenta la posizione delle vocali nella bocca
parametri: la lingua esempio: /i/ anteriore alta
→
è sollevata
1. altezza della lingua è
piùavanti
la lingua
se indietronella
2. avanzamento della lingua /a/ centrale bassa
bocca →
3. arrotondamento delle labbra delle
forma labbra /u/ posteriore alta
→
101LUI
ARROTONDATE li le la
NON
ARROTONDATE
QUANTITÀ VOCALICA
le vocali possono essere:
• lunghe
• brevi
in italiano la durata non distingue il significato esempio: pala, palla (la differenza dipende dalla
→ consonante doppia, non dalla vocale)
CONSONANTI = suoni prodotti con ostacoli al flusso d’aria
si classificano secondo:
1. modo di articolazione
2. punto di articolazione
in italiano la lunghezza delle consonanti è distintiva [consonanti lunghe - geminate] (es: pala; palla)
⟶ viene modificata fonatori
l'aria organi
dagli
modi di articolazione COME di
produzione
la
durante un suono
le consonanti italiane si dividono in 6 gruppi:
• occlusive aria bloccata e poi rilasciata (/p/ /b/ /t/ /d/ /k/ /g/)
⟶ un
• fricative aria con frizione (f v s z) attraverso
passa
⟶ creando
restringimento
• affricate occlusiva + fricativa (ts dz)
⟶
• nasali aria passa dal naso (m n)
attritoDOVE
⟶
• vibranti vibrazione della lingua (r)
⟶
• laterali aria passa ai lati della lingua (l)
⟶ il
l'ostacolo o
avviene
punti di articolazione nel vocale
tratto
restringimento
dal più esterno al più interno:
1. bilabiali: si usano entrambe le labbra /p/,/b/, /m/
2. labiodentali: labbro inferiore contro i denti superiori /f/, /v/
3. alveolari: la lingua tocca o si avvicina agli alveoli (piccola zona subito dietro i denti superiori) /t/ /d/ /n/
scena
4. prepalatali: la lingua si avvicina alla parte anteriore del palato duro, appena dietro gli alveoli sci151
Aspera
5. palatali: lingua contro il palato (gli), /ɲ/ (gn)
ʎ/ ciao1031
gelo
6. velari: lingua contro il velo palatino /k/, /g/ gioco
DITTONGO E IATO
dittongo due vocali nella stessa sillaba: una diventa semivocale o semiconsonante (fiore fio-re)
⟶ ⟶
> dittongo ascendente: semiconsonante + vocale tonica (liàna)
> dittongo discendente: vocale tonica + semivocale (àuto)
> trittongo: tre vocali nella stessa sillaba (tuoi, buoi, guai)
iato due vocali in sillabe diverse (zio zi-o, paura pa-u-ra, beato be-a-to)
⟶ ⟶ ⟶ ⟶
GRAFIA E FONOLOGIA
non c’è una corrispondenza perfetta tra grafemi (lettere) e fonemi (suoni)
grafemi italiani: 21 lettere base, 5 vocali, 15 consonanti, H muta con funzione diacritica
⟶ digrammi: due lettere = un suono (gl, gn, sc agli, ogni, scelta)
⟶ ⟶
trigrammi: tre lettere = un suono (gli, sci)
⟶ un suono con più grafie /k/ può essere scritto: c - casa, ch - chiave, q - quadro
⟶
SILLABA = unità ritmica della parola
struttura: - attacco consonante iniziale
⟶
- nucleo vocale (obbligatoria)
⟶
- coda consonante finale
⟶
• sillaba aperta/libera Pa
> termina con vocale (pa-) neparte
• sillaba chiusa/implicata
> termina con consonante
ACCENTO
l’accento italiano è intensivo e si indica nella trascrizione fonetica con ‘ prima della sillaba tonica
TIPI DI ACCENTI
• ossitone/tronche accento sull’ultima sillaba (città, caffè)
⟶
• parossitone/piane accento sulla penultima (casa, libro)
⟶
• proparossitone/sdrucciole accento sulla terzultima (tavola, medico)
⟶
• bisdrucciole accento sulla quartultima (ordinalo)
⟶
• trisdrucciole accento sulla quintultima (ordinamelo)
⟶
INTONAZIONE
la fonetica studia anche l’intonazione = andamento melodico della frase
> dipende da durata, intensità, altezza del suono
> serve per distinguere affermazioni, domande, emozioni, provenienza regionale
3. MORFOLOGIA
che cos’è la morfologia? è la disciplina della linguistica che studia la struttura interna delle parole
> analizza come le parole sono formate e come cambiano forma per esprimere significati grammaticali o
creare nuove parole
> l’unità fondamentale della morfologia è il MORFEMA il più piccolo elemento dotato di significato
⟶
(lessicale o grammaticale) che compone una parola (esempio: gatt- morfema lessicale; -o genere
⟶ ⟶
maschile; -s (in alcune lingue) plurale)
⟶
MORFO = realizzazione fonologica del morfema, cioè la sua forma concreta
esempio: alber-i il morfo -i esprime due morfemi: maschile e plurale
⟶
TIPI DI MORFEMI
morfemi lessicali: portano il significato principale della parola e sono oggetto della morfologia lessicale
⟶ > esempio: gatt-o (gatt- significato dell’animale)
⟶
morfemi grammaticali: portano informazioni grammaticali e sono oggetto della morfologia flessiva
⟶ > esempi: genere, numero, tempo, modo, persona
TIPOLOGIA DELLE LINGUE: FLESSIVE E AGGLUTINANTI
le lingue possono essere classificate in base al rapporto tra morfemi e morfi
• lingue flessive: sono lingue in cui un solo morfo può esprimere più morfemi
> esempio (italiano): alber-i -i = maschile; plurale
⟶
> QUINDI l’italiano è una lingua flessiva
• lingue agglutinanti: sono lingue in cui ogni morfema corrisponde a un morfo distinto e il rapporto è uno
a uno
> esempi: turco; giapponese
> ogni segmento della parola ha una funziona grammaticale precisa
ALLOMORFIA E POLIMORFISMO
ALLOMORFI = varianti dello stesso morfema
> hanno stesso significato, forma diversa e compaiono in contesti diversi (distribuzione complementare)
> esempio: verbo venire vieni, viene, vengo, venite
⟶
il morfema della radice ha varianti: vien-, ven-
POLIMORFISMO = varianti libere della stessa forma (soprattutto nell’italiano antico)
> esempi: - pronomi egli, lui, esso, elli, e’
⟶
- verbi amarono, amaro, amarno, amorono
⟶
con il tempo queste varianti sono state ridotte e standardizzate, anche grazie al lavoro di
⟶ Manzoni
DAL LATINO ALL’ITALIANO: TRASMIGRAZIONE MORFOLOGICA
l’italiano deriva dal latino ma ha subito importanti cambiamenti strutturali
> si parla di trasmigrazione di funzioni: funzioni che prima erano morfologiche sono diventate sintattiche

1. perdita dei casi
il latino aveva casi grammaticali: nominativo, accusativo, genitivo, dativo e ablativo
in italiano sono scomparsi
⟶
le funzioni logiche ora sono espresse da:
• preposizioni
• ordine delle parole
2. ordine delle parole
latino: ordine tendenziale SOV, ma molto libero
⟶ italiano: ordine SVO (soggetto–verbo–oggetto) più rigido
⟶
3. nuove categorie verbali
in italiano nascono categorie non presenti in latino:
• passato prossimo
• condizionale
MORFOLOGIA FLESSIVA
la morfologia flessiva studia le variazioni grammaticali della parola non crea nuove parole, ma modifica
⟶
la forma della stessa parola morfologia aggettivale morfologia verbale
morfologia nominale gli aggettivi variano per: i verbi variano per:
i nomi variano per: • genere • tempo
• numero • numero • modo
• singolare • persona
• plurale  esempio: alto, alta, alti, alte • numero
 
esempio: libro, libri
genere nei nomi
per i nomi inanimati il genere è
arbitrario
esempio:
italiano
• il sole
• la luna
tedesco
• die Sonne (femminile)
• der Mond (maschile)
modi verbali italiani
in italiano esistono 7 modi verbali
modi finiti (4)
⟶ • indicativo
• congiuntivo
• condizionale
• imperativo
modi indefiniti (3)
⟶ • infinito
• gerundio
• participio 
il modo verbale
il modo esprime l’atteggiamento del parlante verso l’enunciato
esempio:
• certezza indicativo
→
• dubbio congiuntivo
→
• possibilità condizionale
→
ASPETTO VERBALE
l’aspetto indica se un’azione è conclusa o in corso
> in italiano non è espresso da morfemi specifici, ma da costruzioni perifrastiche
struttura progressiva: serve a indicare un’azione in corso
⟶ esempi:
• sto studiando
• stavo guidando
non è compatibile con verbi perfettivi (❌ stetti guidando)
verbi perfettivi: indicano azioni concluse e delimitate nel tempo
⟶ interfissi aspettuali: alcuni interfissi danno sfumature aspettuali
⟶ esempi:
• studiacchiare
• canticchiare
• giocherellare 
futuro epistemico: il futuro può avere valore modale
⟶ esempio: Hanno bussato alla porta: sarà Marco ipotesi
→
MORFOLOGIA LESSICALE
la morfologia lessicale studia i processi che creano nuove parole
> circa del vocabolario italiano deriva da neoformazioni
⅓
i processi principali sono:
• derivazione
• alterazione
• composizione
• lessicalizzazione
DERIVAZIONE
la derivazione consiste nell’aggiunta di un affisso a una base lessicale
gli affissi possono essere:
• prefissi
• suffissi
• interfissi
PREFISSAZIONE
è l’aggiunta di un prefisso prima della parola⟶ non cambia la categoria grammaticale
esempi: anticamera, immorale, extravergine 
SUFFISSAZIONE
è l’aggiunta di un suffisso dopo la parola può cambiare la categoria grammaticale
⟶
esempio: organo, organizzare, organizzazione 
PARASINTESI
è il processo in cui prefisso e suffisso vengono aggiunti contemporaneamente
esempi:
• s-bandier-are
• al-larg-are
• di-magr-ire 
PRODUTTIVITÀ DEI SUFFISSI
la produttività indica quanto un suffisso viene usato per creare nuove parole
suffissi verbali
N/A V
→
• -are cliccare
→
• -eggiare tinteggiare
→
• -izzare socializzare
→
• -ificare sanificare 
→
suffissi nominali
V/A/N N
→
• -zione comunicazione
→
• -mento trasferimento
→
• -tore / -trice pensatore / lavatrice
→
• -ezza stanchezza
→
• -ismo comunismo 
→
suffissi aggettivali
V/N A
→
• -bile calcolabile
→
• -oso petaloso
→
• -ale promozionale
→
• -esco poliziesco
→
• -ico mitico 
→
ALTERAZIONE
è un tipo di suffissazione che non crea una parola completamente nuova, ma esprime valutazione o
dimensione
tipi di alterati
• accrescitivi (-one) librone
⟶
• diminutivi (-ino; -etto) casetta
⟶
• vezzeggiativi (-uccio; -ello) tesoruccio
⟶
• dispregiativi (-accio; -astro) quartieraccio
⟶
lessicalizzazione degli alterati
a volte l’alterato diventa parola autonoma
> esempi:
• finestrino (non significa semplicemente “piccola finestra”; indica il vetro laterale di un’auto, di un treno)
• rosone (non significa “rosa grande”; indica un elemento architettonico decorato, tipico delle chiese)
• fioretto 
COMPOSIZIONE
la composizione unisce due parole (lessemi) per formarne una nuova
tipi di composti
• verbo + nome: battiscopa, asciugacapelli, attaccapanni
(combinazione più produttiva)
• nome + nome: capostazione, cassapanca
• nome + aggettivo: terraferma, cassaforte
• aggettivo + aggettivo: agrodolce, chiaroscuro
• aggettivo + nome: malasanità, mezzobusto
• verbo + verbo: saliscendi, lasciapassare
(non molto produttivo)
TESTA DEL COMPOSTO
nei composti esiste una testa l’elemento che determina il significato principale e la categoria grammaticale
⟶
> in italiano la testa è di solito a sinistra (capo-stazione)
> pluralizzazione: capistazione ✅ ; ❌ capostazioni
LESSICALIZZAZIONE
avviene quando una parola o un composto assume un significato autonomo non ricavabile dai singoli
elementi
> esempio: belladonna non significa semplicemente donna bella, ma una pianta medicinale 
⟶
4. LESSICO: POLIREMATICHE E LESSEMI ESOGENI
LESSICO e LESSEMI
• lessico = insieme delle parole di una lingua usate da una stessa comunità linguistica
• lessema = unità base del lessico (parola dotate di un significato semantico)
un
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