1-RICERCA EMPIRICA E PROFESSIONALITÀ IN EDUCAZIONE
«Il punto di partenza della ricerca in educazione […] è la volontà di comprendere i fenomeni educativi al fine di assumere decisioni
educative che abbiano, in senso lato, maggiori probabilità di essere efficaci» “Agogia” (di pedagogia) è un suffisso che vuol dire condurre,
guidare,,, pedo del bambino quindi guida disciplina che mira a orientare le pratiche educative. Nell’approccio classico è un aspetto filosofico
per poi diventare scienze dell’educazione. In questo scenario nel 1900 nasce la pedagogia sperimentale in un contesto storico-culturale di
matrice positivista che mirava a trasferire i metodi della scienza dura anche alle scienze sociali. Successivamente si svilupperà nello
specifico quello che verrà chiamata La metodologia della ricerca empirica in educazione. La ricerca empirica in educazione è una delle
tradizioni di ricerca di ambito educativo, quella che trae le proprie risultanze dai dati provenienti dalla realtà, attraverso rigorose procedure
a carattere scientifico Differenziandosi delle altre tradizioni di ricerca, in particolare la ricerca teoretica di matrice filosofica, speculativa
maggiormente diffusa in Italia. In strema sintesi, e nella sua generalità, la ricerca empirica in educazione mira a favorire la presa di
decisione facendo leva su un’analisi rigorosa di precedenti esperienze, siano esse avvenute in modo naturale o appositamente indotto.
2-RICERCA EMPIRICA E PROFESSIONALITÀ IN EDUCAZIONELA TEORIA NELL’APPROCCIO APPLICAZIONISTA
la “teoria” viene elaborata e formalizzata in contesti “scientifici” altri rispetto ai contesti reali e poi gli operatori devono “applicare” i loro
risultati. La razionalità tecnica sostiene che i professionisti sono risolutori di problemi strumentali capaci di selezionare gli strumenti tecnici
che meglio si adattano al raggiungimento di obiettivi specifici. Si basa sulla capacità della ricerca scientifica di formulare “teorie”
generalizzabili riguardanti determinati fenomeni, che siano capaci di consentire previsioni sugli effetti delle azioni, tanto da orientare le
decisioni affinché esse siano efficaci. Dal punto di vista epistemologico, tale approccio si fonda sulla capacità della ricerca scientifica di
stabilire leggi di valenza generale. Situazione x azioni A risultato y. Se voglio y devo fare A. Questo nelle scienze pure vale se controllo tutte
le variabili cosidette di disturbo. In ambito educativo pedagogico, controllare TUTTI i fattori di disturbo è realisticamente impossibile o
estremamente complicato. La pratica educativa presenta tassi di problematicità incomprimibile nella dimensione del sapere tecnico”.
L’approccio nomotetico (quello che mira a stabilire leggi di valenza generale) si è via via sfumato a favore un approccio idiografico, che mira
a comprendere proprio le specificità dei singoli casi se faccio A “è più probabile” che io ottenga y. Questo porta gli educatori a una
prevenzione nei confronti della “teoria” creando la necessità di ripensarsi, non più meri esecutori di soluzioni stabilite altrove da qualcun
altro.
3-RICERCA EMPIRICA E PROFESSIONALITÀ IN EDUCAZIONEL’OPERATORA PROFESSIONISTA, COMPETENTE, RICERCATORE
Sia i ricercatori, sia gli operatori, possiedono un insieme di conoscenze, convinzioni, esperienze, competenze, valori che determinano le loro
azioni; spesso tuttavia essi sono per lo più taciti. Per il ricercatore è fondamentale chiarire il suo background teorico per poter essere,
criticato o apprezzato. Per l’operatore, è fondamentale saper leggere la propria esperienza, affinché sia possibile apprendere da essa.
Superare convinzioni e credenze. Una caratteristica dell’ambito educativo è quella di un forte coinvolgimento valoriale. E’ qui che la ricerca
etica filosofica ha una sua enorme valenza che non può prescindere dalla scelta delle azioni che prenderemo. Per l’operatore, spesso le
convinzioni tacite, individuali e del contesto (si fa così perché si è sempre fatto così) hanno spesso ostacolato il cambiamento. In questo
contesto l’operatore non è più un mero esecutore della teoria sviluppata dal ricercatore ma è coinvolto nella valutazione della teoria in
rapporto alla sua realtà educativa di riferimento (es. classe). L’operatore diventa dunque professionista, competente, ricercatore. Operate e
ricercatore operano in una relazione circolare tra sapere teorico e sapere pratico. Il “SAPERE PRATICO” ha caratteristiche particolari: – È
pratico-operativo, ossia è funzionale alla risoluzione di problemi. – È situato, ossia ha valore nello specifico contesto dove verrà poi messo in
opera. – È spesso condiviso, ossia viene costruito all’interno di una comunità (Wenger). – Viene continuamente messo alla prova dalla realtà
NON si contrappone al SAPERE TEORICO ma gli serve per confrontarsi, elaborare soluzioni e valutarne l’efficacia in un rapporto di circolarità.
4-RICERCA NOMOTETICA E RICERCA IDIOGRAFICA
RICERCA SCIENTIFICALa ricerca è una forma di costruzione del sapere, realizzata attraverso un metodo scientifico. Attraverso la
trasparenza delle procedure attivate e la possibilità di controllo, essa consente di giungere a risultati validi e affidabili con processi
replicabili. Deve essere possibile criticarla, confrontata, discussa ed eventualmente confermata dalla comunità scientifica. Essa Si distingue
dal “senso comune”, routine abitudinarie ecc… Sapere scientifico è dunque “sapere controllabile”, verificabile e dotato di Coerenza Interna
tra i vari pinai, livelli di ricerca (epistemologico, ontologico, metodologico ecc…)
RICERCA EMPIRICA IN EDUCAZIONETra tutte le forme (o approcci) di ricerca scientifica in educazione, la ricerca empirica «fonda la
costruzione di conoscenze sulla rilevazione sistematica di dati in un contesto concreto». Si distingue da altri approcci come quello filosofico-
teoretico e quello storico-comparativo. Si tratta dunque di ricerca di carattere scientifico che presuppone Rigore metodologico e ti tipo
empirico ovvero basata sulla rilevazione e analisi di dati provenienti dalla realtà. l disegno della ricerca deve essere dotato di coerenza
interna. Gli strumenti di rilevazione e le tecniche di analisi devono essere coerenti con gli obiettivi della ricerca.
RICERCA NOMOTETICALa ricerca nomotetica mira ad individuare leggi generali soggiacenti ai fenomeni sociali indipendentemente dalle
specificità dei contesti.
RICERCA IDIOGRAFICALa ricerca idiografica mira piuttosto a determinare una descrizione quanto più approfondita di uno specifico
contesto o di uno specifico fenomeno.
5-LA COERENZA INTERNA NELLA RICERCA NOMOTETICA (quantitativa)
- PIANO ONTOLOGICO: La ricerca nomotetica risponde ontologicamente ad una prospettiva realista (la realtà esiste ed è indipendente
dall’osservatore).
- PIANO EPISTEMOLOGICO: la ricerca nomotetica mira a conoscere la realtà, attraverso leggi di valenza generale. Le specificità dei singoli
contesti costituisce un «disturbo» in quanto l’obiettivo è la generalizzazione dei risultati Il ricercatore osserva la realtà con distacco. Dal
cosidetto realismo ingenuo oggi siamo passati al realismo critico per il quale la realtà è conoscibile unicamente in modo imperfetto, e la
spiegazione può avvenire non più attraverso leggi in senso stretto (sempre vere in generale) bensì attraverso regolarità tendenziali su base
probabilistica
- PIANO METODOLOGICO: la ricerca nomotetica, nella maggior parte dei casi, pone un problema di ricerca, tenta, attraverso la teoria, di
individuare una possibile risposta (ipotesi), e la sottopone alla «prova dei fatti. Buona parte della validità di una ricerca nomotetica sta
proprio nel modo in cui l’ipotesi, che ha la forma di una proposizione che mette in relazione concetti astratti e relativi fattori su base
generale, potrà essere sottoposta a verifica nella realtà empirica (Con quali strumenti? Su quali soggetti? Le fasi della ricerca sono definite
in modo rigoroso, con relativa rigidità. più rilevante del lavoro concettuale del ricercatore precede la rilevazione. Il momento della
rilevazione è un «punto di non ritorno». Interessa un numero elevato di soggetti: è difficile ripetere la rilevazione
- PIANO TECNICO OPERATIVO: prevalentemente uso di strumenti ad alta strutturazione e tecniche di analisi di tipo statistico. Per questo
motivo, la ricerca nomotetica è anche chiamata ricerca quantitativa. Rilevazioni su un numero elevato di soggetti Strumentazione «chiusa»
(altamente strutturata, risposte a crocette) . Analisi statistica ovvero i dati risulteranno in statistiche, percentuali, tendenze…
6-LA COERENZA INTERNA NELLA RICERCA IDIOGRAFICA
-PIANO ONTOLOGICO: fa riferimento ad una prospettiva costruttivista, per la quale la realtà non è che il «riflesso della nostra attività
mentale di costruzione di significato» ognuno la vede a modo suo.
- PIANO EPISTEMOLOGICO: i presupposti di fondo sono che il ricercatore non è separabile dalla realtà di indagine gli esseri umani sono
dotati di libero arbitrio e che nessuna scienza possa prevedere e spiegare i loro comportamenti come regola generale, ma solo
comprendere… i significati che essi attribuiscono agli eventi, alle azioni, alle situazioni sotto esame le motivazioni alla base delle loro azioni.
Approccio olistico in cui il soggetto è preso in considerazione in tutta la sua complessità, singolarità e unicità. nella ricerca idiografica le
relazioni del soggetto con il suo ambiente sono uno dei principali aspetti di interesse. Il ricercatore non è distaccato dalla realtà sotto esame,
ma ne è parte integrante. Ruolo dell’empatia tra osservatore e soggetto osservato come mezzo per una maggiore comprensione e
condivisione dei significati attribuiti alle azioni. La partecipazione diretta al contesto di ricerca fornisce maggiori categorie interpretative,
Non «disturba» le rilevazioni ma le arricchisce. Trasferibile da soggetto a soggetto.
- PIANO METODOLOGICO: lo svolgimento della ricerca non è determinato da fasi rigidamente stabilite. La pianificazione delle fasi non è
rigida, quanto piuttosto caratterizzata da flessibilità. È preferibile parlare di momenti della ricerca. Circolarità tra rilevazione di dati,
interpretazioni, formulazioni di teorie locali e provvisorie l ricercatore è parte del contesto di ricerca, e i risultati della ricerca sono mediati
dalla sua interpretazione pur rimanendo essenziali quelle caratteristiche di scientificità come trasparenza, criticabilità e controllabilità della
ricerca scientifica.
- PIANO TECNICO OPERATIVO: uso di strumenti a basso grado di strutturazione e tecniche di analisi di tipo interpretativo/ermeneutico.
Per questo motivo, la ricerca idiografica è anche chiamata ricerca qualitativa. Rilevazioni su un numero non elevato di soggetti.
Strumentazione «aperta». Analisi interpretativa ovvero i dati non vengono ridotti alla loro rappresentazione matematica ma sono parte del
tutto.
7-STRATEGIE DI RICERCA IN EDUCAZIONE
La ricerca scientifica di matrice empirica non è (ovviamente) una prerogativa dell’ambito pedagogico-educativo. La pedagogia, nella
tradizione italiana, è soprattutto un ambito di studi teoretico-filosofico. Storicamente la pedagogia sperimentale» nasce nel 1900, sulla scia
della «psicologia sperimentale». Gli approcci nomotetici e idiografici sono adottati in generale nelle scienze sociali. Vi sono tuttavia delle
caratteristiche peculiari della ricerca di ambito educativo. Gli esiti dell’agire educativo sono caratterizzati da:
– Irreparabilità: l’azione educativa non può essere revocata (Dewey). – Imprevedibilità: entra in relazione con la singolarità unica e
originale del soggetto. – Illimitatezza: qualità non pienamente controllabile.
Accanto alla distinzione tra ricerca nomotetica (o quantitativa) e ricerca idiografica (o qualitativa), vi è una seconda discriminante
importante:
- Le ricerche OSSERVATIVE sono quelle che non prevedono alcun intervento diretto del ricercatore.
- Le ricerche CON INTERVENTO per l’appunto prevedono l’introduzione di una «manipolazione» della realtà in modo da valutarne gli
effetti. Le ricerche con intervento sono in grado di dare risultati più «forti». In particolare, sono le sole in grado di individuare o portare a
verifica relazioni di causa-effetto fra fattori. Se manipolo un fattore seguirà una conseguenza. Per questo richiedono maggior rigore
metodologico e riflessione sulla questione etica. L’intervento in ambito educativo deve prevedere dunque una riflessione etica e bisogna
avere consapevolezza di limitatezza, imprevedibilità e irreparabilità.
8-STRATEGIE DI RICERCA IN EDUCAZIONERICERCA STANDARD
- Formula un’ipotesa e prova a confermare tale ipotesi - I concetti coinvolti vengono operazionalizzati, ossia definiti in termini di elementi
direttamente osservabili, chiamati indicatori - Vengono individuati delle metodologie e degli strumenti di rilevazione atti a rilevare i valori
corrispondenti a tali - variabili. In alcuni casi, tali strumenti possono essere trovati in letteratura (questionario es) - strumentazione (uno o
più strumenti) ad alta strutturazione che, a ciascuna variabile, faccia corrispondere un «item» atto a rilevarla nello specifico soggetto.
Viene poi predisposta una matrice dei dati, ossia una tabella rettangolare con una riga per ogni soggetto e una colonna per ogni variabile. -
Si procede con un’analisi statistica dei dati presenti nella matrice dei dati, volta a verificare la congruenza con l’ipotesi. Infine i dati vengono
interpretati e pubblicati. (ricerca nata in ambito accademico e quindi condivisa con comunità scientifica)
9-STRATEGIE DI RICERCA IN EDUCAZIONEESEMPIO DI RICERCA PER ESPERIMENTO
- L’obiettivo è individuare relazioni causali tra un fattore dipendente (aumento del coinvolgimento) e un o indipendente (clickers). Presumo
che l’uso dei clicker sia causa di maggior coinvolgimento (non viceversa) - l’uso dei clickers non era preesistente ma viene introdotto dal
ricercatore per valutarne l’effetto cioè viene prodotto artificialmente del fattore indipendente per valutare le variazioni del fattore
dipendente. - Occorre tenere presenti due aspetti: 1) Non è sufficiente effettuare l’intervento e misurare la variabile dipendente solo dopo
averlo realizzato; occorre anche una misurazione dello stato iniziale della variabile per valutare la variazione tra stato iniziale e stato finale.
RILEVAZIONE INIZIALE + FATTORE SPERIMENTALE + RILEVAZIONE FINALE 2) Il fattore sperimentale (FS) è lo stato modificato del fattore
indipendente. Tale modifica viene anche chiamata stimolo sperimentale (utilizzo dei «clickers»). Le rilevazioni iniziale (RI) e finale (RF) della
variabile dipendente devono avvenire con uno strumento ad alto grado di strutturazione. Questo è il solo modo per fare una vera e propria
stima della “differenza” dei due stati iniziale e finale (e non solo un generico confronto). - Inoltre una ricerca per esperimento deve verificare
che il variare della variabile dipendente sia effettivamente causa dello stimolo sperimentale. Per fare ciò serve un “gruppo di controllo” in
cui lo stimolo non viene introdotto. A questo punto vengono messi a confronto le variazioni delle variabili dipendenti (gr controllo e gr
sperimentale) solo se quella sperimentale è sensibilmente maggiore della seconda si può concludere che il fattore stimolo sia realmente la
causa della variazione della variabile dipendente. - Se vogliamo parlare in senso stretto di esperimento questo deve avvenire unicamente in
condizioni controllate. Tutte le variabili di disturbo dovrebbero essere rese ininfluenti. In ambito educativo pedagogico questo è
estremamente complicato. ( abitudine nell’uso dei clickers, insegnate + o – bravo a motivare, ricercatore che influenza ecc…). Viene quindi
introdotto il concetto di “quasi esperimento” in cui bisogna dare molta attenzione alla generalizzazione. - Sperimentazione vs innovazione
didattica: l’innovazione non è necessariamente sperimentazione. Sperimentare un’innovazione vuol dire testare scientificamente
l’innovazione stessa.
10-STRATEGIE DI RICERCA IN EDUCAZIONERICERCA STUDI DI CASO
- Ideografica e longitudinale (+ rilevazioni sul medesimo sogg o gr) - Unità di analisi che ha senso di indagare per alcune sue peculiarità - A
differenza di ricerche nomotetiche le ipotesi e il quadro teorico sono in continua ridefinizione - Se nella ricerca l’obbiettivo è generalizzare il
più possibile a rovescio qui mi chiedo come questo caso specifico si relazione all’ambiente generale. - Le tecniche di rilevazione possono
comprendere strumenti quantitativi ma principalmente si usano quelli qualitativi analizzati con progetti di triangolazioni ovvero confronto tra
due o + punti di vista a livello di ricercatori, osservatori, teorie, metodi, dati… - I risultati non sono generalizzabili - risultati di uno studio di
caso in un determinato momento verranno pubblicati, ma il processo di ricerca potrà prefigurare interventi e azioni per il caso esaminato.
11-SVOLGIMENTO DI UNA RICERCA EMPIRICA IN EDUCAZIONE
PRINCIPI GENERALI: Una ricerca è empirica se prevede, durante il suo svolgimento, una o più rilevazioni di dati provenienti dalla realtà
empirica. la rilevazione dei dati deve contribuire a costruire conoscenza attraverso una metodologia appropriata, che formalizzi i passaggi
affinché possa essere criticata e idealmente replicati. a rilevazione dei dati deve avvenire sulla base di obiettivi conoscitivi chiari e ben
formulati, un conto è vedere un altro è osservare (aver un obiettivo, porre attenzione ecc…) Una parte imp
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Appunti lezione Pedagogia sperimentale
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Appunti lezione 3 di Pedagogia sperimentale su Ricerca empirica
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Appunti pedagogia sperimentale
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Appunti Pedagogia Sperimentale II