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06/11/25

CESARE PAVESE: LA LUNA E I FALO’

Il frontespizio contiene “For C’ (attrice americana Constance Dowling, di cui si era

innamorato) Ripeness is all” (la maturità è tutto→ tema della conquista della maturità, la

pienezza della propria identità)

Il protagonista è senza nome e a 40 anni deve affrontare la conquista della maturità e ci

prova ritornando nel luogo dove ha abitato e che ha abbandonato per 20 anni.

Il sottotesto è l’Ulisse Dantesco, ma qui più che di un ritorno si tratta di un pellegrinaggio.

Incipit romanzo→ Lui sa che in questo paese non c’è nato, c’è un'identità negativa.

Sappiamo che parla delle Langhe, di cui Pavese ha fatto il centro dei suoi racconti.

Ci sono tanti nomi di paesi.

Questo personaggio è un trovatello, è cresciuto in un paese ma non sa se è davvero nato lì.

Nel Regno d’Italia c’era una legge che prevedeva che un trovatello potesse essere affidato

ad una famiglia, che riceveva del denaro mensilmente, quindi la famiglia che accoglie questo

ragazzo è una famiglia povera di mezzadri (metà del loro prodotto va a loro e metà ai

proprietari).

Virgilia e Padrino sono i genitori adottivi.

Non è la prima volta che lui torna in paese, ritorno distinto dal ritorno definitivo di Ulisse, lui

ritorna periodicamente come se fosse in visita.

La valle del Belbo finisce a Canelli, che era la porta del mondo, chiusa alla maggioranza.

“Il fico storto, la finestretta vuota”: Nei libri di mitologia il fico è legato ai riti di fecondità, ma

qui associato alla finestra ci riporta al capitolo dei Promessi Sposi dove Lucia lascia il paese

e mentre è in barca si volta indietro e guarda la finestra e il fico sopra e ascolta i passi di

Renzo arrossendo, non sapendo che non ci tornerà più: Quindi indicano il tema della

nostalgia.

“Ma intorno gli alberi e la terra erano cambiati”: Tutto è com’era prima ma tutto è diverso,

qualcosa impedisce il pieno riconoscimento.

“Ma non mi ero aspettato di non trovare piú i noccioli”: I noccioli diventano correlativo

oggettivo dell’infanzia.

“Ma intanto adesso mi faceva l’effetto di quelle stanze di città dove si affitta, si vive un giorno

o degli anni, e poi quando si trasloca restano gusci vuoti, disponibili, morti”: Marx dice che il

proletario è uno senza casa, lui non ha una casa, sarà sempre in affitto

La ferrovia è la strada per uscire dal mondo.

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via: chi non ha un paese non può

giungere a maturità, quindi torna al paese per vedere se è possibile mettervi radici.

Sappiamo che il protagonista sta a Genova e che ha girato tutta l’America.

Tutti quelli del paese vogliono fargli sposare le figlie, dato che è ricco, lo è diventato.

Nuto, che non si è mai allontanato, dice che bisogna rimanere nella valle.

Il fatto che non abbia un nome è fondamentale, il primo nome che appare è Americano, ma

viene chiamato anche “Anguilla” da Emilia, la governante della fattoria della Mora.

Lui vivrà in due luoghi durante la visita al paese: nel casotto della Gaminella e nella fattoria,

dove inizialmente sta gratis e poi riceve un salario per il lavoro di bracciante.

C’è una ragione per cui è arrivato in questo paese.

Senza nome nel mito è Ulisse “nessuno”, ma anche Edipo (significa piede gonfio) che è il

nome che gli viene dato dopo che è stato trovato.

Mito del fanciullo divino che riceve il nome più tardi, non è il nome che lo lega alle radici,

nella società contadina il nome è importante, è quello del nonno (sepolto già nel paese).

Lui ha un impulso a tornare, anche se non sa dove (tema tipicamente novecentesco), quindi

è un ritorno vuoto.

Il racconto è costituito come l’autobiografia di Anguilla e quello che conta non è il passato

ma i processi di ricerca del passato, come nelle principali autobiografie del 900, e questa

ricerca avviene tramite tutti e 5 i sensi.

La terra è qualcosa che si tocca, perché vi poggio i piedi, quindi attraverso il tatto non solo

tocco ma vengo toccato, quindi il suolo è ciò che tocco e da cui vengo toccato quindi

riconosciuto.

Quando sta in America dice che quelle montagne nessuno le ha mai toccate, gli americani

non hanno un rapporto diretto con la terra come i contadini delle Langhe.

Nella prima pagina sono molto presenti: carne, terra, sangue, luogo, ossa.

Sangue e terra in tedesco sono il motto del nazismo→ Blut und boden.

Dalla discendenza io posso situarmi, se non posso situarmi non ho identità, uno che non ha

antenati al camposanto a sua volta non potrà essere padre, iscriversi in questa discendenza.

In quanto non può essere padre non può giungere alla maturità citata nell’epigrafe (citazione

di Shakespeare).

Non può stabilire una radice quindi non può diventare padre.

Qui il paese è quello paterno, dove non ha madre e non può divenire padre, ma qui non c’è il

tema materno.

La mitologia è la chiave di lettura di questo romanzo, non la psicanalisi.

Pavese dirige una collana di libri per Einaudi, la collana viola, che pubblica testi di

antropologia e storia delle religioni, testi di autori di destra, quindi Pavese viene accusato di

incoerenza, ma questa era la sua cultura, di destra.

Pavese scriveva un diario da quando era stato isolato, un diario filosofico e intimo, dove

parla spesso delle sue letture e in particolare di “L’anima primitiva” di Levy Bruhl dove si dice

che nelle culture africane, l’identità non è in

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

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