GENETICA MEDICA
La genetica medica è la scienza che studia la variazione genetica umana in
relazione alla salute e alla malattia.
HGP (Human Genome Project) è stato un programma di ricerca
internazionale e collaborativo il cui obiettivo era la mappatura e la
comprensione completa di tutti i geni degli esseri umani. Ha stimato che il
numero dei geni umani, circa 50.000.
CAPITOLO 1: TERMINOLOGIA GENETICA DI BASE
Il termine genoma si riferisce a tutto il DNA in un organismo, il gene
rappresenta l’unità funzionale dell’ereditarietà, costituito da una sequenza di
DNA.
Il genoma umano è composto al 99,9995% da DNA nucleare e per il restante
da DNA mitocondriale, quest’ultimo è altamente codi cante.
Il lamento di DNA contiene il codice per produrre un singolo lamento di
RNA. L’RNA viene utilizzato o per la produzione diretta di un peptide (mRNA)
o per la produzione di rRNA, tRNA, snRNA…
Il gene contiene regioni codi canti, chiamati esoni, e regioni non codi canti,
chiamati introni. La quantità di esoni è diversa per ogni gene.
Il DNA presenta al 45% copie di geni ripetute una sola volta, 45% copie
ripetute e al 10% di DNA satellite. Quest’ultimo è altamente ripetuto e molto
variabile, infatti viene utilizzato in ambito forense.
Il genoma di una cellula germinale è aploide (n), cioè presenta 23 cromosomi
separati. 22 di questi cromosomi sono detti autosomi, non partecipano alla
determinazione del sesso. Il 23° cromosoma può essere X o Y(solo nei
gameti maschili) e determina il sesso.
Lo zigote e tutte le cellule somatiche presentano un genoma diploide (2n),
costituito da 46 cromosomi, 2 sessuali e 44 autosomi.
Dallo zigote hanno origine tutte le cellule del corpo tramite mitosi. La meiosi ,
invece, è il processo di divisione dei gameti.
Nella meiosi maschile il citoplasma si divide equamente, da uno spermatico
si generano 4 spermatozoi maturi. In quella femminile invece quasi tutto il
citoplasma va in una cellula glia, che formerà poi la cellula uovo. Le altre
cellule glie diventano un corpo polare, una cellula più piccola, non
funzionale che alla ne degenera.
La meiosi maschile comincia in pubertà e la spermatogenesi continua per
tutta la vita. La meiosi 1 femminile inizia in pubertà, la meiosi 2 inizia solo se
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l’oocita secondario viene fecondato. L’oogenesi dura no all’ultimo ciclo
prima della menopausa.
Nei gameti avviene il crossino over, cioè uno scambio di segmenti tra
cromatidi di cromosomi omologhi.
Le sequenze e erenti di un gene vengono chiamate alleli e la posizione di un
gene sul cromosoma è de nito locus.
Se una persona ha lo stesso allele su entrambi i cromosomi, si difenisce
omozigote, se gli alleli sono diversi allora è eterozigote.
Il genotipo è a costituzione genetica di un individuo ad un dato locus. Il
fenotipo è l’espressione di osservabile di un set di alleli. Il fenotipo oltre a
essere determinato dal genotipo è in uenzato dall’ambiente.
Ad esempio nei casi di fenilchetonuria (malattia autosomica recessiva
caratterizzata in una mutazione della fenilalanina idrollisasi e mancata
metoblizzazione della fenilalanina) il fenotipo può essere modi cato da una
dieta povera di fenilalanina, il soggetto non svilupperà un ritardo cognitivo,
che è la principale conseguenza di questa mutazione.
Il termine mutazione spesso è utilizzato per indicare modi che nella
sequenza di DNA che causano malattie genetiche e sono quindi
relativamente rare, con un frequenza nella popolazione meno dell’1%, se il
tasso di mutazione è superiore all’1% si parla di polimor smo. Tutti gli
organismi sperimentano un certo numero di mutazioni come il risultato di
normali operazioni cellulari o interazioni casuali con l’ambiente queste sono
chiamate mutazioni spontanee.
Le mutazioni possono essere:
-cromosomiche: ducono un cambiamento nel numero dei cromosomi. Sono
talmente severe che in genere portano ad aborti spontanei subito dopo il
concepimento
-strutturali: riguardano la struttura e l’organizzazione regionale dei
cromosomi: duplicazioni, delezioni o inversioni di un segmento cromosomale
-geniche: includono sostituzioni di singole base, inserzioni e delezioni.
Il tasso di mutazione è speci co per ogni specie e varia in base alla
dimensione del cromosoma, nell’uomo è stimato essere di circa 10-8 per
paio di base per generazione, ogni gamete contiene circa 30 nuove
mutazioni, in maggioranza in regioni non codi canti.
Certe sequenze nucleotidiche sono particolarmente suscettibili di mutare,
queste zone sono de nite regioni hot-spot di mutazione. Un esempio è la
sequenza CG metilata, la meditazione della citosina può portare alla
formazione di un intermedio instabile che perde il gruppo amminico e diventa
timina.
Le mutazioni sono quindi:
-puntiformi
-delezioni
ff fi fi fi fl fi fi fi fi fi
-inserzioni
-duplicazione di un gene
-inversione
-fusione tra cromosomi: si ha quando i telomeri che dovrebbero evitare la
fusione, tendono ad accorciarsi
-duplicazione di un genoma: nell’uomo non è compatibile con la vita, nelle
piante genera nuove specie.
Negli eucarioti frequentemente si riscontrano copie multiple di geni, tutte con
sequenza identica o simile. Un gruppo di tali geni è detto famiglia
multigenica, che corrisponde a un insieme di geni correlati che si sono
evoluti da un certo gene ancestrale mediante un processo di duplicazione
genica. Un esempio è la famiglia dei geni della globina composta da 7 geni
a−simili sul cromosoma 16 e da 6 geni B-simili sul cromosoma 11.
Le mutazioni possono causare sia un guadagno di funzione che una perdita
di funzione del prodotto proteico.
Le mutazioni delle regioni codi canti si dividono in
-silenti/sinonime: cambia la sequenza ma non cambia l’amminoacido
codi cato
-missenso/non sinonime: la mutazione induce la traduzione di un
amminoacido diverso
-non senso/stop: viene tradotto in cotone di stop
-frameshift: caratterizzate da uno scivolamento nella fase di lettura,
determinato da una delezione o da una inserzione di una base azotata.
-variazione del numero di triplette: si ha un aumento o una diminuzione delle
triplette in una sequenza. Responsabili di malattie neurodegenerative come
la corea di Hunginton.
Ogni malattia è determinata quando la mutazione superano una determinata
soglia, causando instabilità genetica.
Le mutazioni possono essere spontanee, indotte da agenti de niti mutageni
(radiazioni o sostanze chimiche).
L’ età dei genitori è fortemente correlata con la probabilità di trasmettere una
mutazione alla propria prole. Alcune anomalie cromosomiche
aumentano drammaticamente con l’età materna mentre mutazioni di un
singolo gene aumentano con l’età paterna.
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CAPITOLO 2: LE LEGGI DI MENDEL
Mendel condusse esperimenti sulla piante di pisello, in quanto essi
presentavano vantaggi, poiché sono disponibili in molte varietà con
caratteristiche ereditarie distinte (caratteristiche) con diverse varianti (tratti).
Incrocio monoibrido: un incrocio genetico tra genitori che di eriscono negli
alleli per una caratteristica particolare.
Al primo incrocio compaiono solo il carattere di
uno dei due genitori (DOMINANTE) nel secondo
incrocio compare anche il carattere dell’altro
genitore (RECESSIVO) che è stato “segregato”
nella prima generazione.Alla prima generazione,
F1, tutti hanno mostrato il fenotipo di uno dei
genitori (dominante).Nella seconda generazione,
F2, è riapparso il fenotipo dell'altro genitore
(recessivo) e i fenotipi dominanti e recessivi sono
stati presentati con un rapporto 3: 1.
Il quadrato di Punnet è uno strumento che serve ad analizzare gli incroci
genetici.
Es: Tt x Tt Genotipi:
1 TT= Stelo lungo
2 Tt = Stelo lungo
1 tt = Stelo corto
Rapporto genotipico= 1:2:1
Fenotipi:
3 Stelo Lungo
1 Stelo corto ff
Rapporto fenotipico = 3:1
L’allele dominante si manifesta sempre, l’allele recessivo viene sempre
mascherato se è presente un allele dominante.
Incrocio tra diibridi: incroci tra linee parentali che di eriscono per due
caratteristiche ossia per due geni.
TT PP x tt pp In F1 tutte le piante avranno stelo
lungo e ori viola, quindi un solo
genotipo e un solo fenotipo.
Tt x Pp In F2 si osservano 9 genotipi e4
fenotipi diversi:
- Alti e viola (9)
- Alti e bianchi (3)
- Corti e viola (3)
- Corti e bianchi (1)
Test cross: serve a individuare il genotipo sconosciuto di un individuo tramite
un incrocio con un omozigote recessivo (pp, quindi ore bianco).
Se si ottiene il 100% di ori viola, allora l’altro genitore ha genotipo PP, se sin
ottengono 50% di ori viola e 50% di ori bianchi, allora il genitore ha
genotipo Pp.
Dominanza incompleta: nell’incrocio tra RR (rosso) e rr (bianco), avremo ori
Rr (rosa). In questo caso i geni mostrano una dominanza incompleta perché
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il fenotipo dell’eterozigote è un intermedio tra l’omozigote dominante e
l’omozigote recessivo
Rr x Rr
In alcuni casi il fenotipo può essere in uenzato anche dall’ambiente. Ad
esempio il pH del terreno può andare a modi care il colore di un ore.
2.2: Genetica dei gruppi sanguigni
Per il sistema AB0 i gruppi sanguigno sono 4: A,B,AB,0. I primi tre gruppi
rappresentano rispettivamente le persone che portano gli antigeni A, B o A e
B sulla super cie dei loro eritrociti. Il gruppo 0 non presenta antigeni. Nel
plasma ogni gruppo sanguigno presenta gli anticorpi: anti-B (gruppo A), anti-
A (gruppo B). Il gruppo 0 presenta entrambi gli anticorpi, AB non presenta
anticorpi. La variante del gene “A” codi ca per un enzima (transferasi) che
aggiunge N-acetilgalattosamina allo zucchero terminale dell’antigene H
-N-acetilgalattosaminiltransferas.
La variante del gene “B” codi ca per un enzima che aggiunge D-galattosio
allo zucchero terminale dell’antigene H -D-galattosiltransferasi.
CODOMINANZA = Entrambi gli alleli sono espressi contemporaneamente
nell’eterozigote. Ciò si traduce in una prole con un fenotipo che non è né
dominante né recessivo. Es: il gruppo sanguigno AB.
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