Introduzione
Martedì 27 settembre 2022 08:59. La comunicazione di massa è uno strumento, non è né un bene né un male (come dice Huxley, autore del romanzo distopico Il mondo nuovo). La distopia è una utopia negativa, una previsione negativa e indesiderabile del futuro. I mezzi di comunicazione di massa in sé non sono né buoni né cattivi, sono solo strumenti, sono una grande forza (neutra dal punto di vista morale).
Etica
L'etica è il ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento umano. Tommaso d'Aquino afferma che il primo precetto dell'etica è che bisogna fare ciò che è bene e non fare ciò che è male. La filosofia per Kant si può ricondurre a tre domande fondamentali: che cosa posso sapere, che cosa devo fare e che cosa posso sperare – l'etica risponde alla seconda domanda.
L'etica nasce con la filosofia greca, con Socrate e poi Platone e Aristotele. Per quest'ultimo il fine della condotta umana è la felicità, che si raggiunge attraverso un comportamento virtuoso e adeguato. Vi è anche l'etica cristiana, basata sulla paternità di Dio, la regola di condotta è il comandamento dell'amore verso gli altri.
Schopenhauer entra in forte polemica con la morale kantiana: la morale produce la conoscenza e non il contrario. Hegel supera la moralità individuale, l'eticità è quella dello stato, il dovere etico è fare la volontà dello stato.
La cultura inglese ha invece un approccio molto diverso all'etica, un approccio più utilitaristico. L'obiettivo rimane la felicità, ma non quella individuale bensì la massima felicità per il maggior numero di persone.
Vi sono poi quelli chiamati i filosofi del sospetto (Marx, Nietzsche, Freud) i quali mettono in crisi il modo in cui fino ad allora erano state concepite la morale e l’etica. Questi filosofi sospettano che dietro la morale si muovano in realtà delle forze diverse, che sono o interne all’uomo (come l'inconscio o la volontà di potenza) o esterne all'uomo (come i mezzi e le forze di produzione).
Nietzsche si presenta come primo immoralista della storia. Freud considera i valori morali come l’interiorizzazione dell’individuo delle norme, >sublimazioni.
In ambito anglosassone/tedesco, più recentemente vi sono anche approcci di tipo giuridico-istituzionali, che collegano la morale a istituzioni politiche. Uno dei principali esponenti è Rawls, che richiama alle teorie di utilitarismo (maggiore felicità per il maggior numero) rivedendo però alcuni aspetti. L'aspetto necessario della morale ideale secondo Rawls è che con il miglioramento della condizione, non deve venire intaccata in modo negativo la condizione di chi sta peggio.
Verso la fine del ventesimo secolo, l’esigenza è che la filosofia morale e l’etica risolvano dei problemi concreti che si pongono alle persone, perché si pongono di fronte all’uomo delle scelte drammatiche, delle alternative morali. L’etica che risponde ai problemi della vita (bioetica).
L’etica è ogni dottrina o riflessione filosofica intorno al comportamento umano, che intende indicare quale sia per l’uomo il vero bene e quali siano i mezzi corretti per conseguirlo.
Deontologia
Etica legata ad un particolare campo d'azione (es. deontologia della comunicazione), concetto strettamente legato all’etica, dal greco deon= dovere, termine utilizzato per indicare quei settori che si occupano di un campo di attività. Termine coniato nel 1834 da Jeremy Bentham. Tra etica e deontologia vi è un legame indissolubile, tanto che la deontologia ha spesso bisogno di legarsi all’etica.
Harari (storico, autore di Da animali a dei) vuole rispondere alla domanda: perché l'homo sapiens ha avuto successo? Per rispondere a questa domanda sostiene una teoria di tre rivoluzioni:
- Rivoluzione cognitiva (70.000 anni fa): è il segreto del successo dell’uomo sapiens, capace di insediarsi in ambienti diversi e prevalere sugli altri esseri viventi. Per Harari quello che ha permesso questo successo è il linguaggio e la comunicazione, che ha permesso all'uomo di conquistare il mondo. Non si trattava però di ogni forma di linguaggio esistente e non era nemmeno il primo linguaggio vocale, ma era il linguaggio che aveva caratteristiche peculiari (era adattabile, il linguaggio si è sviluppato per condividere le informazioni sul mondo). Terza caratteristica del linguaggio dei sapiens è quella di parlare di cose che gli uomini non hanno mai visto, toccato o odorato, il cosiddetto linguaggio astratto, l’uomo parla di cose che non esistono. Questa terza caratteristica fa sì che gli uomini possano cooperare in maniera flessibile anche in comunità formate da moltissimi individui.
- Rivoluzione agricola (12.000 anni fa): di questa ci interessano le conseguenze che ha avuto sulla comunicazione. Quando le entrate agricole erano tante, i prodotti erano troppi, non si era più in grado di immagazzinare questo problema, e per superare questo problema gli antichi sumeri inventano un sistema per immagazzinare ed elaborare le informazioni senza doverle tenere a mente; così nasce la scrittura, da cui nasceranno i regni, gli imperi. I primi testi della storia umana sono banali strumenti economici, amministrativi, sono documenti burocratici.
- Rivoluzione scientifica (inizia nel 1500 d.C. in Europa): possiamo considerare un evento simbolico di questo periodo la scoperta dell’America, il presente e soprattutto il futuro diventano più importanti per l’uomo del passato. Per controllare questi nuovi territori colonizzati gli europei dovevano raccogliere una grande quantità di dati, quindi gli studiosi cominciano ad elaborare queste informazioni e capiscono che le informazioni che vengono apprese sono più importanti di ciò che già esisteva. Nasce poco dopo il metodo scientifico, che si basa su quelle che Galileo chiama le sensate esperienze, fatte sul campo. Invenzione della stampa: basata su elementi mobili, introdotta nel 1953. Questa tecnica si rivelò di gran lunga migliore rispetto alle precedenti, in primo luogo ha contribuito alla diffusione della cultura, che ha raggiunto fasce sempre più alte della popolazione.
È la comunicazione che ha fatto sì che l'uomo sapiens progredisse nelle tre rivoluzioni. Pascal dirà che l'uomo è "una canna pensante", proprio perché il pensiero lo distingue da tutto il resto.
Harari in un'altra opera (Homo deus) traccia alcuni scenari del futuro che ci attende, il progresso scientifico e tecnologico ha conseguenze molto importanti sul piano socio-economico e sul piano educativo, perché per esempio tutto quello che si insegna oggi potrebbe essere del tutto irrilevante nel 2030 o 2040. L'unico modo per gli uomini di non farsi superare dal progresso scientifico è di reinventarsi continuamente, l'uomo nella sua struttura rimane sempre lo stesso (un narratore di storie secondo Harari) ma il suo potere dipende dalla sua capacità di raccontare nuove narrazioni.
Comunicazione di massa
I mezzi di comunicazione di massa sono quei mezzi che servono per diffondere messaggi ad un pubblico molto ampio e variegato. La caratteristica del mondo contemporaneo è che a differenza dei secoli passati oggi la maggior parte delle storie degli uomini sono raccontate dai mezzi di comunicazione di massa -> cambio culturale.
Uno dei problemi del mondo attuale è quello del rapporto dell'uomo nei confronti delle macchine -> alcune posizioni recenti su questo rapporto, come quella di Andrea Moro, affermano che ancora oggi la biologia e la tecnologia non sono a oggi sovrapponibili, ovvero la macchina non può sostituire l'uomo perché il linguaggio della macchina non può raggiungere la complessità del linguaggio umano. Nell'uomo c'è qualcosa di irriducibile che la macchina non potrà mai sostituire, la coscienza è irriducibile. Sarà sempre l'uomo con la sua etica e deontologia a fare sì che le macchine diano un contributo positivo all'umanità -> è responsabilità dell'uomo.
Giorgio Parisi dà una lettura positiva degli algoritmi e delle macchine: l'algoritmo è un procedimento, una serie di istruzioni utili a risolvere problemi, che se usata bene può salvare il mondo -> Parisi fa un bilancio di tre morali secondo lui fondamentali:
- Senza dati sperimentali non si va da nessuna parte
- Le idee dell'uomo sono come un boomerang, partono da una direzione e possono portare in una direzione diversa
- Nonostante gli sforzi per prevedere il futuro, il futuro ci sorprenderà
Metodo casistico. Tema dell'informazione: problema di libertà d'informazione, problema del rapporto tra informazione e verità o tra informazione e dignità umana -> tutti problemi dell'etica e della deontologia.
La comunicazione è l'attività che configura il mondo come umano. La comunicazione è un rivolgersi di un io ad un tu, questo tu nei mezzi di comunicazione di massa non è un tu personale ma un pubblico ampio e ipotetico. Una comunicazione vera e chiara deve stare attenta alla relazione tra i parlanti.
Libertà tra diritto ed etica
Lunedì 3 ottobre 2022 23:22. L'etica dà un giudizio di giustizia delle azioni dell'uomo -> come si possono giudicare queste azioni? C'è un criterio, secondo Vito Mancuso, secondo cui ogni uomo deve giudicare sé stesso e interrogarsi sulla giustizia o meno delle sue azioni -> questo fa appello alla libertà, se non c'è libertà non c'è etica, l'etica postula necessariamente la libertà perché implica la scelta.
Che cos'è la libertà? La libertà ha diverse forme, libertà positiva e libertà negativa -> ogni discorso sulla libertà connette la libertà con qualche altra cosa, non c'è un concetto assoluto di libertà, è sempre libertà rispetto a qualcosa. La libertà appartiene all'uomo come essere umano, essere libero non significa vivere in solitudine ed essere liberi da soli, la libertà non dev'essere fine a sé stessa ma deve essere condivisa con gli altri, la libertà è partecipazione.
Mancuso parla di libertà come un processo, una scala, di cui:
- Primo gradino: "libertà da" qualcosa, liberarsi da tutto ciò che ci rende prigionieri
- Secondo gradino: "libertà di" ovvero la libertà di scelta, il libero arbitrio
- Terzo gradino: "libertà per" libertà come impegno per gli altri, la libertà si consacra nelle relazioni con gli altri
- Quarto gradino: "libertà con" la vera libertà vuole la libertà con tutti, libertà è uno spazio sociale
Anche Harari si interroga sulla libertà e dice che in realtà quasi tutte le scelte che noi prendiamo non sono libere, ma sono condizionate dalla cultura sociale.
Il principale autore su cui ci concentriamo parlando di libertà è Jemolo, un cattolico liberale. Per Jemolo il conformismo è per chi ha paura di rimanere solo andando contro corrente, per il "ben pensante". La parola "problema" nell'etica non ha lo stesso valore che ha nelle altre scienze, come per esempio la matematica, perché nelle scienze esatte problemi e soluzioni sono determinati, nelle scienze morali non è così, la soluzione dei problemi sta nella vita degli individui, ogni individuo deve ricercare da sé la propria soluzione.
I problemi pratici della libertà sono problemi del diritto, secondo Jemolo qualunque legge morale si può applicare mediante l'uso dell'intelligenza. C'è un rapporto tra il diritto e la morale, per Jemolo devono trovare un punto di incontro, stabilito dal diritto, il diritto sancisce il minimo etico necessario alla convivenza e lascia alla coscienza degli uomini il resto.
Problemi pratici della libertà si pongono nella vita pratica dell'uomo ma hanno anche un'altra accezione: la libertà ha una sua formulazione teorica ma non può essere considerata solo né suo aspetto formale, ma anche nella loro dimensione attuativa e pratica -> la dimensione pratica viene prima della dimensione teorica, anche a livello di importanza.
Il diritto non esaurisce le norme che sono date nella società, lo stato è solo un aspetto della realtà e delle libertà, vi sono libertà che a noi oggi sembrano essenziali ma che magari non si desideravano nel passato. Vi sono questioni che sono emerse nel tempo. Secondo Jemolo la condizione necessaria perché ci sia la libertà è che vi siano degli uomini che abbiano il senso della libertà, uomini liberali. Tra le libertà vi è solidarietà, non è mai possibile affermare una libertà a discapito delle altre o le libertà si affermano tutte o vengono negate tutte, quindi le libertà vanno difese tutte.
I limiti delle libertà: tutte le libertà hanno dei limiti, questo per la conservazione della convivenza. Un altro tema è quello del rapporto tra maggioranze e minoranze, quanto la maggioranza può imporre alla minoranza. Qual è l'essenza di una democrazia? La possibilità di cambiare i governanti.
Esiste una gerarchia delle libertà, tutte sono solidali ma vi è una libertà che Jemolo considera più fondamentale: quella di esprimere le proprie idee e cercare in qualche modo di divulgarle. Se un tiranno negasse tutte le libertà politiche ma consentisse la libertà d'espressione e di critica vi potrebbero essere favorevoli sviluppi per il ritorno alla libertà e alla democrazia, proprio per questo che i tiranni più astuti si preoccupano prima di ogni cosa di negare quella libertà, ad esempio controllando i mezzi di comunicazione -> perché lo scopo delle dittature è di addormentare le menti e le intelligenze.
Diritto d'informazione: i giornalisti
Libertà d'informazione (cit. non può esserci una società ignorante e libera, bisogna conoscere per fare scelte consapevoli) -> diritto d'informazione (carta dei diritti fondamentali dell'uomo). In Italia la libertà di pensiero trova la sua garanzia nell'articolo 21 della Costituzione, la libertà di stampa non può essere soggetta ad autorizzazione e censura, l'unico limite esplicitamente riportato è il buon costume.
Nel 1963 la legge istituisce l'ordine dei giornalisti: elenco dei giornalisti professionisti (che lo fanno per professione) e l'elenco dei giornalisti pubblicisti (chi svolge attività giornalistica non occasionale ma esercita comunque un'altra professione). Vi è un consiglio dell'ordine nazionale e un consiglio degli ordini regionali, organismi a base elettiva che hanno poteri disciplinari nei confronti degli iscritti, poiché i giornalisti siano professionisti o pubblicisti devono seguire norme deontologiche, i consigli puniscono chi non rispetta queste norme. I giornalisti per essere professionisti devono fare un esame.
Aspetti importanti della figura del giornalista professionista:
- Segreto professionale: pone l'esigenza di un bilanciamento tra il diritto all'informazione e l'interesse fondamentale alla giustizia, il giornalista ha diritto di non rilevare le sue fonti (art. 200 codice procedura penale).
- Tutela della dignità umana nell'esercizio dell'attività giornalistica: no diffamazione, no calunnia, no offesa (art. 595 e seguenti codice penale).
- Scriminante (causa di giustificazione) del diritto di cronaca e del diritto di critica: per il diritto di cronaca posso ledere la dignità di una persona se è una notizia rilevante e socialmente utile all'opinione pubblica (requisiti: pertinenza, forma civile del racconto dei fatti, verità oggettiva dei fatti -> anche la verità putativa (io penso in buona fede che la notizia sia vera) è scriminante); per il diritto di critica (esposizione di un giudizio o opinione basata sull'interpretazione dei fatti) vale sempre il criterio della pertinenza e della continenza (forma del racconto), mentre rimane più sullo sfondo il criterio della verità.
- Diritto di satira: anche la satira deve mantenere il limite della continenza.
Deontologia dei giornalisti
L'autoregolamentazione deontologica riguarda anche i giornalisti, anche se i diritti e i doveri dei giornalisti riguardano principalmente la legge del 1963: è diritto dei giornalisti dare l'informazione, con i limiti della personalità e con l'obbligo della verità, devono rispettare il segreto professionale. Carta dei doveri del giornalista 1993, carta di Treviso 1990 e vademecum di Treviso del 1995 -> rapporto tra stampa e tutela dei minori: va garantito l'anonimato del minore soggetto di fatti di cronaca, vanno evitate indicazioni che possano portare alla sua identificazione (vale sia per la stampa che per il giornalismo online).
Nel 2016 entra in vigore il Testo unico dei doveri del giornalista: il giornalista difende il diritto di opinione e informazione e garantisce la verità, rispetta i diritti e le libertà degli individui (approfondire articolo 2 e articolo 8). Nell'ordinamento la violazione di norme deontologiche provoca sanzioni disciplinari presso il consiglio dell'ordine a cui è iscritto il giornalista incolpato.
Famosi casi di violazione disciplinare: caso di Enzo Tortora -> paradigma dell'
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