ETICA E DEONTOLOGIA
Il corso tratta di etica, come Platone che punta il dito verso l’alto, a indicare l'idea del Bene, verso cui l'uomo dovrebbe tendere. Si mette in pratica l'etica attraverso l'etica della comunicazione e la deontologia, come Aristotele che distende il braccio a mezz'aria, per indicare il ritorno dal mondo delle idee verso la terra, in modo da applicare quel Bene alla realtà del mondo sensibile e avvicinarlo sempre di più a quello ideale. Teoria e concretezza.
LEZIONE 1
Il pendolo della mente oscilla tra senso e non senso, e non tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato - Carl Gustav Jung
Significa che nel momento in cui noi siamo chiamati a scegliere che cosa fare, la nostra mente non soppesa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Tende piuttosto a chiedersi se una scelta abbia un senso per noi e per la nostra vita oppure no. Noi tendiamo a fare cose che abbiano un senso per noi. Il trucco è cercare di imparare a dare un significato al bene per poterlo poi scegliere.
In occidente fin dall’antichità noi chiamiamo con il termine etica due cose differenti: da un lato con il termine etica noi intendiamo una riflessione filosofica che si rivolge ai nostri atti, il nostro agire e i nostri atteggiamenti. D'altro canto intendiamo con il termine etica anche quei principi che guidano i nostri atti, agire e atteggiamenti; sia nostri come singoli, sia nostri come comunità, sia in generale che in un determinato momento storico. Noi consideriamo la nascita e lo sviluppo dell’etica in occidente, quindi partiamo dalla filosofia del mondo classico, in Grecia. In Grecia il termine etica indica queste due cose diverse: possibilità ambigua di lettura.
Quindi in Occidente, fin dall’antichità, viene chiamata “etica”:
- la riflessione filosofica che si rivolge ai nostri atti, al nostro agire e ai nostri atteggiamenti;
- il complesso dei principi che guidano gli atti, l’agire e gli atteggiamenti del singolo e di una comunità, sia in generale che in un determinato periodo storico.
Nel linguaggio comune, l’etica può essere:
- l’adesione ai criteri e alle consuetudini di comportamento condivisi anche dalla comunità e grazie ai quali noi ci orientiamo nella vita quotidiana;
- la riflessione su questi stessi criteri e consuetudini, grazie alla quale ne diventiamo consapevoli e possiamo, all’occorrenza, metterli in discussione e arrivare a un loro rifiuto.
Perché intendere l’etica come una riflessione e come un complesso di principi è un elemento ambiguo? Perché noi possiamo sia aderire ai criteri e alle consuetudini di comportamento di una comunità, sia rifiutarle. Possiamo rifiutarli proprio perché l’etica è anche una riflessione. Posso accettare quello che fa la comunità, ma posso anche rifiutarlo. Abbiamo sempre questa possibilità.
La parola “etica” deriva dal vocabolo greco éthos, ossia “comportamento”, “consuetudine”, “costume”.
Esistono due vocaboli che si possono trascrivere nel nostro alfabeto con la grafia “éthos” e che si pronunciano pressoché allo stesso modo:
- ἔθος (con la epsilon), che indica il comportamento e la consuetudine individuali;
- ἦθος (con la eta), che indica i comportamenti e le consuetudini condivisi anche dalla comunità.
Le due modalità secondo cui l’etica era interpretata.
ETICA E DEONTOLOGIA
Il corso tratta di etica, come Platone che punta il dito verso l’alto, a indicare l'idea del Bene, verso cui l’uomo dovrebbe tendere. Si mette in pratica l’etica attraverso l’etica della comunicazione e la deontologia, come Aristotele che distende il braccio a mezz'aria, per indicare il ritorno dal mondo delle idee verso la terra, in modo da applicare quel Bene alla realtà del mondo sensibile e avvicinarlo sempre di più a quello ideale. Teoria e concretezza.
LEZIONE 1
Il pendolo della mente oscilla tra senso e non senso, e non tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato - Carl Gustav Jung
Significa che nel momento in cui noi siamo chiamati a scegliere che cosa fare, la nostra mente non soppesa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Tende piuttosto a chiedersi se una scelta abbia un senso per noi e per la nostra vita oppure no. Noi tendiamo a fare cose che abbiano un senso per noi. Il trucco è cercare di imparare a dare un significato al bene per poterlo poi scegliere.
In occidente fin dall’antichità noi chiamiamo con il termine etica due cose differenti: da un lato con il termine etica noi intendiamo una riflessione filosofica che si rivolge ai nostri atti, il nostro agire e i nostri atteggiamenti. D’altro canto intendiamo con il termine etica anche quei principi che guidano i nostri atti, agire e atteggiamenti; sia nostri come singoli, sia nostri come comunità, sia in generale che in un determinato momento storico. Noi consideriamo la nascita e lo sviluppo dell’etica in occidente, quindi partiamo dalla filosofia del mondo classico, in Grecia. In Grecia il termine etica indica queste due cose diverse: possibilità ambigua di lettura.
Quindi in Occidente, fin dall’antichità, viene chiamata “etica”:
- la riflessione filosofica che si rivolge ai nostri atti, al nostro agire e ai nostri atteggiamenti;
- Il complesso dei principi che guidan
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