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INTRODUZIONE ALL’ECONOMIA

Il problema economico.

Il problema economico fondamentale è la scarsità.

Con tale termine si intende come le risorse a disposizione non siano mai su6icienti a soddisfare i bisogni e desideri

degli agenti economici (individui, imprese, collettività, nazioni).

L’esistenza del problema della scarsità implica l’esigenza di operare delle scelte.

L’economia è dunque la scienza che si occupa:

- Di studiare le scelte degli agenti economici riguardo alla gestione delle risorse scarse.

- Di studiare le regole e/o le istituzioni che possono rendere “migliori” tali scelte.

Input e output

- Input: beni o servizi utilizzati delle imprese nei loro processi produttivi. Un sistema economico impiega la

tecnologia esistente per combinare gli input al fine di produrre gli output.

- Output: i beni o servizi risultanti dai processi produttivi che possono essere consumatori o impiegati nella

produzione successiva.

Fattori di produzione:

- Lavoro: l’insieme delle energie fisiche e mentali spesse dagli individui nel processo di produzione.

- Terra: l’insieme delle risorse naturali (riserve minerarie, petrolio e gas naturale).

- Capitale: attrezzature e strutture utilizzate per la produzione di beni e servizi (risorse derivate). È derivato

dalle attività di lavoro. Investimento del capitale per produrre nuova ricchezza. Frutto di impiego di lavoro e

risorse naturali, viene investito per aumentare la ricchezza.

Il flusso circolare di moneta nell’economia

Gli investimenti fatti sulle infrastrutture

conferiscono maggior capacità di acquisto

alle persone.

Keynes padre della macroeconomia.

à

Pubblica amministrazione

Riceve imposte da famiglie e imprese. Con quei soldi acquisisce beni e servizi.

Mercato finanziario:

Il risparmio privato va sul mercato finanziario.

I soldi del privato possono essere investiti in obbligazione (statali), in questo caso escono dal mercato finanziario

delle imprese. Così avremmo meno soldi delle imprese. Più è alto il debito dello stato, più competerà con le

imprese. Le banche prestano alle imprese.

Le 3 domande:

Quali beni e servizi dovrebbero essere prodotti?

La scarsità implica la necessità di ridurre la produzione di un bene per ottenere un altro in quantità maggiore (scelte

dei governi). Si introduce il contesto di costo opportunità.

Come e dove dovrebbero essere prodotti tali beni e servizi?

Chi dovrebbe ricevere i beni e i servizi prodotti?

A causa della scarsità, nessuno può ottenere tutto ciò che vorrebbe. Ogni società deve mettere a punto un

meccanismo di qualche genere per distribuire il prodotto tra gli individui che la compongono. L’equità di questo

meccanismo di ripartizione è puntualmente messa in discussione in ogni comunità.

Il problema è come distribuiamo questi beni. Qui il concetto di ripartizione di beni in modo equo è sempre messo in

discussione.

Gli economisti studiano:

- Le scelte individuali: come i singoli agenti economici prendono le decisioni mossi dal proprio “self

interest”.

- L’interazione tra gli agenti: come gli agenti interagiscono tra loro sul mercato

- Il sistema economico: il funzionamento di un’economia vista nel suo complesso

I primi due temi fanno parte della microeconomia, il terzo è oggetto della macroeconomia

Micro e Macro:

- La microeconomia analizza il comportamento degli agenti economici (individui, imprese, nazioni,

collettività) e il funzionamento dei singoli mercati.

- La macroeconomia considera l’economia da un punto di vsta complessivo, cioè come un sistema (es. si

occupa della misura del benessere di una nazione, della crescita dell’inflazione, della disoccupazione.

Shock macroeconomici recenti:

- Grande crisi del 2008 seguita in Europa da quella del 2010 partito da una crisi del mercato immobiliare.

à

- La pandemia legata alla di6usione del Covid-19 del 2020 fatto macroeconomico inaspettato.

à

- Il conflitto Russo-Ucraino del 2022 (tuttora in corso) Russia, principale esportatrice di gas verso

à

l’Europa.

- Il conflitto Hamas-Israele iniziato il 7 ottobre 2023 (tuttora in corso).

Prodotto interno lordo (PIL):

Prodotto interno lordo o PIL: il valore totale di tutti i beni e servizi finali prodotti da un sistema economico in un dato

periodo di tempo (generalmente un anno):

- Prodotto: produzione di beni e servizi per il mercato

- Interno: beni e servizi prodotti sul territorio nazionale, cioè internamente, senza tener conto della

nazionalità del produttore (“Made in Italy”).

- Lordo: lordo (include tutto) vs. netto (esclude qualcosa)

Il prodotto lordo include il deprezzamento dei mezzi di produzione (ammortamento)

o

Schemi del ciclo economico aiutano a comprendere le recessioni. Le bande di lilla corrispondono all’aumento

della disoccupazione nei periodi di recessione.

PIL reale e nominale:

Il PIL misura il valore dei beni e servizi prodotti in un certo anno (aumenta lo stock di ricchezza).

Il PIL nominale misura il valore a prezzi correnti.

Il PIL reale misura questo valore utilizzando i prezzi di un anno base.

Il benessere viene correttamente misurato dal nuovo prodotto in termini reali e non nominale.

Il PIL reale tiene conto dell’inflazione

Il PIL reale tiene conto dell’inflazione

Le variazioni del PIL nominale sono dovute a:

- Variazioni delle quantità di beni e servizi

- Variazioni dei prezzi

L’aumento del valore monetario del PIL sovrastima la vera crescita dell’economia: isolando la variazione delle

quantità (ovvero neutralizza la variazione dei prezzi) otteniamo il PIL reale.

PIL pro capite

PIL pro capite: è il valore del PIL diviso per la popolazione del Paese, cioè il PIL medio per individuo. Il PIL reale pro-

capite è però un indicatore imperfetto del benessere perché non considera:

- I beni e i servizi non di mercato: produzione domestica per autoconsumo, volontariato, ecc.

- La qualità dell’ambiente (fisico e sociale)

- La distribuzione del reddito

Rimane comunque uno degli indicatori più importanti di cui disponiamo.

24/03/0225

Indici dei prezzi e livello generale dei prezzi.

- Costo della vita: il denaro necessario agli individui per mantenere il tenore di vita in termini di beni e

servizi che possono permettersi di acquistare.

- Livello generale dei prezzi: insieme dei prezzi di tutti i beni e i servizi nell’economia in un dato momento.

- Paniere di mercato: insieme ipotetico di beni e servizi acquistati dal consumatore medio. Determinato

dall’ISTAT attraverso analisi di mercato. Attualmente composto da più di 1900. Per ognuno c’è un rilievo

mensile del suo prezzo. Il limite del paniere: non si considera la variazione del prezzo dei beni e servizi

inclusi nel paniere.

- Indice dei prezzi: misura il costo dell’acquisto di un dato paniere di mercato in un dato anno, normalizzato

in modo che sia paro a cento nell’anno base prescelto.

- Indice dei prezzi al consumo (IPC): misura il costo di un paniere di mercato rappresentativo dei consumi

della famiglia media residente. Stabilito il paniere faccio un confronto fra la variazione dei rezzi.

Indice dei prezzi alla produzione: in questo paniere c’è l’energia, costo delle materie prime,

o manodopera…

- Tasso di inflazione: è la variazione percentuale annua di un indice dei prezzi. Quindi quando diciamo che

l’inflazione 1,5% diciamo che c’è stato un aumento del costo del paniere del 1,5%. Questo per mantenere

il potere d’acquisto.

Nota: ISTAT; definisce i beni che ogni anno sono generalmente consumati, attraverso la definizione di campioni di

famiglie alle quali chiede di rilevare settimanalmente quali beni e quanto di quel bene consumano.

Inflazione

L’inflazione è un processo continuo di aumento continuo e generalizzato del livello dei beni e servizi destinati al

consumo delle famiglie. Un aumento dell’inflazione corrisponde a una situazione in cui aumenta la velocità di

crescita dei prezzi, mentre una riduzione dell’inflazione si verifica nel caso in cui i prezzi, pur essendo in aumento

crescono a una velocità minore.

L’ISTAT produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:

- Per l’intera collettività nazionale (NIC): Misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico: in

altre parole considera l’Italia come fosse un’unica grande famiglia di consumatori, all’interno della quale le

abitudini di spesa sono ovviamente molto di6erenziate. Per gli organi di governo il NIC rappresenta il

parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.

- Per le famiglie di operai e impiegati (FOI). Si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno

capo a un lavoratore dipendente (extragricolo). È l’indice usato per adeguare periodicamente i valori

monetari, ad esempio gli indici a6itti o gli assegni dovuti al coniuge separato.

- Indice armonizzato europeo (IPCA):

è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Infatti, viene

assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione

Europea, ai fini dell’accesso e della permanenza nell’Unione monetaria.

Costruzione dell’indice dei prezzi al consumo (IPC)

Con tassi di inflazione molto bassi generalmente le cose non vanno molto bene. Un tasso di inflazione tranquillo è il

2%. Questo perché si fa riferimento dettata dall’eccesso di domanda. Aumentano perché ci sono meno beni

rispetto a quanto le persone vorrebbero. Inflazione da domanda. Ci sono politiche per ridurre l’inflazione (per

favorire le classi più povere). Chi guadagna con

l’inflazione? Chi ha debito. Perché nell’arco temporale

i soldi che sono stati prestati diminuiscono di valore

(potere d’acquisto).

Dai valori nominali a quelli reali. Deflatore del PIL

- Una misura del livello dei prezzi è il deflatore del PIL che è

pasi a 100 volte il rapporto tra il PIL nominale e il PIL reale

di un dato anno.

Indice dei prezzi alla produzione (IPP)

- L’indice dei prezzi alla produzione (IPP) misura il costo di un paniere di beni e servizi contenenti materie

prime come l’acciaio, l’elettricità, ecc. acquistato dai produttori.

- Poiché i produttori di materie prime aumentano rapidamente i prezzi non appena percepiscono un

aumento della domanda aggregata per i loro prodotti, l’IPP reagisce alle pressioni inflazionistiche o

deflazionistiche più rapidamente dell’IPC.

- Di conseguenza l’IPP è considerato un “indicatore anticipatore” delle variazioni dei tassi di inflazione.

Note: il peso dei beni; è fisso e viene stabilito, attraverso tavole di ponderazione. Mentre il caso di deflatore del PIL è

variabile.

Ognuno di noi percepisce l’aumento dei prezzi in modo di6erente.

La disoccupazione

- L’occupazione: è il numero complessivo di individui attualmente impiegati a tempo pieno o part-time.

- La disoccupazione: se un individuo non lavora, non è necessariamente disoccupato. Secondo la

definizione dell’ILO (International Labour O6ice) una persona è classificata come disoccupata se è enza

lavoro, in cerca di un impiego, immediatamente disponibile a lavorare e ha compituo almeno un’azione di

ricerca nel mese precedente l’intervista. Non contano:

I pensionati, perché non sono alla ricerca di lavoro

o I disabili, perché non sono in grado di lavorare.

o

- La disoccupazione è definita come numero complessivo di persone che ricercano attivamente un lavoro,

ma che al momento della rilevazione non hanno un impiego.

Come si misura la disoccupazione in Italia

- La misurazione viene e6ettuata settimanalmente

- Si considera occupato chi ha trascorso la maggior parte della

settimana precedente svolgendo un lavoro retribuito a tempo pieno o

part-time.

- Si considera disoccupato chi nella settimana precedente è stato

temporaneamente privato del lavoro oppure ha cercato attivamente

lavoro oppure è in attesa di iniziare a lavorare.

- Un adulto on età lavorativa che non appartiene a nessuna delle due categorie è considerato non

appartenente alla forza lavoro (inattivi).

- Se un giovane (15-24 anni) è studente e non cerca attivamente un lavoro è considerato non appartenente

alla forza lavoro (inattivi).

- Se un giovane (15-24 anni) è studente e non cerca

attivamente un lavoro non è considerato tra le forze di

lavoro, ma tra gli “inattivi”.

I flussi nel mercato del lavoro

Problemi di misurazione della disoccupazione

- Il fatto che gli agenti entrino ed escano continuamente dalla forza lavoro rende molto di6icile stimare e

interpretare i dati della disoccupazione:

Lavoratori scoraggiati; ovvero individui che non lavorano, che sono in grado di lavorare, ma che

o hanno rinunciato a cercare lavoro, viste le condizioni del mercato del lavoro.

Sottoccupati: sono quei lavoratori che lavorano part-time perché non riescono a trovare un lavoro

o a tempo pieno.

Coloro che dichiarano di essere disoccupati per ricevere il sussidio di disoccupazione anche se

o hanno in realtà un lavoro (lavoro nero) o comunque non cercano veramente lavoro.

Tipi di disoccupazione:

Distinguiamo i tipi di disoccupazione in base alla prospettiva temporale e alla natura del fenomeno. In base alla

prospettiva temporale, la disoccupazione si presenta in 2 forme:

- Disoccupazione di lungo periodo

- Disoccupazione di breve periodo

In base alla sua natura, la disoccupazione si divide in:

- Disoccupazione strutturale (lungo periodo)

- Disoccupazione frizionale (breve e lungo periodo)

- Disoccupazione ciclica (breve periodo)

Disoccupazione strutturale e frizionale

- La distinzione fa riferimento al motivo per cui esiste la disoccupazione.

- Disoccupazione frizionale: è la disoccupazione che deriva dalla durata e dalle imperfezioni nel processo di

matching (o abbinamento) tra posti di lavoro disponibili e lavoratori in cerca della migliore occupazione

possibile. La si può considerare disoccupazione volontaria.

- È un fenomeno tendenzialmente di breve periodo, ma le ine6icienze e gli ostacoli al libero funzionamento

del mercato del lavoro possono trasformarla in un fenomeno di lungo periodo. Soluzione: rendere più

e6iciente il mercato del lavoro.

- Disoccupazione strutturale: è la disoccupazione prodotta quando il numero di individui alla ricerca di un

impiego nel mercato del lavoro supera il numero di posti disponibili ai salari correnti. Si manifesta come

eccesso di o6erta di lavoro nel lungo periodo: in sostanza, non esiste a quel livello di salario una domanda

di lavoro in grado di assorbire l’o6erta.

Mercato del lavoro (oTrono lavoro gli individui, domandano lavoro le imprese)

Moneta e sistema bancario

La moneta e le sue funzioni

- La moneta è l’insieme dei valori, o assets, di un’economia che gli agenti usano regolarmente per

acquistare beni e servizi.

- Un asset è, in generale, qualsiasi titolo che dia diritto a una serie di benefici futuri.

- La moneta svolge tre funzioni fondamentali:

Mezzo di scambio: qualsiasi cosa che sia accettata normalmente (o meglio, tale che chi la

o detiene ha fiducia che sia accettata normalmente) come corrispettivo di beni e servizi.

La funzione di mezzo di scambio è quella che più propriamente caratterizza un asset

§ come moneta. Se un asset non è mezzo di scambio, non è moneta.

Unità di conto: il termine di riferimento per determinare i prezzi e registrare i debiti.

o Riserva di valore: qualsiasi asset che può essere usato per trasferire potere di acquisto dal

o presente al futuro.

Generalmente la liquidità di un asset è inversamente correlata alla sua capacità di

§ fungere da riserva di valore.

Quindi la moneta è sempre una cattiva riserva di valore.

§

- Tuttavia, a6inché un asset possa dirsi moneta non è necessario che svolga tutte e tre le funzioni

- La definizione di moneta adottata dagli economisti non include tutte le forme di ricchezza.

- Liquidità: è una proprietà di ciascun tipo di asset ed indica la facilità con cui tale asset può essere

convertito in un mezzo di scambio.

La domanda di moneta

Per quali motivi gli agenti economici domandano moneta:

- Domanda di moneta a scopo transitivo: si domanda moneta per utilizzarla come mezzo di scambio.

Valore delle transazioni che si desidera e6ettuare. La domanda cresce al crescere del reddito Y

o perché un agente più ricco e6ettua più transazioni e di maggior importo, e quindi necessita di più

moneta per finanziarle. Il reddito nazionale costituisce una buona approssimazione del valore

totale reale delle transazioni.

Grado di sincronizzazione tra incassi e pagamenti: le persone desiderano detenere moneta

o perché tutti i ricavi e le spese che si e6ettuano non sono perfettamente sincronizzati.

- Domanda di moneta a scopo speculativo o precauzionale: si domanda

moneta per utilizzarla come riserva di valore in vista di utilizzi futuri. La

domanda cresce al diminuire del tasso di interesse perché r non è altro

che il costo opportunità che si subisce per detenere moneta. La domanda

di moneta è , ma a seconda dei casi potremo concentrare

l’attenzione su un solo dei motivi.

Spostamenti della curva di domanda di moneta

I fattori più importanti che determinano gli spostamenti della curva di domanda sono:

- Variazioni del livello generale dei prezzi: a parità di altre condizioni, un aumento dei prezzi accresce la

domanda di moneta e viceversa.

- Variazioni del PIL reale: tanto maggiore è la quantità di beni e servizi che le famiglie e le imp

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/22 Estimo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher A_A.A_A di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estimo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Bertola Paolo.
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