Estratto del documento

ECONOMIA GESTIONE DELLE IMPRESE INTERNAZIONALI:

INTRODUZIONE:

l'indice di apertura commerciale

misura l'importanza del commercio

internazionale di beni e servizi

rispetto alla produzione economica

interna di un'economia.

N.B:

GDP PIL

INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI:

Investimenti che comportano una

partecipazione nel capitale di un’impresa

estera finalizzata a svolgere una parte

attiva nella sua gestione. Si ha un IDE

quando l’investitore estero possiede

almeno il 10% delle azioni ordinarie. È un

investimento di tipo strategico, effettuato

con l’obiettivo di stabilire un interesse

duraturo nel Paese e avere significativa

influenza nella gestione dell’impresa.

Perché ci interessa?

Ci interessano perché sono lo strumento principale attraverso cui il capitale, la tecnologia e

le competenze si muovono nel mondo, creando un'interdipendenza economica che può

favorire lo sviluppo globale.

I CHOKE POINTS DEL COMMERCIO MONDIALE: 1

Punti dove passa la maggior parte dei trasporti merce, tipo le navi, per

l’esportazione/importazione. Es: PANAMA

Sono passaggi geografici obbligati — come stretti marittimi o canali artificiali — attraverso i

quali deve transitare una parte enorme del commercio mondiale.

Perché sono così importanti?

Oltre il 90% delle merci mondiali viaggia via mare. I choke points sono fondamentali

perché:

Non hanno alternative facili: Se il Canale di Suez chiude, le navi devono

 circumnavigare l'Africa, aggiungendo 10-15 giorni di viaggio e costi enormi.

Sicurezza Energetica: Gran parte del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL)

 passa da qui.

Potere Politico: Chi controlla un choke point (o ha una flotta capace di presidiarlo)

 ha un enorme potere di ricatto o di influenza sugli altri Stati.

LA GLOBALIZZAZIONE 2

Definizioni:

È il processo di integrazione crescente delle economie delle diverse aree geografiche del

mondo, ossia il processo che riduce, ed eventualmente elimina, gli ostacoli che si

frappongono alla libera circolazione di beni, servizi, capitali, persone e conoscenze. Questo

processo tende a creare mercati che trascendono i confini nazionali, fino a divenire mondiali

o appunto globali.

Altre definizioni:

Si riferisce a uno stato del mondo che coinvolge reti di interdipendenza sempre più spesse

a distanze multi-continentali in un contesto di integrazione transnazionale e transculturale

di attività umane e non umane.

Competizione globale caratterizzata da reti di collegamenti internazionali che uniscono

paesi, istituzioni e persone in un'economia globale interdipendente.

È il processo di sviluppo sovranazionale di crescente integrazione e di profonda

interconnessione delle economie delle diverse aree del mondo.

Le dimensioni della globalizzazione:

 

Interrelazione legami e influenze reciproche tra gli attori economici, sempre più

rapporti tra imprese, stati ecc. porta a vincoli o dipendenza.

 

Integrazione processo attraverso il quale le economie del mondo creano

collaborazioni, accordi. Esempio unione europea, unione del mercato, della politica,

della moneta ecc.

 

Interconnessione Collegamento digitale globale

 

Interdipendenza le conseguenze di fenomeni,

dipendiamo dagli altri, subiamo

positivi e negativi che portano conseguenze su di noi (pandemia).

LE FASI DELLA GLOBALIZZAZIONE: 3

questo grafico mostra le 3 fasi

della globalizzazione:

 1870-1914 avvio di una

serie di innovazioni

tecnologiche:

Costruzione di navi

o a vapore

Apertura del canale

o di Suez

Servizio telegrafico.

o

Grazie alla riduzione dei costi di

trasporto e allo sviluppo delle

infrastrutture, i flussi migratori si

incrementano vs gli USA.

Il rapporto fra commercio estero e PIL cresce, raggiungendo il culmine nel 1910.

Il 35% degli investimenti esteri sono rappresentati da investimenti diretti all’estero, significa

che le imprese iniziavano ad aprire filiali in altri paesi.

 1914-1950 battuta d’arresto, scoppia la Prima guerra mondiale, questo provoca

chiusura dei mercati, protezionismo, disinvestimento in Europa, ecc.

 1950-1980 Con la Conferenza di Bretton Woods e l’influenza di Keynes, inizia la

fase del libero scambio e della deregolamentazione per eliminare le barriere del

mercato.

Sempre a Bretton Woods vengono poste le basi per le principali istituzioni

economiche internazionali: Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale e infine

l’Organizzazione mondiale del commercio, oggi GATT.

Dopo il secondo dopo guerra, vi è una grande ripresa dei paesi europei e soprattutto

del Giappone, divenendo la seconda potenza economica al mondo. Percorsi simili

sono stati adottati dalle cd “Tigri asiatiche”: Taiwan, Hong Kong, Singapore e Corea

del Sud.

Anche nel Medio Oriente vi è una crescita significativa, soprattutto grazie alla

disponibilità di petrolio. Nel 1960, i paesi del Medio Oriente, con l’aggiunta della Libia

e del Venezuela, danno vita all’ organizzazione dei paesi esportatori di

petrolio(OPEC).

America latina e Africa rimangono ai margini dello sviluppo economico.

 1980- ancora in corso Detta economica dell’informazione, si presenta per:

Economie sempre più aperte

o Crescita impetuosa di scambi commerciali

o Crescita internazionale dei servizi

o Dematerializzazione dei flussi commerciali

o Crescita IDE

o Delocalizzazioni

o Nuovi protagonisti

o i paesi emergenti e le persone 4

DETERMINANTI DELLA GLIBALIZZAZIONE:

 

Il progresso scientifico e tecnologico nuove scoperte/conoscenze, nuove

applicazioni di queste conoscenze, nuove soluzione.

Smaterializzazione e Terziarizzazione 

o i beni fisici sono caratterizzati di più

da immaterialità (design, ricerca, trend), aumento di vendita di servizi rispetto

a beni e viceversa.

Accelerazione

o diffusione di prodotti o soluzione a livello internazionale,

questo riguarda anche sull’obsolescenza dei prodotti es: cellulari.

Flessibilizzazione e digitalizzazione

o cambiamenti delle modalità di

produzione e gestione delle imprese.

 

Il progresso nelle ICT e nei trasporti impatto sulle comunicazione, sui trasporti che

sono diventati più rapidi, più sicuri, questo ha contribuito all’aumento del commercio

di beni.

 

La diffusione dell’economia di mercato dal 1989 si è avviato un processo di

progressiva apertura di molti paesi che portò il passaggio da un economia statale a

un economia di mercato. Questo porta alla regolamentazione, accordi tra stati. La

riduzione delle barriere agli scambi e agli investimenti internazionali.

IL RUOLO DEL OMC(WTO): LIBRO, PAG. 136

L’OMC, organizzazione mondiale del commercio, è stata costituita al fine di regolare e di

gestire le negoziazioni multilaterali relative al funzionamento del complesso sistema del

commercio internazionale. L’OMC, per quanto riguarda le barriere artificiali, ispira alcuni

principi tra cui:

 Il principio della consolidazione tariffaria ogni paese membro deposita una lista di

prodotti e indica il dazio doganale massimo. Questo dazio viene consolidato, nel

senso che non si potrà imporre dazi più alti.

 Il principio del divieto di limitazione quantitative all’importazione o all’esportazione.

 Il principio della nazione favorita se uno Stato membro concede ad un altro paese

condizioni favorevoli rispetto a quelle precedenti è tenuto ad estenderlo a tutti i paesi

membri relativo a prodotti simili.

 Il principio del trattamento nazionale impone ai paesi membri di non discriminare

i prodotti simili di altri paesi. 5

6

GLI ACCORDI COMMERCIALI:

 

Area di libero scambio

accordi tra paesi per eliminare

o ridurre le barriere alla libera

circolazione di merci e di

servizi.

 

Unione doganale sono

caratterizzate sia dalla

riduzione o dall’eliminazione

delle barriere interne sia dalla

presenza di tariffe esterne

comuni sui prodotti importati

da paesi terzi, ma non dalla

libera circolazione di lavoro e

di capitali.

 

Mercato comune sono formati dai paesi che, oltre agli accordi tariffari, beneficiano

al loro interno della libera circolazione di servizi e di capitali. Si possono avere accordi

fiscali o monetari, di politica sociale e/o di difesa.

 

Unione politica sorgono per assicurare il miglior raggiungimento possibile degli

obiettivi economici, monetari e sociali perseguiti da diversi paesi.

Accordi commerciali esempi:

 Area di libero scambio NAFTA(accordo tra USA, Messico e Canada),

ACFTA(accordo tra dieci paesi asiatici).

 Unione doganale Patto Andino(fra Bolivia, Colombia, Perù, Ecuador e Venezuela)

e L’unione Eurasiatica( Russia, Bielorussia, Kazakistan)

 Mercati comuni Brasile, Paraguay, Uruguay e Cile)

Mercosur(Argentina,

 Unioni politiche Unione Europea 7

Oggi:

Il

ritorno

del

protezionismo, il mondo si chiude le misure introdotte annualmente per il protezionismo

del commercio sono aumentati negli ultimi anni. Le misure protezionistiche sono, oltre i dazi,

le barriere occulte normative, marche obbligatori, requisiti specifici. Oggi i paesi puntano

alla protezione della propria economia.

IMPLICAZIONE DELLA GLOBALIZZAZIONE:

I fenomeni in atto nei sistemi economici

 Rapida propagazione dell’instabilità finanziaria ed economica

 Grandi potenze e alleanze regionali

maggiore competizione tra sistemi-Paese

o

 Nazionalismo e protezionismo

crescita di rabbia e incertezza

o

 La tecnologia è ancora un driver fondamentale:

LA GLOBALIZZAZIONE OGGI…?

 La grande frammentazione

 De-globalization: indebolimento delle interdipendenze

 Slow-globalization: inversione o un rallentamento della globalizzazione

 Reshoring che consiste nel riportare la produzione di beni

fenomeno economico

e servizi nel paese d'origine dell'azienda, dopo che era stata precedentemente

delocalizzata all'estero.

 Nearshoring strategia aziendale che consiste nel trasferire la produzione, i servizi

o i processi aziendali in un paese vicino a quello in cui si trova la sede centrale

dell'azienda, solitamente condividendo lo stesso fuso orario o confinando

direttamente.

 Friendshoring Consiste nel trasferire la produzione o l'approvvigionamento di

componenti critici in paesi che sono considerati alleati politici ed economici sicuri. 8

 Da globalizzazione win-win a globalizzazione win-lose (conflitti tra aziende rivali

intrecciati con conflitti tra Stati rivali – tecnonazionalismo)

Win-lose di un blocco economico è percepito

o il guadagno di una nazione o

come una perdita diretta per l'altro. Non si cerca più la crescita comune, ma il

primato relativo.

Ecco come si manifesta questa mentalità nelle relazioni internazionali

moderne:

Guerre Commerciali e Dazi: Se gli USA impongono dazi sulle auto

 elettriche cinesi, l'obiettivo non è solo proteggere l'ambiente, ma impedire

che l'industria cinese domini il mercato mondiale a discapito di quella

americana ed europea. Se "vince" l'industria locale, "perde" quella

straniera.

Corsa ai Microchip: È l'esempio perfetto. Chi controlla i semiconduttori

 più avanzati controlla l'Intelligenza Artificiale e la difesa militare. Gli USA

limitano l'esportazione di tecnologia verso la Cina: è una strategia per

mantenere un vantaggio tecnologico bloccando la crescita dell'avversario.

Controllo delle Materie Prime: Il dominio della Cina sulle terre rare

 (necessarie per le batterie) è visto dall'Occidente come una vulnerabilità.

Estrarre queste risorse "in casa" serve a togliere potere negoziale all'altro.

Perché siamo passati al Win-Lose?

Il passaggio è avvenuto quando le grandi potenze hanno smesso di vedere il

commercio come un modo per "arricchirsi insieme" e hanno iniziato a vederlo

come uno strumento di potere.

 La Cina non è diventata una democrazia: Molti in Occidente speravano

che il commercio avrebbe reso la Cina più simile a noi. Non è successo, e

ora la Cina è un competitore sistemico.

 L'arma delle forniture: La Russia ha dimostrato che la dipendenza

energetica può essere usata come ricatto bellico.

 La crisi della classe media: In Occidente, molti cittadini sentono di aver

"perso" (lavoro, stabilità) mentre le multinazionali e i paesi emergenti

"vincevano".

Win-win è l'ideale economico secondo cui gli scambi commerciali

o internazionali portano benefici a tutte le parti coinvolte. In questa visione, il

commercio non è un gioco a somma zero (dove se io vinco, tu perdi), ma un

sistema in cui tutti i partecipanti migliorano la propria condizione.

Oggi quel "Win-Win" è sotto accusa perché, sebbene il mondo nel complesso

sia diventato più ricco, la ricchezza non è stata distribuita equamente

all'interno dei singoli paesi. Ecco i punti critici:

 Disuguaglianze interne: Nelle economie avanzate, i grandi manager e i

consumatori hanno vinto, ma gli operai delle fabbriche delocalizzate hanno

perso il lavoro e visto i propri stipendi ristagnare.

 Dipendenza Strategica: Come abbiamo visto parlando di Reshoring e

Friend-shoring, l'efficienza estrema ha creato fragilità. Se la catena di

montaggio è globale, basta un blocco in un porto cinese per fermare

l'economia mondiale. 9

 Ambiente: Il modello Win-Win spesso non calcolava i "costi esterni" come

l'inquinamento dei trasporti e lo sfruttamento di risorse in paesi con regole

ambientali scarse.

LO SCENARIO INTERNAZIONALE:

DATI GENERALI: 10

Dopo la crisi, il mercato dei

capitali americano e lo stato

federale hanno investito nelle

nuove aziende digitali,

comprendendo il ruolo

strategico delle nuove

tecnologie.

anche in Cina, lo Stato e il

mercato dei capitali hanno

investito massicciamente in

nuove aziende digitali.

L'Europa ha reagito alla crisi del

2008 attraverso azioni nazionali

e locali per proteggere le

aziende esistenti, non

investendo nelle nuove aziende

digitali e rimanendo quindi intrappolata in un percorso di bassa crescita. 11

12

L'Indice di Gini è il

parametro principale

per misurare la

disuguaglianza nella

distribuzione del

reddito. Va da 0

(uguaglianza

perfetta: tutti hanno

lo stesso reddito) a

100 (disuguaglianza

massima: una sola

persona possiede

tutto).

Perché l'indice di

Gini è importante per le aziende?

Le aziende monitorano questo dato perché la disuguaglianza influisce sui consumi:

Un Gini basso indica una classe media forte, ideale per prodotti di consumo di massa.

 Un Gini alto indica un mercato polarizzato, con una nicchia molto ricca (ideale per il

 lusso) e una base della popolazione con scarso potere d'acquisto.

Mettendo insieme i due grafici, emerge una doppia sfida per l'economia globale:

1. Disuguaglianza tra nazioni: Una spaccatura netta tra l'Occidente industrializzato e

il resto del mondo (con il Nord America che guadagna quasi 13 volte più dell'Africa

Subsahariana).

2. Disuguaglianza interna: Anche all'interno dei paesi ricchi o emergenti, la ricchezza

non è distribuita in modo uniforme, con casi critici come il Sudafrica o gli stessi Stati

Uniti.

Curiosità: Nota come l'Italia (34.8) nel primo grafico si trovi in una posizione intermedia:

meno diseguale degli USA, ma con una distribuzione della ricchezza meno omogenea

rispetto a Germania e Francia. 13

Cosa ci dicono questi dati?

1. Convergenza nella disuguaglianza: Gli USA sono oggi leggermente più diseguali

della Cina (47% vs 43%), ma entrambi i paesi hanno visto la classe media e i meno

abbienti perdere terreno a favore dell'élite finanziaria e tecnologica.

2. Il 1980 come spartiacque: Per entrambi, l'inizio della globalizzazione selvaggia e

del neoliberismo (o delle riforme di mercato in Cina) ha segnato la fine

dell'uguaglianza interna.

3. Il paradosso: In Cina, il crollo della quota del Bottom 50% è avvenuto mentre

centinaia di milioni di persone uscivano dalla povertà assoluta. Negli USA, invece,

questo calo ha coinciso con una percezione di impoverimento della classe media (il

cosiddetto "sogno americano" in crisi).

IL COMMERCIO INTERNAZIONALE: 14

STIMOLI E OSTACOLI ALLA CRESCITA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE:

Stimoli:

 stabilità politica, economica e finanziaria perché se un paese è instabile non ci

commercio.

 crescita dei redditi e della domanda

 cooperazione internazionale perché i mercati comuni, unione doganale ecc, sono

tutte cooperazioni internazionali.

 Processi di liberalizzazione, apertura e privatizzazione

 Sviluppo tecnologico dei trasporti e delle comunicazione vedi cause della

globalizzazione

 Frammentazione internazionale della produzione approfondiamo dopo 15

 Espansione delle multinazionali in quanto esse realizzano investimenti esteri

esportando prodotti in tutto il mondo, e aprendo stabilimenti in tutto il mondo portano

alla crescita del commercio.

Ostacoli:

 Congiunture negative

 Protezionismo e battaglie commerciali

 Guerre, insurrezioni, crisi sanitarie

 Crisi economiche, politiche, finanziarie

NB: IL COMMERCIO INTERNAZIONALE

sono le imprese che esportano e non i paesi.

Il trade è la media di importazioni ed esportazioni.

Il commercio di beni può essere espresso in due modi: volume e valore

È u

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 243
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 1 Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 243.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia e gestione delle imprese internazionali Pag. 41
1 su 243
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fnicolosi02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Benevolo Clara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community