Dipartimento management e diritto
Corso di laurea magistrale economia e management
Diritto della sicurezza sociale
A.A. 2021/2022
Capitolo 1 - Principi di sicurezza sociale comunitaria ed internazionale
1.1 I modelli di sicurezza sociale in Europa
Il welfare state nasce sul finire dell'800 per dare una risposta ai problemi causati dall'industrializzazione e dell'urbanizzazione dell'economia, quando le società contadine si trasformano in società industriali. È questo anche il periodo in cui attraverso il progresso tecnico si introducono nuovi processi produttivi, utilizzo di nuove materie prime, di nuove forme contrattuali non regolamentate e prive di restrizioni (lavoro minorile, delle donne). Legato a questo contesto di fervore e produzione di ricchezza, aumentano gli incidenti sul lavoro legati all'utilizzo delle nuove macchine senza un'adeguata e precedente formazione sull'utilizzo delle stesse, aumentano le malattie per l'utilizzo di materiali nocivi, disagio abitativo dovuto ai flussi di trasferimento verso le città creando un sovraffollamento delle città, carenza di servizi igienici.
Per welfare state si intende l'«insieme di politiche pubbliche connesse al processo di modernizzazione, tramite le quali lo Stato fornisce ai propri cittadini protezione contro rischi e bisogni prestabiliti, introducendo specifici diritti sociali e doveri di contribuzione finanziaria».
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Modello Bismarckiano
È la fase di instaurazione del welfare state, intendendo lo stato del benessere. È il modello sociale nato in Germania con Otto Von Bismark, con il quale si introdusse la prima forma di assicurazione sociale per i lavoratori subordinati dell'impresa, relativa agli infortuni sul lavoro. Poi introdusse anche quella concernente la malattia, la vecchiaia e infine la disoccupazione. Il modello Bismarckiano è legato al concetto della previdenza sociale, in riferimento ai lavoratori subordinati per realizzare tutela e assistenza contro gli infortuni o per eventi che diminuiscono la capacità lavorativa. Tale esigenza viene soddisfatta con l'individuazione di una rendita temporanea o permanente parzialmente sostitutiva del reddito da lavoro; il finanziamento, quindi, grava sul datore di lavoro e sul lavoratore stesso (non su tutta la collettività). È il modello che consente di mantenere l'ordine sociale.
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Modello Beveridgeano
Il sistema Bismarckiano tutela i lavoratori, mentre il sistema Beveridgeano tutela i cittadini (modello universale). Seppur l'origine dell'assistenza sociale risale all'introduzione della Poor Law in Inghilterra, la quale prevedeva che la chiesa raccogliesse dei contributi obbligatori da parte dei parrocchiali per soccorrere i poveri e gli invalidi, con lo scopo di ridurre il vagabondaggio; attraverso il Rapporto Beveridge si diffonde l'idea della sicurezza sociale, inteso come uno stato capace di farsi carico di tutti i problemi dei cittadini in ogni momento della loro esistenza.
Caratteri essenziali del Piano Beveridge:
- Moderno stato sociale gestito da un'unica entità
- Deve essere universale
- Finalizzato alla sconfitta di 5 flagelli:
- Insicurezza del reddito
- La malattia
- La miseria
- L'ozio determinato dalla disoccupazione
- L'ignoranza
Lo scopo del Piano Beveridge è quello di assicurare un reddito minimo in caso in cui la capacità di guadagnare del singolo si interrompe a causa della disoccupazione, malattia, infortunio sul lavoro. Tale reddito minimo è a tempo indeterminato e permane finché c'è il bisogno. Differenza sostanziale rispetto al modello Bismarckiano è che i referenti del Piano Beveridge non sono solo i lavoratori, ma tutti i cittadini; e quindi chiunque dovesse trovarsi in condizione di bisogno di un reddito minimo. Per questo motivo c'è la caratteristica dell'universalità. Le prestazioni sono commisurate su cifra fissa, attingendo dalla leva fiscale.
1.1.1 Modelli di welfare
A partire dal secondo dopoguerra, questi due generi di welfare si sono articolati in quattro “specie” particolari: occupazionale puro e occupazionale misto, universalistica pura e universalistica mista; in ragione di due politiche sociali come elementi centrali: il sistema pensionistico e la sanità.
- Paesi scandinavi: Approccio universale. Diritti su base individuale. Ruolo marginale della famiglia.
- Paesi anglosassoni: Protezione universale in campo sanitario. Means testing vedere se effettivamente il cittadino si trova nella condizione di povertà e necessità e quindi necessita di essere aiutato.
- Europa continentale: Tutela assicurativa.
- Modello mediterraneo: La famiglia come ammortizzatore sociale.
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Universalistica pura
Il modello universale puro, tipico dei paesi scandinavi e dell'Olanda, si caratterizza per un approccio universalistico nel senso che la protezione sociale è intesa come un vero e proprio diritto di cittadinanza, le provvidenze sono, quindi, dirette a tutte le componenti sociali, senza alcuna distinzione di classe, e si basano su una combinazione di trasferimenti monetari e di una ricca ed articolata struttura di servizi sociali (è, in assoluto, il modello con la più alta incidenza di spesa sociale sul PIL). I diritti vengono attribuiti, prevalentemente, su base individuale nel senso che la famiglia gioca un ruolo marginale e l'obiettivo è quello di minimizzare la dipendenza dalla famiglia ed incoraggiare l'indipendenza individuale. Il sistema si finanzia, prevalentemente, con la fiscalità generale.
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Universalistica mista
Il modello universale misto (Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda) la politica sociale interviene solo ex-post quando i tradizionali canali (mercato e solidarietà familiare) non sono in grado di far fronte a determinati bisogni. Le politiche sociali occupano un ruolo del tutto marginale riguardando esclusivamente gli strati più poveri della collettività (politica assistenziale, di sussistenza) e gli interventi sono soggetti alla “prova dei mezzi” (“means testing”) perché occorre dimostrare di essere in condizioni di bisogno, di povertà. Per gli altri, per i "non poveri", la sicurezza sociale va ricercata attraverso il “mercato”, nella libertà di scegliere il modo migliore per soddisfare le loro esigenze in termini di previdenza, sanità, istruzione, servizi sociali; lo Stato può intervenire, al più, con sgravi fiscali (detrazioni per gli oneri connessi alle polizze sanitarie, al sistema previdenziale, alle spese per interessi sui mutui per l'acquisto della prima casa, per l'istruzione, ecc). Finanziamento tramite fiscalità generale.
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Corporativo o meritocratico
Il modello corporativo o meritocratico (il bisogno si coniuga con il merito individuale conseguito nel mercato del lavoro), tipico dell'Europa continentale (Germania, Austria, Francia, Belgio e Lussemburgo) è basato, essenzialmente, su principi di tipo assicurativo: protegge, in primo luogo, chi lavora e la sua famiglia (lo status rilevante è quello del lavoro in corso o effettuato nel passato); in questo senso si può essere in presenza di una pluralità di interventi ed istituti quanti sono i lavoratori dei diversi settori. A differenza degli altri modelli, si finanzia, prevalentemente, con contributi sociali versati dai datori di lavoro e dai lavoratori. Forte ruolo dei sindacati (Germania).
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Mediterraneo
Il modello mediterraneo, tipico dell'Italia, della Spagna, del Portogallo e della Grecia, si presenta come un sotto-caso del modello corporativo in cui è maggiore la frammentazione dei programmi di spesa e in cui prevalgono i trasferimenti monetari, ad opera dello Stato, rispetto ad un'efficiente rete di servizi sociali. Si differenzia anche perché attribuisce alla famiglia uno spiccato ruolo di ammortizzatore sociale. Anche questo modello si finanzia, prevalentemente, con contributi sociali, non essendo un modello universale. Oggi la tendenza in Europa è quella di creare un nuovo modello sociale europeo che riduce le universalità ed amplia le selettività.
1.1.2 Tripartizione di Andersen
- Regime liberale: tipico dei paesi dove c'è il servizio al bisognoso ma con l'intervento minimo dello Stato (paesi anglosassoni).
- Regime conservativo: dà importanza al fatto che una persona abbia esercitato un lavoro e in base a tale lavoro ci sono le assicurazioni. Tutti i diritti sociali (diritto al lavoro, diritto all'istruzione, diritto alla sanità…) sono riconosciuti sulla base del fatto che sei un lavoratore che ha versato dei contributi.
- Regime socialdemocratico: laddove i diritti derivano dalla cittadinanza (servizi riconosciuti a tutti i cittadini).
- Modello Breadwinner e Dual Erner: sono due modelli, dove il primo riconosce l'importanza del capo famiglia maschio (da quindi meno tutele alle donne); con il secondo modello anche alle donne è riconosciuta la possibilità di lavorare.
Il processo di produzione del benessere sociale va inteso come un'istituzione integrata in un complesso sistema di interdipendenze con altre istituzioni. Quindi, il benessere complessivo in una società è il prodotto della co-partecipazione di tutte le istituzioni che lo compongono, quindi dipende dal modo in cui la società ed in particolare le reti sociali primarie contribuiscono a garantire sicurezza e protezione ai propri membri.
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Modello male Breadwinner
La distinzione dei diversi modelli di welfare state scaturisce anche da una prospettiva di studio «attenta alle relazioni, ai rapporti, alle dipendenze e interdipendenze, familiari e parentali». Il primo di questi modelli, detto male Breadwinner, si basa sul presupposto del capofamiglia maschio, su una chiara divisione dei compiti nella famiglia, sul ruolo del capofamiglia procacciatore di reddito familiare, titolare di diritti sociali e mediatore di protezione sociale per la moglie e per i figli. Alle donne, in questo modello, spetta il compito di cura, e sono portatrici di diritti derivati (reversibilità delle pensioni ed assegni familiari etc.).
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Modello dual-erner
Il modello dual-erner, invece, si caratterizza per la piena occupazione maschile e, allo stesso tempo, per elevati livelli di quella femminile, per interventi di tipo universalistico. Sono presenti misure che consentono alle madri di conciliare vita professionale e compiti di cura che in alcuni casi spettano anche ai padri. I servizi all'infanzia conseguentemente sono molto sviluppati, contrariamente a quanto avviene nei modelli male Breadwinner.
1.1.3 Crisi del welfare state
L'epoca d'oro del welfare è il “trentennio glorioso” (1945 – 1975) perché è il periodo in cui i diritti sociali di cittadinanza assumono la stessa importanza dei diritti civili e dei diritti politici, registrando una fase di espansione, nel senso che il modello welfare diventa universalistico.
Vi sono però una serie di fattori che hanno contribuito a generare la crisi del welfare state:
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Sfide esterne
Intorno alla metà degli anni '70, la direzione di sviluppo dello stato sociale comincia ad invertire la propria rotta. Ciò che viene a modificarsi è la natura dell'ordine economico internazionale, e le strategie tradizionali di gestione della politica monetaria diventano inefficaci. Ma è stata soprattutto l'integrazione europea ad influire sullo stato sociale, non solo ridisegnando i confini territoriali dei welfare state nazionali, ma anche imponendo nuovi vincoli diretti e indiretti ai suoi confini di appartenenza interni, gettando così la nuova ombra della gerarchia sovranazionale sulle interazioni politiche nazionali.
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Sfide interne
Oltre alle sfide esterne, i programmi di welfare state hanno dovuto affrontare anche sfide sempre più problematiche poste dalle trasformazioni economiche e sociali nazionali. A mettere in discussione lo stato sociale è stata dunque la concomitanza di diversi fattori: la diminuzione dei tassi di crescita economica; le modificazioni della struttura demografica rispetto alle quali si è registrato un calo demografico della popolazione; accelerazione del processo di invecchiamento, esito, da un lato dall'allungamento della speranza di vita e dall'altro lato la riduzione delle nascite.
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Globalizzazione
La crisi economica iniziata nel 2007, ha inferto il colpo finale alla tenuta dello stato sociale. La globalizzazione ha determinato una ingiusta distribuzione del reddito, aumentando le differenze tra ceti alti e ceti medio-bassi. La globalizzazione ha rimesso in discussione i sistemi di stato sociale, ha fatto emergere nuovi assetti organizzativi nella produzione di beni e servizi ponendo in atto imponenti fenomeni di delocalizzazione industriale e di riallacciamento delle risorse. Il problema centrale della globalizzazione è stato l'impatto che ha determinato sulle “regole sociali di convivenza” che il welfare aveva generato. L'odierna società globalizzata appare frammentata in numerosi stati sempre meno sovrani.
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La sovranità degli stati è variabile dipendente dei mercati (agenzie di "rating")
In questa nuova dimensione transazionale è evidente il declino della sovranità nazionale. Infatti, mentre lo stato otto-novecentesco era uno stato sostanzialmente impermeabile all'esterno, quello di oggi invece è uno stato sottoposto alla presenza di poteri sovranazionali che insidiano il carattere “esclusivo” della sua sovranità tanto che per lo stato è diventato più difficile governare l'economia e il mercato del lavoro e conciliare la competitività economica con la legittimazione politica e sociale. Oggi la sovranità degli stati è una variabile dipendente dei mercati; sono questi, le società transazionali di “rating”, la fonte che valuta i titoli di debito emessi dagli stati e ne condiziona la politica finanziaria.
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Le due sentenze della corte di giustizia sui diritti sindacali
Viking e Laval, sono due sentenze che riguardano la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi. Sono sentenze che hanno fatto la storia a livello comunitario. La libertà di stabilimento è una libertà di gestire e intraprendere iniziativa economica nel contesto comunitario (es. aprire attività di impresa in un altro stato). Il caso Viking era una nave finlandese che voleva immatricolare la propria nave sotto bandiera estone per ingaggiare un equipaggio estone per risparmiare i costi della manodopera, in quanto il costo sarebbe stato inferiore a quello finlandese (social dumping). Ha quindi cambiato la sua bandiera e ha applicato un contratto collettivo, il quale prevedeva delle garanzie inferiori ai lavoratori dipendenti della nave. Da qui una serie di proteste dei sindacati che volevano annullare l'intera operazione e che ai lavoratori fosse applicato il contratto collettivo finlandese. La corte di giustizia considera legittima l'azione sindacale collettiva però dice che tale azione non può andare a mettere in discussione la libertà di stabilimento.
Il caso Laval riguardava una compagnia lettone che aveva vinto un contratto per il restauro di un edificio scolastico in Svezia usando i lavoratori lettoni, pagati di meno di quelli svedesi. Anche in tal caso la corte di giustizia aveva chiesto di utilizzare lavoratori svedesi. La corte di giustizia ha dichiarato che il diritto dei lavoratori è subordinato all'altra importante libertà di impresa e di stabilimento. Perciò la corte ha affermato che l'azione collettiva costituisce una restrizione alla libera circolazione. Sono due sentenze significative in quanto lasciano intendere la base su cui poggia l'architrave del sistema della sicurezza sociale a livello comunitario.
Crisi welfare state:
- Cause esterne: Globalizzazione, dumping sociale (beni forniti al mercato a prezzi inferiori sottopagando i lavoratori), declino della sovranità nazionale, società di rating, integrazione europea, sentenze Viking e Laval.
- Cause interne: invecchiamento demografico.
- Riduzione delle nascite, ingresso delle donne nel mercato del lavoro, nuovi bisogni.
1.2 La libera circolazione dei lavoratori nell'Unione Europea e il sistema di coordinamento
Il trattato Schengen è uno dei pilastri su cui si basa l'Unione Europea, ed è in grado di definire ed alimentare il concetto di unione politica, sociale e monetaria della stessa. È un accordo che risale al 1985, con lo scopo di eliminare i controlli alle frontiere interne, introducendo la libertà di circolazione per tutti i cittadini dei paesi firmatari (trattato di Schengen tratta perciò la libertà di circolazione dei cittadini).
Vi è l'art.38 che riguarda al primo comma i cittadini e al secondo comma i lavoratori (tutele riconosciute ai lavoratori nel caso in cui si dovessero verificare una serie di bisogni e quindi tutte le prestazioni che vengono riconosciute ai lavoratori).
Stati membri: 22 stati facente parte dell'UE Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Finlandia e Svezia, ai quali si aggiungono altri 4 Stati non facente parte dell'UE come Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Islanda. A breve entrerà la Bulgaria, Cipro e Romania e entrerà anche la Croazia.
Acquis di Schengen rappresenta un insieme di norme e disposizioni, integrate nel diritto dell'Unione Europea, volte a favorire la libera circolazione dei cittadini all'interno del cosiddetto spazio Schengen.
Ci son stati eventi che hanno revocato il Trattato di Schengen, il quale avveniva dopo che il Consiglio dopo una valutazione della Co...
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