Estratto del documento

DIRITTO COMMERCIALE

LEZIONE 20 SETTEMBRE

Fondamenti del diritto commerciale cioè la Costituzione, la carta fondamentale che

contiene una serie di principi di carattere sociale, civile, politico, organizzativo ecc.

Per il diritto commerciale interessa il titolo terzo della Costituzione cioè quel capitolo

che riguarda i rapporti economici.

Punto di riferimento principale in Costituzione è l’articolo 41

“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità

sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà,

alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché

l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini

sociali e ambientali “

È composto da tre commi che sono molto importanti perché danno oltre un principio

fondamentale che teoricamente dovrebbe essere di valenza assoluta in questo caso

non lo è perché la dichiarazione di principio che è contenuta nel primo comma poi

viene temperata da delle condizioni e da dei limiti. Si ha quindi una dichiarazione di

principio nel primo comma, le condizioni al secondo comma ed i limiti al terzo comma.

Primo comma > per iniziativa economica privata si intende qualsiasi iniziativa da parte

di qualsiasi soggetto privato che sia tesa a offrire sul mercato beni o servizi. Il concetto

di attività economica nel diritto commerciale è sinonimo di attività rivolta al mercato,

nel caso in cui l’attività di produzione di beni o di servizi non è rivolta al mercato,

quindi, è rivolta esclusivamente ad un uso personale o famigliare non è considerabile

attività economica. Esempio il contadino che ha un campo che coltiva ad ortaggi e

frutteto, periodicamente raccoglie frutti e verdura e li mangia, in questo caso non è

attività economica. Se invece il contadino produce frutta e verdura e poi va al mercato

e li vende questa e un’attività economica e di carattere imprenditoriale. Inoltre, il

concetto di attività economica non coincide totalmente con quella di impresa, è il caso

di un rapporto genus ad speciem nel senso che l’attività economica è il settore più

grande cioè il genere mentre l’impresa è la specie. Quindi tutte le imprese sono

attività economiche ma non tutte le attività economiche sono imprese. Questo nel

nostro ordinamento, ad esempio, in altri ordinamenti l’attività economica considera

impresa anche quello che nel nostro ordinamento non è impresa, i due concetti

coincidono ad esempio nel diritto comunitario nell’impresa rientrano attività

economiche che nel nostro sistema non sono impresa.

È necessaria la capacità giuridica per esercitare un’attività economica chiaramente chi

non la ha non può svolgere nessun tipo di attività economica. Mentre chi non ha la

capacità di agire può esercitare un’attività economica attraverso altri soggetti ad

esempio gli interdetti.

Libera quindi teoricamente non ci dovrebbero essere limitazioni ma… la capacità

giuridica lo è

Secondo comma > limiti all’esercizio dell’iniziativa economica privata, che sono

l’utilità sociale. Utilità sociale è un termine molto fumoso ed indefinito, può essere

associato al benessere collettivo nel senso che si dice che non possa essere in

contrasto con il benessere generale il benessere collettivo. Ha trovato

un’interpretazione nel diritto costituzionale tedesco perché il concetto di utilità sociale

è tradotto con gemaibol parola composta da gemain cioè l’insieme delle persone e bol

cioè il benessere che vuol dire benessere della collettività. Nel caso della nostra

Costituzione indica quindi come l’esercizio di un’attiva economica non può essere

dannosa per la collettività. Seconda limitazione.

Salute, ambiente, sicurezza, libertà e dignità umana cioè 5 aspetti specifici su cui il

legislatore costituzionale ha voluto mettere l’accento. Questi cinque diritti sono

specificamente indicati perché sono considerati come diritti fondamentali di qualsiasi

persona. Primo bilanciamento cioè modo di mettere a confronto diritti diversi, perché

da una parte il dritto di iniziativa economica e dall’atra altri diritti. Nel momento in cui

questi altri diritti possono venire danneggiati il diritto di iniziativa economica deve

essere sacrificato. Quindi c'è una scala di priorità tra diritti. I cinque diritti, quindi, sono

più importanti rispetto a quelli economici. Terza limitazione.

Terzo comma > da una diversa lettura del ruolo dell’attività economica pubblica e

privata.

In questo caso osserviamo anche l’articolo 43 della Costituzione. “A fini di utilità

generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione

e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti

determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici

essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di

preminente interesse generale.”

Tratta sempre dei rapporti economici ma introduce il ruolo dello Stato e quindi di tutti i

soggetti che ne fanno parte esempio gli enti pubblici.

Ulteriore limitazione all’attività economica perché vi sono dei casi in cui la legge

riserva alla Stato o ai suoi enti l’esercizio di determinate attività economiche

sottraendole alla gestione dei privati. Il nostro ordinamento nel secondo dopo guerra

vedeva una grande proliferazione di monopoli siccome quasi tutti i grandi prodotti e

servizi era monopolizzati dallo stato o da aziende controllate dallo stato. Poi l’Italia è

entrata a far parte dell’UE che era chiamata CEE nata con il trattato di Roma nel 1957

ciò ha prodotto una serie di effetti di carattere economico, tra cui il rispettare il

principio della concorrenza sul mercato. Nel nostro stato, che era governato da

monopoli, il principio di concorrenza lavorava male perché non c’era il terreno per

sviluppare la concorrenza non c’erano le infrastrutture, le basi ed allora con il passare

del tempo grazie alle modifiche derivanti dalla privatizzazione siamo arrivati ad uno

status in cui la maggior parte dei servizi pubblici è diventata privata nel senso che è

offerta sul libero mercato.

Codice civile, libro quinto il libro del lavoro. È una delle più grandi novità del codice

civile del 1942 perché prima la materia era separata vi era un codice civile ed un

commerciale. Il codice è diventato più unitario ma molte delle normative che si sono

sviluppate successivamente al codice non sono state inserite ma sono state create

delle leggi speciali.

Il libro quinto comprende, quindi, tutta la parte del lavoro dove rientrano sia i rapporti

del diritto del lavoro sia i rapporti di carattere gius-commercialistico.

Articolo 2082 ‘è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica

organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.’

Chi> racchiude una serie di significati, è imprenditore una persona fisica o giuridica,

ad esempio, una società o lo stato o una società pubblica.

Esercita professionalmente > attività d’impresa è un’attività composita perché non

costa di un unico atto giuridico ma consiste in una serie di atti che sono tutti

teologicamente orientati al raggiungimento di un determinato obbiettivo. Tale

obbiettivo e la produzione di un bene o la prestazione di un servizio sul mercato.

Perché vi sia attività d’impresa occorre che vi siano tanti moneti, atti diversi non è

sufficiente che il contadino in caso di maggiore produzione si andato a venderla al

mercato, tale atto e atto di commercio non di impresa. Il singolo atto di commercio

non è impresa occorre la professionalità. Professionalità vuol dire che l’atto deve

essere considerata principale o prevalente nella vita del soggetto, una cosa abituale

ripetuta nel tempo. La professionalità si riferisce all’importanza che l’attività svolge

per il soggetto, il ruolo dal punto di vista economico ha per il soggetto e poi deve

essere un’attività economica cioè rivolta al mercato.

Organizzata > si riferisce ad una serie di elementi per l’organizzazione va valutata in

relazione al tipo di attività. Più l’attività richiede strumenti, manodopera, spazi che

capitale più l’organizzazione sarà ampia. Insieme di materiali e lavoro umano si

chiama azienda, che è l’insieme degli strumenti che servono all’imprenditore che

servono a svolgere la sua attività.

Scambio di beni o servizi> senso ultimo dell’attività d’impresa che è proprio quello di

offrire al mercato beni o servizi. beni o servizi di qualsiasi genere. Importante che non

sia in contrasto all’articolo 41 della Costituzione ed alle altre norme vigenti quindi

illecite.

Imprenditore occulto gli studiosi si sono divisi in due correnti, una che sosteneva è

imprenditore il soggetto che effettivamente appare nei confronti dei terzi come

imprenditore colui che spende il proprio nome come imprenditore ed altri che

sostenevano la realtà deve prevalere sull’apparenza e quindi il vero imprenditore è

quello che dà le direttive. Il dibattito era nato per tutelare i creditori. La giurisprudenza

ha sempre fatto riferimento al principio della spendibilità del nome, cioè è

responsabile delle obbligazioni colui che le contrae quindi colui che spende il proprio

nome.

LEZIONE 27 SETTEBRE

Codice civile articolo 2555 relativo all’azienda

“l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio

dell’impresa”

Beni > non sono tutti della stessa natura perché con il termine beni si possono

intendere beni mobili, immobili, crediti, diritti dell’imprenditore verso beni o persone,

marchi, brevetti, forza lavoro.

Articolo 2556

“Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il

trasferimento della proprietà o il godimento dell’azienda devono essere provati per

iscritto salva l’osservanza delle forme stabilite dalla legge pe il trasferimento dei

singoli beni che compongono l’azienda o per la particolar natura del contratto. I

contratti cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata,

devono essere depositati per l’iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di

trenta giorni, a cura di notaio rogante o autenticante.”

Le imprese soggette a registrazione sono elencate nell’articolo 2195 cc

“Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione, nel registro delle imprese gli imprenditori che

esercitano: 1) un’attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi 2)

un’attività intermediaria nella circolazione dei beni 3) un’attività di trasporto per terra

per acqua o per aria 4) un’attività bancaria o assicurativa 5) altre attività ausiliarie

delle precedenti Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle

imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività

indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano”

Quindi la norma del 2556 si riferisce soltanto alle imprese menzionate nel 2195 e non

quelle del 2135. Quindi alle imprese che svolgono attività di tipo commerciale.

Articolo 2556 è la regola, nelle imprese che hanno ad oggetto un’attività commerciale

il trasferimento della proprietà o il godimento dell’azienda che viene stabilito

attraverso contratto non ha necessita della forma scritta per la validità è necessaria

per la prova dell’esistenza del contratto. Questo per i terzi soggetti, è una forma di

pubblicità.

Se vi sono, poi, dei beni singoli per i quali la forma scritta è richiesta dalla natura del

bene esempio un capannone in questo caso la forma scritta è richiesta per la validità

attraverso atto pubblico.

L’imprenditore che vuole creare un’attività d’impresa per prima cosa deve comprare o

prendere attraverso diritti di godimento beni per costituire la sua impresa. Per farlo

deve stipulare una serie di contratti, che legano l’imprenditore da una parte ai beni

dall’atra ai lavoratori. La registrazione nel registro delle imprese di tali contratti è

obbligatoria solo nel caso in cui l’imprenditore svolge un’attività prevista nel 2195.

L’imprenditore ha quindi formato la sua impresa.

L’attività si piazza su un mercato del prodotto, che è lambito merceologico all’interno

del quale l’imprenditore entra. Da mercato del prodotto si passa a mercato geografico,

cioè lambito geografico in cui si vuole piazzare. L’incontro del mercato geografico con

il mercato del prodotto crea la posizione dell’impresa.

L’imprenditore può anche acquisire un’impresa già esistente sul mercato attraverso

una nuova gestione. I rapporti tra il nuovo ed il vecchio proprietario, gli elementi

essenziali nel passaggio di proprietà, sono tre. Uno il trasferimento dei contratti, due

trasferimenti di debiti e crediti e tre la concorrenza. Nel momento in cui un’attività

passa da un soggetto ad un altro il pregresso non si azzera quindi tutti i soggetti che

avevano rapporti con il vecchio proprietario avranno ora rapporti con il nuovo. Regole

che governano tale transizione.

Codice civile articolo 2557 è la norma che riguarda i rapporti tra chi aliena un’azienda

e chi la acquista, rapporti di carattere concorrenziale.

“Chi aliena l’azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento,

dall’iniziare una nuova impresa che per oggetto, ubicazione o altre circostanze sia

idonea a sviare la clientela dell’azienda ceduta.”

Quindi la legge prevede che il soggetto che cede non deve per cinque anni un’attività

che possa fare effettiva concorrenza a quella che ha ceduto. Il soggetto cedente o

cambia settore merceologico oppure se vuole aprire un’attività con le medesime

caratteristiche di quella ceduta deve farlo in una zona dove non deve creare problemi

al suo acquirente ad esempio in un’altra città.

Il termine è di cinque anni ma può essere derogato.

Passaggio dei contratti articolo 2558 del cc che prevede la situazione in cui allentante

cede azienda e con essa i contratti che servono per il suo funzionamento

“se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti

stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale. Il

terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del

trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità

dell’alienante. Le stesse disposizioni si applicano nei confronti dell’usufruttuario e

dell’affittuario per la durata dell’usufrutto e dell’affitto.”

Acquirente subentra nei rapporti contrattuali dell’alienante a due condizioni, che non

sia diversamente stabilito nel contratto di trasferimento e che il contratto non abbia

carattere personale. Quel contratto dove il ruolo di uno dei contraenti ha rilevanza

fondamentale per lo stesso contratto, “se non fossi stato tu, io questo contratto non lo

avrei stipulato”. In questo caso la regola dei trasferimenti automatici non funziona,

occorre il consenso del contraente ceduto.

Nel diritto privato in generale quando si ha la cessione di un contratto occorre sempre

il consenso del contraente ceduto, in ambito commerciale non funziona così. Il

trasferimento dei contratti dall’alienante all’acquirente è automatico a meno che le

parti non dispongano diversamente oppure il che contratto sia stato fatto intuitu

personae (contratto personale) in tal caso occorre il consenso del contraente ceduto. Il

contraente ceduto può, però, recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del

trasferimento se sussiste una giusta causa. La giusta causa è considerata dalla legge

quella causa che impedisce la continuazione del rapporto giuridico. Alienate deve

risarcire l’acquirente quando il terzo cioè il contraente ceduto recede dal contratto per

giusta causa quando non continua la prestazione anche se il contratto teoricamente

avrebbe dovuto continuare in modo automatico.

Articolo 2559 si occupa dei crediti relativi all’azienda ceduta.

“la cessione dei crediti relativi all’azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al

debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento

dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia, il debitore ceduto

è liberato se paga in buona fede all’alienante. Le stesse disposizioni si applicano anche

nel caso di usufrutto dell’azienda, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima”

Trasferimento dei crediti dell’azienda ceduta vuol dire che il cessionario cioè il nuovo

imprenditore è creditore. A vende l’azienda a B, A è il nuovo proprietario mentre B è il

vecchio. A aveva dei crediti nei confronti di terzi di C che è il debitore ceduto. Con la

trascrizione si ha cambio di creditore da A a B. C avrebbe dovuto pagare A ma con la

cessione deve pagare B. La legge prevede che la cessione dei crediti ha effetto dal

memento della trascrizione nel registro dell

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 1 Appunti di Diritto commerciale  Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto commerciale  Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher TaMaNA2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Ronco Simonetta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community