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BIODIVERSITA’

1 21/10/24 BIODIVERSITÀ

DEFINIZIONE: la varietà strutturale e funzionale delle forme di vita a diversi livelli di organizzazione

biologica (genetico/ di specie/ composizionale/ strutturale…).

In gran parte dei casi, quando si parla di biodiversità, si fa riferimento alla biodiversità di specie. Le

specie sono importanti dal punto di vista evolutivo e legislativo.

MISURE

Bisogna campionare la diversità, più aumenta il campionamento, più sono le specie, più c’è diversità

(concetto di accumulo)→ il campionamento può terminare quando le specie non aumentano più (anche

se un pochino aumenteranno sempre), andando e definire una soglia in cui il campionamento è avvenuto

in maniera esaustiva – asintoto 90.

Gli indici di ricchezza di specie (R) devono tener conto dello sforzo di campionamento:

R = (S-1) / log(N)

1 R = S/√N

2

di specie pesata in base al numero degli individui campionati.

→ricchezza

Es: farfalle= abbiamo due comunità A e B; in A abbiamo una specie dominante e due rare, mentre in B

troviamo più diversità.

Si applicano gli indici di diversità a questi dati sarà più diversificata la specie B, più specie con numeri

simili (non ce n’è una prevalente).

Le componenti della biodiversità sono: diversità e equiripartizione, e si calcolano attraverso gli indici

di:

SHANNON-WIENER: H = lnS

Qual è la diversità massima teorica possibile? Si calcola con la formula: max

L’equiripartizione è quanto una comunità osservata si scosta da una comunità in cui tutte le specie sono

presenti in proporzioni uguali; in parole povere: quanto il numero di individui è equo in una certa

comunità. Più ci si scosta da 1, più avremo specie dominanti che rappresentano la maggior parte delle

specie della comunità Enfatizza le comunità di specie rare.

J = H / H (0,1]

Formula equiripartizione: Formula diversità: = ∑ ln (0, ∞]

max

=1

dove S= numero di specie rilevate;

p = proporzione di individui della specie i-esima

i

BIODIVERSITA’

2

SIMPSON: dà maggiore attenzione alle specie comuni. Formula diversità: 2

= 1 − ∑ (0,1]

E = D / D (0,1]

Formula equiripartizione: =1

max

D = 1 – (1 / S)

Formula diversità massima teorica: max

Cosa differenzia i due indici? L’indice di Shannon enfatizza le differenze tra comunità che rappresentano

le specie rare, viceversa l’indice di Simpson che enfatizza le specie comuni.

I due diversi indici si utilizzano in base a cosa si deve studiare e cosa bisogna dimostrare.

La diversità ha diverse scale spaziali: ,

Es: montagne:

- Diversità indica la ricchezza media delle specie

:

tra i diversi siti di campionamento di una certa

regione,

- Diversità indica la somma delle specie rinvenute

:

tra i diversi siti in cui è stata campionata la diversità

in una certa regione;

- Diversità è semplicemente

: / .

Nella regione 3 la diversità B ha una peculiarità, c’è un alto

tasso di endemismo, quindi le specie rinvenute si trovano

solo in determinati siti di quella regione Diversità

biologica importante.

VARIAZIONE NATURALE

Modalità di variazione della biodiversità: distribuzione spaziale, gradienti di

latitudine/altitudine/profondità, (ruolo di fattori ecologici), perturbazioni, stadi successionali,

eterogeneità ambientale, area…

HOT SPOT: concentriamoci sulla distribuzione spaziale della biodiversità (articolo scientifico): il 44%

delle piante vascolari e il 35% delle specie in 4 gruppi di vertebrati sono confinati a 25 hot spot →

biodiversità molto concentrata e non omogenea, concentrata nella fascia tropicale e a livello

dell’Equatore 25 hot spot, che coprono l’1,25% delle terre emerse, dà anche idea della minaccia che

subiscono questi ecosistemi.

Il processo che ha portato alla definizione di questi hot spot, è stato stabilito molti anni fa e individua

l’area geografica in cui una specie è/o può esser presente.

Per fare queste analisi si è partiti da una suddivisione delle terre emerse in regioni, regioni

biogeografiche, caratterizzate dalla presenza organismi con una storia evolutiva particolare e coerente

con quella geologica della zona.

Dopodiché, sono stati conservati due parametri, per definire queste regioni “hot spot”:

- La zona deve contenere almeno 1500 specie di piante e animali;

- Avere almeno il 70% dell’habitat primario.

Perché abbiamo una tale distribuzione delle specie sulla superficie terrestre? Si ha una distribuzione non

casuale dell’energia, la quale implica fotosintesi e attività primaria, cioè la velocità di conversione

dell’energia solare in biomassa da parte degli autotrofi.

BIODIVERSITA’

3 Quali sono le aree più produttive a livello marino, oltre a quelle caratterizzate da up-welling? La

produttività è concentrata dove si trovano le barriere coralline.

Es: rettili, uccelli e mammiferi nella regione neartica – si nota come i rettili tendano a non

sopportare molto le variazioni di temperatura, infatti sono concentrati in aree specifiche; uccelli e

mammiferi, invece, hanno una distribuzione sicuramente più omogenea.

META ANALISI: è una review quantitativa e si cerca un valore comune, generale e globale.

23/10/24

IMPORTANZA DI FATTORI ECOLOGICI:

Se andiamo a comprendere quali sono i valori dei gradienti ambientali che descrivono la variazione

latitudinale sono, fondamentalmente per le piante: energia solare e acqua.

EVAPOTRASPIRAZIONE: l’evapotraspirazione è un fattore determinante per la produttività primaria,

l’ecologia e per la crescita delle piante; è migliore delle precipitazioni, una grande quantità di acqua non

è sempre disponibile e non sempre è sufficiente per garantire il benessere delle risorse, poiché bisogna

anche considerare le temperature se c’è una presenza modesta di acqua e il clima è arido non basta.

L’evapotraspirazione reale delle diverse aree geografiche è un determinante importante della variazione

artificiale, la quale riflette il gradiente di evapotraspirazione reale dove è presente più

evapotraspirazione, vale a dire più presenza di acqua ed energia solare, allora ci sarà più ricchezza di

specie

N.B. C’è una differenza tra evpt potenziale e reale: evpt potenziale= misurata sul campo; evpt reale=

basata su valori fisiologici delle piante e disponibilità idriche.

PRODUTTIVITÀ PRIMARIA STAGIONALE: quali fattori ecologici possono determinare la variazione

dei consumatori, partendo dai livelli trofici più bassi.

La ricchezza di specie dei vertebrati è collegata alla ricchezza in specie degli autotrofi pi&ugrav

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Scienze biologiche BIO/07 Ecologia

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