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STORIA DEL GIORNALISMO

1 LEZIONE

ESAME: scritto, 75 minuti di tempo,3 domande aperte, 10 punti per ogni risposta: esattezza della risposta,

completezza e la capacità di argomentare e costruire con ordine.

Bibliografia obbligatoria del corso: Giovanni Gozzini “storia del giornalismo” due capitoli che non sono

presenti nelle precedenti elezioni che sono quelli relativi al giornalismo digitale e al all'era all'era Social,

l'altro testo obbligatorio di Marco Pratellesi “New journalism dalla crisi della stampa al giornalismo”i capitoli

5 6 7 e 8.

Perché si studia la storia giornalismo? Perché la curiosità è uno dei motori fondamentali della conoscenza,

ma una ragione più profonda per studiare la storia del giornalismo: vincolo tra Passato e il presente→ dare

spessore ai problemi del presente cercando di vedere se ci sono dei rapporti tra quello che è successo nel

passato, anche molto lontano → simbolizzazione attraverso un albero e con le sue radici: non sono

disgiunti da quello che c'è sotto. ES: sui vincoli o sui ritorni oggi di fenomeni e processi che si sono visti in

passato: i bilanci del New York Times, il rapporto tra vendite di copie e pubblicità nei bilanci del NYT dalla

fine dell’800 al 2015: il rapporto tra pubblicità e diffusione, esso era favorevole alla pubblicità già alla fine

dell'800 ovvero il NYT ricavava i suoi bilanci più dalla pubblicità che dalla vendita delle copie, un secolo

dopo in realtà alla fine del secolo scorso, i ricavi che derivano dalla pubblicità e addirittura a coprire il 70%

del bilancio del NY Times e la diffusione si era ridotta al 25% → il completo rovesciamento del nuovo

millennio. Nell'era digitale la pubblicità si è praticamente dimezzata, l'incidenza della pubblicità sui bilanci si

è dimezzata, la diffusione è aumentata ed è praticamente raddoppiata, una parte molto consistente di

questa diffusione è legata agli abbonamenti digitali. Non solo ci sono vincoli per passato e il presente che

possono esserci dei processi che non sono unidirezionali, ovvero un cambiamento si dà in una direzione,

ma è possibile che si torni indietro. Questo rapporto tra diffusione, vendita di copie e pubblicità è una

questione centrale nella storia del nostro giornalismo che il giornalismo in una certa fase è stato

prevalentemente della carta stampata che poi è diventato anche altro. Quello dei media è un ecosistema

alle volte non molto eco: nel senso che non c'è un equilibrio. E’ tutto un rapporto tra il giornalismo della

carta stampata e gli altri media. Questo rapporto si dà a partire dalla nascita dei mezzi di comunicazione di

massa nel XX sec, Fino alla fine dell'800 i giornali sono quasi tutti semi monopolisti nel mondo della

comunicazione. Invece a partire dal 1900 il giornalismo si deve confrontare con le nuove tecnologie e i

nuovi media come per esempio la radio la televisione e il cinema e oggi social.

Percorsi: 1°rapporto tra storia del giornalismo e tecnologia (complesso, da Gutenberg in poi), il 2° come è

cambiata la professione del giornalista, il 3° sulla storia del giornalismo e la storia del diritto, il 4° sulla storia

del giornalismo e l'opinione pubblica, il 5°su modelli e specificità in particolare in Italia in Francia in

Germania in Gran Bretagna e negli Stati Uniti→ dall’800 in poi sono punto di riferimento del giornalismo. (Il

corso ha un prima e un dopo il Settecento ossia prima e dopo le rivoluzioni francesi e americane).

L'ordine dei giornalisti italiano ha una propria storia che ha inizio con Mussolini.

“Caso italiano:che tipo di info abbiamo in Italia?”

Studieremo: giornali e piattaforme e interrogarsi su quali sono i problemi e le caratteristiche del giornalismo

in Italia e negli altri paesi capire se c'è una relazione tra queste problematiche e la storia. Altra questione di

oggi è quella del pluralismo o dell' assenza di pluralismo legata alle proprietà di giornali come ad esempio

all'acquisto da parte di Agnelli di Exor ossia la holding che fa capo a John Elkann che riguarda l'acquisto del

Gruppo Editoriale GEDI che comprende la Stampa e Repubblica è una serie di altri quotidiani locali e di

radio che ha portato ad una concentrazione editoriale, ossia che abbiamo una serie di testate che sono in

mano a un'unica società editrice.

Bisogna sottolineare anche quanto la politica condizioni il giornalismo cioè comprendere il livello di

indipendenza dei giornali italiani. 1

Ad es. si può fare un confronto tra l'Italia e altri contesti sulla concentrazione editoriale e la mancanza di

pluralismo e sulla vendita dei giornali medesimi. I dati relativi alla vendita di copie di giornali sono

drammatici infatti c'è stato un crollo di diffusione dei giornali nel 2019 rispetto al 2013 Come si può notare

dall’agenzia di stampa. L'avvenire ha avuto un aumento del 11% ma tutte le altre testate hanno avuto un

crollo che ha superato il 50%.Il tutto è dovuto alla crisi economica che ha avuto un grande impatto sulle

inserzioni pubblicitarie e un'altra causa è sicuramente la pandemia, nonostante la domanda di

informazione sia cresciuta. In Italia le proprietà dei giornali sono sempre stati associati a grossi gruppi

economici con interessi non esclusivamente giornalistici, è difficile trovare in Italia un'impresa

esclusivamente editoriale. Infatti proprietari come Agnelli o come de Benedetti sono gruppi economici che

hanno anche altri interessi con i quali riescono ad riparare problemi economici.

Uno dei punti fondamentali è la rivoluzione della stampa a caratteri mobili con la quale iniziò un processo

che porterà alla nascita e alla diffusione dei giornali. Inizia una riproducibilità dei testi molto più economica

e rapida garantendo una trasportabilità, portando alla diffusione di un nuovo tipo di prodotto → il giornale.

Già nel corso del ‘600 inizierà questa diffusione e si arriverà poi al giornale come lo conosciamo noi nel

corso del ‘700 fino alla chiusura a livello giuridico che pone fine alla censura.

Inizia poi una delle rivoluzioni tecnologiche più importanti nella storia del giornalismo, la prima era stata

l'invenzione della stampa a caratteri cubitali di Gutenberg,Ci sarà una nuova rivoluzione nella riproducibilità

e diverse rivoluzioni date dalla rivoluzione industriale dell'800. Oggi ci si chiede se l'avvento del digitale

abbia posto fine alla storia del giornalismo... oggi ci troviamo di fronte ad una nuova evoluzione ossia una

convivenza tra le varie tecnologie, grazie al sistema dei media e nel ‘900 la nascita di nuove tecnologie che

hanno portato alla scomparsa dei media già esistenti. Alcune predizioni riguardo alla scomparsa del

giornalismo su carta, è uscito un libro “l'ultima copia del New York Times” che ipotizzava che negli anni

2025 sarebbe stata pubblicata l'ultima copia cartacea del NYT, in realtà ci sono molte testate che sono

passate ormai definitivamente on-line, ma il processo non sembra destinato alla traduzione digitale al

100%.

Altro aspetto imp: Storia di una professione, come è nata la professione del giornalista a Venezia del ‘500

com'era vista questa figura, in quell'epoca si usava il termine di gazzettiere, vedremo come questa

professione è cambiata, capire qual è il ruolo del giornalista nella società, come è stato visto il giornalista e

come è visto il giornalista e come si differenzia nei diversi contesti.

IMP: per la prima volta è stata eletta una direttrice donna, perché la professione del giornalista è stata

sempre prevalentemente maschile, invece nel 2019 è stata eletta come direttrice del Financial Times una

donna: Roula Khalaf. La professione di giornalista è cambiata molto nel corso degli anni. Ruolo del

giornalista nei Paesi occidentali→ Il potere conferito alla stampa è denominato Quarto potere perché come

sappiamo abbiamo i tre poteri che sono esecutivo legislativo e giudiziario, oltre ad essi abbiamo dunque il

Quarto potere. Termine coniato in Inghilterra da Macaulay nel 1828.

La cesura fondamentale del nostro corso è quella che separa il mondo dell'assolutismo fino alla fine del’

700 e quello successivo ovvero il mondo post rivoluzioni Borghesi di fine 700 perché alla fine ‘700 nei

regimi assolutistici è in vigore la censura preventiva→ serve una licenza per pubblicare qualsiasi tipo di

foglio giornale.

Con le rivoluzioni finisce l'era della censura, verranno introdotte nei diversi paesi leggi restrittive della

Libertà di Stampa che con la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino resterà come uno dei Diritti

fondamentali. A partire dall'inizio dell’800 per la prima volta si parla di giornalismo come Quarto potere:1828

dopo le rivoluzioni.

La dialettica fra il potere politico e il giornalismo sarà una questione imp del corso, problematica attuale,non

necessariamente della Cina o dell'India evocata da Guicciardini, ma di una lotta tra il potere e il mondo del

giornalismo e dell'informazione in tutte le sue declinazioni comprese le audizioni al congresso americano di

2

Zuckerberg sulla gestione delle informazioni da parte di Fb. È una problematica assolutamente attuale che

riguarda anche il mondo delle democrazie occidentali→ Libertà di Stampa, che con le rivoluzioni di fine ‘700

rimarrà un diritto fondamentale. L'altro elemento imp sarà quello dell'opinione pubblica. Quarto potere→ i

giornalisti sono in grado di esercitare un potere nei confronti degli altri poteri costituiti ovvero del potere

politico attraverso l'informazione che forniscono, che danno i giornalisti, quella che permette di risolvere la

nebbia che separa il palazzo dalla gente è il centro del loro potere. Per il fatto che l'informazione conti

deriva da una svolta fondamentale: fine dell'assolutismo. L'opinione pubblica: intendiamo l'insieme delle

idee che un determinato aggregato umano (città, un paese,insieme di paesi) ha in un determinato

momento. Es→ “La maggior parte dei Veronesi pensa che la gestione in città sia stata buona, stupenda,

negativa” è semplicemente un’astrazione, studiata a partire da sondaggio→ si vede che cosa pensano i

cittadini Veronesi della gestione. Opinione pubblica sono anche le persone che hanno quelle idee, quindi

l’insieme di persone che formano la collettività. 2 tipi di aggregati diversi l'opinione pubblica sono le idee,ma

sono anche le persone.

E’ un concetto duplice, ambiguo: sono le opinioni delle persone, ma sono anche le opinioni su ciò che è di

interesse pubblico che cambia nel tempo.

L’opinione Pubblica→ legata alla società moderna, non è che fino alla fine del Settecento le persone non

avessero idee, però tutte queste idee non incidevano nella realtà politica ovvero fino alla fine

dell'assolutismo, fino alla fine del ‘700 (epoca di Guicciardini) era molto poco rilevante per il potere

politico.Tutto questo cambia all'inizio con le rivoluzioni, la nascita di stati e di governi di tipo parlamentare in

cui esiste una divisione dei poteri in cui il suffragio è progressivamente allargato, quindi si estende

progressivamente il diritto di voto quindi le opinioni delle persone contano, i governi devono cominciare a

preoccuparsi di che cosa pensa l'opinione pubblica.

→ Ruolo dei giornalisti e l'importanza dei giornali e dell'informazione,passaggio fondamentale di fine ‘700:

L’opinione pubblica inizia a pesare quando la gente comincia a poter votare o a protestare in piazza e far

un'altra rivoluzione se le cose non vanno bene. L’altro passaggio fondamentale coincide con l'avvento della

società di massa,fine ‘800 inizio ‘900 si diffondono i mezzi di comunicazione di massa→ con tutta una serie

di processi innesca la 2° riv. industriale, urbanizzazione, sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa

quindi non esistono solo i giornali monopolisti, nel corso dell'800 e l'inizio del ‘900 c'è anche il cinema, dagli

anni 20 la radio, poi dal 2° dopoguerra la televisione→ il ruolo dell'opinione pubblica diventa sempre più

importante.Si inizia ad analizzare il modo in cui l'informazione forma o deforma l'opinione pubblica quindi

condiziona il modo di rapportarsi ai fatti pubblici delle persone. (IMP:Lippman e Habermas).

Gabriel Tarde: autore che visse tra ‘800/’900 che rappresenta La folla vista come moltitudine di gente riunita

in un luogo che compie scelte irrazionali per “contagio emozionale”. Sul ruolo dei giornali addetti ad

informare l'opinione pubblica, Gabriel Tarde contrappone la folla (la moltitudine di gente che compie delle

scelte irrazionali per contagio emozionale) a persone che stanno fisicamente in un posto unico→ ES:in uno

stadio di calcio ci mettiamo a insultare l'arbitro di turno, possiamo essere trascinati a nostra volta a insultare

l'arbitro. Tarde aveva in mente la folla e delle evoluzioni in Francia (Parigi 1870→ caduta di Luigi nap, situa

in cui la folla perde controllo) l'epoca della folla è finita, con la società di massa avremo il pubblico:individui

non fisicamente nello stesso posso, non contagiati dagli alti ma messi in contatto dai giornali, sono

suggestionati a distanza. I giornali sono la chiave dell'opinione del pubblico, folla formata da persone vicine

unite dal giornale, dal fatto che leggono tutti le stesse cose. milioni di persone. Ieri e oggi non è tutto

uguale.

Altro autore che riflette sul ruolo dei giornali nell'opinione pubblica: Robert Park, contesto: 2° riv ind,

urbanizzazione di Chicago, città enormi. Modo in cui le persone costruiscono legami tra loro. Molti sociologi

riflettono il ruolo che hanno i giornali nel collegare le persone. Park dice che i giornalisti e la stampa

tendono a rispecchiare le condizioni di vita nel villaggio,paese dove tutti si conoscono e si chiamano per

nome,in esso il gossip e opinione pubblica erano il controllo sociale, info per contatto diretto. Ciò che

stabilisce collegamento è il giornale. 3

VILLAGGIO GLOBALE→ coniata da Marshall McLuhan, autore di “Galassia Gutenberg” negli anni ‘60, imp

attribuita al passaggio dall'oralità alla scrittura,nella storia della comunicazione. Egli dice→ (40 anni dopo

Park,era della tv) i giornali ricordano la costruzione del giornale, ma i media permettono di ricreare un

villaggio globale, permettono ognuno di essere coinvolto nei problemi degli altri a livello globale. Passaggio

di scala con Park e McLuhan, oggetti ampliano e portano su scala globale il concetto di opinione pubblica.

RIPRODUCIBILITÀ’, ECONOMICITÀ, VELOCITÀ dell’info che diventa accessibile potenzialmente a tutti.

GIORNALISMO NELL’ERA DIGITALE:primi giornali online anni ‘90 ha storia breve ma si divide in 2

sottoperiodi: frattura con l’avvento dei social 2004 nasce fb,poi twitter 2006. Abbiamo flusso e accesso

(1980 in USA:canale All news 24h24) continuo di info in tempo reale. Con i social c’è ulteriore salto, con

web2.0 piattaforme sociale giornalismo instaurano rapporto: opinione pubblica può esprimersi quando e

dove si voglia. Chiunque parla a chiunque. questo implica conflitto di ruoli tra opinione pubblica e giornali

chi informa chi? Non c’è più gerarchia. C’è chi ha opinione positiva dei social:democratizzazione favorita

dall’era digitale, Zuckemberg→ siamo in comunità globale di netizen, di cittadini connessi: tutti uguali,

esprimere le loro opinioni. Ogni opinione liberamente accolta→ sempre così?

Facebook: 2004-2020 : 2,8 miliardi di utenti ogni mese. Raccoglie più pubblicità che ogni altra compagnia

messa insieme alle altre. 45% americani si informano solo con fb.

N. Ferguson→ “La piazza e la torre”, 2018. Non la pensa come Zuckerberg. Torre:gerarchia. Piazza:gente.

Le reti funzionano sulla base di principio diverso dal democratico, ma si basa sull’omofilia, amicizia

dell’uguale, io cerco chi mi è simile, che la pensa come me. Polarizzano invece di unire perché se la penso

in un certo modo, chi la pensa diversamente da me cerca gente che pensa in modo opposto, questi due

poli non comunicano. Si cercano idee simili alle proprie. (Gruppi fb) Attaccamento preferenziale→

tendenza a collegarsi a nodi ben connessi, potenzialmente siamo tutti uguali, non abbiamo tutti gli stessi

follower. Nodi più connessi di altri. Riproduzione esponenziali, la gente si attacca a nodi più popolari,

personaggi famosi. Le reti di oggi sono diverse dal passato, la stampa a caratteri mobili ha contribuito alla

diffusione delle idee della riforma. Rapporto tra la tecnologie e creazioni di reti. Le reti oggi e internet sono

molto diverse dal passato per le loro dimensioni,per la VELOCITÀ con cui circolano le news:virale.2

aspetti(dimensione del pubblico e velocità hanno stravolto il mondo dell'info nella diffusione delle idee e del

business.IMP: l’informazione e i giornali sono imprese. Problema di sostenibilità del business,per la

diffusione di info (eccetto fb che aumenta ricavi pubblicitari). Diffusione di idee e business:

Cambridge Analytica nel marzo 2018 rivela che l'azione ha usato 50’000’000 di dati di utenti per far arrivare

loro determinati contenuti politici durante campagna elettorale di Trump, usando illecitamente dati

diffondendo contenuti falsi. Business:contatti più possibili. Martin Baron (direttore Washington Post al tempo

dello scandalo Trump) → perdita di autorevolezza dell’info qualificata rispetto ai contenuti veicolati

attraverso la rete, le persone non distinguono attraverso diversi livelli di veridicità dell’info.

Neil Postman: Era televisiva vs era car

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mikicorsi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Bertagna Federica.
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