LA DEFINIZIONE DI SCHIAVO E SCHIAVITÙ
Lo schiavo è colui che viene e trasportato contro la sua volontà e che non ha un ruolo ben
definito all'interno di una società. Per studiare il fenomeno della schiavitù bisogna poi tenere
presente una prospettiva generazionale e di genere: gli schiavi possono essere uomini e
donne e avere età diverse; questi fattori influenzano il modo in cui gli schiavi vengono
impiegati.
Si può diventare schiavo per tre motivi:
● Si è prigionieri di guerra;
● A causa dei debiti contratti;
● Si nasce schiavi perché i propri genitori sono schiavi (inoltre i genitori schiavi non
hanno diritti sui propri figli).
Gli antropologi sostengono che la schiavitù spezzi i legami parentali di un individuo e hanno
perciò definito lo schiavo come un antiparente: lo schiavo non partecipa alla famiglia del
padrone e non ha una famiglia propria. Dunque, seguendo questo approccio si ricostruisce
la prospettiva orizzontale che è propria della schiavitù e che spezza ogni vincolo parentale,
sia esso diretto o collaterale. Quindi si esce dalla condizione di schiavitù solo quando i
legami parentali vengono ricostruiti (esempio di Giuseppe, venduto dai fratelli in Egitto come
uno schiavo, che esce dalla condizione di schuavitù proprio quando ricostruisce i suoi
legami parentali).
Gli antropologi hanno dato questa definizione dopo aver studiato la schiavitù in tribù
contemporanee e in civiltà antiche. Il loro intento era dare una definizione di schiavitù che
fosse valida in senso diacronico e in ogni luogo.
Sarebbe proprio la rottura dei legami parentali orizzontali e verticali la specificità della
condizione di schiavo rispetto a quella di servo. La peculiarità della condizione dello schiavo
diventa ancora più evidente quando la schiavitù viene abolita: tale evento coincide ed é
collegato alla nascita delle teorie razziste e dell'imperialismo europeo.
Il dibattito sull’abolizione della tratta degli schiavi inizia nel anni ‘70 del XVIII secolo in
Inghilterra e il primo stato che abolisce la schiavitù é la Danimarca (1798) seguita
dall’Inghilterra (1802). Anche la Francia abolisce a fatica la schiavitù che viene però
reintrodotta da Napoleone nelle colonie.
Uno degli antropologi che ha formulato questa definizione di schuavitù e che ha contribuito
al dibattito su questo tema è stato Meillassoux:
● Ha definito la schiavitù come un sistema sociale e economico rigido, ben strutturato e
stabile;
● Ha sostenuto che lo schiavo non abbia diritto sulla sua riproduzione;
● Credeva che la schiavitù fosse la negazione dell'appartenenza ad una comunità;
● Ha elaborato la teoria della schiavitù come negazione e rottura dei legami parentali.
Per studiare il fenomeno della schiavitù non si può non prendere in considerazione anche il
problema linguistico e le diverse parole usate in ogni lingua per definire lo schiavo. Ad
esempio c'è stato un dibattito sulla differenza tra captivus e servus. Al termine di questo
dibattito si è giunti alla conclusione che i due termini sono sinonimi e che indicano lo stesso
stato giuridico.
Bisogna poi tenere presente anche il problema giuridico nella definizione della condizione di
schiavitù.
La schiavitù é legata non solo all’economia di uno stato ma é anche legata alla collettività e
ai singoli individui.
Gli illuministi pur ragionando sui diritti dei cittadini, pur proponendo una nuova cultura
borghese e non aristocratica, pur pensando ai diritti in chiave anticetuale, non hanno mai
accennato al problema della schiavitù prima degli anni ‘70 del ‘700. Eppure gli stessi
illuministi facevano largo uso di prodotti coloniali come zucchero, caffè e tè.
La schiavitù non era dunque una tematica di cui si discuteva in modo sistematico e non era
percepita come un problema. Indicativo di ciò è anche il fatto che l’unica poesia della prima
poetessa nera presenta la schiavitù sotto una luce positiva: grazie alla schiavitù é stato
possibile per lei conoscere il messaggio cristiano e accedere quindi alla salvezza la quale é
alla portata di tutti.
Oggi la schiavitù é oggetto di studio e ci sono molti progetti a riguardo. Ad esempio il
Progetto 1619 che fa cominciare la storia degli Usa dal momento in cui la prima nave
negriera approda sulle coste atlantiche del Nord America, proprio per sottolineare come per
gli Usa la schiavitù ha rappresentato una parte importante della propria storia.
L’approccio tradizionale degli antropologia viene affiancato dagli studi sulla società che
presentano schiavi al loro interno:
● Società archivistica dove la presenza di schiavi é fondamentale per la produzione e
per il funzionamento stesso della società; senza gli schiavi la società crollerebbe e
quindi la schiavitù é un elemento strutturante del sistema stesso. Ci sono quindi delle
legislazioni ad hoc (ad esempio nell’antica Roma, nel Sud degli Usa)
● Società con schiavi. In questo caso se gli schiavi non ci fossero la struttura della
società non cambierebbe molto. Non presentano delle legislazioni apposite per gli
schiavi.
La schiavitù nella società europea, stando a quanto sostiene un certo filone di studi, é poco
pervasiva. Tuttavia questa corrente storiografica é stata messa in discussione dallo studio
delle arti figurative e della letteratura: in questi due ambiti infatti i neri vengono sempre
raffigurati in una posizione subordinata rispetto ai bianchi, cioé in una condizione di
schiavitù. Lo studio delle arti figurative ha dimostrato che la schiavitù, anche in Europa, é un
elemento pervasivo.
I neri inoltre non portano avanti attivamente una campagna politica per l’abolizione della
tratta.
Questa immagine era usata nelle campagne abolizioniste della tratta. Lo schiavo viene
raffigurato con le mani giunte in preghiera che implora il suo padrone. Dunque non ha un
ruolo attivo ma ha un ruolo passivo. Questa era l’unica immagine spendibile per i sostenitori
dell’abolizione della tratta.
I cultural studies sulla cultura popolare hanno introdotta la nozione di agency che é stata
recuperata anche da un filone storiografico che si occupa dello studio della tratta degli
schiavi. Tuttavia ci sono alcune voci critiche a riguardo:
● la categoria di agency è una categoria contemporanea e quindi difficilmente
applicabile al periodo storico in cui la tratta è attiva
● Nella realtà dei fatti era difficile che gli schiavi trovassero degli spazi di resistenza. La
dinamica tra schiavi e padroni era infatti fortemente asimmetrica e i padroni avevano
potere decisionale che esercitavano in modo univoco.
I sostenitori di questi filone storiografico vedono ad esempio nel suicidio degli schiavi una
forma di resistenza rispetto ai padroni.
Il dibattito sull’abolizione della tratta
● Il primo vero testo della campagna abolizionista è un pamphlet di John Woolman
(1754-1762( che articola il discorso su tre punti fondamentali:
○ Sulla fratellanza e sull’uguaglianza morale di tutti gli uomini
○ Sulla condanna religiosa e morale della.tratta
○ Sul richiamo alla responsabilità e alla conversione morale
○ L’intero discorso è comunque articolato sul comportamento del buon cristiano
e non sulla condizione dello schiavo. Trascura il tema del commercio che
entrerà nel dibattito abolizionista solo in un secondo momento
● William Wilberforce (1759-1833) Speech on the Abolition of the Slave Trade (12
Maggio 1789 – House of Commons)
○ Quelli che erano discorsi da salotto diventano discorsi politici
○ La tratta viene presentato come un crimine contro Dio e contro i principi
cristiani
○ Parla di aspetti morali
○ Parla dei costi economici della tratta come l’alto tasso di mortalità che si era
registrato sulle navi negriere
○ La schuavitù non viene percepita come un problema ma come una
condizione normale
○ Sostiene che la tratta debba essere abolita perché sconveniente dal punto di
vista economico. I primi a porre in discussione la questione della schiavitù
sono i quaccheri ma sono un gruppo minoritario
● Nicolas de Condorcet (1743-1794) Réflexions sur l’esclavage des nègres (1781) che
propone
○ Condanna morale della tratta
○ Uguaglianza naturale degli esseri umani
○ Riforma del sistema sulla base delle idee illuministiche ( libertà, uguaglianza,
umanità)
● Nel 1781 avviene il massacro della nave Zang e l’assicurazione non vuole pagare.
Questo venti fa esplodere il problema della tratta e la sottopone all’attenzione
dell’opinione pubblica che è scossa e si concentra anche sulla condizione degli
schiavi
● Il mondo cattolico solleva il problema con Leone XIII e con la bolla In plurimis (5
maggio 1888). La Chiesa ha sempre pensato alla schiavitù nello scenario
Mediterraneo e quindi l’ha sempre pensata in rapporto ai turchi; il problema era
sempre stato impostato sulla leggittimità dell’acquisto di uno schiavo.
L'abolizione della tratta non coincide con l'abolizione della schuavitù, anzi ci sono scarti
temporali anche consistenti tra i due eventi.
La rivoluzione francese ha certamente rappresentato un momento importante per
l'accelerazione del processi di abolizione della tratta e della schiavitù.
La Danimarca fu il primo paese ad abolire la tratta nel 1792 (divenne effettiva nel 1803),
seguita poi dall’Inghilterra che abolisce la tratta nel 1807
LA SCHIAVITÙ MEDITERRANEA
Braudel in Civiltà e imperi del Mediterraneo ricostruisce la storia della tratta degli schiavi
nella seconda metà del ‘400 quando l’impero Ottomano scalza gli europei dal Mediterraneo
orientale. In questo periodo si
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