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Lezione 1: Origini e sviluppo del romanzo

Romanzi da analizzare

I romanzi che si analizzeranno durante il corso sono principalmente due: Pride and Prejudice e Lord Jim. L’autore principale del modulo è la Austen, che è a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Il genere letterario del romanzo (novel), abbastanza giovane, ha però una storia che inizia nel 1700.

Pionieri del romanzo

L’anticipatore del romanzo è nel 600 con la figura particolare di Aphra Behn (1640/1689). Il Seicento è un secolo in cui il panorama letterario è dominato da scrittori e intellettuali uomini, quindi è significativo questo primo esempio di romanziera donna. Tra le sue opere più importanti ci sono “Love letters between a Nobleman and his sister" (1648) e "Oroonoko", or "The royal slave" del 1688.

Alcuni critici individuano nelle sue opere dei proto-romanzi, non proprio romanzi ma con caratteristiche che li qualificano come elementi preannuncianti l’esplosione del romanzo. Il primo, Love Letters, è un testo epistolare che va a costituire una narrazione e l'origine del romanzo epistolare. L’altro, Oroonoko, è un romanzo che narra le avventure di un principe africano poi tratto in schiavitù e portato nelle colonie americane.

Il romanzo nel Settecento

Il Settecento è comunque il secolo in cui nasce il romanzo, che rimane fino ad oggi uno dei generi più popolari. Si intende per romanzo, secondo Mirella Billi, una lunga narrazione in prosa, di invenzione fantastica, ma con personaggi realistici, situazioni quotidiane ed eventi plausibili.

Anche quando parliamo di romanzi storici, gli eventi rappresentati sono inventati. Ma a questo aspetto fittizio si associa un forte elemento realistico, a differenza dei cicli arturiani-carolingi, con creature fatate. Ovviamente il dato di fantasia e realismo è più o meno sfumato. Nella history, l’aspetto realistico è più evidente.

La biografia ha origini più antiche (vedi biografie dei santi o dei personaggi storici), poi c’erano i racconti di viaggio, altri elementi che contribuiscono a creare il romanzo settecentesco che si bilancia tra fittizio e realistico. Un altro aspetto importante è che il romanzo esprime meglio la tensione tra individuo e società, emerge l’autodeterminazione dell’individuo (protagonista) che cresce, si scontra e trova o meno un compromesso con la società in cui vive. Il modo in cui questo si autodetermina e si relaziona con la società è alla base del romanzo.

É legata a questo racconto la nascita e la formazione di una classe borghese che vuole stabilire regole sociali comuni e rapportarsi con esse. Invece, nella società aristocratica la concezione della vita era diversa, la società era vista come un qualcosa di meno omogeneo.

Romanziere del Settecento

I romanzieri del 700 erano molteplici. I più importanti sono:

  • Daniel Defoe (1660/1731): Robinson Crusoe, Moll Flanders, Roxana, ecc.
  • Samuel Richardson (1689/1761): Pamela, Clarissa, Sir Charles Grandison

Robinson Crusoe narra di un uomo che naufraga su un’isola sconosciuta e lì riesce a sopravvivere costruendosi da zero in una situazione estremamente sfavorevole, ed anzi a far emergere la sua creatività. È stato studiato anche nell’ottica dei post colonial studies, per l’incontro con il nativo che in qualche modo lui usa per migliorare la sua condizione nell’isola.

Pamela e l'influenza di Richardson

Altro autore considerato uno dei padri del romanzo moderno è Samuel Richardson. Quello che ha più influenzato il suo tempo è Pamela del 1740. È importante in lui la figura femminile che emerge da questo romanzo epistolare. Già dal paratesto si danno una serie di informazioni, si richiamano i sani principi puritani a cui si dovrebbero conformare le educande. Si vedrà che la virtù principale di Pamela è la castità. Pamela va a lavorare in una casa benestante dove si vede assalita da un giovane libertino che cercherà di sedurla in ogni modo. Lei, mantenendo decoro e mitezza, lo rifiuterà, finché lui, reso moralizzato dal contegno di lei, le chiederà di sposarla, e quindi la virtù sarà premiata. Alla fine del romanzo, entra la voce dell’autore, che non è il narratore della vicenda (che è Pamela) per ribadire quali siano le virtù che sono alla base di questo romanzo. L’esempio di Pamela, la sua innocenza, ha preservato lei dalla violenza e le persone anche più tentate da ciò possono imparare il rispetto. Inoltre, la generosità, la mitezza, la sua fede in Dio, i suoi doveri di figlia, di moglie e di madre sono fondamentali.

A questi tempi, la donna, sia come persona che economicamente, era soggiogata rispetto al marito, e l’idea dominante, soprattutto dal punto di vista maschile, era questa. Qui si presenta un esempio positivo di ascesa sociale attraverso la virtù e il rispetto dei valori morali della società del periodo, cioè anche attraverso il duro lavoro, il sacrificio e soprattutto, per una donna, con il matrimonio.

La parodia di Pamela

Questo tipo di testi genera facilmente la parodia, già al tempo di Richardson. Henry Fielding (1707/1754) scrive infatti Shamela, 1741, e Joseph Andrews, 1742, (lui è il fratello di Shamela) che è una deformazione di Pamela che richiama a caratteristiche opposte a quelle di Pamela: si parla di una svergognata che tenta l’ascesa sociale attraverso la seduzione di un ricco anziano. Tom Jones del 1749 narra delle avventure di un personaggio attraverso varie esperienze di corruzione, manca l’aspetto didattico che caratterizzava Richardson.

Romanzo femminile

Un altro aspetto importante è il romanzo femminile, cioè romanzi scritti da donne. Qui le autrici iniziano subito ad emergere con una voce letteraria forte rispetto al passato. Il romanzo è un genere che ha un pubblico femminile significativo: le donne leggono molto i romanzi e infatti le autrici femminili si rivolgono soprattutto alle donne. Una caratteristica importante di questi romanzi è che sono chiamati novels of sensibility: si parte da un discorso filosofico, su come la realtà viene percepita con i sensi e la propria sensibilità, quasi in opposizione con la ragione. Austen scrive infatti Sense and Sensibility.

La sfera delle sensazioni e delle emozioni viene attribuita principalmente alle donne, e con questa idea se la prenderà Mary Wollstonecraft. Esempi di queste novels of sensibility sono anche quelle di Frances Burney (1752-1840): Evelina, Cecilia, Camilla. Generalmente questi romanzi hanno un lieto fine che coincide con il matrimonio.

Critica al discorso della Sensibility

Mary Wollstonecraft nella Vindication, si oppone a questo discorso della Sensibility delle donne. Lei dice che nelle donne è sviluppata artificialmente una forma esagerata di sensibilità, a svantaggio delle facoltà intellettive, che le rende infelici ed anche inutili alla società. Anche Jane Austen critica queste concezioni della donna, anche se lei usa maggiormente l’ironia.

Romanzo gotico

Per quanto riguarda il romanzo gotico, si possono citare Walpole, Radcliffe, Lewis e Mary Wollstonecraft Shelley (Frankenstein). È caratterizzato da un’ambientazione esotica (non solo orientale, anche Italia), l’elemento fantastico è rilevante, si hanno protagoniste femminili pure, eroiche, belle, che devono affrontare dure avventure all’insegna del terrore. La paura si combina col sublime. Le ambientazioni, le descrizioni dei castelli semi abbandonati sono tipiche del genere. Spesso c’è il lieto fine che consiste nel matrimonio dell’eroina con l’eroe contrapposto al villain. L’autore di solito dà briglia sciolta alla sua fantasia, si rivaluta l’onirico e l’inconscio nei casi migliori.

Frankenstein e Radcliffe

Il caso di Frankenstein (1816) è particolare, è un romanzo gotico ma ha anche una portata filosofica evidente. Anche Radcliffe sarà una scrittrice importante, influenzerà Austen e avrà grande successo. In Northanger Abbey (opera di Jane Austen del 1817) la protagonista è una grande lettrice di romanzi gotici. In The Mysteries of Udolpho (opera di Radcliff del 1794), ci sono gli elementi della reverenza (awe), dell’oscuro mescolato al sublime. Gli aggettivi lonely, silent, contribuiscono a creare l’atmosfera. La reazione della protagonista a queste sensazioni terrificanti è molto emotiva. Tipico anche il carattere di grandiosità e di decadimento insieme, le piante hanno preso quasi possesso dei muri e sembrano sospirare. L’eroina è dominata dalle sensazioni generate dalla sua immaginazione. Austen si prenderà ironicamente gioco di questo tipo di letteratura.

Lezione 2: Jane Austen (1775-1817)

Biografia

È alla fine del 700 che si inserisce Jane Austen. La sua vita non è segnata da eventi eccezionali, come la maggior parte delle autrici dell’epoca. Nasce nel 1775 e vive per la prima parte della vita nell’Hampshire, a Steventon, dove il padre è prete del paese.

I suoi primi scritti si fanno risalire intorno al 1880 e sono oggi raccolti in tre volumi. Il primo sforzo più complesso è del 1793, Lady Susan. Austen vuole fare della sua passione un lavoro, un guadagno, anche per la situazione economica della famiglia. È un riconoscimento che comunque lei vorrebbe per sé, non per la sua fama, infatti pubblica spesso in forma anonima, anche se nel circolo più ristretto delle conoscenze era conosciuta.

Susan viene venduto all’editore Crosby ma sarà pubblicato solo dopo la sua morte. Il padre lascia il lavoro a Steventon, loro si spostano e vivono in case di amici e parenti, per poi stabilirsi a Chawton, anche grazie alla buona sistemazione del fratello. Dal 1811 in poi pubblica più serratamente i suoi principali romanzi, Sense and Sensibility, Pride and Prejudice, Mansfield Park, Emma, poi nel 1817 muore, probabilmente del morbo di Addison. Northanger Abbey e Persuasion vengono pubblicati postumi e viene rivelata in seguito la sua identità.

Condizione femminile

Il mistero sulla identità è legato alla condizione femminile dell’epoca. Il fatto di essere una scrittrice femminile che scriveva per guadagnare denaro veniva vista all’epoca come un disonore per la famiglia. Poi lei non voleva essere limitata nella sua attività di scrittrice, inoltre non voleva curiosità sulla sua vita personale, che l’avrebbe vincolata. È quindi una vita relativamente tranquilla, con delle difficoltà economiche in certi momenti ma relativamente agiata.

Momenti significativi

Ci sono momenti particolarmente significativi:

  • Il rapporto e la corrispondenza con la sorella Cassandra: Cassandra vede il suo fidanzato morire prima del matrimonio e decide di non sposarsi più, come Jane. Le due sorelle sono molto unite e hanno una fitta corrispondenza. Il rapporto fra sorelle assume quasi l’importanza del rapporto sentimentale. La corrispondenza tra le due è importante anche se sappiamo che Cassandra ha pesantemente censurato questi carteggi, facendo sparire lettere considerate più personali, e di altre lettere ne ha censurate delle parti. Ciononostante, questa corrispondenza è molto interessante per conoscere la persona di Austen e alcuni tratti che poi si rivelano nella sua scrittura letteraria. Questa è stata anche criticata per un’ironia molto tagliente, è stata definita cinica e senza cuore. Lei in realtà cerca sempre di suscitare il riso nella sorella, e ciò fa parte del cinismo che la caratterizza.
  • L’incontro con Thomas Lefroy (1796). Si è cercato di vedervi una storia più o meno appassionata, in una vita abbastanza ordinaria. Scrive alla sorella di questo giovane, con un mix di impudenza e di ammissione di questo flirt: per lei la cosa più scioccante è il modo di danzare e di sedere insieme. Si è scritto molto sul tema, ma abbiamo solo pochi riferimenti dai quali non si possono desumere grandi ipotesi. Sappiamo che Lefroy, da vecchio, si vantò di questo flirt giovanile con la Austen già conosciuta.
  • C’è sicuramente un matrimonio mancato nel 1802 con Harris Bigg-Wither. Lei aveva accettato la proposta di questo facoltoso country gentleman, però dopo l’aveva rifiutata perché non l’amava. Lei non è contraria al matrimonio né femminista in pectore, ma insiste sempre sul fatto che il matrimonio sia accettabile solo se è supportato da un sentimento reciproco. Per quanto Austen comprenda l’importanza della sicurezza economica, il sentimento non può essere mai messo a tacere. Invece, il fratello tendeva a propagandare un’immagine della sorella dedita solo all’arte e disinteressata al guadagno nello scrivere. Lei invece è molto attenta all’aspetto economico.

Periodo Regency

1811-1820 periodo Regency

Giorgio IV diventa reggente nel periodo della pazzia del padre Giorgio III.

  • Al vertice della società c’è la Royalty;
  • Poi la Nobility;
  • Poi i Landed Gentry, proprietari terrieri non nobili ma una classe sociale molto alta (la terra al tempo è un elemento fondamentale che distingue la gentry dalla middle class gentry, i primi sono persone che non devono lavorare per vivere, la loro ricchezza proviene dalla terra). Una parte della Gentry prova disprezzo per la middle class che in questo periodo sta prosperando e quindi non è necessariamente povera, ma ha un benessere non ereditato ma guadagnato recentemente.

Gentlemen e middle class

I Gentlemen sono piccoli o medi proprietari terrieri. Si poteva anche essere proprietari di tenute non grandi, specie per le norme testamentarie che favorivano i figli primogeniti. I secondogeniti o terzogeniti ecc. di solito sceglievano delle carriere che permettevano di mantenere il ceto di gentlemen, come la carriera ecclesiastica (che non impediva di avere una famiglia, considerata invece importante per ben amministrare la comunità dei fedeli). Le università di Oxford o Cambridge erano le principali università per formare il ceto ecclesiastico. A loro veniva assegnata una parrocchia con una casa e della terra, e una somma annuale di denaro. Altra professione frequente per i cadetti era nell’esercito e nella marina, oppure la legge (men of law) o quella della medicina (men of medicine).

Tutti gli altri, che lavoravano per denaro, erano middle class, e la differenza tra middle class e gentry che appare dai romanzi è enorme, anche se poteva capitare che le ricchezze fossero simili.

Classe sociale di Jane Austen

A che classe sociale appartiene quindi Jane Austen?

Da parte di madre: discendente da titled nobility;

Da parte di padre: figlia di un parson, un parroco laureato ad Oxford;

Jane Austen, quindi, faceva parte della gentry, anche se non a livello elevato. Non avevano molto denaro, ma appartenevano allo strato sociale che di solito caratterizza i protagonisti delle opere di Jane Austen. In realtà Austen non parla degli estremi in alto e in basso della società, ma tratteggia un affresco dello spettro sociale medio, quindi in genere piccola e media gentry. Anche la middle class sarà rappresentata in Pride and Prejudice, ed emerge la tensione tra questa e la gentry.

Posizione sociale in Pride and Prejudice

La posizione sociale dei personaggi è centrale in Pride and Prejudice:

  • Darcy è il personaggio più elevato nella scala sociale (10.000 sterline all’anno che ricava dalla sua tenuta, patrimonio enorme);
  • Bingley ha una situazione più ambigua, è molto abbiente (4/5.000 sterline, ma non dalla terra ma da un’eredità dei genitori commercianti). Le sue sorelle sono molto snob e l’ironia di Austen verso queste sorelle è forte. Vogliono sentirsi parte della gentry dimenticando che la loro fortuna viene dal commercio. Anche quando si guadagna una vasta fortuna, come nel loro caso, era socialmente necessario acquistare una vasta tenuta e quindi diventare landed gentry, infatti loro insistono perché lui compri una vasta tenuta per ottenere uno scatto sociale;
  • Famiglia Bennet – Landed Gentry (2.000 sterline/anno): famiglia benestante, che fa parte della gentry, hanno servitori, un parco, una tenuta, ma hanno 5 figlie femmine che non erediteranno la proprietà, quindi devono procurarsi mariti facoltosi e questo è pensiero fisso della madre. La proprietà passerà al cugino. La precarietà, in un certo senso, è data quindi dalle regole di successione del tempo;
  • I parenti della Bennet fanno parte della middle class, si dedicano quindi al commercio o ad altre professioni e per questo sono considerate low connections. Per questo gli uomini fanno fatica a creare rapporti sentimentali con le sorelle Bennet;

Economia e ricchezza

L’aspetto socio-economico della Gran Bretagna del tempo ha grande importanza in questi romanzi. Un altro aspetto è la questione della ricchezza, fattore trattato in modo ambivalente: non c’è disprezzo per la ricchezza in sé, ma il rapporto univoco tra ricchezza e nobiltà d’animo è fortemente avversato dalla Austen. Lei critica che la ricchezza in sé connoti la persona come persona di buon gusto. Adam Smith, in quegli anni, in Theory of Moral sentiments del 1789, scriveva di questa tendenza di ammirare ricchi e potenti e di disprezzare persone di condizione inferiore, seppur importanti anch’essi per la società: secondo lui è causa di corruzione del sentimento morale.

Social emulation: ironia su queste sorelle Bennet che vogliono emulare la gentry, la vera eleganza e il buon gusto.

Femminismo di Austen

Un’altra chiave di interpretazione di Austen è il suo femminismo o non femminismo. Ci sono opinioni molto divergenti nel dibattito critico. Inoltre, cosa intendiamo per femminismo? Va calato nell’orizzonte storico del tempo o giudicato secondo le idee moderne? Secondo le nostre idee, i romanzi di Austen non sono certo femministi, ma letti nel loro contesto emergono aspetti diversi.

Secondo Brown (1973), dobbiamo analizzare le figure femminili di Austen in relazione alle scrittrici delle generazioni precedenti, come Mary Wollstonecraft, e non a quelle successive come le nostra. Il focus sul matrimonio come obiettivo narrativo significa che lei accetta la nozione convenzionale del bisogno innato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andricel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese ii e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Caporicci Camilla.
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