Geografia 20/02
Argomenti
- La storia del pensiero geografico e cartografico (evoluzione nella storia)
- I principali aspetti fisici della Terra (aspetti principali della Terra ma con un taglio molto umanistico, cercando di vedere le conseguenze sugli uomini; un’occhiata alla cartografia)
- La popolazione ed i suoi caratteri (geografia umana, analizzare distribuzione della popolazione, crescita, natalità, mortalità, ricchezza, sviluppo, sottosviluppo, aspetti sotto i nostri occhi)
- I principali aspetti fisici ed umani dei continenti e dei paesi del mondo (osservazioni di geografia regionale, descrittiva dei singoli luoghi del mondo)
Testi d'esame per chi frequenta le lezioni
Il globo terrestre e la sua evoluzione, Lupia Palmieri E., Parotto M., sesta edizione 2008, unico volume, con esclusione dei capitoli 1, 2, 4, 5, 6, 7, 11, 17.
Geografia della popolazione, Dagradi P., Bologna, Pàtron, 2006
Il mondo ed i suoi paesi, Macchia P., Bologna, Pàtron, 2010
Che cos'è la geografia?
La geografia non è solo nozionistica ma è necessario conoscere i principali fenomeni geografici presenti sulla Terra. È la scienza che ha per oggetto lo studio della Terra mediante la descrizione e la rappresentazione della sua superficie e della distribuzione spaziale dei fenomeni relativi alla vita umana, animale e vegetale. La cartografia è il linguaggio potentissimo della geografia. La geografia si occupa anche di ciò che accade sulla Terra e della vita delle creature che vivono su di essa. La geografia studia innanzitutto le forme della superficie terrestre, in cui sono compresi gli aspetti morfologici e il funzionamento della Terra, che ha una serie di meccanismi.
Le sue caratteristiche, le sue risposte all’ambiente, le sue manifestazioni culturali, il suo modo di produrre, i suoi spostamenti, la sua organizzazione del territorio, le sue criticità, i suoi problemi, i suoi cambiamenti. L’uomo, come molte altre creature, è un animale territoriale: deve poter usufruire di una porzione di superficie terrestre per soddisfare le sue esigenze fondamentali (acqua, cibo, riparo). L’uomo è anche un animale speculativo e tecnico: memorizza e trasmette le informazioni sulla distribuzione di ciò di cui ha bisogno ed impara ad organizzare e gestire il territorio. Se si mettono insieme i bisogni territoriali dell’uomo con la nostra capacità di affrontare e risolvere problemi, viene fuori la geografia, la disciplina che insegna all’uomo a studiare la superficie terrestre.
La geografia nasce con l’uomo, ancora prima dell’Età della Pietra, quando le conoscenze scientifiche erano molto rudimentali. Già da allora l’uomo inizia ad osservare l’ambiente intorno a lui. La geografia è l’incontro fra la natura territoriale dell’uomo e la sua capacità speculativa. Si può osservare come l’uomo abbia imparato a rispondere in modo sempre più adeguato.
Geografia 21/02
Non è una scienza esatta, ed in particolare quella umana. Quando c’è di mezzo l’uomo, di prevedibile e scientifico c’è ben poco. Anche i famosi sondaggi elettorali lasciano il tempo che trovano, soprattutto quando riguardano un territorio minimo. Ci troveremo davanti a questioni di difficile spiegazione razionale. Ad ogni modo, comunque, la disciplina ha avuto una sua evoluzione. Possiamo cartografare tutto, anche le cose più assurde. Il primo fine della geografia è quindi stato quello di descrivere la Terra durante il lungo processo di scoperta e di espansione dell’uomo nei vari angoli del pianeta.
La geografia, essendo una riflessione ed un guardare la superficie terrestre, è l’incontro naturale tra due componenti inscindibili dell’uomo, il suo essere animale ed il suo essere filosofo. Alcuni animali, particolarmente intelligenti, hanno una loro geografia (riconoscono i luoghi, chiaro che non scrivono i trattati). È ovvio che noi, riguardo alle scoperte geografiche, ragioniamo da europei. Per certi versi è ridicolo parlare di scoperta dell’America; ma è normale che il nostro sguardo sia eurocentrico. Anche nei nostri mappamondi c’è l’Europa al centro; ad esempio in quelli americani c’è l’America al centro.
La geografia ha portato alla scoperta di quasi tutto il mondo conosciuto. Addirittura tramite satellite sono visibili luoghi che non sono accessibili. Intorno al 1400, prima dell’inizio delle grandi scoperte geografiche, si conosceva il 21% delle terre emerse, nel 1550, al chiudersi di quell’epoca, il 32%, nel 1700 il 50%, nel 1800 il 60%, nel 1850 il 70%, nel 1900 il 90%, oggi forse il 97%. La parte del globo che conosciamo meno sono gli oceani, e potremmo dire che conosciamo meglio la superficie di altri pianeti. Sulle profondità oceaniche, difficili da esplorare, non sappiamo quasi nulla.
Oggi la geografia ha il compito di comprendere, spiegare e rappresentare i nostri complessi rapporti con l’ambiente in cui viviamo, come ci adattiamo, come adattiamo l’ambiente, come viviamo sulla superficie terrestre, come ci distribuiamo, che problematiche creiamo all’ambiente naturale e ad altre specie, i rapporti fra esseri umani. L’ambiente è qualcosa di complesso di per sé, che però ha delle regole matematiche. Una data massa d’aria si comporta così e lo farà sempre, in base a leggi fisiche. Non così per un uomo. È l’uomo che condiziona l’ambiente, l’ambiente l’uomo, è un rapporto biunivoco?
La geografia nasce con l’uomo: è l’incontro tra la sua natura territoriale e la sua capacità speculativa.
Esempi di campi di studio della geografia
- Conoscere la Terra, nella sua morfologia, nelle sue forme, nei suoi processi, nei suoi meccanismi di funzionamento (geografia in senso lato, con dentro anche la geografia fisica)
- Conoscere il mondo, in senso scolastico, sapere dove sono i luoghi, dove sono ubicate certe situazioni, sia dal punto di vista fisico che politico, come si struttura, come si divide
- Conoscere quello che ci serve: le risorse minerarie; sottolinea la disponibilità delle risorse che ci servono. Per esempio si potrebbe fare una carta sulla disponibilità di acqua, petrolio, gas. Nel 99% dei casi le guerre vengono fatte per accaparrarsi le risorse altrui, o per difendere le risorse proprie (scontri tra paesi africani; caos che regna nel Vicino Oriente; scontri in Libia)
- Conoscere i fatti umani, soprattutto quelli problematici (aspetti culturali): fatti non legati a caratteristiche naturali degli esseri umani (età, sesso), religioni, credenze in senso lato (che accomunano diversi popoli); in Giappone c’è una società diversissima da noi per cultura; le religioni sono un fortissimo elemento culturale: si pensi ai tabù alimentari (il maiale per musulmani ed ebrei); a Pantelleria si fa il passito, 50 km più giù non si coltiva affatto la vite. Anche la condizione femminile è diversa da cultura a cultura.
Tante cose vanno ad incidere; l’importanza dei fattori culturali sulla natalità. Sono tutti temi culturali e non naturali. Il Libano è una zona dove ci sono moltissime religioni; è una polveriera, non perché le religioni di per sé sono problemi, ma spesso diventano pretesto per scontri, anche se gli obiettivi sono altri, presa di potere ecc. Lì dove ci sono minoranze importanti si possono creare gravi situazioni.
I movimenti migratori, foto dell’arrivo della nave carica di albanesi in Puglia nel 1991 (primo esodo albanese, che fu storico). Gli italiani si accorsero dell’Albania, che era chiusissima, sotto dittatura; noi che fino a qualche decennio prima partivamo per l’estero ci siamo ritrovati ad essere paese di immigrazione. Il paese era diventato una meta ambita per l’immigrazione; di lì il problema dell’entrata nella mentalità dell’accoglienza; tentativi di conciliare accoglienza con certi altri problemi. Sono 250,000,000 le persone che si spostano da un paese ad un altro.
La percentuale di popolazione straniera in provincia di Pisa ci dà un pochino il polso della situazione dell’immigrazione; in scuro i comuni più interessati: Pisa e tutto il Valdarno, Pontedera, Ponsacco, Santa Croce. C’è offerta di lavoro, ma naturalmente sono anche lavori faticosi, che gli autoctoni non vogliono più fare. Come succedeva ai nostri migranti quando andavano all’estero, andavano a fare i lavori che venivano lasciati liberi (minatori, camerieri, cuochi); ed hanno trovato difficoltà di integrazione in altri paesi. Gli immigrati in Italia sono impiegati soprattutto nell’industria, impiego che serve a guadagnare denaro e mandarlo in patria.
Spostandosi a sud nella provincia, zone ancora molto agricole, la presenza degli immigrati è meno forte, nonostante molti siano impiegati nell’agricoltura, ma più in alcune zone della Campania e del Lazio, e poco in Valdera. La distribuzione della popolazione: la carta mostra l’apice della popolazione. Pisa è cresciuta fino al 1981, poi ha iniziato a perdere abitanti, per tanti motivi: popolazione studentesca, costo degli appartamenti in centro. C’è un calo di popolazione in tutti i grandi comuni: Pisa, Firenze, Pistoia. I comuni in blu hanno toccato il massimo al censimento del 2011. La popolazione è scivolata sulla costa o sull’asse centrale, cuore produttivo e centrale della regione, perché ci sono più opportunità di lavoro. Lo spopolamento montano e collinare ha creato poi gravi problemi a quelle terre.
Carta di Firenze: visibile il Quadrato Romano; forse il cardo ed il decumano si incontravano a Piazza della Repubblica, allargata dallo sventramento dei Savoia per celebrare Firenze capitale. Carta che evidenzia l’atteggiamento degli stati verso gli omosessuali e la questione gender (aspetti socio-culturali). Da molti popoli l’omosessualità culturalmente viene vista male; i peggiori in questo sono Sudan, Arabia Saudita, Yemen, Iran (dove essere omosessuali comporta la pena di morte); il che è per noi improponibile ed anche agghiacciante. I luoghi ove l’omosessualità non è tollerata sono quelli con grado di istruzione più basso. La geografia va ad analizzare dunque problemi molto attuali.
Breve storia del pensiero geografico dalla Preistoria al XX secolo
Oggi grazie alla tecnologia conosciamo praticamente tutto della superficie terrestre; dunque il ruolo della geografia non è più quello di scoprire. Un conto è vedere, un conto è interpretare. Per un lavoro più serio, non basta vedere, bisogna capire quello che si vede e cercar di interpretare la realtà. Non è detto che ad un primo sguardo si possa cogliere quello che serve e neppure quello che è. L’uomo grazie alla sua capacità razionale, è ancora l’unico che riesce ad interpretare. Si può fare una mega tac al ginocchio, ma senza nessuno che la legge… così col territorio.
La geografia nasce con l’uomo per soddisfare i bisogni più elementari dell’uomo e tutte le culture descrivono e rappresentano la Terra, sia pure con codici diversi. Tutto è filtrato dalla soggettività, non della persona ma della cultura e dal contesto, che ha regole e codici propri, e non è detto che coincidano con quelli di altre culture. Si può leggere quello che si vede soltanto conoscendo il codice. Carta degli indigeni delle isole Marshall. Avevano delle conchiglie collegate con delle nervature di palma; le prime erano isole e le seconde i tratti da percorrere; avevano un concetto totalmente diverso di territorio (vivevano su isole).
Ogni rappresentazione è figlia della propria cultura (questione di codice); non si può leggere un testo in indonesiano non conoscendo la lingua. Rappresentazione cartografica medievale, molto diversa da quelle nostre; sono più rappresentazioni artistiche; giocano su grande simbolismo. Le città medievali sono rappresentate con le torri; centrale la torre con l’albero in cima, ancora oggi simbolo di Lucca; la torre con la scritta libertas, motto della città.
Cartografia azteca, mappa di Tenochtitlan (odierna Città del Messico); gli Spagnoli si scervellarono per capire che fosse una mappa urbana, con i canali ed una certa simbologia (aquila ed altri). Rappresentazione cartografica rinascimentale, Mappa della Catena a volo d’uccello (come se un uccello volasse sopra la città di Firenze); si vede il duomo ed altre cose con cui si capisce che è Firenze; ma è lontanissima dalle regole delle nostre carte geografiche. Siamo comunque davanti a rappresentazioni soggettive. Essendo una creazione umana, segue dei linguaggi; e se non si conosce il linguaggio, non è possibile decodificare il messaggio che essa veicola.
Si può orientare una carta come pare, il nord in alto e il sud in basso è una convenzione, e così rovesciarla è possibilissimo. Siamo noi che per convenzione siamo abituati a mettere il nord in alto; così la terra in marrone ed il mare in azzurro.
La preistoria e gli albori dell'epoca storica
Già in epoca preistorica si assiste alla nascita della geografia anche se sotto una forma molto rudimentale (si codifica in età alessandrina con Eratostene, quando vengono sistematizzate conoscenze e metodi d’indagine). Essa deve servire a scopi pratici per rappresentazioni grafiche del proprio ambiente. Costituiscono un primo tentativo da parte dell’uomo di rappresentare l'ambiente circostante; i bisonti di Altamira sono comunque rappresentazioni del proprio ambiente.
Bisogna aspettare milioni di anni, per trovare qualcosa che si avvicini non ad una carta, ma ad una rappresentazione. Un requisito necessario per la nascita della geografia fu la sedentarizzazione e la nascita dell’agricoltura. Con l’eccedenza di prodotti agricoli, nasce il commercio; ed infine nasce la città, come luogo di offerta di servizi e funzioni commerciali ecc. Nasce poi la divisione del lavoro, insieme ai servizi; non molto diversi concettualmente da quelli di oggi (stregone=medico, sciamano=religioso ecc.).
Incisione di Catal Huyuk del 6200 a.C., strano disegno che viene interpretato come una pianta di un insediamento/villaggio, e sullo sfondo un coso arancione con dei pennacchietti = vulcano in eruzione (la zona è sismica e vulcanica). Mappa della Bedolina in Valcamonica (1500 a.C.), oggi patrimonio dell’Unesco; roccia piatta su cui è incisa una pianta di un villaggio con palafitte, animali, omini. C’è rappresentata anche la famosa rosa camuna, che oggi è simbolo della regione Lombardia.
È con le prime civiltà mesopotamiche che le cose cambiano; si ha uno sviluppo notevole. Quelle erano civiltà ancora arretrate; esse, coeve alla Bedolina, sono molto sviluppate; hanno capacità di coltivare, di gestire acqua, grande popolazione, invenzione della scrittura. Ci sono due esigenze diverse: una di gestire il territorio da parte di una civiltà sviluppata (mappe catastali ecc.). Nasce anche la riflessione sul mondo; ci sono due momenti di progresso notevole: uno tecnico (le carte si affinano ed iniziano a palesare qualche idea di scientificità), e l’altro con attenzione alla riflessione sul mondo.
Statua di Giudea acefala tiene tra le gambe una tavoletta, su cui si vede una città con le sue mura. Questa tavoletta rappresenta per la prima volta la scala di riduzione (la carta ha un senso se le distanze possono essere ridotte; agire in proporzione). Nella Tavoletta di Yorgan Tepe 2300 a.C. vengono accennati per la prima volta i punti cardinali. Il più importante di tutti è il Mappamondo di Babilonia del VII secolo a.C., con al centro Babilonia, le terre intorno ad essa e gli oceani, la terra rotonda, e la rappresentazione del mondo celeste. Comincia una riflessione molto più complessa, che non si limita a risolvere i problemi di sotto il naso, la capacità riflessiva ci distingue dagli animali, quella filosofica ancora di più.
Cominciare a riflettere su sé stessi, cercando un posto: questa discussione va avanti fino ai moderni, attraversando il mondo classico e medievale. Accettare di esser soli nell’Universo ci fa riflettere: questo è accaduto più di duemila anni fa. Fenici ed Ebrei non ci hanno lasciato nulla di cartografia, ed è strano: i Fenici erano navigatori, e quella ebraica è una cultura millenaria. Gli storici pensano che avessero capito la natura estremamente preziosa della disciplina e che non volessero comunicarla a nessuno.
Papiro della Nubia 1150 a.C., il mondo egizio, coevo alle civiltà mesopotamiche, sviluppa una geografia molto pratica. Sia Erodoto che Apollonio Rodio dicono che avessero sviluppato degli itineraria, delle guide marittime. Il papiro mostra in modo un po’ caotico e non precisissimo le miniere d’oro della Nubia e le varie strade per raggiungerla, con soste, punti di abbeveramento per cammelli, luoghi in cui commerciare. Le carte su pietra ci sono rimaste; cosa più difficile per i papiri.
Geografia 23/02
Geografia classica, greca e romana
Nel mondo greco la geografia nasce come scienza autonoma: con scopi pratici legati alla navigazione, con la rappresentazione della Terra, la parte matematico-fisica e scientifica (spesso correlata all’astronomia ed ai moti degli astri; Eratostene calcolò quasi alla perfezione la misura della circonferenza terrestre); riflessioni scientifiche e filosofiche (scienza e filosofia rispon...
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