DIRITTI FONDAMENTALI
in senso oggettivo
Diritto (law): indica insieme norme giuridiche di un
ordinamento. Contiene le norme giuridiche di una comunità che si trova in un
certo territorio. Ogni società ha questi principi che stabiliscono cosa si può fare
e non. Questo diritto connette i membri della società.
Può essere
- Permissivo: permette agli individui di stabilire relazioni giuridiche con
diritti e doveri.
- Coercitivo: punisce coloro che violano le norme
- Norma giuridica: è una regola che disciplina il comportamento e riflette le
idee e le esigenze della società
in senso soggettivo,
Diritti (rights): che ha ogni persona all’interno
dell’ordinamento di riferimento.
Diritti umani: influenzati da religione, filosofia, concezione ideologica. Difficile
trovare unica definizione.
1. La prima cerchia fa riferimento a quei diritti fondamentali che spettano a
tutti dalla nascita e garantiscono le libertà fondamentali.
2. Diritti soggettivi che spettano a tutti gli esseri umani in quanto individui
nati e in grado di agire. Garantiti in tutto il mondo.
3. Quelli che appartengono a tutti gli uomini, di cui l’uomo non può essere
spogliato. Nucleo essenziale che deve essere garantito a tutti.
4. Quelli cui riconoscimento è condizione necessaria per il perfezionamento
della persona umana oppure lo sviluppo della civiltà.
5. Distinti da diritto morali in quanto riconoscono interessi fondamentali,
non tutti questi diritti morali sono giuridici.
6. Categoria speciale dei diritti.
Questi diritti proteggono la parte debole dell’individuo e lo Stato deve garantire
la tutela.
Si parla di doppia protezione (interna e internazionale):
- Lo stato deve essere quello che garantisce la protezione dei diritti umani,
la costituzione deve garantirlo. In certi ordinamenti il diritto
fondamentale non è garantito sufficientemente. In questo caso, il diritto è
più elaborato a livello internazionale.
- Tutela dei diritti fondamentali a livello internazionale. Solo se lo Stato non
lo garantisce o non lo garantisce sufficientemente, gli organismi
internazionali intervengono.
Diritti umani diventano importanti dopo la seconda guerra mondiale con la
pubblicazione della Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948. Si tratta
di una dichiarazione NON VINCOLANTE, ma un primo passo per l’affermazione
dei diritti dell’uomo.
12/01/2026
Nella dottrina dei diritti umani ci sono due approcci differenti:
- Visione particolarista= il DI pubblico prevede dei sottosettori che non
self-contained
sono collegati fra loro. Idea del (=regime speciale,
autosufficiente, chiuso con un’applicazione limitata del diritto
internazionale generale). C’è il rischio di isolamento dei diritti umani dal
diritto generale.
- Visione universalistica= il DI è un ordinamento unico e coerente, esistono
dei regimi speciali, ma relazionati con il diritto generale. I diritti umani
sono tra questi.
Nel DI contemporaneo prevale la visione universalistica, i diritti umani hanno
contribuito al processo di umanizzazione del DI influenzando settori
dell’ordinamento internazionale.
Diritto internazionale definito come ordinamento giuridico della società
internazionale. Quindi, un complesso di norme giuridiche che prescrivono la
condotta degli uomini e sono comuni ad una certa società di persone.
Ordinamento giuridico interno sono le norme dei singoli Stati. Se la norma
viene creata all’interno degli Stati, si tratta di una norma interna che si
inserisce nell’ordinamento giuridico interno. Se viene creata dalla volontà delle
parti rientra nell’ordinamento internazionale.
Diritto internazionale privato prevede delle norme giuridiche che riguardano un
comportamento dei privati che ha un’influenza nella società. I soggetti sono i
privati, non c’è la posizione dello Stato.
Diritto internazionale dei diritti umani è un sottosettore del DI pubblico.
Condivide fonti, obblighi e responsabilità. In sostanza i diritti umani sono i diritti
degli individui riconosciuti come tali dal DI e il DI dei diritti umani mira alla loro
protezione.
L’art. 38 dello Statuto della CIG descrive le fonti del DI:
- Diritto internazionale particolare= convenzioni
- Diritto internazionale generale= consuetudine e principi
Soggetti del diritto: coloro che sono centri di imputazioni diritti e doveri. Coloro
che hanno la capacità di adire tribunali internazionali e interni per far valere
diritti previsti da norme internazionali.
- Ordinamento statale: persone fisiche o giuridiche. La posizione
dell’individuo all’interno dello Stato è abbastanza netta. Legame
individuo-Stato attraverso cittadinanza. Oppure norme giuridiche che si
applicano a tutti coloro che risiedono nello Stato.
- Ordinamento internazionale: stati sovrani, organizzazioni internazionali e
individui con soggettività limitata.
Nel DI pubblico non esiste concezione cittadinanza e limitazione
territorio, per definire individui si sono sviluppate diverse teorie. All’inizio
si diceva che non esistesse soggettività individui perché sotto controllo
Stati. Gli Stati soggetti primari e individui soggetti secondari che
ricoprono un ruolo secondario.
Con il tempo concezione cambiata, si sono sviluppate norme
convenzionali e si è previsto meccanismo di controllo per queste norme.
DI dei diritti umani e umanitario sono cose diverse.
1. Tutti individui hanno diritto fondamentale in qualsiasi momento
2. Disciplina l’uso della violenza e protegge le vittime dei conflitti armati
Quando si applicano le norme?
1. In qualsiasi momento, a tutte le persone sottoposte alla giurisdizione di
uno Stato
2. Nel momento dello scoppio di un conflitto armato
Sviluppo diritti umani
Alcuni dicono che si svilupparono a partire dalla Mesopotamia, altri al tempo
della Grecia.
1) Magna Charta Libertatum nascita netta (1215): il re Giovanni d’Inghilterra
promette libertà ai baroni e questi promettono a lui la fedeltà in cambio
di certi diritti. Es. Il diritto contro imprigionamento illegale, accesso
rapido alla giustizia, limitazione pagamenti feudali al re. Si parla di diritti
umani MA non sono garantiti a tutti, si tratta più di privilegi dati ai baroni
che promettono fedeltà al re.
2) Scoperta dell’America (1492): gli Indios vennero uccisi e spogliati delle
loro terre e beni e gli spagnoli diventarono i proprietari. Si parla di
schiavitù naturale, questi detti anche barbari non hanno diritti perché
non appartengono alla religione cristiana. Si sviluppa anche una visione
contraria, Francisco de Victoria prevede un ordine globale in cui tutti
cristiani e non hanno stessi diritti e doveri.
Si parla anche di diritti naturali: tutti hanno diritti che spettano dalla nascita
e sono superiori alla legge, perché nel momento in cui un individuo nasce è in
possesso di questi diritti a prescindere dal riconoscimento dell’ordinamento. Si
sviluppa la tendenza che lo Stato deve garantire questi diritti, lo Stato deve
essere attore attivo.
Generazioni dei diritti umani
a) positivizzazione
Il fatto che lo Stato debba essere attore attivo comporta una certa libertà da
parte dello Stato di garantire il diritto in maniera abbastanza autonoma,
facendo riferimento alle norme giuridiche proprie. Quindi si perde l’universalità
del diritto umano. Es. Bill of Rights, libertà dello Stato di gestire il diritto.
dichiarazioni programmatiche,
Si tratta perlopiù di non si tratta di legge ma di
dichiarazione, non è prevista una sanzione se quel diritto viene violato.
Dichiarazione dei diritti della Virginia (1776): tutti gli uomini in quanto nati sono
dotati dei diritti fondamentali e vengono riconosciuti i diritti di questa
dichiarazione. Sempre di tipo programmatico e non sono previsti rimedi
giudiziari.
Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789): durante
rivoluzione francese, chiede una società che si basa proprio su diritti
fondamentali che dovrebbe spettare a tutti. (Art. 1 esprime il principio
d’uguaglianza, concezione moderna ripresa poi da altri paesi). Sempre di tipo
programmatico.
Dichiarazione americana di indipendenza (1776): indipendenza colonie europee
in America. Nel preambolo politico enuncia i principi fondamentali alla base dei
nuovi Stati indipendenti affermando i diritti naturali dell’uomo “alla vita, alla
libertà e alla ricerca della felicità”.
Bill of Rights (1791): afferma i primi 10 emendamenti della Costituzione del
1787 per garantire la tutela effettiva dei diritti fondamentali. Riconosce la
libertà di parola e di religione, di riunione e di petizione, il divieto di
perquisizioni e confische arbitrarie e di pene crudeli o inusuali.
Successivamente ha avuto un grande impatto sul DI.
b) Generalizzazione dei diritti
Ampliamento delle categorie dei diritti umani, non sono civili e politici, ma
anche sociali, economici e culturali come risposta alle ingiustizie sociali legate
allo sfruttamento del lavoro del XIX secolo e si inizia a parlare che lo Stato
debba garantire certi diritti sociali che fino ad ora non venivano considerati.
Lo Stato non deve interferire e ha obblighi positivi: intervenire attivamente per
garantire questi diritti.
c) Internazionalizzazione
Nel DI tradizionale gli Stati hanno diritti internazionali e decidono per i loro
individui, mentre gli individui sono oggetti del DI. Si inizia a parlare di
protezione diplomatica, Stato interviene per quanto riguarda cittadino in un
altro Stato. Lo Stato di cittadinanza può fornire protezione in caso di
maltrattamento MA sempre rapporto bilaterale fra Stati dove individuo è
oggetto e NON soggetto.
Nel XIX secolo si inizia a parlare di protezione di certe categorie di persone,
soprattutto minoranze etniche. Sono stati conclusi due trattati (1856,78 Trattati
sulle minoranze cristiane nell’Impero Ottomano. Primo passaggio verso
protezione categorie). Campagna per l’abolizione della schiavitù, già dal 1820
hanno iniziato ad essere protagonisti ONG, tra cui una che voleva abolire la
schiavitù, si inizia a definirla disumana.
Dopo prima guerra mondiale si adottano trattati che proteggono le minoranze:
le Potenze Alleate impongono ai nuovi Stati di proteggere minoranze nazionali,
religiose ed etniche (Trattato sull’indipendenza della Polonia del 1919).
Fondazione della Società delle nazioni (1919) creata dal Trattato di Versailles
su proposta di Wilson.
- L’obiettivo era la cooperazione, la pace e la sicurezza internazionale.
- La struttura era tripartita: assemblea di tutti gli Stati, Consiglio composto
da 5 membri permanenti e altri eletti periodicamente. Dopo passano a 4
perché Wilson voleva che gli USA facessero parte di questo progetto ma
non è riuscito a convincerli ad entrare nella Società e questi non fecero
mai parte. Segretario.
- Necessaria unanimità di tutti membri. Ogni Stato ha possibilità di veto,
tante decisioni non potevano essere prese. Limite importante di questa
società.
Si inizia a pensare fosse poco efficace a livello internazionale, infatti nel 1947
fallisce per diverse limitazioni: nessuna forza armata, voto unanime, assenza
USA, uscite Giappone, Italia, Germania e l’URSS sciolta nel 1946.
C’erano commissioni istituite dalla Società che si occupavano di diritti umani,
tra cui l’OIL istituita all’interno della Società delle Nazioni e prevede certi diritti
ai lavoratori: tutte le persone umane dovrebbero avere stesse condizioni sul
lavoro, ancora esiste.
Quindi, nascono le prime forme di tutela internazionale, ma senza diritti
individuali diretti.
1933: un cittadino tedesco Bernheim fu licenziato in quanto ebreo e si rivolge
al Consiglio della Società e denunciò le leggi antiebraiche introdotte nella sua
regione e sostiene la violazione del DI. Si parla di una minoranza religiosa.
Cosa succede? Si presenta Goebbels, ministro propaganda Germania nazista,
e tiene un discorso in cui dice che anche se ci sono violazioni queste ricadono
nella giurisdizione dello Stato in questo caso della Germania nazista e riguarda
solo il suo popolo, perciò la Società non può interferire. Fino alla seconda
guerra si mantiene questa visione.
Il 6 gennaio 1941 Roosvelt, il presidente degli Stati Uniti, tiene un discorso sulle
quattro libertà. Ha fatto questo riferimento alle libertà fondamentali che
dovrebbero essere diffuse in tutto il mondo, non limitate nel territorio dello
Stato. Questo discorso è stato tenuto per promuovere il coinvolgimento degli
USA nel contrastare l’avanzata militare della Germania nazista e preparare il
terreno per una loro eventuale entrata in guerra.
Parla di quattro libertà fondamentali:
1. Libertà di parola e di espressione
2. Libertà di culto (ognuno deve poter venerare Dio a suo modo)
3. Libertà dal bisogno (diritto ad una vita dignitosa, sicura e salutare)
4. Libertà dalla paura (riduzione degli armamenti)
Vengono considerate necessarie per una pace durevole.
La Società delle Nazioni fallisce, ma viene considerata precursore delle Nazioni
Unite oltre a segnare il passaggio fra due epoche: dal vecchio ordine statale al
diritto internazionale dei diritti umani.
1919-1945: periodo di transizione durante il quale le guerre e i totalitarismi
mettono in crisi le libertà fondamentali e le atrocità che avvengono fanno
emergere la necessità di una tutela universale della persona.
Dopo la Seconda guerra si istituiscono i tribunali di Norimberga e Tokyo, gli
individui non solo hanno diritti ma devono essere puniti personalmente per i
crimini che commettono ed hanno responsabilità nei confronti della comunità
internazionale. Sono stati fondati: Norimberga (1945) e di Tokyo (1946) per
punire i crimini dei nazisti tedeschi e degli alleati giapponesi. Tuttavia, questi
tribunali non possono considerarsi del tutto internazionali perché:
- Sono stati istituiti dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale
- Hanno punito i c.d. “grandi criminali”
- Coloro che avevano avuto un ruolo minore sono stati puniti attraverso
processi statali
1945: nascita delle NU. Il 26 giugno 1945 50 nazioni si riuniscono a San
Francisco per la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Organizzazione
Internazionale. Viene approvata la Carta delle Nazioni Unite, non entra subito in
vigore, ma solamente il 24 ottobre 1945 quando nasce ufficialmente l’ONU.
Questa ha come obiettivi principali quelli di porre fine alla guerra e promuovere
la pace promuovendo anche i diritti umani.
Carta delle Nazioni Unite:
- Preambolo: salvare le future generazioni dal flagello della guerra,
riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo e nell’uguaglianza
dei diritti per tutti.
- Art.1: promuovere la pace e incoraggiare il rispetto dei diritti
fondamentali senza distinzione di razza, sesso, lingua e religione.
Ma il fine principale è quello di mantenere la pace, in secondo luogo
viene il rispetto dei diritti umani. Infatti, fino al 1990 i due obiettivi
vengono perseguiti separatamente, poi con la fine della contrapposizione
tra blocchi il rispetto dei diritti umani diventa parte integrante del
raggiungimento della pace.
- Art. 55: conferisce delle funzioni all’Organizzazione, ossia quello di
promuovere il rispetto dei diritti umani. Ruolo che fino al 2006 sarà della
Commissione dei diritti dell’uomo.
- Art. 56: pone a carico degli Stati Membri l’obbligo di agire collettivamente
o singolarmente in cooperazione con l’organizzazione per raggiungere gli
obiettivi presenti nell’art. 55. Si tratta di un articolo formulato in termini
molto generali.
La Carta non prevede un elenco dei diritti umani, ma li menziona.
15/01/2026
1946: viene istituita la Commissione dei diritti umani, l’obiettivo era quello di
creare una Carta internazionale dei diritti dell’uomo (International Bill of Rights)
che avrebbe dovuto articolarsi in tre parti: dichiarazione di principi,
convenzione internazionale contenente norme vincolanti, misure di
applicazione. La prima parte di questa Carta è stata effettivamente creata ed è
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
10 dicembre 1948: l’Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo una lunga
discussione approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Gli Stati occidentali cercarono di integrare le libertà civili, mentre quelli
socialisti cercarono di considerare diritti economici e sociali.
La Dichiarazione è un atto NON vincolante giuridicamente (non vincola gli Stati
sul piano giuridico ma li indirizza ad impegnarsi politicamente), ma molto
importante per diversi motivi:
1) Viene considerato l’atto fondativo del diritto internazionale dei diritti
umani
2) Ha contribuito alla creazione di norme: ha funzionato da punto di
riferimento per l’elaborazione e l’adozione di numerosi accordi e ha
contribuito alla creazione di norme consuetudinarie in materia di diritti
umani.
3) Dopo l’adozione di questa i diritti umani diventano una questione di
rilievo e interesse internazionale. Inizialmente, gli Stati godevano del
diritto di trattare i propri cittadini senza interferenze.
Era molto importante la componente femminile nella Commissione per i diritti
umani, tra questa c’era Eleanor Roosvelt (first Lady degli Usa e delegata
dell’Assemblea generale) che ricoprì il ruolo di primo presidente della
Commissione ed ebbe un ruolo fondamentale nella redazione della
Dichiarazione.
Infatti, il primo articolo della Dichiarazione ribadisce questo aspetto, il fatto che
gli individui siano tutti uguali e abbiano stessi diritti.
Post seconda guerra:
1) Carta delle NU
2) Dichiarazione universale dei diritti umani
3) 1966: P
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