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PRIMA PARTE CONTABILITA’ E COMPLIANCE

Cos’è un’azienda? È una serie di organizzazioni di PRODUZIONE, SCAMBIO e CONSUMO

-> per essere definita tale devono esserci anche tre caratteristiche:

- dimensione economica

- continuità delle azioni nel tempo

- non deve essere fatta da una sola persona

Il profitto non caratterizza l’azienda

Per raggiungere i propri fini, l'azienda deve garantire determinate condizioni economiche

-> il fine è di tipo economico = creare ricchezza

Si deve cercare un equilibrio economico che sia:

▪ Durevole ed evolutivo nel tempo

▪ raccordato con il sistema delle relazioni interne ed esterne

▪ in relazione alle opportunità future

▪ rivolto verso la creazione di valore

L’economicità deve essere:

• Durabile -> durare nel tempo in ambiente mutevole

• Autonoma -> attitudine a vivere senza elementi di sostegno

• Equilibrata -> insieme simultaneo di più equilibri

Condizione necessaria al funzionamento dell’azienda

STRUTTURA -> tutte le risorse OPERAZIONI -> attività e processi

fattori produttivi, umani e necessari per il coordinamento delle

finanziari operazioni

Frutto di decisioni del soggetto

economico Necessario coordinamento delle

operazioni nello spazio e nel tempo

rispetto agli obiettivi

Quali criteri guidano le scelte del soggetto economico?

1. Visione sistematica

2. Autonomia

3. Economicità

MODELLI DI RIPARTIZIONE DI UN’AZIENDA

1. INPUT-OUTPUT

Qui l’azienda è caratterizzata da legami tra:

• Struttura: fattori produttivi e risorse

• Attività: decisioni e operazioni attuate

• Risultati: creazione di ricchezza 1

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Lo scambio dell'azienda con l'esterno ha bisogno del consenso (= legittimazione -> le aziende devono essere

legittimate ad operare in un certo ambiente)

Quando si guarda la struttura e l'attività ci sono due aspetti fondamentali:

1. Assetto istituzionale di governance -> chi ha il potere e come viene governato

2. assetto organizzativo -> dice chi fa cosa e secondo quale sequenza

Possiamo iniziare a fare distinzione tra:

- attività strategiche: insieme di decisioni e operazioni che hanno un impatto diretto sulla struttura

- attività operative: decisioni operazioni che hanno un impatto sulla modalità di utilizzo della struttura

-> Se si guarda alla struttura il modello diventa input-output “EVOLUTO”

-> si separa l’attività strategica da quella

operativa

2. MODELLO A RELAZIONI CIRCOLARI

Gli elementi della struttura sono grandezze STOCK (= ammontare di risorse in un istante specifico nel tempo)

Le risorse si possono distinguere in:

• -> imprenditoriali, manageriali e finanziarie

• DERIVATE -> patrimonio commerciale e tecnico-produttivo

Le attività invece sono GRANDEZZA FLUSSO distinte in:

• Investimenti (gestione strategica)

• Operative (approvvigionamenti, lavorazioni) -> abbiamo tre blocchi che indicano le

risorse, poi ci sono tutte le attività che ci

aiutano a capire come si muovono le

risorse

In questo nuovo modello facciamo riferimento a tre dimensioni:

- risorse primarie

- patrimonio tecnico-produttivo 2

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- fa patrimonio commerciale

STRATEGIA è tutte le volte che modifico la struttura (la struttura che modifico è quella legata alle 3 dimensioni

appena citate)

Questo modello ci mostra che quando tocco uno degli elementi cruciali modifico anche gli altri attraverso alcune

relazioni

Non tutte le aziende hanno le stesse dimensioni di patrimonio, risorse, …

L’importante è che le INTERAZIONI si attivano tra risorse, investimenti e attività operativa consentano di avere degli

OUTPUT il cui valore è maggiore rispetto agli INPUT

-> è il caso della remunerazione dei fattori produttivi

Nel legame input-output le dinamiche e le scelte di produzione non tengono in considerazione il costo della

produttività

Output > Input -> condizione generale per il funzionamento di un'azienda

Le risorse e le operazioni primarie dipendono dal settore dell'azienda

Es. ENI RCS-Mondadori Intesa-Sanpaolo

Settore industriale servizi Finanziario/servizi

Risorse Primarie Infrastrutture (centrali) potere negoziale con gli capillarità della rete

scrittori/produttori di patrimonializzazione

contenuto

Attività prevalenti acquisto, trasformazione e attirare scrittori, produrre acquisizione di risorse,

distribuzione di energia i testi, investimenti

commercializzazione e

promozione editoriale

LA GOVERNANCE

È l'insieme dei principi, istituzioni e meccanismi che regolano l'esercizio del potere di governo di un'azienda

-> regole e vincoli attraverso cui il soggetto esercita il suo potere di governo e persegue il soddisfacimento dei propri

interessi

Variabili chiave da prendere in considerazione:

- composizione della compagnia proprietaria

- stabilità della compagnia proprietaria 3

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L’IMPRESA PADRONALE (proprietà concentrata)

Lo stesso soggetto esercita funzioni generali e risponde personalmente con il proprio capitale investito in azienda

-> proprietà concentrata e tendenzialmente stabile

Il Soggetto economico (imprenditore) detiene le funzioni di controllo e di governo

Obiettivo: fa massimizzare il profitto dell'imprenditore

Il ruolo delle banche centrali perché rappresentano pressoché l'unico interlocutore per le imprese

Managerializzazione -> processo necessario per:

- superare problemi finanziari

- rinforzare le competenze manageriali

- ovviare al problema del passaggio generazionale

L’IMPRESA MANAGERIALE

Due diversi modelli:

• Public company

• Impresa consociativa

ELEMENTI:

Separazione dei ruoli di portatori di capitale di rischio (azionisti) e di quello di direzione (manager)

Azionisti

-> capitale investito -> risorse finanziarie

-> puntano alla massimizzazione del profitto Interessi contrastanti

Manager Profitto VS Crescita

-> capitale investito -> capacità professionale

-> puntano a:

massimizzare la propria remunerazione

massimizzare la valorizzazione delle proprie capacità

1. PUBLIC COMPANY

ELEMENTI:

- polverizzazione del capitale tra gli azionisti

- proprietà diffusa e non stabile nel tempo

- assenza di un azionista di riferimento

-bassa sovrapposizione tra azionista-impresa 4

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- ruolo centrale degli “investitori istituzionali”

È agli antipodi rispetto all'impresa padronale

VANTAGGI:

finanziario -> potenziale crescita illimitata

manageriale -> elevata professionalità

LIMITI: opportunismo del manager

orientamento al breve periodo

mancanza di azionista di riferimento

ASSETTO ORGANIZZATIVO

I titoli sono quotati quindi il prezzo riflette la performance

La concentrazione del potere è nelle mani del management

sono presenti investitori istituzionali

2. IMPRESA COMMUNITY / CONSOCIATIVA

ELEMENTI:

- compagine numerosa ed articolata che tende a mantenersi stabile

- solo un nucleo ristretto di azionisti detiene una quota rilevante

- nessun singolo azionista ha il controllo

- una quota significativa è detenuta da operatori finanziari

VANTAGGI:

lungimiranza -> stabilità azionaria

flessibilità finanziaria e possibilità di accedere al capitale a basso costo

LIMITI: elevati gradi di mediazione richiesti al management

eccessi di prudenza nelle scelte strategiche

esasperazione dell'orientamento alla crescita a scapito della redditività e della capacità competitiva 5

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MODELLO TEDESCO

Assemblea degli azionisti = definizione della struttura giuridica e amministrativa dell'azienda

-> nomina i membri del consiglio di sorveglianza

-> sceglie i revisori contabili

Consiglio di sorveglianza = funzioni di controllo di legittimità e di merito sull'operato del consiglio direttivo

-> nelle società con più di 500 dipendenti è obbligatoria la presenza di rappresentanti dei dipendenti

Consiglio direttivo = funzioni di gestione ordinaria e straordinaria

-> rappresentanza della società verso l'esterno

-> informa il consiglio di sorveglianza di obiettivi e risultati raggiunti

MODELLO GIAPPONESE

Gruppi di imprese che attraverso rapporti costituiti da:

incroci azionari

scambi commerciali

supporto finanziario reciproco

scambio di informazioni

costituiscono un CLAN

(senso di appartenenza sviluppato)

(benefici economici e sociali a chi ne fa parte)

AZIENDE EU CONTINENTALE

I loro “main owners” sono: famiglie in terza/quarta generazione e lo Stato

I processi di crescita sono finanziati prevalentemente per via “interna”

Il ruolo delle banche è centrale

LA PROPRIETA’ CONCENTRATA IN EUROPA CONTINENTALE

- scarsa contendibilità

-raro ricorso ai finanziatori equity esterni

- frequenti gruppi piramidali (holding)

- mercato finanziario poco sviluppato 6

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IL MODELLO ITALIANO ED EUROPEO CONTINENTALE

AZIENDA PUBBLICA

Es. comuni, regioni, USL, ASL, scuole, università, ecc

Obiettivo: assicurare a tutti i membri della collettività il soddisfacimento di bisogni di interesse generale

Chi è il soggetto economico? Cittadini, politici eletti, dirigenti

Come mantenere gli equilibri?

-bilanciamento dei poteri (autonomia vs controllo)

- sistemi evoluti di gestione e comunicazione

- valori condivisi e praticati

- introduzione di forme di concorrenza e privatizzazione

ATTO COSTITUTIVO DI UNA SOCIETA’

Una società si costituisce tramite contratto pluriennale (-> conferisce ai soci la proprietà sulla ricchezza creata a

fronte del conferimento di capitale di rischio)

Ora che abbiamo visto che uno degli elementi fondamentali per noi sono i RISULTATI (l'azienda deve mantenere gli

equilibri economici) diventa importante capire come MISURARLI

-> qui parte:

L’ANALISI QUANTITATIVA DEI FENOMENI AZIENDALI

Perché è importante misurare la ricchezza prodotta?

Ci fa capire cose importanti:

− Remunerare il management

− remunerare gli investitori

− valutare la redditività dell'azienda

− valutare l'impatto sociale delle scelte gestionali 7

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Imprenditore, CdA, investitori esterni, banche, ecc. devono sapere se l'azienda ha creato o meno ricchezza

Per costruire il modello di analisi quantitativa il punto e che le aziende compiono delle OPERAZIONI -> unità

elementare della vita di un'azienda

Queste sono caratterizzate da livelli diversi di complessità e classificabili in modo differente

-> non si interpretano singolarmente ma collocate all'interno del sistema operativo

Le operazioni aziendali sono finalizzate a:

1. Acquisire i fattori produttivi che sono di due tipi:

a. Generici: mezzi monetari che possono essere trasformati in qualsiasi elemento utile allo svolgimento

dei processi aziendali

b. Specifici: investimenti di mezzi monetari in impianti, macchinari, merci, materie prime, ecc. vincolati

dall'attività dell'azienda alla quale contribuiscono

2. Trasformare i fattori produttivi in prodotti e/o servizi

3. Vendere i prodotti e servizi ottenuti

Tutte le volte che c'è un'operazione esterna c'è uno SCAMBIO che avviene sempre tramite moneta (-> diventa

l'elemento che misura tutto)

Trasformo tutte le operazioni esterne in numeri e queste ci consentono di capire gli effetti sulla ricchezza aziendale

ANALISI DELLE OPERAZIONI DI GESTIONE

Il modello di circuiti della gestione seleziona tra tutte le operazioni messe in atto dall'azienda solo quelle di esterna

gestione

-> interna gestione: trasporto dei semi-lavorati da un sito produttivo all'altro

-> esterna gestione: vendita o acquisto dei prodotti/semilavorati

Il modello dei circuiti è alla base del processo di conversione in quantità monetaria della dinamica aziendale

Posso valutare se output > input

La gestione esterna mettere aziende in contatto con terze parti, con cui effettua scambi di beni / servizi quantificabili

monetariamente (€)

IL MODELLO DEI CIRCUITI

È una dimensione logica che permette di rappresentare e analizzare:

-le posizioni di equilibrio raggiunte in azienda

-la dinamica della gestione

-> con questo, la complessiva gestione aziendale (le operazioni) è riconvertita in un'unità omogenea (moneta) 8

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La gestione e riconducibili a tre sistemi di operazioni

1. circuito dei FINANZIAMENTI ATTINTI: raccolta dei mezzi finanziari necessari allo svolgimento dell'attività

aziendale

2. circuito della PRODUZIONE: acquisizione di fattori produttivi specifici e la loro riconversione in mezzi

monetari

3. circuito dei FINANZIAMENTI CONCESSI: ci impiego di mezzi finanziari in operazioni di finanziamento a terzi

e/o gli investimenti finanziari

I FINANZIAMENTI ATTINTI

L’azienda necessita di risorse monetarie da “investire” in fattori produttivi specifici

Le risorse generiche sono disponibili da fonti esterne o per effetto dei ricavi derivanti dal circuito della produzione

-> conferimento di denaro da parte dei proprietari o soci a capitale di PROPRIETÀ

-> prestiti contratti da confronti di terzi a capitale di DEBITO

Capitale di debito e di proprietà si distinguono per:

-tempi di permanenza

-modalità di remunerazione

-modalità di rimborso

IL CAPITALE DI PROPRIETA’ O DI RISCHIO

Le risorse inizialmente messa a disposizione dei soci creano il capitale dell'azienda

- è sottoscritto al momento della costituzione della società

- può essere conferito in momenti diversi

- rappresenta il conferimento dei soci hanno dato all'attività della quale condivideranno i rischi futuri

- può essere conferito sotto forma di mezzi monetari o beni utilizzabili dall'azienda

-> non ha un tempo entro cui deve essere obbligatoriamente rimborsato -> + RISCHIOSO

IL CAPITALE DI DEBITO O DI PRESTITO

È una disponibilità temporanea di denaro acquisito da soggetti terzi che dovrà essere restituito seconda modalità

stabilite contrattualmente

L'azienda sostiene oneri (interessi) per la disponibilità temporanea

Può essere reperito con diverse modalità (mutuo, prestito, …)

-> partecipa come tutti i fattori produttivi al rischio dell'attività

IL CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI 9

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IL CIRCUITO DELLA PRODUZIONE

LA PRODUZIONE

È la trasformazione dei fattori produttivi in prodotti (output)

I mezzi monetari recuperati sono impiegati per le operazioni necessarie allo svolgimento delle attività di produzione

L’attività di produzione si compone delle fasi di:

- acquisizione di fattori produttivi specifici

- svolgimento dell'attività tecnica di trasformazione

- vendita dei prodotti ottenuti / erogazione dei servizi

I FATTORI PRODUTTIVI SPECIFICI

Gli investimenti in FP sono rischiosi:

− tutto o una parte dell'investimento potrebbe non tornare in forma di denaro (i prodotti finali restano

invenduti)

− non possono partecipare alla combinazione produttiva futura (es. se c'è un progresso tecnologico)

Il rischio è tanto maggiore quanto più:

− l'ambiente è soggetto a variabilità

− il periodo di utilizzo del fattore produttivo è lungo

− i fattori produttivi sono utilizzabili solo per un'unica combinazione produttiva

LA COMBINAZIONE PRODUTTIVA

È l'attività di trasformazione dei FP (input) in prodotti (output) alle modalità tecniche ed economiche attraverso le

quali si sviluppano i processi produttivi

“produzione” è da intendersi in senso ampio

-> non solo trasformazione fisica di materie prime, anche una trasformazione :

SPAZIALE (rendere disponibile un bene prodotto altrove oppure trasporto pubblico)

TEMPORALE (come i servizi erogati da una banca che concede disponibilità finanziaria adesso in cambio di

flussi futuri)

-> accrescimento di utilità/conoscenza (es. settore educativo)

IL CICLO GESTIONALE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI

Le imprese industriali prestano il seguente ciclo gestionale:

1. acquisizione di risorse finanziarie

2. approvvigionamento di FP specifici

a. FP a fecondità ripetuta

b. FP a fecondità semplice 10

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3. trasformazione degli input in output

4. cessione dei beni/servizi ai terzi -> scambio monetario

E le banche o assicurazioni? il loro ciclo gestionale è invertito

I CIRCUITI: una visione d’insieme

RILEVAZIONE DELLE OPERAZIONI DI GESTIONE

Ogni operazione di esterna gestione dà origine a un fenomeno numerario

− L'acquisizione di un FP rappresenta un investimento (costo) misurato dall'uscita che ha l'azienda

− la cessione dei prodotti è una dismissione misurata (ricavo) dalla entrata che ha l'azienda

GLI ASPETTI FINANZIARIO ED ECONOMICO

Le operazioni di gestione aziendale possono essere analizzate da due prospettive:

1. FINANZIARIO (numerario) -> aspetto originario

-> variazioni di denaro o valori ad esso assimilabili che misurano l'aspetto economico del fenomeno

2. ECONOMICO -> aspetto derivato

-> formazione o variazione di ricchezza aziendale (costi/ricavi) ho variazione del capitale proprio

-> subordinato all'esistenza di un fenomeno finanziario

L’aspetto finanziario è quello prevalente

1. LE VARIAZIONI FINANZIARIE / NUMERARIE

Sono di 2 tipi:

1. variazioni di numerario certo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jane.agg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e compliance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Rosato Antonio.
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