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Dai modelli semplici a quelli complessi

All’inizio degli studi sulla comunicazione, i modelli erano molto

si pensava che comunicare significasse solo

semplici: trasmettere un

senza considerare né il contesto

messaggio da una persona a un’altra,

né le relazioni del destinatario

Questi primi modelli vengono chiamati o

unidirezionali trasmissivi,

perché la comunicazione va in dal mittente (chi

una sola direzione

manda il messaggio) al destinatario (chi lo riceve). Un esempio tipico è un

tu lo leggi, ma non puoi rispondere. Non c’è

manifesto pubblicitario:

interazione.

Con il tempo però, gli studiosi si sono accorti che la comunicazione è

Hanno quindi elaborato nuovi modelli:

molto più complessa.

- dove il destinatario (come

Modelli bidirezionali, può rispondere

una conversazione)

- dove la comunicazione è vista

Modelli relazionali, come uno

influenzato dalla cultura, dalla società, dai

scambio continuo,

rapporti personali.

Questo cambiamento ha portato a da

una nuova visione del pubblico:

(che subisce il messaggio) a (che interpreta, riflette e

passivo attivo

risponde)

Come cambia il ruolo dei media

In passato si pensava che i media avessero un bastava

potere assoluto:

trasmettere un messaggio e subito le persone lo accettavano e si

comportavano di conseguenza.

Oggi invece, si riconosce che i media:

- ma quelle che le persone hanno

Non impongono idee, rafforzano

già

- perché ogni individuo

Non sono onnipotenti, interpreta i

messaggi a modo suo ma all’ interno di un

Non agiscono nel vuoto, contesto sociale e

- che condiziona la comunicazione

culturale

La Teoria Ipodermica o Bullet Theory (Anni ’20–’40)

È una delle studiate nel campo della comunicazione di

prime teorie

massa. Viene chiamata:

- (come una puntura che entra

Teoria dell’ago ipodermico

direttamente)

- (in inglese Bullet = proiettile)

Bullet Theory

questa teoria

Attenzione non è stata creata da un singolo

:

ma era all’inizio del Novecento, in un periodo

autore, un’idea diffusa

in cui si cominciava a studiare il potere dei media, soprattutto in

contesti politici molto forti, come il nazismo e il fascismo

Cosa sostiene questa teoria?

- I mezzi di comunicazione (come radio e giornali) sono visti come

potenti strumenti di controllo.

- Le persone come “spettatori”

sono considerate passive, che

subiscono il messaggio

- Il messaggio entra nella mente come un proiettile o

senza filtri,

un’iniezione senza

che colpisce e modifica il comportamento,

possibilità di difesa

- È un modello basato su il media lancia il

stimolo e risposta:

messaggio (stimolo), il pubblico reagisce automaticamente (risposta).

- Funziona bene in un’epoca di dove le persone

società di massa,

erano viste come senza legami forti tra di loro.

individui isolati,

Perché nasce questa teoria?

Perché negli anni 20 e 30 e

i media di massa erano una novità

sembravano avere un impatto enorme sulla società. I regimi totalitari

usavano la propaganda per influenzare le masse e si temeva che la in

comunicazione fosse solo un mezzo per manipolare le persone

modo totale.

Questa teoria, con tempo è stata superata e criticata per diversi motivi:

- non tutti reagiscono allo stesso modo

Semplifica troppo la realtà:

davanti un messaggio.

- Non considera le differenze individuali

- le persone parlano tra di

Non tiene conto delle relazioni sociali:

loro e si confrontano

- che dimostri che la

Non c’e una vera prova scientifica

comunicazione funziona in modo così automatico

Nonostante ciò, la teoria ipodermica resta importante per capire come

si è cominciato a studiare il potere dei media, e spiega bene il

clima culturale e politico dell’epoca

Modello di Shannon e Weaver (1949)

Questo modello nasce nel campo dell’ingegneria, non della

e il suo obiettivo principale

comunicazione sociale è migliorare la

come avviene nelle

trasmissione tecnica dei messaggi,

telecomunicazioni (radio, telefoni)

Chi sono Shannon e Weaver?

Sono due ingegneri dei (USA), che nel

Bell Telepohone Laboratories

1949 elaborano il Il loro

modello matematico della comunicazione.

scopo era trasmettere dati nel modo più efficiente possibile,

cercando di (chiamati “rumori”)

evitare errori, perdite o disturbi

La comunicazione, per Shannon e Weaver è un processo lineare e tecnico,

formato da diversi elementi:

- la persona (o macchina) che ha l’informazione da

Fonte/ emittente:

trasmettere

- l’apparecchio che codifica l’informazione in un

Trasmettitore:

segnale (microfono)

- il mezzo fisico che trasporta il messaggio

Canale:

- l’apparecchio che codifica il segnale (altoparlante)

Ricevitore:

- la persona che rivede e interpreta il messaggio

Destinatario:

- tutto ciò che può interferire o disturbare il segnale (es.

Rumore:

rumori ambientali, perdita di connessione, malintesi)

stai parlando al telefono. Tu sei l’emittente, il

Esempio semplice:

telefono è il trasmettitore, la linea telefonica è il canale, e il tuo amico è

il destinatario. Se c’è disturbo sulla linea (rumore), lui capirà male il

messaggio.

I tre livelli del modello:

- il messaggio arriva in modo coretto?

Livello Tecnico:

- il messaggio è comprensibile?

Livello Semantico:

- il messaggio ottiene l’effetto voluto?

Livello dell’efficacia:

Concetti chiave:

- indica l’incertezza o disordine nella trasmissione. Più

Entropia:

entropia= più rischio di fraintendimento

- è l’eccesso di informazioni usate per

Ridondanza: prevenire

A volte ripetere o spiegare troppo serve proprio per

errori.

compensare il rumore.

Purtroppo, il modello ha dei limiti: si concentra solo sul lato tecnico,

ignorando il contesto sociale, culturale o emotivo della comunicazione.

È chi trasmette è attivo, chi riceve è passivo. È utile

unidirezionale:

per le ma non basta per spiegare la comunicazione tra

macchine,

persone.

Modello di Lasswell (1948)

Questo modello, elaborato da è uno dei più

Harold Lasswell, famosi e

nello studio della comunicazione umana, anche se è ancora molto

usati

semplice e lineare.

Le 5 domande fondamentali (LE 5 W).

- Chi parla? (il comunicatore, cioè l’emittente)

Who:

- Cosa dice? (il messaggio)

Says What?

- Attraverso quale mezzo?

In Whic Channel?:

- A chi si rivolge? (il destinatario)

To Whom?:

- Che effetto ha il messaggio?

With What Effect?

Questo schema ti aiuta a scomporre ogni atto comunicativo e capire

meglio cosa succede in ogni fase.

Esempio:

Se un politico fa un discorso in TV:

= il politico;

Who

• = il suo messaggio (ad esempio, “votate per me!”);

Says what

• = la televisione;

In which channel

• = i cittadini che guardano il telegiornale;

To whom

• = convincere gli elettori a votarlo.

With what effect

Caratteristiche del modello:

- È (chi comunica è attivo, chi riceve è passivo)

unidirezionale

- delle caratteristiche sociali, culturali e

Non tiene conto

psicologiche dei soggetti coinvolti

- Vede la comunicazione come un non considera

processo isolato;

che chi riceve il messaggio può discuterlo, modificalo o respingerlo

I punti di forza sono che è per

molto chiaro, è semplice ed è utile

analizzare situazioni comunicative. È stato il di

primo vero tentino

analizzare la comunicazione non solo dal punto di vista tecnico ma anche

spacciale. Ancora oggi è nel giornalismo, nella pubblicità e

molto usato

nella comunicazione politica.

Criticità delle teorie unidirezionali sulla comunicazione

Le prime teorie unidirezionali (come la teoria ipodermica o i modelli di

Shannon e Lasswell) pensavano alla comunicazione come a un flusso

il messaggio va dall’emittente al destinatario senza

diretto e lineare:

interruzioni, e il ricevente reagisce in modo semplice e immediato.

Problemi riscontrati dagli studi empirici successivi:

1. Variabili intervenienti

Tra il messaggio e la risposta del ricevente ci sono molti fattori che

possono bloccare o modificare il processo comunicativo.

Questi fattori dipendono dai processi psicologici di ogni persona, per

cui lo stesso messaggio può essere interpretato in modi diversi da

destinatari diversi.

2. Fattori psicologici dell’audience

Questi fattori includono: le persone notano

Percezione e memorizzazione selettiva:

o e ricordano solo alcune informazioni, quelle che sono più vicine

ai loro interessi o convinzioni. non tutti vogliono o

Interesse nell’acquisire informazioni:

o possono prestare attenzione a ogni messaggio.

ognuno sceglie

Esposizione selettiva ai media:

o consapevolmente o inconsciamente quali media seguire,

evitando quelli che non gli piacciono o che contrastano con le

proprie idee

3. Caratteristiche del messaggio

Lo psicologo Hovland, nel 1953, studiò quali elementi rendono più

efficace un messaggio persuasivo, ad esempio:

(se il mittente è affidabile,

Credibilità e fiducia nella fonte

o il messaggio funziona meglio) (un messaggio

Ordine e completezza delle informazioni

o chiaro e ben strutturato è più persuasivo)

(dire chiaramente cosa si

Esplicitazione delle conclusioni

o vuole far capire o fare)

4. Individuo non isolato

Le persone non vivono da sole: fanno parte di gruppi sociali

(famiglia, amici, comunità, ecc.) che influenzano come interpretano e

accettano i messaggi.

Modello Two Step Flow of Communication (Flusso a due stadi)

Per superare i limiti del modello lineare, negli anni ’50 si sviluppò questa

teoria, elaborata da sociologi come Katz e Lazarsfeld.

Che cosa dice questa teoria? cioè non tutti

I media non colpiscono direttamente la massa,

• ricevono e accettano subito il messaggio trasmesso.

Il messaggio prima arriva a un gruppo particolare di persone,

• chiamati opinion leader (leader di opinione).

Questi opinion leader, che sono figure influenti e attente alle notizie,

• filtrano, rielaborano e interpretano il messaggio.

Solo dopo passano l’informazione rielaborata al resto della

• popolazione, cioè al pubblico più ampio.

pensa a un politico che lancia un’idea. Prima

Esempio semplice:

di arrivare a te, questa idea viene commentata e discussa da

giornalisti, esperti o influencer (gli opinion leader). Loro la

trasformano e la diffondono al pubblico.

Perché è importante?

Questo modello mostra che la comunicazione è meno diretta e più

• complessa di quanto si pensasse.

Il messaggio che arriva al grande pubblico è sempre filtrato e

• modificato dagli opinion leader.

Questo spiega perché le persone formano opinioni spesso sulla base

• di chi ascoltano e non solo di ciò che viene detto direttamente dai

media.

Cosa succede oggi con Internet?

Negli anni ’50 gli opinion leader erano meno “visibili” perché i mass

• media dominavano.

Con l’avvento di Internet e dei social media, gli opinion leader

• sono tornati protagonisti: influencer, blogger, youtuber, ecc.,

che guidano e influenzano le opinioni delle persone.

Sono diventati ancor più importanti per diffondere o modificare i

• messaggi.

La comunicazione bidirezionale

La comunicazione bidirezionale è un tipo di comunicazione in cui

Non c’è

entrambe le parti coinvolte inviano e ricevono messaggi.

solo un mittente che parla e un destinatario che ascolta, ma entrambi

partecipano attivamente, scambiandosi messaggi e risposte (feedback).

Modello di Newcomb (1953) – Comunicazione ABX

Newcomb pensa alla comunicazione come a un flusso continuo e reciproco di

• informazioni tra due persone (A e B).

Entrambi sono emittenti e riceventi contemporaneamente: se cambia uno,

• cambia anche l’altro.

C’è un terzo elemento, X, che è la situazione sociale o il contesto in cui

• avviene la comunicazione.

La comunicazione serve a mantenere l’equilibrio sociale, e lo scambio tra A

• e B garantisce questo equilibrio e simmetria.

Modello di Schramm – Comunicazione circolare e campo di esperienza

comune

Schramm sviluppa il modello di Shannon e Weaver, ma introduce

• un’importante novità: condiviso da

il campo di esperienza

mittente e destinatario.

La comunicazione funziona bene solo se c’è un campo di

• esperienza comune, cioè un insieme di conoscenze, codici e

linguaggi che entrambi capiscono.

Un esempio: se chiedi indicazioni in inglese a Londra, la

• comunicazione funziona perché entrambi conoscete l’inglese. Se parli

solo italiano, difficilmente ti capiranno.

La comunicazione è quindi circolare, perché il destinatario

• risponde con un feedback, e il messaggio può essere

adattato.

Il campo di esperienza è soggettivo, si costruisce nel tempo e

• influenza la capacità di capire e farsi capire.

Modello di Jakobson (1956) – Elementi e funzioni della comunicazione

Jakobson individua sei elementi fondamentali nella comunicazione, a cui

corrispondono sei diverse funzioni del linguaggio:

Mittente

• Chi invia il messaggio

o esprime le emozioni, i sentimenti e

Funzione emotiva:

o l’atteggiamento del mittente.

Destinatario

• Chi riceve il messaggio

o mira a influenzare, persuadere o

Funzione conativa:

o indirizzare il destinatario.

Messaggio

• L’informazione trasmessa

o riguarda la forma del messaggio,

Funzione poetica:

o l’attenzione alla scelta delle parole e alla costruzione estetica.

Canale

• Il mezzo o il collegamento fisico e psicologico tra mittente e

o destinatario serve a stabilire, mantenere o interrompere

Funzione fàtica:

o il contatto comunicativo (ad esempio, “Pronto? Mi senti?”).

Codice

• Il sistema di segni o linguaggio comune condiviso da mittente e

o destinatario riguarda il linguaggio usato per

Funzione metalinguistica:

o spiegare o chiarire il codice stesso (ad esempio, quando si

spiega il significato di una parola).

Contesto

• L’insieme delle circostanze e della situazione in cui si svolge la

o comunicazione serve a descrivere e riferire la realtà

Funzione referenziale:

o o i fatti a cui il messaggio si riferisce.

Ogni elemento è importante per capire come e perché un

messaggio funziona o meno.

Ad esempio, la funzione fàtica serve a mantenere il contatto (“Pronto? Mi

senti?”), mentre la funzione metalinguistica serve a chiarire il significato

delle parole.

Modello comunicativo riformulato di Eco-Fabbri

propongono un modello che parte dall’ idea che ogni

Eco e Fabbri

messaggio sia composto da un significante e (cioè la

un significante

forma che il messaggio assume, come suoni, parole o immagini) e da un

(il contenuto o senso che si vuole trasmettere). Il messaggio,

significato

una volta inviato, viene ricevuto dal destinatario sotto forma di

significante, ma sarà quest’ultimo a doverlo decodificare per

esterne il significato.

Perché la comunicazione avvenga correttamente, è necessario che

mittente e destinatario condividano lo stesso codice e sottocodici.

I sono sistemi di regole comuni (come la lingua), mentre i

codici sono le varianti più specifiche (ad esempio, un linguaggio

sottocodici

tecnico, un gergo giovanile o il tono ironico)

Se i codici non sono condivisi, la comunicazione può fallire. Questo

fallimento prende il nome di e può verificarsi in

decodifica aberrante

quattro casi principali:

- se mittente e destinatario non

Rifiuto totale del messaggio:

condividono affatto il codice (per esempio, parlano lingue diverse)

- il messaggio

Incomprensibilità per differenza di sottocodice:

usa un codice che il destinatario conosce, ma con varianti che non gli

sono familiari.

- il contesto o la

Incomprensione per interferenze circostanziali:

situazione porta il destinatario a fraintendere (es. rumori o

ambiguità)

- il

Incomprensione per delegittimazione del mittente:

destinatario rifiuta il contenuto perché non riconosce l’autore come

autorevole o degno di fiducia

In questo modello, il destinatario non è passivo, ma partecipa

Può quindi dare al

attivamente all’ interpretazione del messaggio.

messaggio un significato diverso da quello pensato dal mittente. Questo

porta a una visione più dinamica della comunicazione, che non è mai del

tutto controllabile da chi invia il messaggio.

Modelli relazionali della comunicazione

Questi modelli pongono l’attenzione sul fatto che la comunicazione non

è mai un atto isolato o statico, ma è il risultato di un processo

interattivo in cui il significato si costruisce nel tempo, durante lo

Questo significa che la comunicazione è

scambio tra le persone.

cioè il significato non è dato una volta per tutte, ma viene

negoziata,

aggiustato e riformulato in base alla relazione tra i soggetti, al contesto e

agli scopi.

I modelli relazionali mettono al centro le interazioni sociali e

riconoscendo che ogni comunicazione &egra

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rhobert450 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione pubblica e istituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Bertetti Paolo.
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