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DISTURBI CORRELATI AGLI STIMOLANTI

Gli stimolanti sono un gruppo di sostanze simpatico-mimetiche (cocaina,

amfetamine, e amfetamino-simili) naturali e sintetiche con effetti

farmacologicamente simili e meccanismo d’azione di potente stimolazione del

circuito dopaminergico.

La cocaina è una sostanza naturale, derivata dalla pianta della coca, che può

essere consumata in varie modalità (inalata, fumata o iniettata).

Le amfetamine principali vengono di solito assunte per via orale, ma anche

inalate, fumate o iniettate.

Effetti

Cocaina e amfetamine determinano un aumento dell’arousal, della vigilanza e

dell’attività motoria. Inducono effetti comportamentali come eccitazione,

logorrea, euforia, iperattività, irritabilità, aggressività, tendenze paranoidi,

agitazione; inducono effetti fisici come tremore, alitosi, secchezza delle fauci,

tachicardia, perdita di peso, febbre, convulsioni, perforazione del setto nasale.

Intossicazione da cocaina/psicostimolanti

Gli effetti dell'intossicazione acuta, che si possono manifestare durante o subito

dopo l’assunzione della cocaina, si distinguono in:

psicologici: stato di intensa euforia, accelerazione del pensiero con idee di

- grandezza, loquacità, ipersessualità, ipervigilanza, tendenza alla

socializzazione

Sistemici: tachicardia, ipetensione, sudorazione obrividi, nausea o vomito,

- perdita di peso, debolezza muscolare, depressione respiratotia, confusione,

crisi epilettiche, distonie o coma

comportamentali: comportamento disadattivo, di litigiosità, irrequietezza

- neurovegetativi: tachicardia, ipertensione arteriosa, nausea e/ o vomito,

- sudorazione o brividi

Nei casi gravi di intossicazione acuta possono comparire gravi stati di

agitazione psicomotoria con comportamento violento, deliri paranoidei con

allucinazioni; si possono avere crisi epilettiche fino a coma. Si raccomandano

benzodiazepine.

DISTURBI CORRELATI AGLI OPPIACEI

Oppiacei e oppioidi costituiscono un gruppo di derivati dell’oppio (oppio, morfina,

eroina, metadone, ossicodone, idrocodone, codeina,..). Sono sostanze che

vengono usate anche come farmaci per la terapia del dolore e fungono da

anestetici, analgesici, inibitori della tosse. I disturbi che conseguono al loro

utilizzo generalmente sono correlati ad una autosomministrazione continuativa e

compulsiva in assenza di una loro specifica necessità clinica.

Effetti

I principali effetti comportamentali sono: euforia, analgesia, sedazione,

sonnolenza, appiattimento affettivo, apatia, calo della libido, riduzione

dell’attenzione. Gli effetti fisici sono: miosi, prurito, nausea, ipotensione,

bradicardia, depressione respiratoria, segni cutanei di iniezioni, patologie

correlate (HIV).

Intossicazione da oppiacei

L’overdose da oppiacei è una condizione di estrema gravità che deve essere

immediatamente trattata per evitare la morte, il cui rischio è elevato; il primo

provvedimento consiste nel liberare le vie aeree del paziente e metterlo in

condizioni di respirazione assistita.

Il trattamento farmacologico consiste nell’uso di naloxone, antagonista degli

oppiacei.

Astinenza da oppiacei

Dal punto di vista clinico, l’astinenza da oppiacei è caratterizzata da sintomi

soggettivi come stati d’ansia, irrequietezza, desiderio impellente di procurarsi la

dose, sintomi di disforia, nausea, vomito. I sintomi astinenziali compaiono in

tempi diversi a seconda del tipo di sostanza assunta:

astinenza da eroina: compare dopo 6-24 ore e recede dopo 5-7 giorni

- astinenza da metadone: inizia dopo 2-4 giorni e può durare anche 2

- settimane.

Trattamento

Il trattamento dell’astinenza da oppiacei può essere affrontato in modi diversi:

terapia sostitutiva con metadone e avvio della riduzione graduale della

- dose

terapia sostitutiva con buprenorfina: anche qui si avvia un lento e

- progressivo scalare della dose fino a sospensione

impiego di farmaci non oppioidi: clonidina, che sopprime la nausea, il

- vomito, la diarrea.

Intossicazione da eroina (overdose)

Con perdita di coscienza, depressione respiratoria, miosi, bradicardia, è indicato il

naloxone. Il trattamento della dipendenza da eroina è un intervento ad alta

complessità che va ben oltre gli interventi terapeutici degli eventuali stati

d’intossicazione acuta o di astinenza; è complesso perché oltre alla

disassuefazione fisica dalla sostanza, si correla una altissima probabilità di

ricaduta nell’abuso e poi nella dipendenza. E’ necessario, infatti, individuare un

percorso terapeutico personalizzato, che affronti il disturbo insieme agli eventuali

problemi psicosociali e sanitari correlati.

Il setting di trattamento per i disturbi correlati a sostanze è costituito, in Italia, dal

Sert; questi servizi hanno organizzazione territoriale e si avvalgono di figure

professionali molteplici che lavorano in progetti integrati.

L’intervento nel caso di disturbi correlati agli oppiacei prevede sempre una

componente farmacologica, una psicoterapica ed interventi psicosociali.

Non esiste una tecnica psicoterapeutica con l’indicazione specifica per i disturbi

correlati a sostanze. La psicoterapia è utile per aiutare il paziente a rielaborare

gli accadimenti esistenziali che sono stati drammaticamente determinati o

condizionati dal grave problema della dipendenza; inoltre può aiutare il

soggetto a migliorare la propria consapevolezza del problema per poter

progettare in modo più responsabile i propri percorsi di recupero. Sul piano

psicosociale, la comunità terapeutica è il luogo e il modello di intervento

maggiormente proposto per la cura delle tossicodipendenza da eroina.

DISTURBI CORRELATI A CANNABIS. ALLUCINOGENI, INALANTI E

NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE

CANNABIS

La cannabis è solitamente fumata o, meno frequentemente, per ingestione. Il

THC interagisce con i recettori cannabinoidi e facilita il rilascio di dopamina;

l’esposizione cronica al THC induce alterazioni funzionali anche in sistemi

neurotrasmettitoriali diversi da quello endocannabinoide. Chi usa cannabis

sviluppa tolleranza e dipendenza agli effetti della sostanza.

Effetti

Gli effetti soggettivi dipendono dalla dose, dal setting di assunzione e dalla

personalità di chi consuma. Se viene fumata, gli effetti iniziano in pochi secondi;

gli effetti comportamentali a breve termine sono euforia, rilassamento, aumento

dell’appetito, empatia, loquacità.

Gli effetti fisici a breve termine sono ptialismo, vasodilatazione, tachicardia,

irritazione congiuntivale, mancanza di coordinazione motoria.

Intossicazione acuta

L’assunzione di cannabis determina, inizialmente, una sensazione di benessere

con rilassamento muscolare del pensiero; a dosi più elevate, il soggetto diventa

sedato, soporoso, ed entra in una condizione quasi letargica; a volte la letargia si

accompagna ad allucinazioni con vissuti di intensa angoscia.

Sul piano cognitivo, nel corso dell’intossicazione da cannabis, si osserva un

deficit delle prestazioni e dell’efficienza mentale; le capacità di giudizio sono

ridotte. Dal punto di vista fisico si possono verificare secchezza delle fauci,

tachicardia.

Trattamento

Si raccomandano i farmaci sintomatici: benzodiazepine per ansia, antipsicotici

per sintomi produttivi, deliri e allucinazioni; e somministrazione di liquidi.

ALLUCINOGENI

Le droghe allucinogene si distinguono in naturali e sintetiche e sono assunte

abitualmente per via orale. Effetti

Gli effetti soggettivi dipendono da dose, setting di assunzione, personalità

dell’assuntore. La caratteristica principale è l’induzione di stati di alterazione

percettiva con un effetto soggettivo di viaggio, simile ad un episodio

schizofrenico acuto, che dura dalle 4 alle 12 ore, ma può prolungarsi per giorni o

mesi poiché gli allucinogeni sono liposolubili e permangono nel tessuto adiposo.

In seguito si può verificare flashback (disturbo percettivo persistente da

allucinogeni).

Coesistono i seguenti effetti fisici: tachicardia, palpitazioni, sudorazione, visione

offuscata, tremori, mancanza di coordinazione.

Intossicazione acuta

Si manifesta per di più con alterazioni a carico della percezione: amplificazione o

distorsione delle percezioni, illusioni, allucinazioni, depersonalizzazione o

derealizzazione.

Durante una fase da intossicazione acuta la persona può vivere una situazione di

“bad trip” caratterizzata da allucinosi, ansia, depressione del tono dell’umore e

ideazione paranoide. Gli allucinogeni non determinano dipendenza fisica né

sindrome da astinenza.

DISTURBI CORRELATI A SEDATIVI, IPNOTICI O ANSIOLITICI

Tutti i composti indicati per il trattamento di ansia e insonnia a breve e medio

termine hanno effetti agonisti; appartengono ad un gruppo farmacologicamente

eterogeneo e rappresentano gli psicofarmaci più comunemente prescritti. I

composti più usati sono: benzodiazepine, zolpidem, zaleplon.

Come l’alcol, sono sostanze depressogene cerebrali; l’effetto è ansiolitico,

euforizzante, ipnoinducente.

Per intossicazione, si raccomanda flumazenil.

DISTURBO DA GIOCO D’AZZARDO

E’ l’unico disturbo comportamentale incluso del DSM-5 fra i disturbi da addiction,

poiché prove scientifiche indicano che il gioco d’azzardo attiva aree del cervello

correlate al sistema di ricompensa e gratificazione cerebrale come le sostanze

psicoattive. Il gioco d’azzardo è definito come un impulso a giocare in

continuazione nonostante le ripercussioni negative o il desiderio di smettere. Si

modificano il pensiero e l’affettività, fino allo sviluppo del craving, di tolleranza,

con tendenza a giocare a somme sempre maggiori.

Possono sviluppare disturbi depressivi e d’ansia come conseguenza del gioco.

Trattamento → si articola in questi interventi:

interventi motivazionali singoli e di gruppo

- psicoterapie individuali e/o di gruppo

- trattamenti farmacologici: non esistono farmaci approvati in modo

- specifico;

tutoraggio economico

- interventi di supporto sociale

- interventi educativi

- amministratore di sostegno

- interventi residenziali e semiresidenziali

-

DISTURBI DI PERSONALITA’

Definizione di “personalità”: un sistema complesso di caratteristiche

psicologiche, cognitive, emotive, affettive e comportamentali di un individuo che

sono in gran parte inconsapevoli, nonché la rappresentazione che si da si sé,

degli altri e del mondo circostante. Originariamente gli studiosi hanno provato a

classificare un certo numero di tipi di personalità, secondo un approccio

“categoriale”, che permetteva di di

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Scienze mediche MED/25 Psichiatria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Antigua di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Serafini Gianluca.
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