Estratto del documento

LA VARIAZIONE DELLA LINGUA

IL DIALETTO

“una lingua è un dialetto che possiede un esercito, una marina e un’aviazione”

- Max Weinreich 1945

I dialetti italo-romanzi non rappresentano varietà locali dell’italiano, né sue deformazioni

o semplificazioni, ma sono esiti autonomi dell’evoluzione del latino.

-> sono lingue “sorelle” rispetto all’italiano

I dialetti sono l’evoluzione del latino insieme a lingue parlate locali, ci fu la fase medievale

dei “volgari” in cui non si parlava più latino ma volgare ad esempio veneziano, fiorentino

o napoletano.

Si sono poi evoluti nei rispettivi dialetti (influenzati dalla posizione geografica: spagnolo

per il sud Italia, francese per la Toscana…), nel caso del volgare fiorentino, evolvendosi

attraverso un modello linguistico di riferimento è diventato ufficialmente lingua italiana.

Differenze tra lingua e dialetto:

LINGUA DIALETTO

ampia diffusione geografica Limitata diffusione geografica

(sovraregionale)

Ampio raggio di ambiti d’uso (anche Limitato raggio di ambiti d’uso (ma per

scientifici e burocratici) alcuni dialetti anche usi letterari)

Le differenze sociolinguistiche portano a conseguenze linguistiche:

Maggiore elaborazione Limitata elaborazione

● ●

Più risorse lessicali come tecnicismi, Minori risorse lessicali

● ●

forestierismi (=parole straniere che

diventano parte della lingua),

neologismi (=innovazioni nella

lingua, non per forza di origine

straniera)

Varietà regionali: le varietà regionali (varietà emiliana, siciliana, sarda…) sono interne

all’architettura sociolinguistica dell’italiano, sono quindi più vicine e comprensibili, sono

l’esito del contatto linguistico tra il dialetto e l’italiano.

I dialetti invece (dialetto siciliano, toscano, emiliano…) sono lingue autonome esterne

all’italiano, meno vicini e meno comprensibili.

Esempi in lingue straniere

L’inglese ha diverse varietà nazionali a causa della sua estensione in più nazioni

● (America, Inghilterra, Australia o Nuova Zelanda)

Ci sono altre lingue come tedesco o francese che hanno varietà diatopiche

● (=regionali)

IL REPERTORIO LINGUISTICO

RL comunitario: il ventaglio di codici linguistici (lingue e dialetti) condivisi da una

comunità

RL individuale: il ventaglio di codici linguistici (lingue e dialetti) conosciuti da un singolo

parlante

il RL può essere:

monolingue (composto da una lingua)

● bilingue (composto da due lingue)

● multilingue/poliglotta (composto da più di due lingue)

DEFINIZIONI DELLE LINGUE

apprendimento di una lingua straniera = apprendimento di una lingua non ufficiale nel

territorio dove vive l’apprendente (studiare inglese o cinese in Italia)

apprendimento di una lingua seconda = apprendimento della lingua ufficiale nel territorio

dove vive l’apprendente (ES: studiare inglese in Inghilterra)

Lingua viva = attualmente usata da una comunità di parlanti

Lingua morta = lingua attestata in documenti scritti ma non più usata da nessuno

Lingua artificiale = lingua nata non dall’evoluzione di un’altra lingua ma create/inventate

per scopi specifici, letterari o culturali (ES: esperanto)

IL REPERTORIO LINGUISTICO COMUNITARIO

Il repertorio linguistico comunitario dell’Italia contemporanea è composto da:

lingua italiana, con tutte le varietà diatopiche

● dialetti italo-romanzi

● lingue di minoranza (i codici linguistici usati dalle minoranze linguistiche)

● lingue di minoranza storica (ladino, cimbro, mocheno, tedesco in Alto Adige,

francese in Val D’Aosta, sloveno…)

lingue di minoranza di recente immigrazione (cinese, arabo, albanese…)

LINGUE DI MINORANZA STORICA

La legge 482/1999 tutela 12 minoranze linguistiche/storiche e i loro codici linguistici

tedesco, cimbro e mocheno in Trentino e AA

● ladino in Trentino e AA

● francese e francoprovenzale patois in Val D’Aosta

● sloveno a Trieste e Gorizia

● friulano in Friuli

● sardo in Sardegna

● albanese (arbereshe) in diverse regioni meridionali

● catalano in Sardegna

● grecanico in diverse regioni meridionali

● croato in diverse regioni meridionali

● occitano in Calabria

per alcune di queste lingue sono state istituite classi di concorso nella scuola italiana per

l’insegnamento di queste lingue nelle aree geografiche di pertinenza

RL COMUNITARIO DEL TRENTINO

italiano

● dialetto trentino

● tedesco

● ladino

● cimbro

● mocheno

● lingue di minoranza di recente immigrazione

SARDEGNA

italiano

● lingua sarda (con le sue diverse varietà diatopiche: campidanese, logudorese…)

● la varietà di riferimento per molti è il campidanese

catalano (Alghero)

● lingue di minoranza di recente immigrazione

VAL D’AOSTA

italiano

● dialetto piemontese

● francese

● patois

● lingue di minoranza di recente immigrazione

Bilinguismo = compresenza di due lingue, non differenziate funzionalmente (entrambe

possono essere usate in ogni contesto comunicativo)

ES: il rapporto tra italiano e tedesco in Alto Adige

Diglossia = compresenza di due lingue, differenziate funzionalmente (una è usata solo in

contesti formali, socio-economici, l’altra solo in contesti informali)

ES: rapporto tra latino e volgare nel medioevo o quello tra le lingue coloniali (esolingue) e

lingue locali in Africa

Dilalia = compresenza di due lingue, differenziate funzionalmente (una lingua è usata in

ogni contesto, l’altra solo in contesti informali)

ES: rapporto fra italiano e dialetto

IL REPERTORIO LINGUISTICO INDIVIDUALE

ne fanno parte:

lingue, dialetti, lingue di minoranza parlati in famiglia (lingua 1)

● Lingue classiche e moderne studiate a scuola (Lingue straniere)

● Lingue apprese per lavoro (LS)

● Lingue apprese all’estero (L2)

● Lingue artificiali (LS)

L1 -> italiano, dialetto trentino

LS -> inglese, tedesco, spagnolo

Commutazione di codici

L’uso alternato di due codici linguistici all’interno di uno scambio comunicativo:

Code switching: alternanza intenzionale di due codici linguistici per ragioni

● comunicative, pragmatiche… (cambio di intensità comunicativa, cambio di

interlocutore…)

-> ad esempio passare dall’italiano al dialetto (per dare più enfasi a una

determinata parte del discorso

Code mixing: alternanza casuale di due codici linguistici nel discorso, per

● stanchezza, distrazione… enunciati mistilingui in cui sono mescolate più lingue

-> ad esempio mescolare parole spagnole e italiane

Interferenze

trasferimento di materiale linguistico da un codice ad un altro, a qualsiasi livello

linguistico (lessicale, semantico, testuale, fonetico, fonologico, morfologico, sintattico,

pragmatico)

ES: transfer lessicale -> falsi amici (embarazada=incinta)

Transfer positivo = facilita la comunicazione, le strutture tra le due lingue sono simili

quindi se c’è un transfer non c’è difficoltà comunicativa

Transfer negativo = ostacola la comunicazione, le strutture sono diverse e se c’è un

transfer non si capisce

ES: ti ho sognato = te soñé invece che soñé contigo

LA LINGUA

La lingua è un diasistema, un insieme di variazioni adatte a diversi contesti

La variazione della lingua

Felis catus Mus musculus”

“L’esemplare di insegue l’esemplare di

● -> è una varietà scientifica, vengono utilizzati termini in latino

“Il felino domestico insegue il piccolo roditore”

● -> varietà aulica, utilizza una lingua formale, spesso si usa in testi letterari

“Il gatto rincorre il topo”

● -> non è una varietà, è italiano standard

“Il gato ci core dietro al topo / la gatta rincorre al sorcio”

● -> varietà popolare

“Il micio corre dietro al topolino”

● -> informale, affettivo, connotativo

“Il baffone tampina il topastro”

● -> molte varianti lessicali

La linea obliqua rappresenta il grado di formalità

a sinistra si trova lo scritto a destra il parlato

in alto la varietà colta, in basso la varietà popolare, a metà la v. giovanile

Varietà = insieme di elementi linguistici, ai vari livelli di analisi, che abbiano la stessa o

analoga distribuzione sociale, cioè che cooccorrano (tendano a presentarsi insieme) in

concomitanza con certe caratteristiche della società, dei suoi membri e delle situazioni in

cui si trovano ad agire

Variante = elemento linguistico che varia da una varietà all’altra per riferirsi allo stesso

referente extralinguistico (il gatto)

ES: L’esemplare di felis catus, felino domestico, gatto, micio, baffone

Variabile = il fattore o parametro extralinguistico che cambia da una situazione all’altra e

che determina la variazione della lingua:

il grado di formalità del contesto comunicativo

● i parlanti e le loro caratteristiche demografiche e socio-culturali

● il canale (fonico-acustico per il parlato o grafico-visivo per lo scritto)

● lo spazio (l’area geografica di provenienza dei parlanti)

● il tempo (epoca storica in cui vivono i parlanti)

Variazione = la differenziazione di una lingua in differenti situazioni comunicative al

variare delle variabili extralinguistiche

diastratia o variazione diastratica = i parlanti

● diafasia o variazione diafasica = il contesto comunicativo

● diamesia o variazione diamesica = il canale

● diatopia o variazione diatopica = lo spazio

● diacronia o variazione diacronica = il tempo

VARIAZIONE DIAMESICA

Variazione legata al canale di comunicazione e alle differenze di elaborazione e

produzione/ricezione del messaggio linguistico (tempo e modalità di elaborazione,

sincronia tra gli interlocutori…)

Varietà parlata e scritta

- nel parlato si hanno continue rielaborazioni mentre si parla, la contemporaneità tra

produzione ed esposizione rende il discorso più lungo.

Varianti della varietà parlata: frequenti pause, frequenti riempitivi (ehm..),

prolungamenti della vocale finale di parola, scarsa coesione verbale

- nello scritto si hanno riformulazioni prima e dopo aver scritto il testo, con

possibilità di correggere e modificare

Varianti della varietà scritta: punteggiatura, lessico più formale…

VARIAZIONE DIASTRATICA

Variazione legata a fattori di tipo sociale, come lo status socio-economico-culturale del

parlante o dati demografici (sesso, età…) nei loro risvolti sociali.

Varietà colta

ceto intellettuale

● alta elaborazione del messaggio, complessità e scelte lessicali più ricercate

● alto controllo della lingua (e alta attenzione da parte del ricevente)

Varietà popolare

ceto semi-colto

● bassa elaborazione, scelta più ridotta di termini, morfologia…

● forme pronominali (ES: c’ho fame)

● relative substandard

Varietà giovanile

varianti lessicali

neoformazioni lessicali (ES: boomer)

● innovazioni lessicali temporanee (ES: swattare, gino)

● prestiti da lingue straniere -> anglicismi dall’inglese (ES: selfie)

● prestiti da dialetti (ES: ciospa)

● altre varietà dell’italiano con connotazione ironica (ES: fossile per dire persona

● anziana)

uso di termini gergali o volgari per una forte espressività

● innovazioni morfologiche

verlan = varietà di francese usata dai giovani di periferia in cui le parole sono

● formate tramite lo scambio di sillabe)

-> sonmais = maison

in italiano c’è un modismo passeggero, ovvero la sovraestensione del suffisso -ao a

● tutti i nomi maschili singolari (ES: meravigliao)

il farfallino

● varianti fonologiche

il corsivo

● varianti pragmatiche

varianti informali di saluto (ciao invece che buongiorno/arrivederci) oppure

● allocuzione (tu invece che lei)

Varietà di genere

non è determinata da fattori fisiologici (maschio - femmina) ma da definizione sociale

associata ai ruoli reciproci (genere maschile - genere femminile)

- uomini: tendenza ad usare maggiormente il dialetto

- donne: tendenza ad essere più conformi alla varietà standard, meno disfemismi

(parole volgari)

VARIAZIONE DIAFASICA

Variazione legata al contesto comunicativo e al suo grado di formalità (legato alla

confidenza fra gli interlocutori, allo scopo e al contenuto dello scambio comunicativo)

varietà accademico-scientifica

i parlanti sono esperti di un settore

● lo scopo della comunicazione è professionale

● gli argomenti sono tecnici

● alta elaborazione e controllo, sintassi complessa, ipotassi, nomi deverbali

● deagentivizzazione del messaggio -> forme verbali impersonali, forme passive

varietà gergale

alta genericità, spontaneità, espressività, informalità

● varianti a livello lessicale, morfologico, sintattico, con l’intento di escludere coloro

● che non fanno parte del gruppo di appartenenza

varietà colloquiale

ritmo dell’eloquio più veloce per maggiore ipoarticolazione fonetica e riduzione

● sillabica

accorciamenti morfologici (ES: sto invece che questo)

● varianti lessicali (ES: casino invece che confusione)

● allocuzioni

Variazione diatopica

varianti diatopicamente marcate: condizionate dalla variabile spazio

varianti fonetiche:

aspirazione delle consonanti occlusive sorde nella varietà regionale toscana

● (chiamata gorgia toscana)

chiusura/apertura delle vocali nella varietà barese

● varianti sintattiche:

aggiunta della preposizionale “a” per introdurre l’oggetto sintattico (chiamo a

● Maria) in varietà meridionali

aggiunta dell’articolo determinativo davanti ai nomi propri (chiamo la Maria)

● omissione dell’articolo in co-occorrenza con l’aggettivo tutto (tutta sera invece che

● tutta la sera)

sovraestensione d’uso dell’articolo “il” con il nome gnocco (il gnocco invece che lo

● gnocco) in varietà emiliane

varianti lessicali:

geosinonimi = sinonimi usati in diverse aree geografiche (frequenti nel campo

● semantico degli oggetti domestici) -> parole diverse per indicare lo stesso oggetto

(ES: ciunga, cicca, gomma da masticare…)

regionalismi semantici = termini uguali ma con diverso significato, ad esempio in

● riviera romagnola bagno significa anche stabilimento balneare, mentre al sud solo

il bagno di casa

varianti morfologiche

differenze nell’uso degli elementi linguistici -> differenze nella frequenza d’uso del

● passato prossimo o remoto, oppure nella frequenza d’uso delle preposizioni spaziali

(ES: vado in posta o vado alla posta)

varianti pragmatiche

variante altoatesina -> sovraestensione dell’avverbio ben usato in contesti in cui

● non c’è nella varietà standard (ES: ho ben prenotato ieri!)

variante della lunigiana -> uso rafforzativo del connettivo anzi (ES: mangio anzi la

● carne)

La variazione diacronica e il mutamento linguistico

Le lingue del mondo si possono studiare e classificare secondo una prospettiva diacronica

(considerandone il mutamento nel corso del tempo) o sincronica (senza far ricorso alla

variabile tempo).

La variazione diacronica riguarda il cambiamento della lingua nel corso del tempo.

Studia come una lingua si evolve.

Il mutamento linguistico è il processo attraverso cui avvengono questi cambiamenti. Può

interessare vari aspetti della lingua, come i suoni, il lessico, i significati o la grammatica. È

grazie ai mutamenti linguistici che la lingua si trasforma nel tempo, come nel passaggio

dal latino all’italiano.

Analogia = processo di creazione di nuovi elementi linguistici estendendo una regola

morfologica frequente a elementi linguistici in cui la lingua più frequente non è

appropriata

-> è un mutamento linguistico che porta a regolarizzare la lingua, riducendo le eccezioni e

aumentando la simmetria degli elementi linguistici all’interno della lingua

-> avviene nell’interlingua, che è la lingua di chi sta imparando un codice linguistico come

lingua madre (bambino che impara) o lingua seconda (studente di lingue)

ES: il superlativo di aspro è asperrimo, non asprissimo (dalla varietà popolare alla varietà

standard)

Rianalisi = processo di creazione di nuove forme tramite la reinterpretazione di una

parola o un costrutto complessi (può essere determinata da innovazioni arbitrarie, fattori

analogici e da etimologie fantasiose)

Mutamenti nei campi semantici = ristrutturazione di un campo semantico tramite

l’espansione o la riduzione dei tratti semantici rilevanti

ES: in latino ater è nero opaco e niger nero brillante, in italiano nero è diventato in

generale, senza distinzione di brilllantezza

Parentimologia = risemantizzazione di una parola per renderla più trasparente tramite

l’avvicinamento ad una parola più nota.

ES: Difendere a spadatrac -> difendere a spada tratta

Tabuizzazione = sostituzione di una parola che indica un referente extralinguistico

sgradito, che costituisce un tabù nella cultura di riferimento, con un eufemismo, una

parola che indica il referente in modo indiretto e mitigato, più vago e allusivo, per

attenuare un possibile effetto negativo sull’interlocutore.

ES: scomparsa, dipartita, ultimo viaggio… invece che morte

PROPRIETÀ DEL LINGUAGGIO VERBALE UMANO

La linguistica

&egrav

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 46
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 1 Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Linguistica generale e glottologia, 2025 Pag. 46
1 su 46
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annadema06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e glottologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Imbarciadori Giulio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community