ECONOMIA E GESTIONE DELL’IMPRESA
1. Lo studio delle imprese come scienza: bisogni e risorse come driver dell’economia (pp.1-26)
Cosa è l’economia?
L’economia è la scienza che si preoccupa di analizzare e comprendere come, mediante l’uso razionale
delle risorse, si possano soddisfare una serie di bisogni dell’uomo. Quindi si passa da un uso delle
risorse che esistono nell’ambiente alla soddisfazione di una serie di bisogni dell’uomo, grazie
all’economia, ovvero si trasformano dei fattori produttivi per raggiungere i consumatori. Emergono
quindi una serie di elementi fondanti l’economia che devono essere necessariamente considerati
assieme:
1. I bisogni: elementi che vengono desiderati o che sono necessari a qualcuno, quindi derivano da
richieste e aspettative degli uomini
2. Le risorse: sono i mezzi che possono procurare una utilità, ovvero che sono capaci di placare il
senso di privazione che si prova quando emerge in noi un’esigenza o un bisogno. Sono una serie di
fattori trasformabili es: beni e denaro
3. Gli strumenti e le persone necessari per una trasformazione in maniera razionale
I bisogni
Ogni essere umano è caratterizzato da una serie di esigenze. Le esigenze sono stimoli che si
manifestano nella mente delle persone a causa di una percepita mancanza di qualsiasi tipo.
Tali esigenze si tramutano in bisogni qualora una persona percepisca la necessità, il desiderio o
persino il semplice capriccio di ottenere qualcosa. Collegato al concetto di bisogno esiste anche il
concetto di soddisfazione dello stesso. Infatti, una persona smette di percepire un bisogno solamente
quando riesce ad entrare in possesso della cosa desiderata. La soddisfazione del bisogno copre il senso
di privazione connesso allo stesso. La volontà di ovviare al senso di privazione rappresenta la
manifestazione del bisogno ed è il movente che ci spinge ad agire; ovvero, che ci porta a mettere in atto
determinati comportamenti al fine di soddisfare il bisogno.
I bisogni sono moventi delle azioni degli individui (ma sono un movente anche per le imprese). Ad
esempio, l’avere fame spinge chiunque a mangiare, l’avere freddo a comprare vestiti più pesanti etc…
I bisogni possono essere divisi in bisogni innati e bisogni appresi, in relazione al fatto che siano
innate nell’individuo oppure che siano il frutto di processi di apprendimento. Questa distinzione
mostra come la gran parte delle nostre esigenze siano il frutto di processi di interazione fra l’individuo
e l’ambiente fisico e sociale di cui fa parte.
Tipologie di bisogni innati
I bisogni innati sono una tipologia di bisogni che ogni essere umano ha in quanto tale. Essi si dividono
in:
• bisogni fisiologici (fame, sete, sonno) ovvero quelle necessità a cui è essenziale dare
soddisfazione per poter sopravvivere;
• bisogni primari: (l’entrare in contatto con altre persone, il muoversi, socializzare, etc…) intesi
come quei bisogni che, per quanto anch’essi non appresi, tuttavia non si collegano direttamente a
bisogni fisiologici; si tratta per lo più di elementi che sono indispensabili per un’efficace
interazione con l’ambiente esterno quali il bisogno di svolgere attività, quello di esplorare
l’ambiente, di manipolare le cose, di entrare in contatto con gli altri individui.
La differenza tra questi consiste quindi nel fatto che i primi devono essere soddisfatti a prescindere. I
secondi, pur dovendo essere soddisfatti pena la mancanza di soddisfazione nella vita, possono essere
subordinati ai primi, quindi, possono essere soddisfatti in un momento successivo.
I bisogni appresi
I bisogni appresi sono una tipologia di bisogno non strettamente necessaria, ma utile a vivere in
maniera sempre più soddisfacente la propria esistenza (es. realizzazione, edonismo etc…). Sono
secondari rispetto agli innati, ma servono per migliorare la vita o la percezione che l’individuo ha di sé.
Tali bisogni sono il frutto di un processo di apprendimento, ovvero che porta gli individui a
comprendere che questi bisogni esistono e come tali, si presentano normalmente in termini tanto più
complessi ed articolati quanto più complesso e articolato è il sistema sociale nel quale un individuo
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svolge la propria esistenza. Infatti, questi bisogni si manifestano solo dopo che sono stati compresi
dall’individuo. L’apprendimento coinvolge in primo luogo un processo di interiorizzazione
dell’individuo. L’apprendimento e la comprensione di questo tipo di bisogni può però derivare anche
dall’osservazione di altri, quindi ho esperienza del bisogno dall’esterno, per poi avere io stesso quel
bisogno. Fra questi possiamo ricordare alcune esigenze di fondo quali il bisogno di rispetto, di
realizzazione, di approvazione sociale, ma anche tutti quei modi sempre più sofisticati in cui possiamo
imparare a soddisfare i nostri bisogni fisiologici o primari. Questo vuol dire soprattutto che:
a) nell’ambito dei processi che ci porta ad avvertire delle esigenze ha un ruolo essenziale il fenomeno
dell’apprendimento, ovvero il modo in cui elaboriamo ed interiorizziamo sia gli stimoli che ci
vengono dall’ambiente in cui viviamo sia le esperienze che di volta in volta facciamo;
b) a loro volta, i processi di apprendimento, in quanto elaborazioni che hanno luogo nella nostra
mente, possono portare a risultati diversi da caso a caso in relazione sono percepiti i segnali che
vengono dall’esterno ed allo stato psicologico proprio dell’individuo;
c) così come in uno stesso contesto individui diversi possono avvertire esigenze diverse,
analogamente a livello di uno stesso individuo le esigenze tendono continuamente ad evolversi in
relazione al mutare delle condizioni oggettive ed alle condizioni di tipo soggettivo in cui si trova a
vivere.
Prendere atto di tutto ciò significa che, così come le condizioni oggettive e soggettive proprie di ogni
soggetto possono essere estremamente varie e continuamente variabili, allo stesso modo anche i
bisogni potranno essere altrettanto varie e variabili. In altre parole, le esigenze che possono essere
avvertite da ogni individuo sono tendenzialmente illimitate sia in qualità che in quantità.
La gerarchia dei bisogni di Maslow
Nella piramide di Maslow, i bisogni umani sono raggruppati in cinque categorie che, a loro volta, sono
ordinate secondo una precisa gerarchia, che rispecchia l’ordine di priorità secondo cui gli uomini
sembrano tendere a soddisfare i propri bisogni. In tal senso, tutti i bisogni principali sono stati
organizzati come segue (alla base ci sono i bisogni fondamentali e poi salendo ci sono i bisogni sempre
meno necessari):
• I bisogni fisiologici: quali la fame, la sete, il sesso: sono
le esigenze fondamentali che, una volta soddisfatte,
cessano tuttavia di essere fattori importanti di
motivazione; tali bisogni corrispondo ai bisogni innati
e sono bisogni senza i quali un individuo non può
vivere tranquillamente. Hanno priorità rispetto a tutti i
bisogni secondari.
• I bisogni di sicurezza (nel secondo livello): quali sicurezza sul piano fisico (incolumità, salute) e
su quello psicologico (bisogno di identità, sentirsi padroni del proprio destino, ecc.), della
preservazione del proprio ambiente sociale (ordine e stabilita della famiglia, della comunità, dello
Stato, ecc.). Tali bisogni sono comunque innati nell’individuo, e corrispondono ad una serie di
necessità utili a vivere meglio senza essere a rischio (es. maggiore protezione dal freddo, cibo in
più rispetto alle necessità, maggiore disponibilità finanziaria).
Gli ultimi tre livelli della piramide comprendono invece una serie di bisogni per loro natura appresi.
Ovvero di bisogni che un individuo ha in qualità di essere sociale.
• I bisogni di appartenenza: corrispondono alla volontà di appartenere ad un determinato gruppo
sociale. Nel dettaglio, sono bisogni che vengono soddisfatti per poter essere identificati dagli altri
come parte integrante di un gruppo, quali amore, affetto, affiliazione, identificazione: l’uomo nella
sua dimensione sociale sente il bisogno di integrarsi nei gruppi sociali, di amare e di essere amato,
ecc.
• I bisogni di stima, ovvero bisogni che devono essere soddisfatti per poter ricevere una stima
sociale e sentirsi appagati con sé stessi sulla base del giudizio degli altri, quali la stima di sé, la
dignità personale, il rispetto da parte degli altri, il prestigio, successo ed il raggiungimento di uno
status sociale gratificante;
• Il bisogno di autorealizzazione: vengono soddisfatti da una persona solo per sentire un completo
appagamento attraverso un comportamento d’acquisto, quindi, si riceve un apprezzamento dagli
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altri per un acquisto fatto, sono: la possibilità di realizzarsi, di ampliare i propri limiti, in generale
di “dare un senso” alla propria vita. Rientrano in questa tipologia di bisogni (se pensiamo al
consumatore) tutti gli acquisti edonici per soddisfare il proprio ego. Se pensiamo ad un individuo
in genere, invece, appartengono a questi bisogni il desiderio di sentirsi, almeno temporaneamente,
superiore agli altri.
Le risorse
Le risorse sono oggetti materiali o beni immateriali (conoscenza, know-how=saper fare, tempo) che
sono utili al fine di soddisfare un bisogno. Esse si caratterizzano per avere un’utilità e un valore.
• L’utilità è l’attitudine di una risorsa a soddisfare un bisogno. Si tratta di una potenzialità che potrà
diventare effettiva nel momento in cui la risorsa sarà utilizzata. Le risorse possono svolgere questa
funzione in modo diretto o indiretto, ovvero, sono dei mezzi per procurarsi altri mezzi. Ad
esempio, il cibo può essere considerato un mezzo per soddisfare direttamente il bisogno di nutrirsi
mentre il denaro un mezzo indiretto, ovvero come la risorsa attraverso cui sarà possibile acquisire
un’altra risorsa (il cibo) che ci permetterà di soddisfare il bisogno di nutrirsi.
• Il valore è la misura dell’utilità che l’utilizzatore (o chi la commercializza) ogni soggetto è disposto
a cedere per avere in cambio quella certa risorsa (è un valore soggettivo che è diverso dal valore di
mercato, che è oggettivo).
Il concetto di utilizzazione della risorsa può essere spiegato distinguendo tra uso e consumo:
Definiamo l’uso di una risorsa come l’azione attraverso cui un soggetto ‘estrae’ l’utilità contenuta nella
risorsa. Il consumo riguarda i casi in cui, dopo l’USO, la risorsa viene distrutta in modo totale o
parziale sul piano fisico e/o economico.
Il Consumo delle risorse
Le risorse possono essere consumate in varie e diverse maniere:
1. Consumo Finale: è la tipologia di consumo da parte di un’utilizzatore che genera la non
utilizzabilità ulteriore di una risorsa (consuma la risorsa). Tale tipo di consumo trasforma la
risorsa in modo tale da non poter essere nuovamente utilizzata. Di solito è un tipo di consumo che
deriva da un uso fatto da un cliente finale che compra il bene al fine di consumarlo completamente
(es: caffè al bar).
2. Consumo per finalità di produzione: la risorsa viene inserita in un processo produttivo, viene
quindi alterata in termini chimico/fisici ma la sua utilità continua sotto forma di un prodotto
composito. In questa tipologia di consumo, usualmente connessa a fini industriali, le risorse
divengono input materiali (o eventualmente immateriali, es: denaro) e vengono immesse in un
ciclo produttivo per poi essere trasformate in un altro output (es: caffè usato per fare un
cioccolatino).
Le tipologie di input, nel particolare, sono:
1) Input correnti: per cui si ha normalmente un consumo dovuto al fatto che la risorsa (in genere
“trasformata” nella sua essenza fisica e/o chimica) entra a far parte del nuovo prodotto, tra cui:
a) Materie prime: quelle risorse che entrano nel processo produttivo senza aver ancora subito
sostanziali modificazioni (es: petrolio, che poi verrà raffinato);
b) Semilavorati: quelle risorse che quando vengono immesse nel processo produttivo hanno già
subito alcune rilevanti trasformazioni e che sono destinati a subirne ulteriori (es: tessuto che
poi verrà tagliato e cucito);
c) Componenti: quei beni che entrano nel prodotto finito così come sono, ovvero senza subire
trasformazioni ma solo un processo di “assemblaggio” (es: pneumatici di un auto).
2) Beni strumentali (o immobilizzazione): ovvero degli strumenti di produzione (macchine,
impianti, ecc.) per cui in genere si ha un consumo sotto forma di usura o obsolescenza, quindi sono
beni che servono a trasformare le risorse e che non devo ricomprare costantemente, ma sono più
duraturi.
Dunque…
Il processo inizia con il movente, rappresentato dalla percezione del bisogno, ovvero dall’avvertire un
senso di privazione (insoddisfazione). A questo segue un comportamento strumentale, le azioni
realizzate al fine di individuare quali siano e dove siano le risorse utili a soddisfare il bisogno (fase
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della ricerca), e l’individuazione della META, ovvero di quali siano e dove siano le risorse che
riteniamo in grado di soddisfare la nostra esigenza. Avviene poi un secondo comportamento
strumentale, il cui obiettivo è l’acquisizione delle risorse, che può avvenire, ad esempio, attraverso un
atto di acquisto (cessione di risorse proprie in cambio di risorse di terzi). Infine, vi è la soddisfazione
del bisogno, attraverso l’uso o il consumo delle risorse così acquisite. Esistono ad ogni modo
differenze qualora il bisogno sia una tantum o ricorrente.
Il problema economico
I bisogni dei soggetti possono essere praticamente illimitati. Oltre ai bisogni fisiologici, che sono per
loro natura finiti, tutti gli altri bisogni possono essere sostanzialmente infiniti e legati allo stato
d’umore del soggetto.
Al contrario, le risorse sono:
1) scarse: ovvero non disponibili in modo sufficiente a soddisfare completamente le esigenze di un
singolo individuo o di un gruppo di individui;
2) suscettibili di usi alternativi: aspetto che, nei casi in cui vi sia anche scarsità quantitativa,
costringe a fare delle scelte riguardo all’uso in cui indirizzarle;
3) raramente gratuite: nel senso che, per essere utilizzabili e utilizzate, richiedono agli uomini di
dover sopportare una qualche forma di privazione, ovvero di sopportare uno sforzo fisico e
intellettuale e/o di privarsi di qualche altra risorsa da dare in contropartita;
4) quasi sempre bisognose di essere “trasformate” o “adattate”: nel senso che così come sono
presenti “in natura” (ovvero in assenza di un intervento dell’uomo) sono in grado di soddisfare
solo un numero limitato di bisogni essenziali. Come si può immaginare, quindi, esiste un grande
problema legato a come trasformare un numero di risorse finito al fine di soddisfare un elevato
numero di bisogni.
L’economia come scienza
In questo senso, l’economia è quindi la scienza che si occupa di comprendere come alcuni attori
riescano a trasformare in maniera sensata (razionale) una quantità limitata di risorse al fine di
soddisfare un maggior numero di bisogni. L’economia e gestione delle imprese è quindi la scienza
che si occupa di comprendere come le imprese (ovvero gli attori che si occupano della trasformazione
delle risorse), operino in condizioni di economicità nel tempo.
2. L’impresa come locus della trasformazione di risorse in beni e le tipologie di processi tecnico
economici (pp.26-43)
L’impresa
Secondo il Codice civile (art. 2195) l’impresa è un’attività soggetta all'obbligo di iscrizione nel registro
delle imprese e le attività che svolge sono:
• quella industriale diretta alla produzione di beni e servizi;
• quella intermediaria alla circolazione dei beni (commercializzazione di beni e servizi necessari a
produrne altri);
• quella di trasporto per terra, acqua e aria;
• quella bancaria ed assicurativa (ovvero la commercializzazione di denaro invece di beni e
servizi);
• quelle ausiliarie alle precedenti (che rendono possibili le attività precedenti).
Per far sì che un’attività venga definita come impresa sono necessari anche i requisiti di:
• professionalità: l’attività è svolta in modo stabile (o continuativa) e non occasionale (valgono
anche le attività stagionali);
• economicità: l’attività è produttiva di ricchezza (o quanto meno volta ad essere economicamente
autosufficiente);
• organizzazione: l’attività richiede il coordinamento dei fattori produttivi, capitale e lavoro,
proprio ed altrui;
• scopo: l’attività ha come fine quello della produzione e scambio di beni e servizi, ossia è destinata
al mercato, con il fine del conseguimento di un profitto.
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Dunque, è un’impresa ogni organizzazione con fine economico che viene avviata da un soggetto
promotore (ovvero l’imprenditore) al fine di realizzare e scambiare dei beni e dei servizi.
Al fine di perseguire l’obiettivo dell’impresa, il soggetto promotore dovrà dotare l’impresa di risorse
monetarie e di una propria organizzazione. Tutto questo, al fine di gestire le risorse a disposizione nel
modo tecnicamente migliore possibile in condizioni di efficienza ed efficacia. L’obiettivo di riferimento
è quello di raggiungere e mantenere un equilibrio economico.
L’EFFICIENZA
Parlare di efficienza significa verificare quante risorse sono state usate e/o consumate per raggiungere
un determinato risultato. L’efficienza si può dunque misurare in termini di rapporto fra risorse
impiegate e soddisfazione ottenuta ovvero, come in genere si usa dire in economia, in termini di
rapporto fra input (utilità impiegata) ed output (u
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