Demografia
Studio della popolazione in un paese in maniera statistica (sesso, età, nascite, morti, matrimoni, relazioni internazionali tra popoli). Si comincia a fare un censimento della popolazione già a partire dagli antichi Egizi, fino al Concilio di Trento (1565) che ufficializza ed obbliga i parroci alla tenuta dei registri dei battesimi, dei matrimoni e delle morti. Nel 1600, nasce la demografia, grazie al capitano Graunt (Londra). All’epoca correva l’epidemia di peste: egli iniziò ad osservare i dati pubblicati settimanalmente (di solito letti o per pura curiosità o per prevedere il sorgere di un’epidemia in città, e quindi prendere le debite contromisure quali quella di rifugiarsi nelle campagne). La scoperta delle “regolarità statistiche” nasce proprio in questa occasione quando Graunt raggruppa i nati e i morti della città di Londra in gruppi omogenei, scoprendo delle sorprendenti regolarità sul rapporto dei sessi alla nascita, sulla mortalità e così via. Graunt, cercò di determinare il numero degli abitanti di Londra e di stimarne la distribuzione per sesso ed età, costruì anche la prima tavola di mortalità della storia. L'anno in cui fu pubblicata la sua opera con i risultati delle indagini da lui compiute, il 1662, è tradizionalmente considerato la data di nascita della demografia. Dal 1800, praticamente tutti gli Stati Europei iniziarono a fare i censimenti (in Italia ufficialmente dal 1861 con l’Unità d’Italia). Nel 1927, a Ginevra, si tenne il primo congresso mondiale sulla popolazione. La demografia è una scienza interdisciplinare, poiché utilizza per il suo studio anche altre materie, come storia, sociologia ed economia.
Il censimento
Per calcolare i dati delle popolazioni, si utilizza il censimento. Esso è l’insieme delle operazioni di progettazione, raccolta, analisi e diffusione dei dati di carattere demografico, culturale, economico e sociale di tutti gli abitanti del Paese (ISTAT, 1993). Il censimento è un’indagine esaustiva a cadenza decennale - fino al 2011 - con cui si vuole determinare non solo l’entità numerica ma anche la struttura della popolazione di un Paese. Il Censimento della Popolazione e delle Abitazioni non è l’unico censimento italiano:
- Censimento generale dell’Agricoltura
- Censimento generale dell’Industria e dei Servizi
- Censimento generale delle istituzioni private ed imprese no profit
Esso è:
- Individuale in quanto ciascun individuo facente parte della popolazione alla data del censimento è interessato alla rilevazione
- Generale nel senso che nessun individuo è escluso dalla rilevazione
- Periodico nel senso che la rilevazione è ripetuta ad intervalli di tempo uguali, salvo sospensioni dovute a condizioni particolari
- Simultaneo in quanto la rilevazione è effettuata contemporaneamente in tutto il territorio nazionale
Il censimento fornisce informazioni su uno stock di popolazione e non sui flussi. Un censimento fornisce una «fotografia» della popolazione di interesse in un certo istante di tempo. Registro popolazione (morti, matrimoni, nati) -> anagrafe.
Indicatori demografici
In demografia si studiano vari indicatori:
- Densità di popolazione -> Nr abitanti per km2, altissima ad esempio in India e bassa in Canada e Russia. L’Africa e il Sud America sono bivalenti. Per quanto riguarda le città, Tokyo ha la densità più alta. Segue poi Jakarta e Manila.
- Tasso natalità e mortalità -> Variabili. Il tasso di natalità permette di capire se un Paese ha una popolazione giovane -> tipico dell’Africa e del Sud America.
- Tasso di fertilità -> Misura dei figli medi in un Paese (solitamente 2 o meno di 2 in Europa).
- Speranza di vita -> + speranza di vita = più speranza per un Paese (politicamente, economicamente, forza lavoro)
- Saldo naturale -> differenza nati e morti
- Saldo migratorio -> Differenza emigrati e immigrati. Popolazione in due intervalli temporali (T1 e T2) -> saldo naturale - saldo migratorio
- Mobilità -> Spostamenti di una popolazione
Problema: mortalità infantile -> in passato si facevano molti figli per “compensare” quelli morti e per aumentare la forza lavoro; in caso se ne facessero ugualmente ma sopravvivono (con i mezzi e la sanità di oggi), la popolazione esplode. Dinamicità demografica -> continuo processo di cambiamento (nascite e morti) in tempi piuttosto lunghi ad eccezione di eventi particolari. L’uomo impiegò centinaia di migliaia di anni per arrivare a 1 miliardo di popolazione mondiale, mentre dai primi dall’800 ad ora, la popolazione è aumentata di 7 miliardi (crescita esponenziale).
Motivi della crescita esponenziale
Ma perché?
- Vaccini
- Rivoluzioni industriali -> urbanizzazione e modernizzazione, scoperte
Grazie a questo, aumenta la speranza di vita. In Italia, già dal 1990, si inizia ad allarmarsi sulla bassa natalità -> ora siamo praticamente al punto di non ritorno, tanto da diventare uno dei principali problemi del nostro Paese. La popolazione, prima dell’800, è sempre stata costante, tranne in due casi: peste; Guerra dei Trent’anni 1618-48.
Fenomeno: Transizione demografica
Transizione demografica -> Passaggio in due fasi dall’ancien regime demografico a quello nuovo, in cui la popolazione subisce dei miglioramenti: La mortalità scende e le nascite da 0 aumentano in maniera esponenziale. Bisogna sfruttare un dividendo demografico, avere una popolazione giovane e usarla come risorsa. Variabile -> un figlio in più a donna, potrebbe triplicare la popolazione in pochi anni/decenni. Situazione della Cina -> le donne erano obbligate da una legge ad avere un solo figlio, cosa che in un vicino futuro porterà al Paese molti problemi; anche perché non si può emanare una legge che spinga ad avere più figli (non sarebbe efficace).
Demografia storica
Nel corso dei secoli: Per circa 13 mila anni l’economia è stata basata sull’agricoltura, e il controllo delle nascite era praticamente inesistente. 1300: peste nera, popolazioni decimate a causa della malattia e di conseguenza grave carestia. Stesso andamento per il 1600 (Guerra dei Trent’anni). Piccola ripresa nel 500. Sino alla metà del secolo XVIII la popolazione europea presenta una natalità molto elevata. L'età media di morte (pari alla media aritmetica degli anni vissuti dalle persone decedute) è molto bassa (30-35 anni) a causa del grande numero di morti nei primi anni di vita: in termini validi solo come ordine di grandezza, si può affermare che, su 1000 nati, da 100 a 300 muoiono prima d'aver compiuto un anno ed altri 200-400 prima di arrivare ai 15 anni. Nonostante l’elevata natalità, il tasso di crescita della popolazione non risultava elevatissimo perché erano alti i rischi di morte. Su cinque o sei figli che in media nascevano, soltanto due o tre arrivavano alla stessa età dei genitori. Per questo la vita media non superava i 35 anni. Come visto l’elevata mortalità era poi inasprita da ricorrenti epidemie e da altri eventi catastrofici. Questo sistema demografico, chiamato ancien regime, può essere definito:
- Disordinato, in quanto elevata la probabilità che i figli morissero prima dei genitori, sovvertendo l’ordine naturale delle generazioni
- Inefficiente, perché una generazione di genitori doveva produrre una quantità di figli pari a oltre il doppio della propria consistenza numerica per farne arrivare in età adulta una quantità non inferiore alla propria
700/900 -> crescita ininterrotta (comunque presenza di epidemie ma in forma più blanda, grazie alla scoperta dei vaccini e le guerre colpivano soltanto i combattenti). Studiosi:
- Malthus -> teorie crescita geometrica
- Ricardo -> limitare la natalità
- Laundry -> rovescia la conclusione di Malthus
Grazie alla transizione demografica, la popolazione ebbe l’opportunità di muoversi verso le Americhe tra l’800 e il 1914 (esodo in Paesi poco popolati). Da inizio 900, però, si avvia la seconda fase della transizione, in cui la popolazione comincia a crescere sempre di meno, anche nelle aree rurali. Un ruolo importantissimo è quello dell’emancipazione femminile, in cui si arriva ad ottenere attraverso la medicina dispositivi di controllo delle nascite molto efficaci (pillola). 1950-70 -> boom di nascite causato dalle idee tradizionali (fare tanti figli per avere più speranze che ne rimangano vivi almeno una parte e per la forza lavoro delle società agrarie arretrate). Dal 1970 in poi -> crescita zero.
Seconda transizione demografica
La transizione in alcuni Paesi è arrivata dopo (chiamati poi paesi emergenti), e in alcuni ancora non si è verificata del tutto, come ad esempio l’Africa e il Medio Oriente (Paesi a sviluppo minimo) -> termini facenti parte della -> seconda transizione demografica: XXI secolo
- Calo popolazione
- Invecchiamento della popolazione
Che dipendono dal tasso di fertilità. I primi Paesi più colpiti furono Italia e Giappone (Paesi progrediti). Nel 2016 in Europa, le morti hanno nuovamente superato le nascite dopo un ravvicinamento delle stesse -> problemi economici. In Germania accade già dal 1971, in Italia e in Russia dal 1991, in Spagna dal 2016.
Le grandi epidemie
- Epidemia: zona ristretta (Europa) es. vaiolo;
- Pandemia: coinvolge almeno 2 continenti e passa velocemente da uomo a uomo;
- Malattia endemica es. morbillo.
Nel corso dei secoli:
- Peste Antonina antica Roma;
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