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Contesto internazionale antecedente alla 1° guerra mondiale

Eurocentrismo e imperialismo

Nel contesto internazionale vi era un'area che dominava sulle altre, infatti parliamo di eurocentrismo: l'Europa si percepisce quindi come centro geografico, economico, politico e militare. Nel frattempo, con l'imperialismo, espande i propri confini. È una fase che vede le potenze europee acquisire un numero crescente di territori al di fuori dell'Europa. Anche se ci sono imperi come quello britannico e francese che lo avevano già fatto precedentemente, altri, come la Germania, arrivarono un po' dopo.

La centralità dell'Europa nel sistema internazionale non è sempre stata una costante: era parte integrante ma non il centro, almeno fino al 18° secolo. Se guardiamo il PIL (prodotto interno lordo) per quasi tutto il 1800, le potenze asiatiche erano di gran lunga più importanti sul piano del PIL dell'Occidente aggregato (Stati Uniti + Europa). Dopo il 1820 la quota relativa al PIL in Cina cala drasticamente e lo stesso vale per l'India, perché le potenze occidentali controllano direttamente parte di questi territori, depredandoli, oppure si riservano delle zone economiche, come nel caso cinese, riuscendo a ottenere condizioni estremamente vantaggiose a danno delle capacità produttive di questi territori.

Tutto questo mentre i paesi europei aumentano esponenzialmente le loro capacità produttive, gli strumenti finanziari e le capacità industriali. L'Europa all'inizio del 1900 è anche un centro demografico, da cui milioni di persone escono e migrano. Anche questa situazione è cambiata nel corso del tempo fino alla situazione attuale: l'Europa vive un calo demografico spaventoso, mentre altri paesi hanno una situazione molto positiva sul fattore nascite.

Anche sul piano militare l'Europa non è sempre stata il centro: fino al 1683 è stata sulla difensiva a causa dell'ultimo grande assedio portato dalle forze ottomane all'impero Asburgico. Le potenze europee dovevano quindi resistere a una pressione, anche di tipo militare, molto forte che proveniva dall'Impero Ottomano. Quest'ultimo si estendeva su enormi possedimenti in tre continenti diversi: controllava buona parte dei Balcani, da cui provenivano molti dei suoi leader più importanti.

Nel corso del 1800 le cose cambiano significativamente per vari motivi: già alla fine del '700 abbiamo un cambiamento significativo con la campagna napoleonica in Egitto, che formalmente era sotto la dominazione ottomana, se non uno dei cuori pulsanti dell'Impero Ottomano. Le forze mamelucche che proteggevano l'Egitto vengono sconfitte subito e questo viene percepito come il momento in cui l'Occidente irrompe drammaticamente all'interno del cosiddetto Medio Oriente. Un altro momento centrale sono le Guerre dell'Oppio, che dimostrano la centralità della Cina nel sistema internazionale.

Il possedimento coloniale più importante dell'Impero britannico è il subcontinente indiano, che prende il nome di RAJ britannico. Inizialmente i possedimenti britannici in India erano amministrati dalla Compagnia delle Indie e poi a metà dell'800 entra in gioco il governo britannico. Il controllo sull'India, intesa geograficamente, era ciò che rendeva Londra la prima potenza del mondo (muore economico e geografico dell'impero).

Altro tema importante è l'apertura del Canale di Suez, che collega il Mar Mediterraneo al Mar Rosso. Ha permesso alle navi di circumnavigare l'Africa per arrivare in Asia, tagliando i tempi e i costi. È stato forse uno dei principali choke points al mondo, ovvero uno dei passaggi marittimi cruciali per i collegamenti marittimi.

L'incontro a Berlino e lo Scramble for Africa

Un altro punto è l'incontro a Berlino delle grandi potenze nel 1884 e lo Scramble for Africa. Dalla conferenza di Berlino del 1884 inizia un trentennio che porterà l'Africa a finire quasi completamente sotto il controllo occidentale, e si salvano solo la Liberia e l'Etiopia. Gli imperi più importanti in Africa sono quello francese (nell'Africa occidentale) e quello britannico, che tenta di collegare il Cairo a Città del Capo, creando così una continuità territoriale da nord verso sud e viceversa, ma non ci riuscirà.

Motivazioni per cui l'Europa è arrivata ad essere il 'centro'

  • Le rivoluzioni industriali hanno un ruolo determinante perché hanno moltiplicato la capacità produttiva dell'Occidente portando uno sviluppo scientifico, finanziario, economico e tecnico.
  • Cresce quindi la necessità di trovare materie prime a costo sempre più basso (si guarda a paesi come l'Africa).
  • Nell'800 lo Stato controlla sempre di più il territorio perché i collegamenti si fanno più rapidi, si sviluppa un proprio apparato amministrativo e militare.
  • Darwinismo: inizia a farsi strada l'idea che ci siano razze dominanti e dominate. In ambito geopolitico, questo crea una competizione per essere il paese dominante, creando una gerarchia.
  • Indebolimento dei principali centri di potere in Asia.

Imperialismo

Direttrici principali: L'Impero britannico era il più vasto al mondo, non contiguo, e il cuore era il subcontinente indiano. Il RAJ Britannico permetteva a Londra di controllare milioni di persone e ampliare le proprie risorse economiche, finanziarie e umane. Non era contiguo, quindi si basava sul dominio sui mari, e la sua egemonia venne sfidata anche dalla Germania di Guglielmo II (paese della scienza e della tecnologia). Diventerà fondamentale la capacità di collegare questi possedimenti e la flotta sarà un elemento cardine anche se non basta, servono punti di appoggio sicuri su cui contare: da qui nasce l'esigenza di controllare i choke points (es. Canale di Suez).

L'impero zarista era invece quello territorialmente più esteso e contiguo, ma aveva dei punti di debolezza come la mancanza di barriere che proteggessero il paese e il controllo di un territorio così esteso (che presenta una scarsa densità di persone). Inoltre, c'era una scarsa modernizzazione e industrializzazione.

La Francia (terza repubblica francese che nasce dopo la caduta di Napoleone) investe molte risorse all'esterno e rafforza la sua posizione su diversi teatri tra cui l'Africa e nel sud-est asiatico (Indocina).

Forme di imperialismo

Abbiamo diverse forme di imperialismo: il grado di controllo più elevato sono le colonie, in cui viene esercitato un controllo diretto, con forme più stringenti e più forti da parte della madrepatria. Un esempio è il controllo diretto francese sui territori dell’Africa Nord occidentale, su cui viene esteso il sistema di amministrazione della madrepatria, senza forme di autogoverno. Le forme di controllo indiretto prevedono un limitato coinvolgimento degli attori locali.

Impero britannico

Si estende su circa ¼ delle terre emerse e controlla direttamente o indirettamente circa 4/5 della popolazione. Dispone della più grande flotta navale al mondo e fino alla fine del 19° sec. è stata la principale potenza finanziaria al mondo. Era molto importante mantenere una via di collegamento aperta fra la Gran Bretagna, il Mediterraneo, il Canale di Suez, Mar Rosso e l'Oceano Indiano.

L'obiettivo era quindi quello di mantenere aperta una via di comunicazione marittima e di dar vita a forme di controllo terrestre che permettessero a Londra di non doversi limitare a controllare solo i mari e creare una contiguità territoriale. Per questo l'Impero britannico cerca di rafforzare la sua presenza in Africa e nella regione mediorientale. L'espansionismo britannico in Africa segue una direttrice verticale: Nord→Sud con l'obiettivo di unire il Cairo a Città del Capo e tenere aperte queste vie di comunicazione, avere un controllo sempre più forte sull'Egitto e sul Sudan, e aumentare la loro presenza nella penisola arabica e nel Golfo Persico, ovvero le principali vie di collegamento verso l'India.

Le grandi potenze capiscono che la Cina è troppo grande per essere controllata direttamente e può essere un terreno di scontro. Londra ottiene la regione più importante. L'Impero britannico era talmente vasto e ricco che aveva portato Londra, soprattutto verso la metà dell'800, a "isolarsi": l'Impero britannico poteva bastare a se stesso.

Per Londra era importante che le vie di commercio navale e che la via per le Indie rimanessero aperte e soprattutto che non sorgesse in Europa continentale una potenza in grado di ridefinire completamente gli equilibri europei e dominare il resto.

Londra interviene sul continente quando la minaccia francese diventa centrale e Napoleone minaccia di unire l'intera massa continentale europea e punta a controllare anche l'Impero zarista. Londra temeva molto l'Impero zarista perché la Russia poteva espandere il suo controllo sulla massa eurasiatica e perché premeva su alcune aree, es: dal Caucaso, passando per la Persia settentrionale fino soprattutto all'Afghanistan, e Londra temeva la proiezione russa su questi territori perché, se la Russia avesse rafforzato la sua presenza sull'Afghanistan, sarebbe entrata in contatto coi territori del RAJ britannico.

C'era il rischio che la pressione russa sull'Impero ottomano e persiano potesse portare gli Zar ad avere uno sbocco sui mari caldi e quindi non essere più limitati dalla loro geografia.

Impero zarista

L'Impero terrestre contiguo più esteso, in costante crescita. Alla fine del ‘700 le aree controllate dall'Impero zarista erano quelle dell'odierna Russia. Dopo 50 anni si espanse in Asia Centrale, minacciando un'area di interesse esclusivo di Londra, e in Europa occidentale, nella regione del Nord Europa e nel Caucaso. Dalla seconda metà dell’800 e inizio ‘900 si espande verso l'Asia Centrale. Con la linea Transiberiana nasce il tentativo di collegare l'estremità dell'Impero zarista con una linea ferroviaria e quindi minimizzare i tempi necessari per trasferire le proprie risorse da un capo all'altro. Voleva dire quindi incentivare la crescita delle aree meno sviluppate e proiettare le proprie risorse da Ovest verso Est.

La Russia non era una potenza marittima, quindi la linea transiberiana poteva massimizzare la sua capacità di trasferire le risorse e proiettare la propria influenza e le proprie forze. Non aveva barriere naturali che potessero prevenire un'aggressione esterna e abbiamo due direttrici: una dall’Asia Centrale e l'altra attraverso la pianura nord-europea, da cui passeranno le principali minacce per i russi.

Terza repubblica francese

Nasce da una sconfitta nella battaglia di Sedan contro le forze prussiane, che vincono grazie all'utilizzo di tecnologie più avanzate anche in campo militare. La Terza Repubblica Francese viene vista come "l'erede della Francia rivoluzionaria" e quindi va contenuta. Questo era uno degli obiettivi di Bismarck (Germania), che voleva bloccarla per evitare che la Francia stringesse relazioni con i principali attori europei. Se la Francia si riprendesse, il ruolo della Germania come prima potenza continentale europea vacillerebbe.

La Francia, dopo la sconfitta nella battaglia di Sedan, vive un periodo di crescita economica, industriale e in parte anche demografica, ma l'impossibilità di indirizzare la propria politica di potenza in Europa la spinge a spostarsi sulle colonie. Da qui inizia il rafforzamento della presenza in Nord Africa, Africa Occidentale e sud-est asiatico (che diventano poi Indocina e Africa Occidentale Francese). La direttrice francese va da ovest a est. C'è anche il tentativo di rafforzare la propria influenza sul Levante (Siria e Libano attuale).

Ultimo elemento è la missione civilizzatrice francese: sul piano della scolarizzazione delle popolazioni autoctone, la Francia ha fatto molto di più dell'Impero britannico.

Impero tedesco in ascesa

Era una forza propulsiva in ascesa: era la prima potenza continentale in Europa, la politica europea passava per Berlino. Era una potenza in fortissima crescita demografica ed economica, il faro della scienza e della tecnologia in Europa. La Germania, geograficamente, era schiacciata tra Russia e Francia e abbiamo un'espansione coloniale tardiva in Africa. Era chiusa in se stessa, senza sbocchi, quindi tenta di rafforzare l'intesa con quelli che diverranno gli imperi centrali. La ferrovia Berlino-Baghdad avrebbe attraversato il cuore dell'Impero ottomano fino a giungere sul Golfo Persico. (Quando una potenza acquisisce i diritti per costruire una ferrovia, acquisisce i diritti di sfruttare le risorse primarie presenti su quel territorio: il petrolio diventa sempre più centrale).

Il passaggio dalla politica di equilibrio di Bismarck alla politica di potenza di Guglielmo II porta al tentativo di rafforzare la flotta sotto la guida dell'ammiraglio Conte, e l'Impero britannico non lo poteva accettare perché andava a sfidare il suo predominio assoluto sui mari. Avviene quindi una corsa agli armamenti perché la Germania era il paese più avanzato in campo tecnologico, militare e scientifico.

Impero austro-ungarico

Uno degli imperi più antichi, era stato il centro della Restaurazione. Enorme ritardo sul piano economico, industriale e finanziario. Il processo di unificazione italiano aveva sottratto molti dei territori più sviluppati dell'Impero asburgico. Vi era un dibattito interno molto forte: c'era stata una riforma interna che aveva portato l'Impero asburgico a trasformarsi in uno stato duale: duplice monarchia austriaca e ungherese con due parlamenti, due governi, due budget separati sotto la corona degli Asburgo, la famiglia dominante.

Gli USA

Prima potenza sul piano internazionale, economico, della produzione industriale e uno dei principali centri finanziari del sistema internazionale. Gli USA erano però considerati come una potenza periferica; all'inizio del '900 sembrano essere indietro dal punto di vista bellico. Nonostante fosse circondata da mari e oceani, alla fine dell’800 non aveva una flotta paragonabile a quella delle altre principali potenze europee e alla Gran Bretagna.

A metà del secolo, gli Stati Uniti completano la corsa verso l'Ovest, con la vittoria contro il Messico e l'acquisizione della California e altri territori: la guerra civile è un momento di frattura importante e strumento fondante per l’unità americana. Nel 1867 acquisiscono l'Alaska e iniziano a espandersi verso l'Oceano Pacifico, acquisendo le Filippine e interessandosi anche all'area di Cuba, per la quale ci fu una guerra con la Spagna per l'indipendenza dell'isola. (Gli Stati Uniti mantengono una forte influenza sia sul piano politico, sia economico e della sicurezza). L'idea era quella di affermare la propria autorità sul Golfo del Messico e nella regione vicina a Cuba.

Gli USA erano però considerati una potenza di secondo livello e non ebbero la possibilità di incidere sul destino della Cina, quindi il loro obiettivo era quello di arrivare a una "politica della porta aperta": pari diritti per tutti, si compete per il mercato cinese.

Asia

La Cina era un paese in fortissima crisi con un ritardo tecnologico fortissimo. Costante pressione esterna, crisi del sistema interno e difficoltà di amministrare un territorio così vasto. L'800 è stato un anno di grandi rivolte all'interno del paese con un impatto drammatico a livello di popolazione locale e produzione. C'è anche il tentativo delle potenze europee di scardinare il sistema cinese, imporre la loro presenza e di sfruttarne le risorse. Le guerre dell'Oppio sono dei conflitti fondamentali, in primis da Londra, che vuole obbligare l'Impero cinese ad aprirsi e far sì che l'oppio possa essere venduto e commerciato all'interno del territorio cinese, perché l'afflusso di materiali preziosi come argento, ecc., giungevano dall'Europa verso la Cina e non viceversa. Le autorità cinesi capiscono gli effetti che questo avrebbe avuto sulla popolazione e sulle classi che potevano permetterselo, quindi cercarono di vietare il commercio, ed è da qui che inizia la pressione britannica e altre potenze europee che portano alla guerra dell'oppio e all'apertura totale del sistema cinese.

Il cuore produttivo, politico e demografico era la parte centrale della Cina, lungo il fiume Giallo, ed era sotto l'influenza britannica. La Cina meridionale era sotto l'influenza francese, che puntava a favorire i collegamenti tra le sue posizioni nell'Indocina francese e sud della Cina. A sfruttare questa continuità territoriale erano anche i tedeschi, con una presenza russa nel nord della Manciuria, mentre altre aree erano sotto il controllo giapponese. È con la guerra con il Giappone che inizia a manifestarsi una crisi sul piano tecnologico, politico, militare e amministrativo. Questo rafforza le spinte al cambiamento interno con una fase in cui il Centro cerca di avviare un processo di modernizzazione, acquisendo informazioni, tecnologie e prestiti culturali dall'Occidente, ma non in maniera organica. Questo crea disfunzioni crescenti con parti di territorio che crescono più velocemente di altri, ma anche con problematiche più evidenti. La Cina entra in una crisi enorme, nel 1911 abbiamo la fine dell’Impero Celeste e si apre una fase di profonda instabilità, che costituirà l'anticamera per l'aggressione giapponese e poi per l'ingresso nel 2° conflitto mondiale.

India e Burma: abbiamo un controllo crescente dell'Impero britannico che consolida la sua presa sul Paese, oltre che sulla regione, sul piano economico, politico e militare.

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisaramondoo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della civiltà e delle culture politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Plebani Andrea.
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