MALATTIE APP. RESPIRATORIO
cisti idatidee (cisti parassitarie che si localizzano principalmente nel fegato e
nei polmoni e si possono aprire diffondendo larve nell’organismo e causando
shock anafilattico)
Il sistema respiratorio è costituito dalle vie aeree (superiori ed inferiori) che
servono per il passaggio dell’aria, e da due organi parenchimatosi, i polmoni,
nei quali le vie aeree penetrano in profondità e si ramificano ripetutamente
terminando in microscopiche cavità emisferiche, gli alveoli polmonari che,
disponendo di una parete sottilissima ed essendo avvolti da finissime reti di
capillari, consentono la respirazione, cioè lo scambio tra O e CO nel sangue.
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Le vie aeree sono:
- Superiori: finiscono a livello della laringe e sono costituite dalle cavità
nasali e dalla faringe
- Inferiori: costituite da laringe, trachea e bronchioli terminali
La rete vascolare del polmone è fittissima e doppia.
La gabbia toracica è quella struttura che ha funzione di contenere e proteggere
polmoni e mediastino (che contiene cuore, grossi vasi quali vene cave sup. ed
inf., aorta, arterie polmonari e vene polmonari, la trachea, l’esofago e pacchetti
linfonodali e alcuni nervi importanti, irritazioni di alcuni nervi causano problemi
mediastinici).
Il mediastino è limitato lateralmente dai due polmoni, inferiormente è poggiato
sul diaframma, anteriormente c’è lo sterno, posteriormente la colonna
vertebrale e superiormente è aperto.
La gabbia toracica da inserzione ai muscoli respiratori (intercostali esterni
principali ed interni accessori) e diaframma (muscolo respiratorio principale,
contribuisce al 70% del volume respiratorio, quando noi inspiriamo il
diaframma si contrae facendo aumentare il volume della gabbia toracica
andando verso il basso, mentre quando si espira si rilascia e favorisce il
rialzamento del diaframma verso l’alto).
I movimenti respiratori provocano l’ingresso di aria nelle vie aeree e nei
polmoni e viceversa ne provocano l’uscita.
Dal bronchiolo terminale si arriva nella zona dove avviene davvero lo scambio.
La muscolatura della meccanica respiratoria pur essendo striata e perciò
essendo sotto il controllo volontario viene controllata inconsciamente,
l’inspirazione ha un’attività attiva mentre l’espirazione ha un’attività passiva
(che non hanno a che vedere come concetti il volontario o meno, se una cosa è
attiva non vuol dire che sia volontaria).
Noi possiamo modificare l’attività della meccanica respiratoria mentre c’è una
parte involontaria che noi non possiamo controllare. Lo stimolo parte dai centri
respiratori del SNC ed arriva attraverso i nervi ai muscoli respiratori
provocando uno stimolo di contrazione muscolare che causa un aumento delle
dimensioni della gabbia toracica aumentando la pressione all’interno dello
spazio pleurico (dove c’è il liquido pleurico e soprattutto c’è normalmente una
pressione negativa che attrae il polmone tramite un meccanismo a ventosa), la
pressione nella cavità pleurica generalmente è tra -1 e -4 mmHg a riposo, al
massimo può essere 0 ma non si deve mai positivizzare se non stimolata
dall’espansione toracica per la respirazione.
Gli atti respiratori in genere sono intono a 16 arpm.
Troppo ossigeno deprime la stimolazione dei centri respiratori in quanto
vengono stimolati, fisiologicamente, dalla presenza di CO2 nel sangue.
Di fronte all’inalazione di sostanze gassose tossiche o di corpuscolari, la prima
reazione dell’albero respiratorio sarà quella di aumentare la secrezione mucosa
con la quale trattenere l’inquinante, di sollecitare con la tosse l’allontanamento
del materiale patologico, eventualmente di reagire con la contrazione dei
muscoli lisci bronchiali al fine di ridurre il calibro delle vie aeree e impedire così
la penetrazione degli inquinanti nel polmone profondo dove avvengono gli
scambi gassosi.
La ventilazione polmonare è fatta da inspirazione (introduzione aria
nell’apparato respiratorio) ed espirazione (espulsione di aria dall’apparato
respiratorio) e questi due insieme rappresentano un ciclo respiratorio.
Con l’ispirazione si determina un aumento del volume della cavità toracica,
questo provoca una differenza dei pressione che induce l’entrata dell’aria verso
gli alveoli fino al raggiungimento di un equilibrio tra la pressione
intrapolmonare e quella atmosferica. L’espansione dei polmoni segue il
movimento del torace grazie allo scivolamento tra le pleure (pleura viscerale
che aderisce alla superficie polmonare e pleura parietale che riveste
internamente la parete toracica, assieme formano un sistema a ventosa). La
lingula polmonare è una parte del polmone sinistro che ricopre parzialmente il
cuore, è importante sapere che esiste perché se aumenta quella parte può
nascondere al nostro orecchio la corretta auscultazione cardiaca. L’apice
polmonare si ausculta e si percuote, è la sede principale elettiva della
tubercolosi primaria.
I vasi sanguigni che presiedono gli scambi gassosi sono l’arteria polmonare e le
vene polmonari. L’arteria polmonare origina dal ventricolo destro, convoglia il
sangue venoso, proveniente da tutti i distretti dell’organismo, al polmone,
dividendosi prima in un vaso destro e sinistro, poi in vasi sempre più piccoli fino
alla rete capillare degli alveoli. Qui il sangue è ossigenato e si tramuta da
venoso in arterioso; e ripreso dalle vene polmonari che lo convogliano all’atrio
sinistro del cuore in cui entra tramite le vene polmonari, questo è il piccolo
circolo.
La funzione principale del polmone è quella di assicurare lo scambio di
ossigeno ed anidride carbonica tra l’aria ed il sangue circolante. Le due
membrane basali di capillare ed alveolo sono separati da un minuscolo
spazietto chiamato interstizio, le patologie che colpiscono l’interstizio sono
meno identificabili in quanto da sole non danno segni evidenti ma
interrompono il normale scambio di gas con conseguente ipossia ipercapnica
(l’ossigeno entra molto di meno e l’anidride carbonica fa fatica ad uscire) e
sono perciò molto più complicate da trattare.
La circolazione dei polmoni è doppia:
- Polmonare: piccolo circolo deputato agli scambi gassosi
- Bronchiale: deputata alla nutrizione del tessuto polmonare formata da
rami bronchiali provenienti dal grande circolo (si distaccano dall’aorta
toracica e sono presenti nelle arterie bronchiali degli shunt con le vene
polmonari per prevenire l’infarto polmonare).
La funzione respiratoria è divisa in:
- Ventilazione: aria che entra nel polmone attraverso le vie respiratorie,
una respirazione media è di circa 350 ml negli alveoli (su 500ml
inspirati).
- Diffusione: scambio nel polmone tra i gas (CO2 che esce dai capillari e
si riversa negli alveoli per essere espulsa ed O2 che entra nei capillari
dagli alveoli), è il gioco di pressioni parziali a livello alveolare.
- Perfusione: quando il sangue arriva in periferia, viene ceduto ai tessuti
ed entra nelle cellule. Il sangue trasporta ossigeno, i polmoni a riposo
ricevono circa 5,2 litri al minuto, il rapporto ventilazione perfusione è il
rapporto tra la ventilazione alveolare e la portata cardiaca.
L’inspirazione come detto prima è un atto attivo mentre l’espirazione è un atto
passivo dovuto al rimbalzo elastico del diaframma, della gabbia toracica e del
parenchima polmonare (il movimento del diaframma alza la gabbia toracica
con un movimento in altezza mentre il movimento delle coste fa aumentare il
diametro della gabbia toracica in senso di larghezza).
Oltre ai muscoli respiratori principali (intercostali esterni e diaframma) ci sono
anche i muscoli respiratori secondari (sternocleidomastoideo, intercostali
interni ed altri).
L’attività respiratoria è controllata dal sistema nervoso vegetativo che ha la
funzione di mantenere l’omeostasi dei parametri interni dell’organismo, la
respirazione non conosce sosta o riposo, nonostante possa essere controllata
volontariamente dal soggetto in alcune occasioni.
SEMEIOTICA
È la ricerca dei segni (ciò che vediamo noi) ed i sintomi (ciò che riferisce di
sentire il paziente). La semiotica si divide in clinica e strumentale, quest’ultima
non è nemmeno essa stessa una scienza assoluta in quanto possono essere
presenti artefatti od errori di effettuazione di esami diagnostici, senza contare
che ad esempio gli esami ecografici sono operatore dipendente e perciò il
risultato è in base a chi effettua l’esame diagnostico.
L’anamnesi è la raccolta di informazioni utili e dettagliata per effettuare una
corretta diagnosi della patologia del paziente l’anamnesi si suddivide in:
Familiare – è importante per patologie neoplastiche, infettive, allergiche,
enfisema (carenza familiare di alfa-1-tripsina)
Fisiologica - tutto ciò che riguarda l’aspetto fisiologico del soggetto come
sesso (nella donna ormoni e menopausa), età (nei giovani patologie
comuni a determinate età sono PNX, cardiopatie congenite, asma
allergica, asma intrinseca, cardiopatia ischemica, B.P.C.O, enfisema),
fumo di tabacco (che è un comportamento che fa parte della vita
fisiologica di una persona ma che fa capire tante cose), attività
lavorativa, luogo ed ambiente di lavoro attuale, non attuale e pregresso,
recenti viaggi all’estero, animali domestici posseduti, etc...
Patologica remota (si intende con remota la lontananza dall’evento
malattia) – pregresse patologie polmonari o pleuriche (pregressi specifici,
flogistici aspecifici, patologie cardiache, traumi, interventi al torace,
radioterapia), allergie.
Patologica prossima (si intende con prossima la vicinanza dall’evento
malattia)– sintomatologia respiratoria (quale e da quanto tempo),
trattamento eventuale effettuato, modifica eventuale di luogo o attività.
La semeiotica polmonare riguarda:
- Dolore: un dolore al petto può essere polmonare ma anche cardiaco. Il
dolore si può avere quando c’è il coinvolgimento della pleura parietale in
quanto polmone, vie aeree e foglietto pleurico viscerale non contengono
terminazioni nervose dolorifiche (solo la pleura parietale le ha).
- Espettorazione – tosse: la tosse è un tentativo di allontanare qualcosa di
fastidioso ed irritante nelle vie aeree. Il muco nelle vie respiratorie è
regolarmente secreto dalle ghiandole mucipare e viene allontanato dal
battito ciliare verso le vie respiratorie alte espellendolo con la tosse o
deglutendolo. Esiste un centro della tosse nel bulbo, questa è un
meccanismo protettivo e può essere produttiva (produce molto muco),
secca, convulsiva, emetizzante (stimola il vomito) e laringea (irritazione
della laringe).
L’espettorato può essere mucoso (semplice), mucopurulento o purulento
(dovuto ad un infezione), emorragico (emottisi che è sangue vivo mentre
emoftoe è misto a catarro e ad aria, perciò è schiumoso e roseo, va
effettuata diagnosi differenziale con l’ematemesi). Una persona che fa
sangue con la tosse è da pensare immediatamente che abbia un tumore.
- Emottisi/ emoftoe: l’emottisi è l’espulsione di sangue liquido mentre
l’emoftoe è sangue misto a catarro (schiumoso, roseo).
- Vomica: è una raccolta parenchimale o pleurica che giunge all’esterno
spesso con lo stampo del luogo d’origine. Si nota in bronchiettasie
(espansioni del bronco in cui ristagna il muco e viene espulso con la loro
forma) o bronchite.
- Dispnea: è una difficoltà respiratoria soggettiva con alterazione di
frequenza, intensità e ritmo respiratorio. Può avere svariate origini, anche
extra polmonari (cardiaca) o psicogene, talvolta è indice di patologia
modesta (asma allergica) o più spesso di patologia drammatica
(insufficienza respiratoria acuta).
- Cianosi: colorazione bluastra della cute dovuta ad una quantità di
emoglobina ridotta (cioè non collegata all’ossigeno) che raggiunge i 5gr/l
anziché i 2gr/l della norma nel sangue capillare.
L’ippocratismo digitale è il segno di una ipossigenazione cronica, consiste in un
aumento di volume del segmento distale delle dita delle mani e/o dei piedi
(dita a bacchetta di tamburo) di origine multifattoriale fra cui un deficit di
ossigenazione e del trofismo dei tessuti.
ESAME CLINICO
- Ispezione: nell’ispezione di una persona con un problema respiratorio
cronico possiamo notare già varie alterazioni nel paziente come una
morfologia alterata del rachide (es. gibbo, scoliosi o cifosi), della gabbia
toracica (torace ad imbuto e stretto in cui la sagoma del parenchima
soffre) o dello sterno (a carena ovvero quello ad uccello). Nell’ispezione
possiamo osservare anche i movimenti respiratori del paziente come
aumento degli atti respiratori (tachipnea) o un aumento dell’intensità
degli atti (polipnea), respiro superficiale (es. in peritonite), respiro
addominale (respiro che si ha ad esempio nel PNX massivo) o espansione
asimmetrica. La cute può presentarsi alterata come nel caso di presenza
di circolo venoso superficiale (es. nell’occlusione della vena cava
superiore in cui si sviluppano piccoli circoli venosi collaterali) o eruzioni
(Herpes Zooster, la parola significa serpente a fascia per l’effetto che da
l’eruzione tipica ovvero segue la forma dei fasci dei nervi intercostali)
- Palpazione: è l’esame che si fa con le mani, può essere immediata (io
tocco il torace e posso apprezzare espansione toracica e sfregamenti
della pleura) o mediata (faccio dire al paziente trentatré mentre ho le
mani sul torace del paziente, quest’onda di suono si propaga ed io
ottengo un fremito vocale tattile, detto FVT, una vibrazione prodotta dal
passaggio di aria e che io percepisco con il tatto) .
- Percussione: è la percussione del torace del paziente al fine di sentire i
suoni sotto la zona che percuotiamo, possiamo avere un normale suono
chiaro polmonare, un suono timpanico (iperchiaro, dovuto a presenza di
aria, troppa nel pneumotorace) o ottuso (addensamento, presenza di
liquidi e perciò di versamento). La percussione viene effettuata tramite il
dito pressimetro (di solito il medio) ed il dito pressore (il medio dell’altra
mano) e si batte su un dito con l’altro dito sulla zona che voglio
percuotere.
Esistono delle zone fisiologicamente differenti dalle altre e perciò sulle
quali la percussione è differente, in alcune zone vi sono delle strutture
che danno suoni differenti, perciò facciamo fare spesso atti respiratori al
paziente nel mentre percuotiamo.
- Auscultazione: attraverso l’uso del fonendoscopio. Il murmure vescicolare
è un rumore che viene dalle ultime parti delle vie respiratorie ed è
prodotto dal passaggio dell’aria dai bronchioli terminali agli alveoli e
viceversa, in questo punto le patologie si fano sentire subito variando il
murmure. Se c’è maggior quantità di liquido questi murmuri possono
diventare crepitii. I ronchi sono rumori secchi (tipici dell’asma bronchiale
in cui l’aria passa nei bronchi infiammati), i rantoli sono rumori umidi
(nel parenchima c’è liquido, possono essere, a seconda di dove vengono,
a grosse bolle e quindi nei grossi bronchi e così via con medie e piccole), i
crepitii sono a carico dei bronchioli terminali in cui si sente che c’è un p’'
di liquido dentro.
I sibili sono rumori, generalmente espiratori, per stenosi di piccoli
bronchi e bronchioli, gli sfregamenti sono solo movimenti pleurici che si
sentono mentre le pleure sfregano tra loro, i soffi laringei invece sono
rumori di tipo inspiratorio dovuti a spasmo laringeo (che può essere dato
da corpo estraneo, edema della glottide o flogosi infettiva).
La diagnostica strumentale consiste principalmente in:
- Rx torace: è un esame radiologico che si effettua principalmente in
proiezione antero- posteriore o latero-laterale, il massimo della
radiopacità è l’osso quindi lo vediamo bianco, il massimo della radio
trasparenza è l’aria e perciò la vediamo nera. Nella zona mediastinica
nella proiezione antero-posteriore nel lato sinistro vediamo l’abbozzo
dell’atrio sinistro, mentre a destra l’abbozzo del ventricolo sinistro. In
proiezione latero-laterale posso vedere la zona posteriore cardiaca quindi
principalmente anche l’arco aortico vedendo meglio l’aorta, vediamo
molto bene anche il lato sotto diaframmatico e la parte laterale del cuore.
Gli esami radiologici sono di facile esecuzione (anche a letto) e l’indirizzo
diagnostico è spesso definitivo, ma come svantaggio ha l’esposizione del
paziente alla radiazioni e spesso non è definitiva del problema.
- T.C. : è molto più specifica della radiografia, abbiamo una visione più
ampia ed a “fette” del paziente in visione assiale/sagittale, le radiazioni
utilizzate sono meno di quelle della Rx, da un indirizzo diagnostico spesso
ben definito ma ha un alto costo e non sempre è presente nelle strutture.
- BIOPSIA T.C. GUIDATA: possiamo effettuare biopsie guidate dalla TC, da
una diagnosi esatta e completa ma può dare emorragie, non sempre è
eseguibile, talvolta non arriva alla regione interessata.
- Spirometria: esame funzionale (non morfologico come la radiografia) che
ci da informazioni sulla funzione dell’app. respiratorio, è relativamente
semplice. Nella spirometria standard il paziente esegue una
INSPIRAZIONE forzata per valutare il volume di riserva inspiratoria,
dopodiché si fanno fare degli atti respiratori normali e poi si
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