Antropologia culturale
L'antropologia è lo studio del genere umano dal punto di vista culturale, si trattiene (eredità) ciò che serve e si apprende la realtà in tutt’uno con l’ambiente. L'ereditarietà è sempre attiva. L'antropologia si occupa dell'esplorazione della diversità umana nel tempo e nello spazio (adattabilità e trasmissione), significa capire cosa mantenere del background e dove essere più flessibili. C’è una profonda comunicazione di scambio tra adattabilità e trasmissione (contatti con altre culture, eredità, eccetera), è una scelta inconsapevole e attiva in base alla funzionalità per il nostro futuro. Locale ≠ globale → contrapposizione su tutto.
Scienze antropologiche
- Etnografia → Osservazione, raccolta dati
- Etnologia → Comparazione dei dati con ciò che già conosco
- Antropologia → Generalizzazione teorica su ciò che è l’umanità, leggi universali, come l’uomo si declina nei vari ambiti
- Tradizioni popolari → Demologia (studi sui gruppi subalterni interni rispetto alla maggioranza)
- Antropologia fisica → Genetica, biologia, ecologia
L'antropologia sorge con il colonialismo nell’800 assieme alla geografia, serve a capire le differenze tra le popolazioni (usi e costumi) → lucro. L'antenato di questa disciplina è Erodoto (VI secolo) che definisce “barbaro” chi non parla greco → fondazione di un’identità collettiva. Erodoto va in Egitto a conoscere questi “barbari” e trova una civiltà alla pari di quella greca → decostruzione dell'egocentrismo greco.
Altre fasi
- La scoperta del Nuovo Mondo (1400-1500), l'Umanesimo → spesso l'umanità è catalogata come umanità (indigeni), avviene anche il contrario.
- Illuminismo → riconoscimento dei diritti a tutti gli esseri umani (catalogazione, sentimento esotico, “buon selvaggio”). Non vengono riconosciuti gli indigeni come non in grado di intendere e di volere.
Sviluppi
- Fino al 1800 → Viaggi
- Oggi → Asse spazio-tempo molto compresso
- Da tradizionale e semplice a moderno e complesso, ogni dinamica è globalizzata e condizionata → sapere locale nell’ottica globale
- Bisogna cogliere l’unità nella differenza e la differenza nell’apparente somiglianza
La tecnologia interferisce con la natura (non “prendo la penna” ma “scrivo”) → per esempio 2001 ONS, creatività e adattabilità che rimanda alla creazione di un gruppo, la condivisione delle tecnologie, la prevalicazione su chi è più arretrato. Conflitto per le risorse primarie → necessario alla sopravvivenza.
Quando si parla di antropologia ci riferiamo a:
- Studio degli esseri umani nelle differenze spazio-temporali
- L'approccio globale e olistico (in toto, più della somma delle parti)
- La cultura come insieme di comportamenti e credenze apprese di genere in genere e condivise (post scrematura, solo quelle utili)
Natura / cultura → non è una divisione netta. Ci sembra naturale come viviamo ma siamo su un confine labile tra cultura e natura.
Concetto di antropologia di cultura
- E.B. Tylor, Primitive culture, 1871
- C. Geertz, Interpretazione di culture, 1973
- U. Hannerz, Esplorare la città, 1992
Interpretazione → bisogna capire il piano linguistico, il contesto e le coordinate spazio-tempo, la cultura è una ragnatela di significati. Per capire le altre culture → thick description.
Clifford Geertz
Geertz: l’antropologo si sforza di leggere la cultura sopra le spalle di quelli a cui appartiene di diritto, è necessario imparare come avere accesso alle altre culture. Geertz si occupa di antropologia interpretativa, non si tratta di interpretare le altre culture, ma di capire come approcciarsi a esse. Può essere studiata da chi è all’interno. Efficacia euristica → potenzia una definizione statica. Va tenuta presente l’importanza dei simboli nella cultura: la sua comprensione avviene attraverso un approccio più ermeneutico, è una riflessione densa e contestuale.
Postmodernismo
Rivoluzione concettuale, legata ai media (tutti possono parlare e tutti possono esportare cultura).
Cultura
- Insieme di modelli PER e DI (idee, simboli, azioni, disposizioni).
- Oppressa (inculturazione) → tutto ciò che apprendiamo (modelli) e trasmettiamo dalle culture precedenti (specie nei primi anni). Si ha una modifica delle culture all’interno delle stesse. In equilibrio precario.
- Modelli per (operativi) → mangiare, dormire, stare, eccetera. Bisogna tenere conto di entrambi per poter comprendere la cultura (es.: idea di igiene/routine che ci viene naturale, che rimanda sempre ai modelli di).
- Modelli di → modello di alimentazione, di pulizia, di stare, eccetera.
Cultura: alterna tra prassi quotidiana e richiami ai modelli.
Antropopoiesi
Educare, far proprio un corpo da parte di una società
- Operativa (messa in pratica nel quotidiano) → habitus, predisposizione che incorporiamo attraverso la società, che ci lega al contesto socio-culturale.
- Selettiva e dinamica → selezioniamo ciò che ci serve, dei modelli (funzionalità), è dinamica anche nella quotidianità; cambiamento senza sconvolgimento. Necessitiamo dei modelli per dare ordine al mondo.
- Differenziata e stratificata → dislivelli interni, età, genere, classi, etnie, potere, controllo.
- Simbolica e condivisa → condivisione di caratteristiche del linguaggio, in una cultura ci sono dei simboli condivisi e collettivi: universalità semantica, produttività infinita. La cultura prende queste caratteristiche dal linguaggio, che è il mezzo di comunicazione per gli esseri umani.
- Olistica → la cultura è una somma di più sfere interconnesse, serve un confronto con l’esterno.
- Porosa → i confini della cultura li apprendiamo per comparazione, spesso non comprendiamo le altre culture. Le culture sono chiuse, non c’è negoziazione nei confini.
Culture = processi comunicativi e di azione →
- Prassi + agency = - no strutture fisse - si basano su modelli ideali e reali (e contestuali) che costruiscono significati pubblici negoziati dagli individui - Valori + prassi quotidiane
- Si trasferiscono per:
- Inculturazione (transgenerazionale): creare una generazione che più o meno sia simile e sappia vivere nella società
- Acculturazione (contatto con altre culture)
- Diffusione (diretta/forzata/indiretta)
Specie ai confini (utili per gli stati nazione, confini + simboli - prassi politica) i processi si scontrano, si sovrappongono. Questo è il primo luogo di intersezione.
Metodo comparativo
- Unità del genere umano, ma non uniforme
- Rapporto tra unità e diversità
- Analisi delle varianti/invarianti particolari → parametri di comparazione, di analisi
Etnocentrismo → considerare la propria cultura come superiore.
Relativismo culturale → giudicare il comportamento in base al contesto culturale (non in base alla persona) senza valutazione morale. Questo non vuol dire non prendere posizione.
Globalizzazione
Mette sotto stress, sotto competizione.
Cultura: invece che mediazione → 1) attaccamento alle radici e 2) società liquida, molto più volatile e non più adatta come soluzioni.
Interazioni culturali
- Scontro civiltà → enfatizza il conflitto (no compromessi); se si parte con l’idea dello scontro si arriva al conflitto
- Mcdonaldizzazione → omologazione, enfatizza modelli all’estero
- Ibridazione → combinazione tra provenienze diverse, fusione
- Glocalizzazione → interpretazione locale di cultura globale, anche prendendo mode/cibo globali, le calo in un contesto culturale particolare: torno all’ibridazione, contestualizzando modifico
Negoziare: è necessario NON ritenere il proprio modello superiore, altrimenti si giunge al conflitto.
Micro-culture
Classe, potere, età, genere, contesto, istruzione, etnia/nazionalità. Per analizzare serve il dialogo: come? cosa? con che obiettivo?
- Studiare il metodo etnologico
- Raggruppamenti di periferia, embrioni (non sono processi storici, l’autodefinizione è la contrapposizione con l’esterno)
- Si dà una forma, nasce da un senso di auto riconoscimento.
Ricerca antropologica sul campo
Etnografia: raccolta di dati, sorge con il colonialismo. C’è una forte idea di tribalismo all’epoca, l’Africa è vista come a-temporale. “noi”, sviluppo e civiltà, “loro” etnia e indietro. Malinowsky, 1922.
- Osservazione partecipante
- Convivere nel lungo periodo
- Approccio olistico
- Lingua locale e vita quotidiana
Informazione: interpretazione, negoziazione e traduzione di culture. Malinowsky → nuovo metodo di studio, diari → da primitivi a società complesse attraverso la comprensione. È impossibile ad oggi fare una monografia (descrizione unica e completa) di una cultura, c’è troppa complessità. Attraverso lo studio etnografico (interviste semistrutturate, testi, immagini) noi comprendiamo, chi ci fornisce i dati si rende poi conto di propri comportamenti in determinati contesti. Sono necessari degli strumenti di partecipazione attiva alle micro-culture.
Ricerca antropologica
→ attributo etico (approcci deduttivi, da fuori) Viene associato dati raccolti a partire da domande esterne, a delle categorie appartenenti al ricercatore che servono a verificare una sua ipotesi.
→ attributo emico (approcci induttivi, interpretazione interna alla società) Viene associato a dati finalizzati alla restituzione di ciò che le persone osservate dicono a proposito della loro cultura e il modo in cui lo concepiscono, nonché le categorie del suo pensiero. Si dà voce alle culture dall’interno per renderle consapevoli.
Stare sul campo, elemento partecipante → consenso informato-etica professionale (senza trasformarsi in un membro della società osservata. La rappresentazione completa è data dalle nostre osservazioni associate alle informazioni su ciò che pensano/dicono le persone interne alla cultura (c’è però un gap tra quello che la gente dice e ciò che la gente fa).
Rappresentazione completa
- Note di campo
- Registrazioni audio e video
- Analisi quantitativa dei dati
- Analisi qualitative dei dati
Ricerche multi-situate
(non su un solo punto, ma in più aspetti e più luoghi → comparazione)
- Storie di vita
- Indagine sull’uso del tempo
- Progetti di gruppo
- Documenti testuali
Etno-storie → fonti, principalmente cultura orale Il passaggio successivo è chiedere agli altri come ci vedono, cercare un confronto sulla mia cultura, è una svolta riflessiva.
Antropologia: versante applicativo
- Colonialismo
- Lotta al razzismo (dopo il ‘38 → Manifesto della razza)
- Servizi sociali, educativi e giuridici
- Traduzione/tradurre linguisticamente e tradurre modelli) e interpretazione di modelli di:
- Corpo/salute/malattia
- Educazione e parentela
- Diritto familiare, pubblico e privato
Antropologia applicata → pubblica: indaga e trova i problemi e le esigenze, in più collabora in progetti con altri esperti per aiutare. Serve a:
- Identificare le esigenze della popolazione
- Progettare modifiche culturalmente appropriate
- Protezione della popolazione da progetti dannosi
- Punto di vista erta, etica del lavoro, ambiente, eccetera
- Ricerca-azione per trasformare i diversi contesti in base alla partecipazione
- Violenza strutturale, human trafficking (causa di molti morti) → dietro ci sono motivazioni politiche, climate change, eccetera
- Moderna schiavitù e lavoro minorile
- Culture tradizionali
Riepilogo degli assunti fondamentali
- Prospettiva olistica → diversi temi assieme, temi che sono interconnessi (come ad esempio economia o politica)
- Problematica contestuale, approccio emico → si parte dall’ambiente singolo per poi ampliarlo verso la visione completa
- Sguardo universale e anti-etnocentrico
- Stile comparativo (unità/diversità) → mi baso sul confronto
- Vocazione dialogica (traduzione)
- Relativismo culturale → contro l’etnocentrismo
- Impianto pluri-paradigmatico e risvolto applicativo → più paradigmi = flessibilità
- Condizione riflessiva, decentramento dello sguardo (esame: una domanda sulle parole chiave, slide e foto)
Unità e diversità del genere umano
Per secoli unità e diversità del genere umano è stata basata sulle razze usate in modo politico, per legami di sangue o per i genocidi. In realtà l’unica razza è quella umana. Queste idee di razza enfatizzano caratteristiche somatiche collegate a quelle fisiche e agli stereotipi. Si proietta sugli altri per ereditarietà biologica (per esempio: neri → ritmo, velocità, eccetera), si danno per scontati. Le differenze lasciano tracce nel DNA solo in base al luogo di provenienza (Africa, Sud America, eccetera).
Razzismo differenzialista → tutti quelli della stessa razza ma con culture troppo diverse che devono dunque stare separate. Le differenze somatiche seguono circa le varietà linguistiche. Razze/geni/lingue/culture → il corredo genetico è cambiato da 10mila anni fa ad oggi, tutti i cambiamenti sono dettati dalla cultura ed all’adattamento ad essa: la varietà fisica/linguistica è molto lenta rispetto al cambiamento culturale che invece è veloce. Aree culturali → le caratteristiche di un prototipo vengono estese a tutta la categoria.
Forme storiche di adattamento (antropologia economica): società acquisitive
- Stanno alla base di come viviamo
- Sussistenza di prelievo di risorse spontanee dell’ambiente → caccia, raccolta, industria, eccetera
- Strategie di adattamento
La relazione tra uomo e ambiente è fatta di flussi di energia e di scambi. La società contemporanea pone una distanza enorme tra uomo e cibo (prodotti, ambiente). Minore è la distanza e minore è la complessità.
Ecologia umana = rapporto tra uomo e ambiente basato sulla tecnologia
- Intensificazione → è difficile cambiare dunque economia e politica si intensificano
- Punto di riduzione dell’attività
- Crollo della produzione
Mutamento tecnologico. Espansione (=la società sta bene) e risorse limitate:
- Clima
- Popolazione
- Aumento degli spazi e conseguente aumento delle difficoltà (caccia = più dispersione)
Modi di produzione riferito ad un ambiente specifico e all’interazione tra tecnologia e ambiente:
- Caccia e raccolta
- Agricoltura
- Industria e post-industria
Mezzi di produzione: materia prima e sapere tecnologico e non. Manodopera: lavoro ed energia umana. Rapporti di produzione: relazione sociale tra mezzi di produzione e manodopera.
Fasi dell’attività economica
- Produzione → trasformazione delle materie prime in prodotti
- Distribuzione → far pervenire i prodotti ai consumatori, alle persone (cibo, acqua, elettricità)
- Consumo → utilizzo del prodotto
Per esempio: Inuit/Vezo → sono cacciatori e raccoglitori, sono un modello mobile, mentre l’agricoltura è sedentaria. Quelle mobili sono società di flusso-bande. Sono attività di ¾ ore al giorno e a rendimento immediato (non c’è cumulo di risorse). C’è un certo livello di uguaglianza tra uomo e donna che cooperano, non c’è un capo, viene appiattito chi emerge attraverso pratiche sociali, anche i “pigri” vengono schiacciati. Questo tipo di modello viene però schiacciato dall’arrivo di controlli statali.
Sami → sensibilizzano sul tema ambiente, possiedono anche un apparato politico. Orticoltori → lavoro a rendimento differito, al 99% è alimentazione vegetale.
Generalizzato: grande biodiversità in uno spazio ridotto. Ecosistema: Specializzato: distrugge la biodiversità (per esempio: le coltivazioni intensive). Agricoltura pluviale: molto stress (aratro, animali), è la mezzadria. Può essere un tipo di agricoltura intensiva con irrigazione e a rendimento differito: 1kcal di lavoro = 50 kcal di guadagno → eccedenza → Intensificazione (tecnologie e stratificazione sociale) che porta allo sviluppo di un’identità territoriale e all’attività bellica per difendere quel territorio (uomo = forza/donna = riproduttrice di forza).
Land grabbing: terre svendute da governatori ad altri senza il consenso di chi ci abita → spostamenti. Pastori: sono prevalentemente nomadi, ci sono delle relazioni simboliche tra mondo agricolo e mondo urbano e conflitti con l’organizzazione statale. Comunità peripatetiche → sono sempre in movimento (per esempio i rom).
Forme di circolazione dei beni
Vale a dire come vengono distribuite le risorse:
- Reciprocità
- Ridistribuzione
- Scambio
Scambio reciproco: Questo tipo di scambio è diverso tra le varie culture, può essere inteso come un baratto egualitario di dare e ricevere, non c’è nessuna restituzione immediata (come il regalo odierno, si lega alla sfera affettiva), non si valuta il valore dell’oggetto scambiato.
Malinowsky trova un modello di scambio reciproco in un arcipelago polinesiano, in cui c’è questa rete di scambi tra le isole, si è quasi obbligati a partecipare a questo ciclo. Lo scambio diventa cerimoniale.
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